8 maggio 2017 - 20:00 pm Pubblicato da

Articoli che, al di là della previsione in se, comunque sempre di autorevoli studi di scienziati del settore e in base a indicazioni ben precise che ci da la natura, iniziano a preoccupare per la loro frequenza con cui occupano sempre più spazio nel nostro presente.

 

 

Il raffreddamento GLOBALE “arriverà entro pochi anni” inaugurando così una “Mini Ice Age” della durata di circa 100 anni e che potrebbe portare al congelamento del fiume Tamigi. Questo riferiscono gli scienziati climatici al Daily Star Online.

Di Joshua Nevett – Pubblicato il 7 maggio 2017

 

Gli esperti climatici hanno confermato che il nostro pianeta è sulla via per una nuova “Little Age Ice” entro i prossimi tre anni grazie ad un cocktail di cambiamenti climatici e di un’attività solare molto ridotta.

La ricerca mette in mostra un ciclo naturale di raffreddamento che si verifica ogni 230 anni iniziato nel 2014 e che farà scendere le temperature ulteriormente entro il 2019.

Gli scienziati si aspettano anche una “enorme riduzione” dell’attività solare per un periodo equivalente di circa 33 anni, che tra il 2020 e il 2053 causerà il crollo delle temperature.

Entrambi i cicli suggeriscono che la Terra sta per entrare in un ciclo di raffreddamento globale che potrebbe portare a conseguenze devastanti per l’economia globale, l’essere umano e la società così come la conosciamo.

Se le previsioni ipotizzate dagli scienziati climatici, di questo grande raffreddamento globale, si dovessero avverare, la trama del film del 2004 “The Day After Tomorrow” non andrebbe molto lontano dalla realtà durante le prossime stagioni invernali.


BIG FREEZE: La Gran Bretagna sta dirigendosi verso una Mini Ice Age della durata di un centinaio di anni.

Durante l’inverno, intere grandi città – come Londra, Parigi e New York – sarebbero soggette a temperature rigide, con il perdurare di ghiaccio e neve per mesi.

Milioni di persone sarebbero a rischio con interruzioni prolungate di elettricità, carenza di cibo e problemi di salute connessi al clima rigido.

David Dilley, del CEO, Global Weather Oscillations, ha dichiarato al Daily Star Online che i cicli di riscaldamento e raffreddamento globale sono determinati dalle forze gravitazionali della Terra, della luna e del sole.

Ogni ciclo dura circa 120.000 anni, con sub cicli di circa 230 anni.

ICE RINK: Il fiume Tamigi congelato, Londra, 1895

“L’Artico si congelerà rapidamente entro il 2020 e permetterà quindi all’aria artica estremamente gelida di espandersi e di scendere alle nostre latitudini inglobando anche la Gran Bretagna”. David Dilley, CEO of Global Weather Oscillations

David Dilley, del CEO – Global Weather Oscillations ha riferito: “Abbiamo avuto cinque cicli di riscaldamento da circa il 900AD, ognuno di questi seguito da un drammatico ciclo di raffreddamento. “L’ultimo ciclo di riscaldamento globale è terminato nel 1790 e sommando 230 anni si arriva al 2020 – quindi i nostri calcoli ci inducono a credere che un rapido raffreddamento avverrà a partire dal 2019”.

Inoltre ha riferito che il prossimo raffreddamento in arrivo farà scendere le temperature simili agli anni ’40 – quando la colonnina di mercurio nel periodo invernale nel Regno Unito scese a -21C. “Il raffreddamento a partire dal 2019 riporterà le temperature a livello globale al periodo tra il 1940 e il 1960.

“L’Artico si espanderà rapidamente entro il 2020 e permetterà alla gelida aria artica di espandersi e di scendere alle nostre latitudini inglobando anche la Gran Bretagna. Inoltre dalla metà del 2020 le temperature del periodo invernale diverranno ancora più fredde che negli anni ’40 e ’60.

“Questa Mini Ice Age durerà dai 60 ai 100 anni circa, per poi riprendere gradualmente a scaldarsi verso il prossimo ciclo di riscaldamento globale che però non sarà più caldo di quello attuale dove comunque ne stiamo uscendo”.

 

ice age britain
COOLDOWN: si dice che la bassa attività solare sia uno dei fattori principali che portano al grande freddo.

La ricerca della professoressa Valentina Zharkova mostra come la bassa attività solare possa causare temperature globali più basse da oltre 350 anni a questa parte. Entro tre anni le drastiche riduzioni delle emissioni di calore solare potrebbero portare ad un sostanziale raffreddamento in Europa, Nord America e Asia.

Dal 1650 al 1710, le temperature in gran parte d’Europa, tra cui la Gran Bretagna, crollarono nel periodo in cui il sole entrò in una fase di quiete conosciuta come Maunder Minimum.

La Zharkova ritiene che un lungo periodo estremamente lungo e freddo stia per arrivare – dando l’inizio per nuovi ghiacciai, aumentando l’estensione del ghiaccio marino e il congelamento di fiumi e laghi.

Intervistata dal Daily Star Online la Zharkova afferma: “Non abbiamo calcolato le variazioni della temperatura sulla Terra, possiamo però ipotizzare cosa potrebbe accadere facendo affidamento alla precedente esperienza del precedente grande minimo di Maunder avvenuto nel periodo 1645-1705. “In quel periodo il ghiaccio perdurò per 60-65 anni.

“Il prossimo grande minimo durerà almeno per tre cicli solari, o 33 anni, dal 2020 al 2053, come abbiamo già previsto.

“A causa dell’enorme riduzione dell’attività solare, prevediamo che la temperatura sarà in calo come avvenuto nel 17° secolo”.

thames freezes over
CHILLY: Il Tamigi con lo spesso ghiaccio nel 1984, con visibile il Tower Bridge

La Zharkova, dell’Università del Northumbria, ha ottenuto queste previsioni studiando sui nuovi modelli matematici a disposizione adatti per prevedere l’attività solare, sostenendo che le elaborazioni dei suoi modelli possono prevedere l’andamento dei cicli solari con una precisione del 97%, lasciando spazio soltanto a piccoli margini di errore.

Il Met Office ha riferito al Daily Star Online che una nuova Mini-Ice-Age sarebbe la “previsione peggiore”, aggiungendo che, mentre le temperature saranno probabilmente in calo, riusciranno a fare comunque poco per contrastare il riscaldamento globale dovuto dall’azione dell’uomo.

George Feulner, dell’Istituto di Potsdam sulla ricerca del cambiamento climatico, concorda con questa visione, aggiungendo: “La prevedibile diminuzione della temperatura globale sarebbe al massimo di 1 decimo di grado, rispetto ai circa 1,3 gradi centigradi del periodo preindustriale entro il 2030.”

Fonte: dailystar

Attività Solare

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  • Marco Lorenzetti

    in genere vi seguo con molta attenzione e, devo dire, ammirazione.

    tuttavia, l’articolo è un po’ datato (ottobre 2016) e il giornale citato assomiglia un po’ troppo a Novella 2000 per essere preso come fonte autorevole. Sarebbe stato meglio linkare articoli di riviste scientifiche che riportano le stesse conclusioni dello studio piuttosto che quel giornaletto…

    • enzo

      Marco, il giornale citato, non fa altro che riportare gli studi scientifici pubblicati a suo tempo dalla nostra pagina. Ed ecco il motivo della traduzione e pubblicazione del sottoscritto dell’articolo. Se fai una ricerca sul nostro blog potrai accedere, oltre che ai suddetti lavori citati, anche ad altri centinaia di lavori autorevoli pubblicati, di cui si fa riferimento alla connessione sole clima.

      Proprio nella giornata di domani sarò in pubblicazione con un altro studio, e proprio sullo stesso argomento, che andrà ad impreziosire il già vasto archivio di lavori scientifici della nostra pagina. 😉

      • Marco Lorenzetti

        no, no… lo so che voi lo dite da tempo. Seguo i vostri articoli con molto interesse. Inoltre, il sito è vostro e ognuno segue la linea editoriale che vuole, che pensa essere la più adatta. Tuttavia, da parte mi non posso far altro che rimanere perplesso quando un sito che giudico essere molto autorevole sulle tematiche climatiche cita a supporto un articolo, pure datato, di un giornaletto simile a Novella 2000. Un giornaletto che, all’articolo citato, abbina senza alcun problema l’ultimo pettegolezzo sulla stelletta di turno e magari l’ennesima testimonianza del tizio che afferma essere stato violentato da un alieno. Tutto qui.
        Da Parte mia, ribadisco che la perplessità non riguarda la tesi esposta, ma il mezzo.
        Poi voi potete essere d’accordo con me oppure no, ma ritengo che sia costruttivo confrontarsi.