15 giugno 2017 - 20:00 pm Pubblicato da

 

Di Michael Bastasch

Gli scienziati che hanno annullato la loro spedizione in Artico, a causa delle condizioni sfavorevoli alla navigazione per la presenza del ghiaccio troppo spesso, hanno avuto come scusante il “cambiamento climatico” per motivare il fallimento del loro progetto di ricerca.

“Stiamo svolgendo uno studio sul cambiamento climatico su larga scala ma che purtroppo non possiamo portare avanti, il cambiamento climatico ci ha costretti ad annullare lo studio”, ha dichiarato David Barber, scienziato dell’Università di Manitoba, che ha condotto la spedizione told The Guardian

La spedizione di Barber si è conclusa alla fine di maggio, dopo aver trovato ghiaccio con oltre 7.6 metri di spessore sulla costa settentrionale di Terranova. La spedizione è stata così costretta a tornare indietro dopo aver speso centinaia di migliaia di dollari per un progetto di quattro anni per studiare gli effetti del riscaldamento globale sulla Baia di Hudson.

Ora, Barber e gli altri ricercatori hanno accusato un ritardo sulla loro sfortunata spedizione a causa del riscaldamento globale o cambiamenti climatici, come li chiamano.

Le loro prove? Non molte, tranne le opinioni di alcuni scienziati coinvolti – almeno, Guardian non ha presentato alcuna prova. Il documento accusa il cambiamento climatico.

È interessante notare che Guardian ha accusato un simile evento già nel 2013 come un avvenimento del “tempo” e non del “cambiamento climatico”. Quell’anno, una nave rompi ghiaccio di nazionalità russa, che trasportava scienziati, è rimasta bloccata nel ghiaccio marino antartico.

“Non è qualcosa che ci aspettavamo di vedere e neppure qualcosa che abbiamo mai visto prima”, ha detto Barber. “Nell’alto Artico, il cambiamento climatico sta causando l’assottigliamento del ghiaccio e in futuro sarà sempre meno. Quello che avviene è l’aumento della mobilità del ghiaccio”.

Gli scienziati hanno poi studiato il ghiaccio attorno a loro mentre erano bloccati. Hanno notato la presenza di molto ghiaccio pluri-annuale più comune nelle vicinanze del Polo Nord. Tuttavia, ciò che è accaduto agli scienziati potrebbe essere un evento correlato al tempo.

Adesso si aspettano di ripartire per la spedizione all’inizio di luglio, ma il loro studio sarà senza dubbio ritardato.

Non è la prima volta che gli scienziati sono stati ostacolati dal ghiaccio marino glaciale artico. Nonostante il declino complessivo del ghiaccio marino, dalla fine degli anni Settanta, la Sfida della Polar Ocean Challenge si è trovata imprigionata nel ghiaccio spesso nel luglio 2016.

 

 

Fonte: The Daily Caller

 

Enzo
Attività Solare

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  • Gabriele Santanché

    Nell’ articolo originale si parla di 25 piedi … non di 25 metri! Occhio alle unità di misura!