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Di Fiorentino Marco Lubelli – 11 Gennaio 2021

Avevamo quasi un mese fa emesso una previsione che dettava attorno al 10 gennaio la data per l’evolversi in troposfera degli effetti dello Stratwarming ormai in atto dalla fine dell’anno. In questa galleria vedremo l’andamento del riscaldamento stratosferico a 100 Hpa negli ultimi sette giorni. https://www.progettoscienze.com/blog/sotto-leffetto-dello-stratwarming-il-vp-assume-forma-oblunga-come-nel-1956/

Vediamo chiaramente il riscaldamento in zona aleutinica dal 5 gennaio ad oggi e vediamone gli effetti in troposfera. Partiremo dall’immagine relativa all’8 gennaio.

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http://www.wetterzentrale.de

Si può evincere il primo insorgere di una cellula di alta pressione in zona polare. E’ il primo segno dello stratwarming.

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Evidente l’effetto a catena dovuto al saldarsi dell’impulso in salita dalle Aleutine dove è presente il riscaldamento stratosferico visto in precedenza e l’alta pressione polare-russa: i due lobi del VP si scindono, quello canadese si spezza in due parti.

Notare come l’alta pressione figlia dello stratwarming si fonda con quella groenlandese, frantumando il lobo canadese, un pezzo di esso sarà il primo impulso gelido che interesserà con grande probabilità il nostro paese per venerdi.

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Guardate bene questa carta modificata da noi con una previsione di quello che potrà avvenire nei prossimi giorni. Intanto l’alta pressione polare figlia del primo stratwarming si fonde con l’anticiclone russo. Il pezzo del lobo canadese staccatosi dalla sua circolazione principale va alla deriva verso est scendendo di latitudine trovando a nord il muro gelido dell’anticiclone russo e contemporaneamente risucchiando da esso parte del gelo. Contemporaneamente il lobo canadese sprofonda verso sud determinando le condizioni per il blocco atlantico. E’ la genesi del primo affondo gelido di questo gennaio per le adriatiche italiane.

Guardate come il nucleo di genesi polare marittima si vada a “continentalizzare” gradualmente posizionandosi sui Balcani e convogliando progressivamente aria sempre più fredda sull’Italia.

Attenzione perchè non è affatto finita.

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Evidenti in queste due mappe: la prima inerente al riscaldamento stratosferico a 70 Hpa e la seconda alla pressione alla quota di 100 Hpa. Come un secondo impulso stia arrivando in bassa stratosfera, un impulso che potrebbe determinare lo split del VP con la parte più cospicua di essa sulla siberia a determinare per la fine della seconda decade di gennaio una possibile ondata di gelo molto importante sul Mediterraneo. I tempi ormai sono maturi un nuovo pattern climatico dalle caratteristiche di persistenza dai connotati anche molto freddi inizia per l’Europa.

http://www.wetterzentrale.de Il Vortice polare si separa, la parte più cospicua sulla Siberia pronta a conquistare l’Europa. La previsione fa riferimento al 17 gennaio prossimo.

Fonte: Progetto Scienze

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