10 maggio 2017 - 16:44 pm Pubblicato da

 

Questa è la situazione attuale della parte nord dell’Oceano Atlantico. Il golfo del messico è in “forte” raffreddamento (fino a circa -1.8°C)…

 

…mentre a sud-est dell’isola di Terranova, l’anomalia negativa che incide sul naturale percorso della Corrente del Golfo, è di -5.5°C circa.

 

Guardando i dati il raffreddamento è evidente in tutta la sua drammaticità:

 

Sono infatti 10 anni circa che la parte nord dell’Oceano Atlantico si sta raffreddando. Ed è esattamente ciò che andiamo ripetendo noi da moltissimo tempo.
Evidentemente, però, la gente continua a confondere la temperatura attuale dell’aria con il calore immagazzinato nell’oceano.

Molto semplicemente, se l’oceano si raffredda, viene a mancare il calore necessario a riscaldare l’aria. Questa quindi tenderà a raffreddarsi e ad oscillare sempre più vistosamente tra il periodo “invernale” e quello “estivo”. Ovvero risentirà sempre più della presenza di masse d’aria fredda e calda. Un clima via via più dinamico… che comporta, però, inevitabili eventi meteo… anche estremi… ed eventualmente fuori stagione, i quali tenderanno a raffreddare ulteriormente l’aria e ad amplificare, quindi, l’effetto raffreddante dovuto alla mancanza di calore oceanico.

A lungo andare, tale andamento, non può che provocare un raffreddamento “regionale” e, di conseguenza, un aumento dei ghiacci polari artici i quali, a loro volta, amplificano il raffreddamento trasformandolo in “emisferico”. E se tali condizioni dovessero persistere per decenni, il tutto diverrebbe “globale”.

 

Buona serata
Bernardo Mattiucci
Attività Solare

1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars
(Ancora nessun voto)
Loading...
  • Raimondo Fardella

    Egregio Mattiucci,

    Purtroppo queste evidenze vengono negate anche in buona fede ancora da molte persone che sono convinte che l’uomo influisca sul clima per l’aumento di qualche parte di milione di anidride carbonica in atmosfera; se dovessimo veramente assistere, anche solo ad un raffreddamento come nel minimo di Maunder nei prossimo venti anni significherebbe dover produrre il cibo in altre parti del mondo rispetto alle attuali, oltre al fatto che il petrolio diverrebbe troppo caro per tutte le attività umanei; forse sarebbe un bene non poter piu’ utilizzare la macchina, ma il riscaldamento è vitale, come il cibo; speriamo che le persone che hanno possibilità di prendere decisioni analizzino con imparzialità i dati sul clima mondiale degli ultimi venti anni e prendano le decisioni indispensabili ancora per tempo, me lo auguro vivamente.

    • pietro

      Signor Raimondo mi permetto di fare i complimenti al suo mesto e pacato commento. Mi associo anche io aile sue speranze ma purtroppo, le evidenze attuali fanno solo pensare che ciò che muove chi ha la possibilità di prendere decisioni si fa spingere solo dalla cattiveria e disonestà. Pur amando il freddo io, auspico davvero che qualcuno cominci ad mettere in moto delle giuste decisioni ma temo che ci sveglieremo all’improvviso quando sarà tardi e i soliti ignoti troveranno il modo per guadagnarci su.

      • Loris

        Buon pomeriggio….leggevo i 2 commenti riguardo al periodo che verrà…. Piccola PEG……
        io credo che l’Italia si sarà interessata da cambiamenti di temperatura diverse dalle attuali ma credo che la peggio sia destinato ai paesi del nord Europa.. abbiamo le Alpi come muraglia naturale che ci difende un po’…..
        e poi essendo Italia lunga credo che al sud che geograficamente non tanto distanti dall’Africa i problemi saranno in parte ridotti……
        Un saluto

    • Mi ero riservato di preparare un articolo partendo da questo suo commento, da incorniciare e far leggere a tutti, ma il tempo a disposizione ricavato dalla vita di tutti i giorni è poco. Già altre volte abbiamo affrontato questo tema a dir poco scottante… e da quello che emerse, sono pochi quelli che si rendono effettivamente conto di quanto fragile possa essere la nostra società.
      Cibo, acqua, medicine, riscaldamento, lavoro, trasporti, sicurezza… sono tutti aspetti fondamentalmente legati ad una disponibilità di risorse fossili in abbondanza e a buon mercato. Senza di esse, gli oltre 7 miliardi di persone attuali, che diventeranno 8 entro qualche anno, non avranno le stesse condizioni di vita.
      Pensiamo ai trasporti via nave o via aerea, ma anche a tutto il sistema di conservazione dei prodotti agricoli deperibili, per non parlare, ovviamente, del fatto che la produzione alimentare mondiale è “pompata” proprio dall’uso smodato di diserbanti, concimi, pesticidi ecc…. o dall’uso di enormi serre riscaldate.

      Ma a tempo debito… ci torneremo su… perché ci sono importanti indizi di un sistema ormai scricchiolante. Voglio però aspettare ancora qualche mese per ricevere dati più precisi.

      B.