19 settembre 2017 - 7:00 am Pubblicato da

I transiti di Venere ed il loro impatto

Le congiunzioni di Venere con il Sole, hanno un effetto più forte sulle condizioni della Terra rispetto ad altre congiunzioni. I transiti di Venere, piuttosto rari, si ritiene abbiano una correlazione con le maggiori attività sismiche/vulcaniche. Sembra che ci dev’essere un interludio di 6 mesi tra il transito e i maggiori terremoti e/o tsunami. I transiti di venere tendono ad avvenire a coppie. La corrente coppia si effettua nel 2004 e nel 2012. La precedente è accaduta nel 1874 e 1882, poi nel 1761 e 1769, e così andando indietro nel passato. Venere è il pianeta più vicino a noi, e durante questo transito, o congiunzione con il Sole, è a soli 26 milioni di miglia di distanza circa dalla Terra (circa 42 milioni di chilometri). Presento qui una versione curata per la stampa della spiegazione di Pavel Smutniak, ricercatore slovacco, della sua teoria:

Il terremoto che accadde nel 26/12/2004 ebbe legami molto stretti con il transito di Venere del giorno 8 giugno del 2004. La Terra, Venere e il Sole furono su unica linea (in congiunzione), e oltremodo questa linea puntava verso le costellazioni Toro, Orione, Gemelli, dove si trova il principale strappo gravitazionale dello spazio, le stelle più vicine e le nebulose. L’asse della Terra si è inclinato verso queste costellazioni durante tale periodo, e sempre durante questa fase lo fecero anche i pianeti i più interni. In aggiunta, la Luna giunse (fine primavera, inizio estate) nel suo punto più alto nel cielo (allo zenith), cosicché le sue forze mareali furono più forti. Durante il terremoto indonesiano e il susseguente tsunami, Venere era ancora nella posizione identica a 7 mesi prima. “Ci fu una simile catastrofe nel 1883, che accadde meno di 6 mesi dopo il transito di Venere del 6.12.1882: il vulcano Krakatoa si risvegliò ed iniziò ad eruttare il 20 maggio (Venere era ancora nella stessa posizione); l’esplosione successiva avvenne il 26 agosto, accompagnata da terremoti e tsunami che tolsero la vita a 10000 persone. Il Vulcano Krakatoa, tra l’altro, iniziò la sua attività in un giorno di Luna piena, 15 giorni dopo un’eclissi totale di Sole avutasi il 5 maggio. Probabilmente gli effetti pregressi dell’eclissi e del transito di Venere si sommarono alla luna piena del 20 maggio 1883.

 

Rarissimo allineamento planetario il 23 settembre 2017

Nelle immagini qui sotto, proprio il 23 settembre 2017 straordinariamente si vedrà l’allineamento di pianeti e stelle come Saturno, Luna, (Terra), Giove, Sole, Mercurio, Marte, Venere e la stella Regulus che significa Re.

Sotto la costellazione della Vergine si troverà la Luna. Giusto tra le sue gambe si troverà il pianeta Giove considerato il Re dei pianeti per le sue dimensioni. La costellazione della Vergine a sua volta sarà illuminata dal Sole; difatti, non si vedrà di giorno ma ci sarà, e sulla sua testa ci saranno le dodici stelle. Nove stelle della costellazione del Leone, più i tre pianeti Venere, Marte e Mercurio che dalla Terra brillano come stelle formando le dodici stelle sulla testa della Vergine. Ne verrà fuori un immagine allegorica davvero insolita; scavando indietro nel tempo, sembrerebbe che una configurazione del genere non si verifichi da almeno 7000 mila anni!

Da sottolineare come l’allineamento avverrà in coincidenza con l’equinozio d’autunno, quando di norma il campo magnetico è più sensibile a sollecitazioni; tra l’altro poco dopo la Luna nuova del 20 a sera; di conseguenza, vista la forzante gravitazionale-mareale, nel periodo successivo la probabilità che si verifichino terremoti, eruzioni vulcaniche ed eventi meteo estremi consistenti aumenterà. Infine, configurazioni astronomiche di questo tipo stimolano la comparsa di grosse macchie sulla superficie solare; detto ciò, potrebbero esserci nuove consistenti tempeste magnetiche nei giorni a seguire. Staremo a vedere…

Conclusioni

Come si sa, i popoli antichi facevano molto affidamento alle osservazioni astronomiche per comprendere la loro vita ed il divenire del Mondo. Qualcuno gli ha dato dei creduloni, qualche progressista dei “retrogradi” e ignoranti. Tuttavia stupisce non poco il grado di conoscenza astronomica raggiunto da popoli come gli Egizi, i Babilonesi ed i Maya, i quali, con strumentazioni misere, riuscirono a descrivere precisamente il Sistema Solare, le Costellazioni ed i moti lunari e planetari. Vista la loro intelligenza, non si può credere che non abbiano capito alcuni importanti meccanismi regolatori del cosmo, i quali influenzano pesantemente la civiltà umana. Fenomeni come le eclissi o particolari allineamenti planetari erano sempre visti come portatori di grandi cambiamenti, spesso in negativo. Quello che posso dire, in base alle mie conoscenze e riscontri statistici, nonché taluni studi non presi in considerazione dalla “cosiddetta scienza ufficiale” (quella che porta avanti il discorso del Riscaldamento Globale Antropico) è che spesso i popoli antichi avevano ragione. Prendiamo ad esempio il popolo dei Maya, divenuto famoso riguardo al 2012. Cosa avevano capito: innanzitutto il Cosmo segue dei cicli più o meno lunghi, dettati dai moti planetari e dalle diverse configurazioni con cui si dispongono stelle e Pianeti. Configurazioni simili si ripetono ogni tot anni, che possono essere decenni, secoli o millenni. Quando più cicli minori arrivano al loro termine insieme, si ha la fine di un grande ciclo e l’inizio di uno nuovo. Il passaggio da un grande ciclo ad un altro è spesso segnato da cataclismi, che determinano grandi cambiamenti nella società umana. Se si osserva bene, in natura tutto ha un ciclo: l’agricoltura, il clima, la caduta e la nascita di nuovi imperi. Lo si vede bene anche con l’attività solare, la quale segue dei cicli di massima radiazione alternati a cicli di minima. Sembrerebbe che la radiazione solare molto dipenda da come si dispongono i pianeti nel Sistema Solare. A cicli di bassa attività solare, corrispondono raffreddamenti climatici, con conseguente crollo della produzione agricola; seguono a ruota carestia, guerra, epidemia. Non è un caso che molte civiltà sono crollate a seguito di stravolgimenti climatici. Come poi spesso succede, il discorso del cambiamento da un ciclo ad un altro, (cosa che i Maya hanno previsto attraverso attenti calcoli astronomici) è stato purtroppo inteso come fine del Mondo o altre stupidaggini del genere.

Chiariamo subito che la fine del Mondo da un giorno ad un altro è fisicamente impossibile. La cosiddetta fine del Mondo (se ci sarà) avverrà fra moltissimi anni, quando il Sole diventerà una Gigante Rossa ed ingloberà i pianeti a lui vicini, Terra compresa. Fino ad allora ci potranno si essere cataclismi con conseguente scomparsa di civiltà, ma non sarà la fine. L’uomo, ad esempio, è sopravvissuto all’ultima fase glaciale. Volendo fare delle critiche ai popoli antichi, il problema è che non conoscendo la fisica, spesso davano spiegazioni di tipo metafisico, inglobando miti e leggende. Si può citare l’esempio di Nibiru: secondo alcune interpretazioni dei testi Babilonesi, tale Pianeta entra ciclicamente nel Sistema Solare apportando morte e distruzione. Quello che posso dire io, è che non esiste alcun Nibiru, inteso come pianeta. Forse, Nibiru è una rappresentazione di un entità malvagia, stando ad indicare metafisicamente l’abbattersi periodico sulla Terra di disastri naturali. Ricordiamo come l’alfabeto Babilonese sia di difficile traduzione, sia nelle lettere e parole, sia nell’articolazione logico-sintattica. È facile fare errori di traduzione. Se vediamo i Maya, per la fine del tredicesimo Baktun hanno prodotto sul codice di Dresda un dragone dalla cui bocca fuoriesce acqua, la quale ricade abbondantemente sul Mondo. Il Sole, la Luna ed i vulcani zampillano, la Terra viene avvolta dall’oscurità. Se uno ci pensa, la cosa si sposerebbe bene con il discorso del profondo minimo solare in arrivo, con conseguente incremento dell’attività vulcanica, tempeste ed alluvioni. E come si sa, l’attività del Sole è modulata dalle disposizioni planetarie. Ed i Maya, insieme ad altri regni del passato, erano dei campioni in astronomia.

Poi c’è anche chi sostiene che non sia stato il 21 dicembre 2012 la fine del 13° Baktun, ma la data sarebbe un’altra. Come ripeto la traduzione di linguaggi molto antichi e complessi, non è facile, e quasi mai risulta precisa. Dispiace però aver fatto passare taluni popoli per creduloni, quando invece era più opportuno riprendere tali conoscenze ed approfondirle. Purtroppo viviamo in una società estremamente superficiale, che si accontenta di quello che gli viene detto senza approfondire, e soprattutto senza contestualizzare i concetti. I Maya non hanno mai parlato della fine del Mondo, ma soltanto la fine di un lungo ciclo, il quale avrebbe portato importanti cambiamenti alla società umana, a causa dei disastri naturali apportati dalla fase di passaggio.

Per concludere, Madrigali ha pubblicato un libro dal titolo “il Futuro della Terra è scritto nella Luna”; io aggiungo: “Il futuro della Terra è scritto nel Cosmo”, anche se le leggi fisico-chimiche che lo determinano sono ancora poco conosciute.

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  • gianni

    Articolo poco scientifico (e con una svista riguardo al sole che diventerà supernova) anche se il tema merita maggiori e più rigorosi approfondimenti.

    • Corretto l’errore

      • gianni

        Trovo gli articoli di “Attività Solare” spesso estremamente interessanti e vi seguo con grande interesse.
        Inoltre è necessaria una certa dose di coraggio per andare contro corrente.
        Quindi apprezzo molto il sito e le persone che vi collaborano.
        Premesso ciò, mi perdonerai se questo specifico articolo non mi è piaciuto particolarmente.

  • maurizio__d

    Articolo interessante con suggestioni da approfondire. Contiene un errore, forse di traduzione, il sole non diventerà una supernova ma una gigante rossa,