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Di Enzo Ragusa – 29 giugno 2020

Negli ultimi giorni, gli organi di informazione hanno ancora intrapreso una grande “campagna catastrofica” sul record di temperatura di 100,4 gradi Fahrenheit (circa 38 gradi Celsius) raggiunti nella zona artica russa a Verkhoyansk, città nel nord-est della Russia, a circa 420 km a sud della costa artica e circa 10 km a nord del Circolo Polare Artico. Ma evidentemente in molti fanno finta che queste temperature non siano mai avvenute prima e che l’ultima registrata, in tempi di Global Warming-Cambiamenti Climatici, sia sempre da record mai registrato. Ciò avviene allo scopo di condizionare negativamente e con un metodo poco professionale le popolazioni, quindi che il periodo che stiamo vivendo è il peggiore di sempre, e che certe temperature non si sono mai raggiunte da quando abbiamo la possibilità di raccoglierle negli archivi. Ma come potrete appurare voi stessi, la verità è ben lontana da ciò che i media e una parte del mainstream vogliono farvi credere.

Inoltre, si dice che i record sono fatti per essere battuti, quindi in meteorologia/climatologia nulla è stabile, ma ciclico.

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Sicuro! Che voi ci crediate o no, il clima è ciclico… quindi ciò che sta avvenendo oggi è già avvenuto decenni, secoli fa, ed è altrettanto chiaro che chi studia in questo campo non può esimersi dall’affermarlo, sempre che gli resti un po’ di onestà intellettuale per poterlo affermare.

Quindi, oggi vi proponiamo una piccola carrellata di temperature che hanno superato i 100 gradi Fahrenheit (circa 38 gradi Celsius) nella zona artica nel secolo passato. Vedrete che nulla risulterà inedito nel tempo. Il clima è come un pendolo, quindi statene certi che i cicli prima o poi ritornano.

“Era il 13 luglio 1957, e per una settimana di fila si raggiunsero e superarono i 100 gradi Fahrenheit (circa 38 gradi Celsius) a Vorkuta, città della Russia, situata nell’Artico europeo a poca distanza dai contrafforti settentrionali dei monti Urali, sulle rive del piccolo fiume omonimo, che sorge poco a nord del Circolo Polare Artico.”

La notizia viene pubblicata dal quotidiano Chicago Sunday Tribune il 14 luglio 1957. Sotto ne possiamo vedere uno spaccato. Ricordiamo che la CO2 in quel periodo misurava circa 315 ppm, quindi circa 100 ppm inferiore a oggi.

Ma passiamo al 24 dicembre 1922, dove il quotidiano The Sun pubblica un articolo dove riferisce: “In Alaska, sempre nella zona artica, una delle zone più fredde della Terra, si è raggiunta e superata la straordinaria temperatura di 100 gradi Fahrenheit, quindi ancora una volta temperature che hanno superato i 38 gradi Celsius sopra il Circolo Polare Artico.” Ricordiamo che in quel periodo il CO2 era a circa 300 ppm, quindi circa 115 ppm inferiore a oggi.

Continuiamo con il quotidiano New York Tribune dove il 21 luglio 1957, pubblicava la notizia: “Nel nord della Norvegia a Karasjok, comune norvegese della contea del Troms in Lapponia, sopra il Circolo Polare Artico la temperatura ha raggiunto ancora una volta i 100 gradi Fahrenheit. In questi anni la CO2 era di circa 315 ppm.

Pensate sia finita? Non ancora perché il 19 luglio 1924, quindi quasi un secolo fa e sempre nella zona artica, la temperatura raggiunse i 100 gradi Fahrenheit, dove il famoso esploratore artico Stefansson dichiarava: …”All’interno del Circolo Polare Artico il calore era spesso insopportabile, salendo a 90 gradi …. e talvolta a 100 gradi Fahrenheit”… … “Pianure artiche verdi con erba, fiori di color oro e farfalle …” La CO2 in quell’anno era a circa 305 ppm.

Il NEW YORK TIMES pubblicava 118 anni fa: “ONDA DI CALORE NEL CIRCOLO ARTICO” Era il 27 giugno 1902 … …. e il quotidiano affermava: “Ci sono stati 92 gradi Fahrenheit nel Circolo Polare Artico più volte questa settimana.” La CO2 era appena sotto i 300 ppm.

Il 28 giugno 1969, e questa volta è il quotidiano CHICAGO TRIBUTE che pubblica un trafiletto dove afferma: “ONDATA DI CALORE COINVOLGE LA NORVEGIA” … “Le uova vengono fritte sui binari della ferrovia che attraversano il Circolo Polare Artico. È stata una dimostrazione pratica di un’intensa ondata di calore che ha colpito la Norvegia per diverse settimane.” La CO2 presente era di circa 330 ppm.

Ancora il Circolo Polare Artico raggiunge 100 gradi Fahrenheit l’8 novembre 1926 e il quotidiano San Pedro Daily pubblicava: “Perché non vivere in Artico? … Le temperature a Fort Yukon, a nord del Circolo Polare Artico in Alaska, hanno raggiunto gli 80 gradi per 40 anni di fila… mentre hanno raggiunto i 90 gradi in quasi tutti gli anni … e almeno una volta in questo periodo ha raggiunto i 100 gradi Fahrenheit all’ombra.” Ricordiamo che nel 1926 la CO2 era di circa 310 ppm.

Gli eventi sopra descritti non sono altro che una piccola testimonianza di ciò che è accaduto nel secolo passato, ma che certo accadeva nei secoli indietro come accade oggi. Questi eccezionali documenti sono raccolti negli archivi di tutto il mondo. Pensiamo sia però sufficiente questo piccolo archivio che vi abbiamo proposto per darvi una prova oggettiva, tangibile, che non fa caldo solo oggi, ma che a fasi cicliche essi si ripresenta puntuale come normale sia in un sistema complesso e caotico come l’atmosfera che circonda la Terra. Oggigiorno, la CO2 (pietra della discordia di tutti i catastrofisti) è arrivata a circa 415 ppm, ma anche quando ve ne erano 300 ppm e il petrolio non si conosceva o si conosceva e si sfruttava a malapena avveniva ciò che avviene oggi. Ondate di caldo torrido o di freddo glaciale sono parte integrante del nostro magnifico pianeta, come le siccità catastrofiche o le alluvioni devastanti, e il tutto accadeva prima come accade oggi, che siano presenti 300 o 400 ppm di CO2!

Il tempo è ciclico, mai lineare…

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