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Di Fiorentino Marco Lubelli – 8 Gennaio 2020

Ho avuto modo di leggere diversi commenti in questi giorni che decretavano la fine anticipata dell’inverno 2019-20, commenti che rimbalzavano da un forum all’altro, da un esperto all’altro definendo ormai segnata la strada dell’inverno 2019-20 a causa del probabile sfondamento del valore di 1,5 da parte della NAM stratosferica, per i meno avvezzi di questi parametri: un raffreddamento importante dell’alta stratosfera capace di approfondire il vortice polare a tutte le quote, condizionando il tempo meteorologico emisferico con correnti per lo più zonali per ben 40-60 giorni. Ebbene, se ci trovassimo di fronte ad un anno normale, probabilmente queste previsioni sarebbero certamente state confermate e il condizionamento stratosferico ad opera dello stratcooling in corso sarebbe stato certamente la pietra tombale per chi sperava in un inverno dalle caratteristiche, appunto invernali. Ma, c’è un ma, e lo andiamo dicendo ormai da qualche giorno, questo non è un anno normale, perché, come avviene raramente, è capitato da quando ci sono le misurazioni della QBO, solo nel 2003 e nel 2005, viviamo in questi giorni un possibile cambio di segno della QBO in periodo invernale, un cambio che potrebbe rendere molto instabile proprio la stratosfera, soprattutto in un contesto di minimo solare, e in un particolare momento stagionale come gennaio, bene, da ieri iniziamo a vedere nei modelli deterministici un cambio nella prospettiva previsionale, da un vortice polare compatto ad un vortice polare molto disturbato, oggi poi, nella emissione serale di GFS si profilerebbe perfino lo split (separazione del VP) intorno al 22 di gennaio come mostrato nella seguente mappa.

Con tutti gli interrogativi del caso, un vortice polare disposto in questa maniera con il lobo canadese pronto ad affondare sull’Oceano atlantico e l’anticiclone delle Azzorre ad ergersi e fondersi con l’alta polare, si determinerebbero le condizioni per una avvezione artico-continentale con il vortice polare direttamente sul Mediterraneo, praticamente una replica della configurazione del 1985, come vediamo qui di seguito. Ora non stiamo dicendo che ripeteremo il 1985, stiamo solo dicendo che se avessimo ragione noi, l’inverno starebbe per cominciare…

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Il primo gennaio 1985…interessante la somiglianza con il pannello precedente di GFS.

Fonte: Progetto Scienze

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