• Loris

    CLIMA ‘IMPAZZITO’, ASSISTIAMO AD ANOMALIE SU ANOMALIE…- I dati sono incontrovertibili, dopo un 2015 e 2016 più caldi di sempre a livello globale ora anche il 2017 sembra prendere la stessa strada, in un contesto di riscaldamento globale che sembra aver trovato vigore e accelerare i suoi passi. In questo contesto non possiamo che fare una seria riflessione a più piccolo raggio, guardando l’Europa, dove dobbiamo constatare che c’è qualcosa che sembra sfuggire di mano e cambiare più rapidamente di quanto si possa assimilare. E’ evidente soprattutto negli ultimi mesi il predominio degli anticicloni sul Vecchio Continente, che di fatto hanno determinato diffusi deficit pluviometrici e temperature spesso superiori alle medie del periodo. D’Inverno ormai si vive solo a episodi sull’Europa centro-occidentale, le temperature risultano nel complesso spesso ben oltre le medie del periodo salvo rare eccezioni ( in sé anche eclatanti come nel caso del Sud e di Marche ed Abruzzo nello scorso gennaio )

    PERTURBAZIONI ATLANTICHE MENO FREQUENTI -Le vaste perturbazioni atlantiche arrivano sulla nostra Penisola ormai con il contagocce e spesso prima ‘strozzate’ da un anticiclone tra le Azzorre e l’Europa molto più forte ed esteso del normale. Le pulsazioni anticicloniche verso l’Europa centro-occidentale sono infatti state molto frequenti e in qualche modo sorprendenti, ridimensionando eventuali peggioramenti che, sulla carta, fino a pochi giorni prima, avrebbero potuto portare piogge ben più diffuse su buona parte del territorio italiano. Di contro la sua presenza ha favorito la discesa lungo il suo bordo destro di masse fredde sui Balcani, ma che hanno interessato l’Italia solo saltuariamente e a livello marginale.

    ULTIMI MESI CON TEMPERATURE PIU’ ALTE E POCHE PRECIPITAZIONI – Fatta eccezione per gennaio, gli ultimi mesi sono risultati sistematicamente sopra le medie del periodo su molte nazioni d’Europa e in Italia. Anche Marzo si avvia sulla stessa strada: per molti giorni sono stati raggiunti se non superati i 20°C sin dalla prima parte, con valori più consoni per la fine Aprile. Il fatto notevole è che queste temperature sono state spesso toccate anche con cieli nuvolosi, mentre qualche temporale di stagione ha anticipato i tempi al Nord Italia, sintomo di un clima mediamente più caldo. Per quanto riguarda l’aspetto pluviometrico, considerando gli ultimi tre mesi risulta evidente un deficit diffuso su gran parte dell’Europa, con una carenza anche del 50-75% rispetto al normale, salvo rari casi di surplus quali Abruzzo, Molise, Isole Maggiori e Spagna mediterranea, coerentemente con l’insistenza di correnti nord-orientali che se non fosse per il loro scorrimento sul mare sarebbero secche.

    ITALIA DESTINATA A SOFFRIRE I CAMBIAMENTI CLIMATICI – Secondo l’ultimo rapporto dell’Agenzia europea per l’ambiente (EEA) l’Europa meridionale e sud-orientale (e quindi anche l’Italia) è destinata a essere una zona sensibile ai cambiamenti climatici, in quanto si prevede che dovrà affrontare il maggior numero di ripercussioni negative. Questa regione sta già affrontando forti aumenti degli eventi estremi relativi a ondate di calore e diminuzioni nelle precipitazioni e della portata dei fiumi, che hanno incrementato il rischio di siccità più gravi, di calo dei rendimenti dei raccolti, di perdita della biodiversità e d’incremento del rischio di incendi boschivi. Le ondate di calore più frequenti e i cambiamenti nella distribuzione delle malattie infettive sensibili ai cambiamenti climatici, dovrebbero aumentare i rischi per la salute e il benessere dell’uomo.

    GHIACCI ARTICI IN SOFFERENZA – Nel frattempo l’Artico soffre una tra le peggiori estensioni di ghiaccio di sempre, con il massimo stagionale raggiunto troppo in anticipo e già in fase calante, e temperature diffusamente sopra la media su tutta la zona, in genere di 4-6°C, ma anche di oltre 8°C nell’area delle Svalbard. Nei grafici che seguono vengono riportate rispettivamente: anomalie di temperatura al suolo a scala emisferica dal 1 gennaio ad oggi ( notare il caldo soprattutto in sede artica ), le anomalie di geopotenziale a 500 hPa dal 1 dicembre ad oggi (rosso, ovvero positive, ovvero persistenza di anticicloni dinamici ), le anomalie di pressione al suolo ( più alte del normale su quasi tutta Europa ), le percentuali di pioggia caduta rispetto al normale negli ultimi tre mesi ( le aree colorate in marrone sono in deficit ) e infine l’estensione dei ghiacci artici a confronto con gli anni passati e la media ( ben al di sotto):

    • Loris, gradiremmo che non venissero copiati, nei commenti, interi articoli di altri blog, siti e quant’altro. Non è che non vogliamo leggerli… è che sappiamo cosa dicono… Ed inoltre i commenti andrebbero usati per le opinioni personali… non per copiaincollare articoli altrui.

      Grazie
      Bernardo

      • Loris

        Buongiorno Bernardo,
        Non essendo io un esperto mi limito a raccogliere delle idee di esperti eopposte ai vostri calcoli e informazioni cercando di farci un ragionamento per sapere poi infine a cosa credere………
        Se realmente ci stiamo riscaldando o raffreddando……
        Grazie e buona giornata