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Il sistema di Laki è divenuto celebre per l’eruzione avvenuta tra il 1783 e il 1784. Il flusso basaltico generato, secondo alcune stime, ammontò a 14 chilometri cubi.
La colonna di gas, polveri e cenere raggiunse un’altitudine di circa 15 chilometri, oltrepassando dunque il limite della troposfera, e gli aerosol solforici furono dispersi nell’atmosfera di tutto l’emisfero settentrionale.
Gli 8 milioni di tonnellate stimate di fluoro gassoso e i 120 milioni di diossido di zolfo emessi nel corso del fenomeno andarono a formare sull’Europa quella che fu chiamata la foschia di Laki.

L’estate del 1783 fu decisamente anomala su gran parte del continente: un’inusuale area di alta pressione si stabilì sull’Islanda, facendo sì che i venti trasportassero la nube venefica verso sud-est. Questa si diresse dapprima verso la Norvegia; poi si estese sui cieli dell’Europa centrale. Praga e la Boemia furono raggiunte il 17 giugno, Berlino il 18, Parigi il 20, Le Havre il 22 e la Gran Bretagna il 23. La nebbia era così fitta che le navi furono bloccate nei porti, e il Sole acquistò una tonalità rosso sangue.

Il diossido di zolfo causò vittime tra la popolazione . Nel Bedfordshire, nel Lincolnshire e lungo la costa orientale dell’isola si ebbe un tasso di mortalità 2-3 volte più alto del normale.
In Francia, la città di Chartres registrò 40 morti tra agosto e settembre, soprattutto tra coloro che lavoravano all’aperto. Le vittime totali causate solo dall’esalazione di aerosol vulcanico furono 23.000.

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Gli aerosol causarono un peggioramento netto del clima su tutto il continente; brevi periodo di caldo intensissimo si alternarono a violentissimi temporali e grandinate sulla Gran Bretagna e sulla Scandinavia fino all’autunno. In Scandinavia ed in Scozia non mancarono gelate e nevicate fuori stagione, grazie ad un coriaceo anticiclone sull’Islanda che favoriva discese fredde artiche. Sull’Europa centrale, fasi estremamente calde si davano il cambio con forti irruzioni artiche. I contrasti termici esplosivi determinarono rovinose grandinate e tornado impressionanti per la zona. La grandine enorme uccise molti capi di bestiame, nonché uccelli e animali selvatici. In Islanda, a peggiorare lasituazione agricola conseguente l’avvelenamento del terreno, dei fiumi e delle falde, ci si mise la forte siccità .
Estate del 1783 molto calda e siccitosa in area Mediterranea.
L’inverno successivo fu uno dei più rigidi nella storia dell’Inghliterra : la città di Selborne, nell’Hampshire, visse 28 giorni di gelo consecutivi, e 8.000 furono i morti causati dal freddo in tutta la nazione.
La Germania e il resto dell’Europa centrale videro abbondantissime nevicate, che, durante il successivo disgelo, causarono disastrose inondazioni.

Gli effetti sul clima europeo si fecero sentire anche negli anni successivi. Seguirono lunghe siccità , inverni rigidissimi ed estati fredde e nebbiose. Nell’estate 1788 si verificò in Francia una straordinaria quanto vasta grandinata (probabilmente la più potente dell’era moderna in Francia) che decimo’ i raccolti.

Sopra, colture distrutte da grandine.

Questa successione di anni con avverse condizioni meteorologiche contribuì ad espandere la povertà e la carestia, che a loro volta possono essere annoverate tra i fattori scatenanti della Rivoluzione francese nel 1789. L’eruzione del Laki non fu l’unico evento eccezionale in un decennio di anomalie climatiche: contemporaneamente si verificò anche l’eruzione del Grímsvötn, ed alcuni studiosi aggiungono a tutto ciò la presenza, tra il 1789 e il 1793, di un intenso e persistente episodio di El Niño.

Alessio

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