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Di CAPP ALLON – 14 Luglio 2020

La ricerca mostra come il “blocco” della circolazione atmosferica aumenta quando l’attività solare resta bassa, causando il blocco delle figure meteorologiche alle alte e medie latitudini per periodi di tempo prolungati.

Durante il minimo solare, il normale flusso di correnti zonali (direzione ovest-est) viene sostituito da un flusso di correnti d’alta quota più meridionale (direzione nord-sud).

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Questa deformazione del getto viene ulteriormente esasperata durante un periodo più o meno lungo di Grand Solar Minimum (GSM), come quello in cui stiamo entrando ora, e spiega perché vaste zone del pianeta diventano insolitamente calde o fredde e altre insolitamente secche o piovose con estremi che durano per un lungo periodo di tempo.

Flusso zonale (a sinistra) vs flusso meridionale (a destra) – altro QUI.

Mikhaël Schwander, et al, 2017  – “Il caratteristico flusso zonale, con correnti di direzione ovest-est, viene ondulato maggiormente nel periodo di bassa attività solare man mano aumentando il flusso continentale con un tipo di circolazione più orientale e settentrionale. Ciò è confermato anche dalla maggiore frequenza di blocco sulla Scandinavia in regime di bassa attività solare.”

E il documento di Schwander, dal titolo “l’influenza della variabilità solare sulle figure meteorologiche dell’Europa centrale dal 1763 al 2009”, va oltre:

“L’analisi, lunga 247 anni, suggerisce che l’impatto del ciclo solare di 11 anni sui modelli meteorologici europei nel tardo inverno comporta una riduzione di condizioni di flusso di correnti occidentali legati a un flusso zonale medio ridotto in condizioni di bassa attività solare. Sulla base di queste prove osservate, stimiamo che la probabilità di avere condizioni fredde in inverno sull’Europa sia più alta in periodi di bassa attività solare che in condizioni di alta attività.”

Sembra che il Sole stia cadendo in un prossimo Grande Minimo Solare – un periodo di decenni di ridotta attività solare nel quale il sole può presentarsi privo di macchie solari per mesi o addirittura per anni.

Il risultato sul clima della Terra sarà di una violenta oscillazione tra gli estremi. Intense ondate di calore permangono in solite zone, mentre intense ondate di freddo dominano nelle zone vicine – e quindi le regioni subiscono un “cambiamento”. Sono questi repentini e imprevedibili cambiamenti che accelerano il fallimento dei nostri moderni sistemi di produzione alimentare: le colture falliscono, su larga scala, e la carestia arriva rapidamente.


Scene dal Minimo di Maunder (1645-1715).


Complessivamente, possiamo provare che la tendenza della temperatura terrestre si raffredda durante un GSM poiché l’output solare diminuisce sempre più (per esempio aumento della nucleazione delle nuvole). Tuttavia, non TUTTE le regioni sperimentano freddo. Come con il precedente GSM (minimo di Maunder 1645-1715), aree come l’Artico, l’Alaska e il Sud della Groenlandia/Nord Atlantico, in realtà queste zone si riscaldano durante un generale raffreddamento altrimenti “globale” – La NASA ha rappresentato il fenomeno nella mappa ricostruita della temperatura nel periodo del Minimo di Maunder.

Variazione della temperatura tra il 1780 (un anno di normale attività solare) e il 1680 (un anno all’interno del profondo minimo di Maunder) – NASA.


La storia si ripete.

Il clima della Terra è ciclico, mai lineare.

L’Artico sembra riscaldarsi ancora – leggermente – ma in linea con l’attività solare storicamente bassa che stiamo attualmente vivendo e il suo effetto sul Jet Stream, e non a causa delle irrilevanti emissioni di CO2 antropica.

Inoltre, se togliamo l’Artico, l’Alaska e il Sud della Groenlandia/Nord Atlantico. le letture della temperatura dal set di dati globale dell’atmosfera inferiore UAH, ci lasciano con un pianeta drammaticamente più freddo.

I TEMPI FREDDI stanno tornando, le latitudini più basse si stanno RAFFREDDANDO, in linea con l’attività solare storicamente bassa, i raggi cosmici che nucleizzano le nuvole e un  flusso di corrente a getto meridionale.

Perfino la NASA sembra concordare, se leggi tra le righe, con le loro previsioni per questo prossimo ciclo solare  (25) vedendolo come “il più debole degli ultimi 200 anni”, che mette in relazione i precedenti fermi di attività solare con periodi prolungati di raffreddamento globale.

L’inverno 2020-2021 sarà brutale.

Fonte: ELECTROVERSE

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