3 agosto 2017 - 7:00 am Pubblicato da

In questo articolo vorrei cercare di individuare le connessioni tra i mutamenti del campo magnetico terrestre ed il tempo atmosferico.

Per cominciare, lungo la fascia equatoriale, in alta atmosfera, vi sono intensi flussi di plasma positivamente carico.
Alcuni studi statistici suggeriscono che cambiamenti nell’intensità del flusso di plasma, apportano diverse quantità di pioggia nelle foreste pluviali.
Si è riscontrato che quando la corrente di plasma aumenta d’intensità, le piogge sono più abbondanti, viceversa le piogge sono di minor intensità e meno frequenti.
Il meccanismo chiaro non si conosce, tuttavia occorre tener presente cosa sono le nubi temporalesche.

I cumulonembi sono oggetti ricolmi di elettricità statica, evidenziata dall’elevata quantità di fulmini che producono.

Si ipotizza che un’ atmosfera elettricamente eccitata (plasma intenso) funga da catalizzatore per la formazione di nubi temporalesche, aumentando la frequenza con cui si sviluppano e la loro dimensione.
Un altro elemento che suggerisce come cambiamenti nel campo magnetico si riflettono nella meteo, è la corrente a getto.
Non molti anni fa si è scoperto che il Jet Stream trascina con sé un flusso intenso di ioni positivi, costituendo una corrente elettromagnetica che si muove parallelamente ad esso. Il discorso per il quale durante i minimi solari cambiano le correnti atmosferiche e le figure bariche è dovuto anche a questo.

Il Sole di per sé non emette calore allo stato puro, ma lo sprigiona sotto forma di radiazioni e flussi elettromagnetici (tempeste solari, vento solare ecc..), i quali solo dopo aver impattato l’alta atmosfera e ancor di più il suolo, si tramutano in calore.

Quando la radiazione solare, il vento solare e le espulsioni di massa coronale diminuiscono, la corrente a getto, vedendo indebolirsi la sua componente magnetica, insieme ad un ridotto calore atmosferico, perde forza e si disgrega, rallentando e riducendo il ricambio d’aria tra i poli e l’equatore. Ad esempio il progetto Haarp è stato studiato per sfruttare il flusso elettromagnetico della corrente a getto come mezzo trasmissivo per le telecomunicazioni civili e soprattutto militari. Poi da lì, visto che il progetto studiava il Jet Stream ed i suoi possibili utilizzi, ne sono nate le bufale del controllo climatico.

 

 

Ci sarebbe da dire che ancora prima di una vera riduzione del calore e della temperatura atmosferica, il Jet Stream perda forza primariamente e parallelamente all’indebolirsi del campo elettromagnetico e della radiazione solare. Infatti, ciò che cambiò veramente durante il minimo di Maunder, furono soprattutto le strutture bariche, e lo stesso cambiamento degli schemi meteorologici comportò un accumulo di freddo alle alte latitudini, limitando gli scambi di calore con la fascia tropicale.

Durante tale periodo, strutture prevalenti quali il vortice islandese e la bassa pressione delle Aleutine erano sostituite da anticicloni disposti in senso meridiano, determinando frequenti ondate fredde polari in Europa e Nord America.

Lo stesso discorso degli strat-warming, di cui ancora non si conoscono le reali cause, potrebbe essere ricondotto all’attività solare e alle alterazioni del campo magnetico.

I riscaldamenti stratosferici partono dalle basse latitudini per poi propagarsi in sede polare. Lo stesso avviene durante le eruzioni solari; il flusso elettromagnetico che ne deriva impatta prima sul campo magnetico equatoriale, per poi propagarsi a quello polare. Ovvio che il flusso va a riscaldare l’alta atmosfera , compiendo un moto analogo a quello dei riscaldamenti stratosferici. Ad esempio mi ricordo bene cosa successe nel 2012. Arrivati al 22 gennaio, nessuno avrebbe scommesso un centesimo sull’arrivo i primissimi di febbraio di un eccezionale ondata di gelo. I modelli matematici non intravedevano nulla. Tuttavia tra il 22 ed il 23 gennaio ci fui una tempesta solare di classe X, piuttosto potente. Il 24 ci fu la luna nuova, con elevato picco gravitazionale. Nei giorni immediatamente successivi si sviluppò un riscaldamento minore della stratosfera ed i modelli matematici incominciarono improvvisamente ad indicare l’arrivo di una cruda fase fredda per l’Europa a partire dal 31. Certo, forse da sola, senza il picco di luna nuova, la tempesta solare avrebbe sortito effetti minori sul clima, e viceversa; tuttavia, quando due fattori del genere vengono a sovrapporsi, come in questo caso, è lecito attendersi bruschi stravolgimenti meteorologici.

 

 

Dalla figura sopra, emerge, come ci sia una netta  contrapposizione  tra fascia tropicale e zone polari. Le zone calde hanno un campo magnetico più debole, e presentano i territori con i minimi valori magnetici espressi in nano tesla.. Risulta interessante notare come i due principali serbatoi di freddo dell’emisfero nord, la Siberia ed il Canada, si collochino proprio in prossimità dei massimi magnetici; in particolare, la più fredda, ossia la Siberia presenta il picco maggiore; non credo sia solo una casualità…

In conclusione, non è un caso che nelle fasi antecedenti al collasso del campo magnetico si registrino, oltre a violentissimi terremoti ed eruzioni vulcaniche, fenomeni meteo esplosivi ed estremi, come forti uragani, immani alluvioni, tempeste di neve e di grandine. Non è un caso che i collassi del campo magnetico avvengano in corrispondenza dell’inizio o della fine delle glaciazioni; man mano che ci si avvicina al collasso del magnetismo terrestre, i progressivi movimenti delle placche aumentino i flussi di acqua calda ai poli: l’Antartide, più freddo, vede accumulare ghiaccio, grazie al maggior vapore acqueo, mentre l’Artico, più caldo, si scioglie progressivamente (senza vi sia un aumento delle temperature globali) andando a interrompere la circolazione termoalina. Poi il magnetismo terrestre, come quello solare, dipende dalle interazioni e dagli allineamenti tra altri pianeti del sistema solare… di allineamenti planetari, eclissi ed i loro possibili effetti sul sistema terrestre ne tratterò in un articolo nei prossimi giorni.
Quel che appare certo è il bisogno di connettere lo studio della fisica atmosferica con quello dell’astrofisica, in quanto gli attuali modelli matematici previsionali presentano evidenti lacune.

A.

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