25 settembre 2017 - 17:25 pm Pubblicato da

L’immagine allegata fa riferimento a dati originali della NOAA e pubblicati nel rapporto dell’IPCC nel 1970. Il grafico fa riferimento ai ghiacci artici nel periodo dal 1973 al 1990 e mostrano che nel periodo antecedente al 1979 i ghiacci artici presentavano un forte deficit, prima di riprendere a salire dal 1975 con culmine nel 1979.

https://www.ipcc.ch/ipccreports/far/wg_I/ipcc_far_wg_I_chapter_07.pdf

Inoltre, sempre dal grafico allegato, vengono mostrati i dati disponibili da satellite che partono dal 1973 e non dal 1979 come vorrebbero farci credere. 1979, l’anno in cui i ghiacci marini artici risultavano ai massimi livelli.

Enzo
Attività Solare

 

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  • Mintore

    https://uploads.disquscdn.com/images/496976219aaa3f168c5089c732fe06ffa67c6ee008043c61f06d3672c389653e.png

    Ovviamente prima del 1979 i dati sono un insieme di proxy e prime analisi satellitari, ma la fonte di questo grafico è l’NSIDC e lo UK Hadley Center.

    Dati che probabilmente, nel primo rapporto IPCC del 1990, non erano ancora disponibili.

    Resta comunque il fatto che, dal punto di vista delle misurazioni da remoto, il 1979 è stato scelto come anno di riferimento perchè solo allora sono iniziate delle rilevazioni omogenee e continue. Il trend è piuttosto chiaro.

    • In realtà non è affatto chiaro… in quanto continuate ad ignorare, forse volutamente, le reali cause di tale trend…. che non è affatto il Riscaldamento Globale Antropico… visto che le temperature scendono SEMPRE abbondantemente, sotto lo zero durante l’inverno e restano per pochissimo tempo sopra lo zero in estate.

      Bisognerebbe avere l’umiltà di ricordarsi di considerare l’Indice AMO, la Corrente del Golfo, le eruzioni vulcaniche e idrotermali sottomarine, ecc… ecc… ecc…

      B.

      • Mintore

        Come spesso accade vi(?) sbagliate. Nessuno ha mai asserito che il ghiaccio Artico dovesse scomparire a causa di anomalie termiche invernali di 30°C, pare invece che inverni artici più caldi comportino un aumento (in frequenza e durata) di temporali di neve, con conseguente arrivo di aria più calda e come risultato un pack indebolito [http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/2017GL073395/full].

        – Riguardo l’indice AMO, l’umiltà del ricordarselo forse non la hanno i media mainstream, ma siccome la scienza la fanno gli scienziati e in particolare quella del clima i climatologi, la Atlantic Multidecadal Oscillation è ben considerata. Cito due studi tra i più recenti e i più focalizzati sul comprendere l’impatto di schemi climatici sull’estensione del ghiaccio artico.

        1) Sources of multi-decadal variability in Arctic sea ice extent (2012) – “There is little evidence of a relationship between the AO (Arctic Oscillation) and SIE (Sea Ice Extent) in the models. However, we find that both the AMO and AMOC (Atlantic Meridional Overturning Circulation) indices are significantly correlated with SIE in all the models considered. Using sensitivity statistics derived from the models, assuming a linear relationship, we attribute 0.5–3.1%/decade of the 10.1%/decade decline in September SIE (1979–2010) to AMO driven variability. [http://iopscience.iop.org/article/10.1088/1748-9326/7/3/034011/meta;jsessionid=56D19DBB69861C993B717336EB5A40C6.c4.iopscience.cld.iop.org]

        2) A signal of persistent Atlantic multidecadal variability in Arctic sea ice (2014) – “This observational evidence supports recent modeling studies that have suggested that Arctic sea ice is intrinsically linked to Atlantic multidecadal variability. This may have implications for understanding the recent negative trend in Arctic winter sea ice extent, although because the losses have been greater in summer, other processes and feedbacks are also important.” [http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/2013GL058084/full]

        Insomma, il segnale dovuto alla forzante dei gas serra resta sempre la quota parte maggiore (a meno ovviamente di nuove scoperte).

        – Per le eruzioni vulcaniche sottomarine cito più semplicemente la pagina delle FAQ sul sito dell’NSIDC.
        1) “the amount of heat they produced compared to the large volume of the Arctic Ocean is small”
        2) “the eruptions would have introduced heat deep below the sea ice that floats on the ocean surface”
        [http://nsidc.org/arcticseaicenews/faq/#volcanoes]

        – Sulla Corrente del Golfo non capisco cosa intendiate. Il suo rallentamento è studiato da anni e, per quanto spesso si attribuisca gran parte della responsabilità alla fusione dei ghiacci della Groenlandia, ancora oggi si sta cercando di capirne la vera causa.

        • E’ evidente che non ci capisci un cavolo di ciò che scrivi… e si denota da come scrivi, da come cerchi di arrampicarti sui vetri ecc….

          L’estensione dei ghiacci marini artici dipende esclusivamente dalla temperatura del mare. Questa varia essenzialmente per 2 motivi….

          – uno principale… dovuto alla quantità di acqua calda e salata che raggiunge le elevate latitudini. Tale quantità, trasportata dalla Corrente del Golfo verso il nord Atlantico e dalla Corrente del Nord Atlantico fino all’Oceano Artico, segue nel “medio” termine, l’indice AMO. Durante le fasi positive di tale indice il calore trasportato aumenta… durante le fasi negative diminuisce. In più la Corrente del Golfo ha una sua ciclicità di diversi millenni dovuta a tutta un’altra serie di motivi individuabili nel medio e basso Atlantico (ma non solo… in realtà dipende da tanti altri fattori).

          – uno secondario… dovuto alle eruzioni vulcaniche e idrotermali sottomarine

          La quantità di CO2 nell’aria, ai ghiacci artici, non gli fa un emerito cavolo… e questo perché la temperatura dell’aria sulla zona dell’Artico dipende da fattori NON LEGATI all’insolazione… che resta SEMPRE estremamente bassa (evidentemente non sai neanche come funzionerebbe il riscaldamento globale).

          Come dicevo… la temperatura dell’aria, in inverno è sempre estremamente bassa… mentre in estate varia in base ad una serie di fattori dovuti in gran parte alla “forza” e dinamicità del Vortice Polare, sia Troposferico che Stratosferico. Ed entrambi non subiscono alcuna influenza dalla quantità di CO2 presente nell’aria.

          Detto questo…

          La maggior fusione dei ghiacci marini artici negli ultimi periodi è dovuta a meccanismi di RAFFREDDAMENTO GLOBALE dovuti ad una MINORE ATTIVITÀ SOLARE. Anche se sembra un’apparente contraddizione, non è affatto così. Infatti, studiando (cosa che evidentemente non fai abbastanza), si scopre che ad una MINORE ATTIVITÀ SOLARE corrisponde una MAGGIOR DEBOLEZZA DEL VORTICE POLARE il quale comporta la formazione di alte pressioni in sede polare che “spostano” il freddo verso le latitudini inferiori. Tale displacement del freddo artico provoca nelle medie e basse latitudini un calo termico che raffredda l’aria provocando precipitazioni sia sotto forma di pioggia che di neve. Tali precipitazioni, insieme alla ridotta quantità di energia ricevuta dagli oceani, provoca un lento, graduale ed inesorabile raffreddamento dei mari con conseguente raffreddamento del Nord Atlantico e quindi della corrente del Nord Atlantico. Il risultato è che a lungo andare, tali condizioni portano ad un ribaltamento del trend dei ghiacci marini artici con un ricongelamento molto veloce.

          E’ evidente, da ciò che citi e da come lo citi, che… come detto prima, non hai la più pallida idea di ciò di cui parli. Infatti… riguardo le eruzioni vulcaniche sottomarine, citi ciò che viene scritto in una pagina aggiornata al 2008 e non più valida. Nel frattempo sono stati fatti nuovi e più approfonditi studi… Ma basterebbe guardare una carta dei vulcani attivi dell’Oceano Artico e individuare, in inverno, le zone dove NON SI FORMA GHIACCIO per capire che c’è una sorgente di calore sottomarino.

          Inoltre è stato scientificamente dimostrato che il ghiaccio marino artico si scioglie dal basso e non dall’alto.

          Per quanto riguarda la tua affermazione secondo la quale la Corrente del Golfo provoca lo scioglimento del ghiaccio in Groenlandia, evito di commentare perché non ha nessun fondamento ne logico… ne scientifico… per non parlare di quello geografico!

          Come accade spesso, quelli come te che parlano per sentito dire… accettando passivamente la pseudo teoria del Riscaldamento Globale Antropico provocato dall’emissione di CO2, non si rendono conto che la CO2 potrebbe, in linea teoria, avere qualche forma di influenza sulle temperature solo nelle zone dove c’è il Sole alto nel cielo. All’interno del Circolo Polare Artico il sole resta molto basso sull’orizzonte durante i 6 mesi estivi… e rimane SEMPRE sotto l’orizzonte, durante i 6 mesi invernali. Ergo… non c’è alcuna attività di “riscaldamento” dovuta all’effetto della CO2.

          Potrei continuare ma potrebbe essere solo una perdita di tempo.

          Bernardo

          • Mintore

            “La quantità di CO2 nell’aria, ai ghiacci artici, non gli fa un emerito cavolo”

            Direttamente no, come dicevo non ci sono anomalie così accentuate da comportare temperature superiori allo zero termico in inverno. Indirettamente a quanto sembra sì, l’AGW pare comporti un aumento di “winter storms” che risultano essere deleteri al ghiaccio artico. E’ scritto nell’articolo che ho citato sopra ed è finito pure sulla rivista Nature, quindi una qualche valenza la avrà.
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            “Nel frattempo sono stati fatti nuovi e più approfonditi studi… Ma basterebbe guardare una carta dei vulcani attivi dell’Oceano Artico e individuare, in inverno, le zone dove NON SI FORMA GHIACCIO per capire che c’è una sorgente di calore sottomarino.”

            Riuscite a postare qualcosa a riguardo? Non trovo nulla.
            Il fatto comunque che la risposta sul sito dell’NSIDC sia datata al 2008 non significa che abbiano smesso di aggiornarla, ma che probabilmente non ci sono novità a riguardo. Anche perchè invece, sulla stessa pagina, alcune risposte sono state modificate nel 2016, quindi la sezione del sito è ancora attiva.
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            “Per quanto riguarda la tua affermazione secondo la quale la Corrente del Golfo provoca lo scioglimento del ghiaccio in Groenlandia, evito di commentare perché non ha nessun fondamento ne logico… ne scientifico… per non parlare di quello geografico!”

            Rileggi la mia affermazione grazie.
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            “E’ evidente che non ci capisci un cavolo di ciò che scrivi”
            “non hai la più pallida idea di ciò di cui parli”
            “quelli come te che parlano per sentito dire”
            “Infatti, studiando (cosa che evidentemente non fai abbastanza)”
            “(evidentemente non sai neanche come funzionerebbe il riscaldamento globale).”

            In generale, la velocità con cui passate al personale è davvero emblematica, ma capisco che sia più facile assecondare la sempliciotta casalinga di Voghera che sulla vostra pagina Facebook, di fronte ai titoli dei vostri articoli, si convinca che tutto il mondo le dica bugie e voglia rubarle i soldi, oppure rispondere a quella che, di fronte agli approssimativi articoli dei media, si convinca che un giorno caldo nella sua città significa solo ed esclusivamente global warming.
            La stessa domanda sugli studi potrei benissimo replicarla a voi, ma mi sembra una bambinata e quindi lascio stare.
            Certo è che, chiudendo le vostre repliche con frasi del tipo “Potrei continuare ma potrebbe essere solo una perdita di tempo.”, finite solo per autoeleggervi i padroni dell’unica grande verità, il che di diritto vi rende identici a chi gestisce siti/blog/… “caldisti” che voi stessi (spesso giustamente) criticate. Contenti voi.

            • Gurda, neanche lo leggo più quello che scrivi perché per 3/4 sono stronzate.

              Sul nostro blog ci sono più di 4000 articoli e google è un ottimo motore di ricerca. Non ci credo neanche se lo vedo che non trovi nulla riguardo i temi da me postati perché ho fatto l’ennesima ricerca e i risultati li trovo. Forse a te non interessa informarti perché ti sta bene credere alle stronzate che scrivi… (o che ti fanno scrivere?)

              Abbiamo sempre spiegato nel dettaglio come funzionano le dinamiche che governano il clima. Ne abbiamo parlato tante volte e sinceramente sono stufo di ripetere sempre le stesse cose. Ma soprattutto sono stufo di leggere che qualunque evento, causato dalla diminuzione dell’energia disponibile nel sistema climatico terrestre, è una prova da voi considerata inconfutabile del Riscaldamento Globale. Siete talmente presuntuosi che non vi rendete conto che state solo portando avanti quello che per me è un crimine contro l’Umanità. State danneggiando la Scienza, la Natura, l’economia, la società e la cultura umana. E tutto questo per che cosa? Una marea di miliardi di dollari che l’AGW riesce a muovere in giro per il mondo e che stranamente nessuno di voi riesce a vedere.

              Non ho ancora trovato NESSUNO che sia riucito a dimostare l’attendibilità dell’AGW SENZA FAR USO DEI MODELLI MATEMATICI. Nessuno. Perché l’AGW si basa solo ed esclusivamente sui modelli matematici.

              Se vuoi parlare di clima studia il clima. Studiane le basi… le dinamiche e le cause REALI… non quelle inventate da chissà chi e da chissà cosa. E se la temperatura scende… è perché fa più freddo non perché fa più caldo. Questo lo capiscono pure i deficienti… ma non voi.

              Il VP, come ho già detto, si indebolisce a causa di processi DOMINATI dall’Attività Solare. Quando questa diminuisce, oltre a raffreddare gli oceani perché arriva meno energia al suolo, provoca una serie di cambiamenti nella disposizione delle figure bariche. Al Polo Nord, come si è visto lo scorso anno, si piazza una Alta Pressione che allontana il freddo facendolo scendere di latitudine… e questo raffredda tutto il resto dell’emisfero. Se non riesci a capire questo non ci posso fare assolutamente nulla.

              Per me è chiaro solo una cosa… più si va avanti e più stronzate dite pur di avere ragione. Ma i dati parlano chiaro e questa è l’unica cosa che conta.

              B.

              • Mintore

                “Non mi basta un “a quanto pare”. Voglio che mi spieghi per filo e persegno tutto il processo… il meccanismo che secondo te dovrebbe spiegare lo scioglimento dei ghiacci artici a causa dell’aumento della CO2.”

                L’articolo è sempre lo stesso. Non volete perdere tempo a leggerlo? Scelta vostra.
                Il “quanto pare” è perchè sono studi recenti in piena evoluzione e come tutto nella scienza sono anche confutabili, lo stesso AGW è una teoria e in quanto tale non infallibile. Però le basi sono piuttosto salde, tanto da muoverci sopra politiche di mitigazione e adattamento.
                ______

                “Sul nostro blog ci sono più di 4000 articoli e google è un ottimo motore di ricerca. Non ci credo neanche se lo vedo che non trovi nulla riguardo i temi da me postati perché ho fatto l’ennesima ricerca e i risultati li trovo. Forse a te non interessa informarti perché ti sta bene credere alle stronzate che scrivi… (o che ti fanno scrivere?)”

                Io volevo seriamente un mappa, ho usato diverse chiavi ma non ho trovato nulla. Nè tanto meno su google scholar, che in merito a lavori scientifici è certo un motore di ricerca migliore. Mi spiace che mi consideriate uno che parte prevenuto, anche perchè avendo citato articoli scientifici non sto supportando una mia teoria, ma il lavoro di altri.
                ___________

                “Non ho ancora trovato NESSUNO che sia riucito a dimostare l’attendibilità dell’AGW SENZA FAR USO DEI MODELLI MATEMATICI. Nessuno. Perché l’AGW si basa solo ed esclusivamente sui modelli matematici.”

                Falso. La sensitività climatica è un parametro che non necessita di modelli per essere stimato.
                I modelli climatici vengono usati per le proiezioni future e già su quelli si può discutere dato che il modello perfetto non esiste in nessuna disciplina.
                ______

                “Questo lo capiscono pure i deficienti… ma non voi.”
                “più si va avanti e più stronzate dite pur di avere ragione”
                “E impara a usare google!”

                Grazie per l’educazione. Non volete perdere tempo, ma quello di insultare lo avete sempre.

                • Lo vedi? Spari solo cazzate.. stronzate… falsità madornali. E continui pure imperterrito.

                  La sensitività climatica cosa? non necessita di cosa? Ma dico, sei sano di mente o ti manca più di qualche rotella? No perché è stato appurato che è stata abbondantemente sopravvalutata… tanto da rendere i modelli matematici con i quali si confuta l’AGW totalmente inaffidabili.

                  E visto che a te di dire le cose come stanno non te ne frega un cazzo, ora per piacere non rompere più!

            • Basta solo questo per capire che non ci capisci un cavolo e pretendi di avere ragione:

              “Indirettamente a quanto sembra sì”

              Non mi basta un “a quanto pare”. Voglio che mi spieghi per filo e per segno tutto il processo… il meccanismo che secondo te dovrebbe spiegare lo scioglimento dei ghiacci artici a causa dell’aumento della CO2.

              Ma siccome so che non riuscirai a farlo se non usando “modelli” o sparando cazzate, evita… perché mi hai già fatto perdere troppo tempo.

              E impara a usare google!

    • televisione falsa

      comunque per quello che ho capito un artico con poco ghiaccio marino vuol dire un indice AO sempre negativo con molte intrusioni di aria calda in artico e di conseguenza molte ondate di freddo alle latitudini temperate , quindi in teoria per la nostra era climatica meno ghiaccio artico marino vuol dire piu’ superfice innevata nell’ emisfero nord