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Di Fiorentino Marco Lubelli – 10 Maggio 2021

Anomalie termiche oceaniche https://www.tropicaltidbits.com/analysis/ocean/

Sappiamo quanto siano importanti, a livello climatico, le anomalie oceaniche. Esse sono decisamente più importanti di quelle terrestri nel determinare cicli-climatici anche lunghi, basti pensare al Nino, all’AMO, alla PDO, i maggiori parametri climatici pluriennali basati proprio sulle anomalie oceaniche. Gli Oceani infatti sono dei veri e propri condensatori di energia, avendo l’acqua un calore specifico quattro volte superiore a quello dell’aria. E’ dunque utile monitorare l’andamento delle anomalie oceaniche per capire il futuro del nostro clima. Da oggi ce ne occuperemo mensilmente monitorando il valore globale e quello riferito alla zona nino e a quella dell’Oceano Atlantico, il più importante per il nostro clima. Partiamo dal dato globale.

SST Globali

Partendo dal dato globale appare evidente come dopo un costante e leggero aumento delle anomalie da febbraio negli ultimi giorni, approssimativamente dall’inizio di maggio le anomalie abbiano iniziato a diminuire. Dobbiamo capire se esso è l’inizio di un trend oppure un temporaneo gradino all’interno di una fase di rialzo. Va sottolineato, come vedremo, l’impatto su questi dati del leggero assorbimento della fase di Nino.

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Le anomalie termiche Atlantiche

  • Fig.1 Atlantico equatoriale occidentale
  • Fig.2 Nord-Atlantico
  • Fig.3 Medio-atlantico

Ci sono da notare due importanti elementi per iniziare. Le zone dell’Atlantico a livello equatoriale e subtropicale (prima ed ultima mappa) registrano dal mese di febbraio anomalie negative, ed oggi sono entrambe con segno negativo, elemento molto importante questo per avere un primo importante parametro per l’estate futura. Il secondo elemento da sottolineare invece sono le anomalie termiche oceaniche dell’Atlantico delle medie latitudini e della alte latitudini (Fig.2-Fig.3) che invece segnano anomalie positive, come da tempo registriamo. Ma l’elemento decisamente più significativo, che dovremo senza dubbio monitorare nel prossimo futuro è una tendenza al ribasso di tutte le anomalie oceaniche nei primi giorni di maggio. Che sia già l’effetto delle emissioni sulfuree del La Soufriere? Presto per dirlo, ma non possiamo non sottolineare questa discesa generalizzata, tra le altre cose più sensibile proprio nelle zone equaotoriali dell’Oceano ci fa molto pensare. https://www.progettoscienze.com/blog/il-s-vincent-sta-producendo-ingenti-quantitativi-di-so2-probabili-effetti-climatici/ Concludiamo con l’analisi dell’andamento del Nino.

El Nino

  • Nino 1-2
  • Nino 3
  • Nino 3-4

L’evento di Nina appare completamente riassorbito in zona 3 e zona 4 mentre è ancora fortemente attivo in zona 1 e 2, da sottolineare che anche le temperature in questa parte dell’Oceano Pacifico sono diminuite nella prima parte di maggio. In conclusione diminuiscono le temperature oceaniche in questa prima parte di maggio…è l’inizio di un trend?

Fonte: Progetto Scienze

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