8 marzo 2017 - 7:00 am Pubblicato da

Pensavo di presentare un riassunto dell’articolo, credendo che fosse come quelli che ultimamente troviamo in rete e che sbugiardano la teoria del riscaldamento globale di origine antropica. Dopo averlo letto, ho cambiato idea: è fra i più interessanti che ho studiato perché descrive i passaggi che hanno portato l’IPCC a costruire la teoria dell’AGW, sottolineando le leve psico-sociologiche che hanno usato per dare la maggiore diffusione possibile alla teoria e garantirsi la migliore copertura. Ne vale la lettura, credetemi!

Opinione dell’Ospite, Dott. Tim Ball

Mae West ha detto una frase rimasta famosa:

Sono stato ricco e sono stato povero. Credetemi, ricco è meglio.

Come storico del clima, posso parafrasare quanto sopra, riferendola al clima:

E’ stato caldo ed è stato freddo. Credetemi, caldo è meglio.

Penso che la dichiarazione da parte del Gruppo Intergovernativo sul Cambiamento Climatico (IPCC, Intergovernmental Panel on Climate Change) che la CO2 umana stia causando un riscaldamento sia sbagliata. Loro hanno creato il risultato che volevano, che non doveva considerare il riscaldamento, ma fermare lo sviluppo economico e ridurre la popolazione. Loro hanno selezionato i dati e i meccanismi necessari per confermare le loro ipotesi, hanno manipolato i dati dove necessario, incluso riscrivere la storia del clima. L’evidenza generale, che si può considerare solo se ci muoviamo al di fuori della loro limitata definizione di cambiamento climatico, è che il mondo si sta raffreddando.

La principale riscrittura della storia coinvolge l’eliminazione del Periodo Medioevale Caldo (MWP, Medioeval Warm Period). Una delle gang dell’Unità di Ricerca Climatica (CRU, Climatic Research Unit) disse in un’email a David Deming che era necessario sbarazzarsi del MWP. La ragione, anche se non espressa nell’email, era che loro stavano dicendo alle persone che l’ultima parte del Ventesimo secolo era la più calda in assoluto. Non derivava da alcuna misurazione, dal caldo del MWP al [periodo] più caldo e prolungato dell’Optimum nell’Olocene. Il MWP era la maggiore ed immediata minaccia alla loro narrativa, poiché riguardava un periodo di tempo che le persone potevano raggiungere. Potevano collegarsi all’idea che i Vichinghi navigarono nelle acque Artiche, che oggi sono permanentemente di ghiaccio. C’era anche un grafico (Fig. 7c) nel primo rapporto dell’IPCC nel 1990 che contraddiceva la loro dichiarazione – doveva sparire.

La misura della minaccia che hanno visto è contenuta nella brutalità dell’attacco all’evidenza storica dell’esistenza del MWP, prodotta nel 2003 da Soon e Baliunas in “Cambiamenti nelle proxy climatiche e ambientali degli ultimi 1000 anni”. Un paio di esempi illustrano l’esistenza del MWP, ma anche dei benefici di un mondo più caldo.

Gli storici Scozzesi hanno identificato nel 12° secolo l’età dell’oro. Come spiega uno storico:

Durante il regno di Davide I (1124 – 1153), molti Normanni vennero a vivere in Scozia. Vennero organizzate Diocesi per i Vescovi e vennero fondati nuovi monasteri. Il Governo venne riformato. Di più, nel 12° secolo diverse città e borghi vennero fondati in Scozia e il mercato divenne florido. Davide I fu il primo re Scozzese a fondare la zecca e sviluppare le sue proprie monete.

La ragione principale della crescita era l’incremento della produzione di cibo, dovuta ad un clima più caldo. Le condizioni più calde cominciarono del 10° secolo e iniziarono a raffreddarsi a partire dal 13° secolo. L’impatto del raffreddamento sui limiti dell’agricoltura indica ciò che era andato perso. Martin Perry, che successivamente divenne una figura centrale nell’IPCC, ha studiato l’impatto del raffreddamento su differenti regioni agricole, quando questa era la preoccupazione negli anni Settanta. La Figura 1 mostra la probabilità del fallimento del raccolto nella Scozia Sudorientale (Parry, 1976). Il cambiamento verticale nei limiti dell’agricoltura sembra piccolo, ma il gradiente orizzontale si riferisce ad ampie aree perse, come illustrato in Figura 2.

Figura 1

Figura 2

La Figura 2 mostra l’estensione della terra coltivata prima del 1300 DC e la porzione persa all’inizio della Piccola Era Glaciale (PEG o LIA, Little Ice Age).

Si può notare come in tutto il mondo società fiorirono, raggiungendo la civilizzazione durante il MWP, come ha detto Jean Grove nell’introduzione al suo completo e dettagliato libro “The Little Ice Age“.

Le condizioni climatiche in Europa, per diverse centinaia di anni, sono state favorevoli; i raccolti scarsi erano una rarità e le carestie infrequenti. Il grano veniva cresciuto in Islanda e anche in Groenlandia; le industrie ittiche settentrionali fiorirono e nell’Europa centrale i vigneti si trovavano 500 Km più a Nord rispetto al limite attuale.

Un punto importante da ricordare è che gli Orsi Polari, l’animale che Al Gore e la sua gang allarmista ha scelto come il canarino nell’Artico, sopravvisse per tutto il Periodo Medioevale Caldo (MWP).

L’IPCC aveva stabilito di dimostrare che la CO2 umana stava causando il riscaldamento globale. Essi hanno raggiunto tale scopo con la manipolazione e l’inganno, ma ciò non sarebbe servito se non avessero “dimostrato” che il riscaldamento è un potenziale disastro. La struttura dell’IPCC ha coinvolto 4 stadi. I Gruppi di lavoro (WG, Working Group) I, II, III e la Sintesi per Decisori Politici (SMP, Summary for Policymakers) sono stati attentamente disegnati per mescolare scienza predeterminata con la minaccia che ciò costituiva per il pianeta e l’umanità.

Il Gruppo di Lavoro I, il Report sulle Basi della Scienza Fisica, fornisce la prova che la CO2 umana sta causando il riscaldamento. Questo è diventato l’assunto indiscusso per il Gruppo di Lavoro II, il Report sulla Vulnerabilità, l’Adattamento e gli Impatti.Questo Report è diventato la fonte della maggior parte delle storie senza fine degli impatti negativi del riscaldamento. In effetti, era uno studio costi/benefici senza che i benefici fossero considerati. Esso è diventato la base per il Report sulla Riduzione del Cambiamento Climatico, fatto dal terzo Gruppo di Lavoro, WG III, che ha identificato i costi e le politiche che i politici avevano bisogno di pretendere dai cittadini. Successivamente, verosimilmente per rendere le cose facili ai politici, essi scrissero la Sintesi per Decisori. In effetti, ciò rese la cosa più difficile perché l’IPCC rese pubblica la Sintesi al pubblico e ai media, con tutte le loro esagerazioni. La pressione pubblica, alimentata dai media, ha lasciato i politici senza un’opzione. Come il revisore ufficiale dell’IPCC, David Wojick ha detto,

Omissioni evidenti sono evidenti solo agli esperti, perciò i “decisori” – inclusi la stampa e il pubblico – che legge la Sintesi (SMP) non si renderà conto che gli viene raccontata solo una parte della storia. Ma gli scienziati che hanno scritto le bozze della Sintesi conoscono la verità, come dimostrato dai modi geniali che usano per nasconderla.

Ciò che viene sistematicamente omesso dalla Sintesi sono precisamente le incertezze e la contro evidenza positiva che dovrebbe negare la teoria dell’interferenza umana. Invece che valutare tali obiezioni, la Sintesi fa valere con fiducia solo quei risultati che supportano il suo caso. In breve, questa è una difesa, non una valutazione.

L’IPCC ha garantito anche la previsione dell’aumento di CO2 e il suo impatto negativo usando i modelli economici costruiti deliberatamente per un risultato predeterminato, esattamente come i modelli climatici.

Castles e Henderson hanno criticato il primo modello economico.

Circa due anni fa, Ian Castles cominciò ad interessarsi alle tecniche statistiche che erano state usate per predire l’andamento delle emissioni di CO2 per il successivo secolo e venne poi raggiunto da David Henderson, che era curioso di trovare il perché le procedure dell’IPCC avevano rivelato un bias verso l’alto alle proiezioni degli output e delle emissioni dei Paesi in via di sviluppo. [corsivo in originale]

Questi due economisti hanno mostrato che i calcoli messi in atto dall’IPCC riguardanti il reddito pro capite, la crescita economica e le emissioni di gas serra nelle diverse regioni sono fondamentalmente errati, e sostanzialmente sovrastimano la probabile crescita nei Paesi in via di sviluppo. I risultati sono quindi inadeguati come punto di partenza per il successivo report di valutazione dell’IPCC, che dovrebbe essere pubblicato nel 2007. Sfortunatamente, questo è proprio il modo in cui l’IPCC intende usare le sue proiezioni sulle emissioni. [corsivo in originale]

Sembra che la critica di Castles e Henderson creò un problema, per cui venne creata un’alternativa chiamata Scenari Rappresentativi di Concentrazione (RCP, Representative Concentration Pathways). Nel 2011, Judith Curry [ne abbiamo parlato proprio a proposito del famoso articolo “pausebuster“, ndr] propose una panoramica approfondita di quanto previsto nei RCP che sarebbe stato usato nel Report valutativo dell’IPCC n° 5. Curry conclude che:

O, se vogliamo condensare tutto, l’IPCC ci sta dicendo che la soluzione al cambiamento climatico è la crescita economica e la generazione di energia a basso carbonio.

Modificherei l’affermazione poiché l’IPCC vuole ridurre la crescita economica delle nazioni sviluppate e farle pagare per la crescita economica delle nazioni in via di sviluppo. Più importante, tutto questo è basato sulla dichiarazione deliberatamente creata che la CO2 sta causando il riscaldamento. Gli RCP semplicemente portano avanti le falsificazioni e gli errori dei precedenti scenari riguardanti le emissioni. Come ha spiegato un commentatore:

Questi RCP sono usati dai decisori per stabilire quali azioni sono richieste per sostenere un clima sicuro per la nostra e le future generazioni. Le informazioni che stanno usando, presentate dall’IPCC, non sono altro che fantascienza.

L’IPCC era determinato a provare che la CO2 umana derivante dall’attività industriale causava il disastroso riscaldamento globale per controllare l’agenda politica. Per fare ciò, convinsero il mondo che il riscaldamento non prometteva altro che catastrofe. L’evidenza storica mostra esattamente l’opposto; un mondo più caldo offre molti più vantaggi a più flora e fauna che un periodo freddo. E’ certamente più vantaggioso per la condizione umana. L’evidenza del modo di pensare distorto dell’IPCC sta tutta nella dichiarazione che più persone morirebbero con un mondo caldo. L’evidenza mostra che il freddo uccide più persone ogni anno rispetto al calore.

40 anni fa, nel suo libro del 1976 “The Cooling” (Il raffreddamento”, ndr), Lowell Ponte aveva annunciato la minaccia del raffreddamento in un modo simile all’attuale minaccia del riscaldamento.

E’ un fatto [che riguarda] il freddo: il raffreddamento globale presenta un’umanità con la più importante sfida sociale, politica e di adattamento con cui abbiamo avuto a che fare per 10.000 anni. Il vostro coinvolgimento nelle decisioni che prendiamo è di poca importanza; la sopravvivenza di noi stessi, dei nostri figli, della nostra specie.

Non è sorprendente che in una sponsorizzazione del libro di Ponte, Stephen Schneider, che era stato successivamente elogiato dall’IPCC per il suo lavoro sul riscaldamento globale, scrisse:

La sensazionale importanza che i cambiamenti climatici hanno per il futuro del mondo è stata pericolosamente sottostimata da molti, spesso perché siamo stati cullati dalla moderna tecnologia nel pensare che abbiamo conquistato la natura. Ma questo libro ben scritto segnala in un linguaggio chiaro che la minaccia climatica potrebbe essere grandiosa come una qualunque altra [minaccia] che dobbiamo affrontare, e che le imponenti azioni sparse in tutto il mondo per andare contro tale minaccia meritano immediata considerazione. Come minimo, la consapevolezza del pubblico delle possibilità deve avere inizio e il lavoro provocatorio di Lowell Ponte è un buon punto dove cominciare .

Questo è lo stesso Schneider citato nella rivista Discovery nel 1989:

Da una parte siamo eticamente legati al metodo scientifico, in effetti promettendo di dire la verità, tutta la verità e nient’altro che la verità, ma che significa che dobbiamo includere tutti i dubbi, le riserve, i se e i ma. Dall’altra parte, noi non siamo solo scienziati, ma anche esseri umani. E come la maggior parte delle persone, ci piacerebbe vedere il mondo come un posto migliore, che tradotto in questo contesto del nostro lavoro [significa] ridurre il rischio di un cambiamento climatico potenzialmente disastroso. Per fare ciò, abbiamo bisogno di ottenere un supporto ad ampia base, di catturare l’immaginazione del pubblico. Che, certamente, implica ottenere un sacco di copertura mediatica. Dobbiamo perciò offrire scenari spaventosi, semplificarli, [fare] dichiarazioni drammatiche e fare poco riferimento a qualunque dubbio potremmo avere. Questo doppio legame etico in cui ci troviamo frequentemente non può essere risolto da alcuna formula. Ciascuno di noi deve decidere qual è il giusto equilibrio fra essere efficaci ed essere onesti. Spero che significhi essere entrambi.

Spiacente Sig. Schneider, non c’è alcun “giusto equilibrio”, ci dovrebbe essere solo l’onestà. La mentalità da “pensiero di gruppo” che si è sviluppata fra coloro che promuovono il riscaldamento globale è riflesso nell’elogio da parte dell’IPCC: “Egli (Schneider) non ha mai enfatizzato troppo il suo caso”. Due caratteristiche del “pensiero di gruppo” sono:

  1. Credi nella moralità innata – i membri credono nella rettitudine della propria motivazione e di conseguenza ignorano le conseguenze etiche e morali delle loro decisioni
  2. Guardiani della mente autodeterminati – i membri proteggono il gruppo e il capo dalle informazioni problematiche o contraddittorie dalla coesione, visione e/o decisioni del gruppo .

Che ci riporta indietro a Mae West, che ha anche affermato:

Ho solo “yes”-men attorno a me. Chi ha bisogno di “no”-men?

Dall’esperienza con l’IPCC, posso parafrasare e aggiornare quanto sopra e dire che loro raggiungono i propri obiettivi poichè

L’IPCC ha solo “yes”-people attorno a loro. Loro non vogliono “no”-people.

Il problema è, non c’è scienza senza “no”-people.

 

Qui trovate l’articolo originale.

 

Sara Maria Maestroni

Attività Solare

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