13 gennaio 2017 - 12:00 pm Pubblicato da

12-01-2017 – Salve a tutti, rapido aggiornamento modelli, alla luce della peculiare evoluzione in atto nel comparto europeo, alle soglie di una nuova importante fase meteorologica, che porterà freddo e maltempo per molti giorni nel Mediterraneo e nelle regioni italiane.

Della evoluzione generale abbiamo parlato diffusamente nell’editoriale di ieri; approfondiamo, sebbene rapidamente in data odierna, le principali fenomenologie previste nel territorio italiano nei prossimi giorni, tutti da vivere dal punto di vista meteorologico.

Assolutamente spettacolare l’immagine dal satellite, con l’imponente irruzione artica (la massa d’aria fredda prende le mosse dalla calotta glaciale groenlandese) che si fa strada in Atlantico, diretta proprio verso il Mediterraneo (fig.1).

fig.1

Il periodo perturbato ormai alle porte, si articolerà con diversi passaggi nelle prossime 72 h; proviamo ad elencarli rapidamente.

  • VENERDI’ – Il fronte perturbato affonda nel mediterraneo a partire dalla tarda mattinata, apportando maltempo, prima al nordest e poi nelle regioni centrali, con rovesci e temporali anche di forte intensità, accompagnate da intense raffiche sudoccidentali (fig.2).
  • fig.2

fig.2

Come abbiamo visto anche nei precedenti aggiornamenti, probabile episodio di maltempo anche al nordest in serata, con quota neve in abbassamento fino alla pianura, mentre nelle regioni centrali rovesci nevosi giungeranno dal lato tirrenico fino a quote collinari (500-600 m, fig.3).

fig.3

SABATO – Passato il fronte perturbato, un nucleo artico con aria molto fredda in quota (-35° C a 5300 m)) entra nel Mediterraneo, apportando precipitazioni diffuse a prevalente carattare di rovescio su Sardegna e regioni tirreniche, soprattutto centrali (fig.4)

fig.4

Le nevicate, già a quote collinari dalla mattinata, tenderanno ad abbassarsi ulteriormente, arrivando quasi a quote pianeggianti in nottata su tutte le regioni centrali, Campania e Romagna.

  • DOMENICA– Il Vortice si approfondisce nel Tirreno, richiamando aria sempre più fredda a tutte le quote (fig.5).

fig.5

Sarà proprio in questa fase che i rovesci, anche intensi tra Lazio e Campania e su Marche settentrionali e Romagna, potranno raggiungere le quote pianeggianti nelle fasi più intense; possibili fiocchi anche sulla capitale, ma soprattutto su tutte le colline delle regioni centrali (fig.6).

fig.6

Attenzione poi al settore compreso tra le province di Ancona, Pesaro e tutto l’entroterra della riviera romagnola, possibili nevicate fino al livello del mare.

Davvero sorprendente a riguardo, riportata di seguito, la carta degli accumuli nevosi previsti nella giornata di Domenica nei settori elencati, con accumuli più leggeri che potrebbero spingersi fino al parmense in Emilia, ma più a est si potrebbe raggiungere il mezzo metro nelle colline romagnole emarchigiane (fig.7).

fig.7

Ma anche il centrosud non scherzerà; ecco gli accumuli nevosi previsti nel week-end, sabato e Domenica, secondo il modello americano; si ribadisce che le carte riportate riguardano la NEVE e non le precipitazioni (fig.8,9)

fig.8

Neve Sabato

fig.9

Neve Domenica

Insomma, giornate di vera passione per gli amanti della meteoroLogia più dinamica.

Davvero pazzesca la carta previsionale della neve accumulata al suolo prevista sempre dal modello americano per i prossimi 10 giorni in Europa (12-22 Gennaio); praticamente tutto il continente, compresa l’Italia, vedrà le sue nevicate.

fig.10

Aggiorneremo a riguardo appena possibile, compatibilmente con gli impegni professionali, ma è da restare incollati agli schermi prima e alla finestra poi, da domani sera, venerdì.

Fonte Web: IMPONENTE IRRUZIONE ARTICA ALLE PORTE; ENTRO I PROSSIMI 7-10 GIORNI NEVE SU QUASI TUTTE LE REGIONI ITALIANE ED EUROPEE, DETTAGLIO WEEK-END, NEVE IN PIANURA AL CENTRO E NORDEST

Roberto
Attività Solare

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  • Giuseppe Filippone

    Sempre molto interessanti le argomentazioni, tuttavia sono sempre più confuso! Fin dalla scuola elementare mi hanno sempre insegnato che il pianeta è in grave stato di sofferenza per via del riscaldamento globale gran parte dovuto all’ attività antropica con conseguenze devastanti: scioglimento dei ghiacci, innalzamento dei livelli del mare con scomparsa di terre emerse, ecc. ecc., Da qualche tempo, non da molto in verità, per voce di molti esperti di metereologia, comincio a sentire versioni diverse, una delle quali ascoltata proprio oggi per radio in cui si affermava ( precisando che non è la prima volta ): ” non bisogna intendere il fenomeno del riscaldamento globale come l’ aumento della temperatura, ma come il verificarsi di eventi metereologici estremi ” aiutatemi a capire meglio, vi prego!

    • Ciao Giuseppe…

      cerco di chiarirti un tantino le idee… (ci provo almeno).

      Sul pianeta Terra esiste, grazie alla presenza dell’atmosfera, di un Effetto Serra che garantisce temperature medie globali ben al di sopra degli 0°C.
      Dal 1850 ad oggi la temperatura è aumentata. Qual’è il motivo di tale riscaldamento?

      Esistono essenzialmente 2 correnti di pensiero… la prima, “istituzionale” (che purtroppo viene già insegnata a scuola anche se non è mai stata confermata), è quella che parla del Riscaldamento Globale Antropico. Ovvero… visto che nel 1850 c’erano 280 ppm (parti per milione) di CO2 ed oggi abbiamo raggiunto le 400 ppm, e considerando che a livello naturale il bilancio della CO2 tra “fotosintesi clorofilliana” e “respirazione” delle piante è pressoché costante, allora se ne deduce che la CO2 in eccesso è di origine antropica… e derivante, nello specifico, dalla combustione degli idrocarburi. Questo è avvalorato dal fatto che l’aumento consistente della CO2 è stato registrato dopo l’inizio della seconda rivoluzione industriale.
      Chi sostiene tale teoria non prende nient’altro in considerazione e non accetta di verificare eventuali cause per l’aumento della CO2 in esubero.

      La seconda corrente di pensiero, invece, parte dal presupposto che esistono, in natura, dei “serbadoi” nei quali in qualche modo viene “stoccata” la CO2 presente in atmosfera. Uno e il più grande di tutti, è l’oceano. La particolarità dell’oceano, però, è che assorbe più CO2 quando è freddo… mentre man mano che si riscalda tende ad assorbirne sempre meno. Tale fenomeno è noto come “Solubilità dei gas in acqua”.
      In condizioni standard, con gli oceani ad una certa temperatura, il bilancio della CO2 nel suo lunghissimo ciclo, prevedeva 280 ppm in atmosfera.
      Siccome il clima terrestre non è un sistema isolato, ma risente, per fortuna, del calore (e quindi energia) proveniente dal Sole, dopo il 1850, che tra l’altro segna la fine di un periodo molto freddo durato oltre 500 anni, la temperatura media degli oceani ha iniziato ad aumentare. Questo ha comportato una riduzione della solubilità della CO2 in acqua che, quindi, si è accumulata in atmosfera portandone la concentrazione a 400 ppm.
      Ora… per comprendere il perché gli oceani si siano scaldati così tanto dopo il 1850 e non prima, è necessario andare a guardare la ricostruzione dell’attività solare degli ultimi 400 anni. E qui si scopre che ad ogni calo dell’attività solare, ha fatto seguito, dopo un certo numero di anni, un calo analogo e proporzionale (ma non lineare) della temperatura media del pianeta.
      Siccome l’attività solare è influenzata dalla posizione dei pianeti del sistema solare… che determinano lo spostamento del centro di massa del sistema solare (sbilanciando quindi il Sole), è possibile prevedere con buona approssimazione l’evoluzione dell’attività solare nei prossimi anni. Facendolo e tenendo conto dell’inerzia termica degli oceani, delle terre emerse e dell’atmosfera, l’unica evoluzione possibile per il clima terrestre è quella verso un consistente raffreddamento globale. Tale raffreddamento andrà avanti, come minimo, per 50-60 anni. Poi bisognerà vedere a che punto sarà arrivato… ma non sarà più affar nostro!

      Non è semplice, però, “convincere” quanti credono all’AGW a prescindere… perché per loro tante cose, come l’attività solare, semplicemente “non hanno alcuna influenza sul clima terrestre”. Come anche la solubilità della CO2 in acqua “non ha alcuna influenza sulla percentuale di CO2 antropica che finisce in atmosfera”. E cose di questo tipo.

      Oppure, com’è accaduto pochi mesi fa… se le temperature aumentano, allora tali aumenti sono una prova inconfutabile dell’AGW. Se le temperature diminuiscono, allora sono da attribuire ad una variabilità naturale.

      Chissà… 🙂 …ci sarò riuscito?

      Bernardo