1 giugno 2017 - 16:14 pm Pubblicato da

Prendo spunto dal post di Alessio Perinti sulla nostra pagina Facebook:

…scusate se sono ripetitivo, ma ci tengo ad esprimere la mia solidarietà a questa pagina ed a chiarire la sua posizione: ovvero, totalmente a favore dell’ecologia e del rispetto per la natura e la salute degli esseri umani. Sostenere con dati scientifici che le variazioni climatiche non hanno origine antropica, NON vuol dire essere favorevoli all’uso di combustibili fossili, alla deforestazione, allo sfruttamento indiscriminato delle risorse del pianeta…..anzi, tutt’altro!! Vuol dire affrontare i temi ecologici con serietà, puntando non tanto su limitazioni di determinate emissioni, quanto sull’annullamento di tali emissioni grazie alla ricerca ed al progresso. Il gran parlare che viene fatto riguardo al “riscaldamento globale” , paradossalmente, rischia di produrre molto più inquinamento e molti più danni ambientali. Infatti, secondo il famoso proverbio della pagliuzza davanti ai propri occhi, ci concentriamo quasi monotematicamente sugli effetti climatici delle emissioni, e non consideriamo i VERI EFFETTI (ASSAI PIÙ DEVASTANTI) che esse provocano. Uno fra tutti: alteramento su vasta scala della catena alimentare.

 

Non possiamo che concordare con Alessio, ringraziandolo pubblicamente, che ha sintetizzato in modo impeccabile il nostro pensiero.

Purtroppo la battaglia “dogmatica” che è nata intorno al tema “Riscaldamento Globale Antropico” (AGW) o a quello ancora più particolare delle “Energie rinnovabili”, è sempre più spesso basata sulla denigrazione e sull’intento di ridicolizzare chi non condivide la posizione dominante. E questo atteggiamento non fa che delegittimare la Scienza trasformandola sempre più verso una religione priva di basi concrete.

L’errore più grande che i “caldisti”, quelli cioè a favore dell’AGW, commettono giornalmente, è CREDERE che ci siano PREVISIONI sul possibile aumento delle temperature terrestri. In realtà quello che c’è e che è il “pilastro” principale sul quale si basano tutte le politiche economiche, industriali e geopolitiche intorno all’AGW, sono solo SCENARI ipotetici… ovvero “cosa potrebbe accadere se…”. E questo “…se…” è il risultato dei modelli matematici utilizzati per produrre tali scenari… ovvero simulazioni molto semplificate della realtà con dati parziali e tendenze preimpostate.

Nessuno può affermare, senza ombra di dubbio, che tra 10, 20 o anche 50 anni, il clima sarà cambiato nell’esatto modo previsto attualmente dai modelli.

Nessuno può affermare che l’evoluzione del clima sarà sicuramente quella prospettata in TALI SCENARI. E questo per il semplice fatto che i modelli partono tutti (o quasi) dal presupposto, infondato, che la CO2 è l’unico (o il principale) driver del cambiamento climatico. Nessuno si pone minimamente l’interrogativo opposto… ovvero… “…e se non fosse così?”.

 

Mi piace particolarmente un passaggio dell’articolo “Accordo sul clima, Trump si tira fuori. E scientificamente non ha torto“, pubblicato questa mattina su Il Giornale a firma di Antonino Zichichi.

 

“…Chi inquina deve essere punito non perché produce cambiamenti climatici ma perché commette un delitto contro la buona salute di tutti gli abitanti della terra….”

 

Semplificare troppo i modelli non significa avere un risultato meno preciso… ma averne uno completamente sbagliato.

Zichichi continua…:

 

L’atmosfera è come un grande mantice che assorbe ed espelle anidride carbonica. Il mantice è azionato da tre pompe: l’oceano globale (insieme degli oceani e di tutti i mari), la terra solida (piante e suolo) e l’uomo. Le tre pompe hanno potenze diverse. I modelli matematici fatti per calcolare la potenza di ciascun motore portano alla conclusione che le prime due pompe sono decine di volte più potenti di quella umana. Ecco perché è difficile attribuire alle attività umane effetti tali da produrre variazioni climatiche.

 

Le 2 pompe principali hanno tempi di intervento di anni, secoli e forse migliaia di anni. Il solo ciclo del carbonio, ad esempio, si stima possa essere dell’ordine dei 15 anni per la sola fase di rilascio a livello dei tropici, una durata che aumenta a 255 anni per le latitudini più elevate.

Purtroppo c’è un passaggio successivo dello stesso articolo…

 

Il livello di vita di una civiltà dipende dalla quantità di energia pro-capite.

 

….sul quale, a nostro avviso, verte il vero problema climatico-economico. Com’è possibile garantire una sufficiente quantità di energia pro-capite senza alterare gli equilibri del clima e della natura?
Anche qui… gli esperti, e più in generale la popolazione, sono divisi in diversi gruppi.

C’è chi è a favore del Nucleare… specialmente se fatto da un’altra parte e non certo vicino casa nostra. Ma poi si ignorano gli effetti a lungo termine di eventuali incidenti come quello di Fukushima o quello di qualche decennio fa di Chernobyl…. giusto per citare i più noti. Evito a tal riguardo di affrontare l’argomento su ciò che accadde e continua ad accadere ai feti umani e animali in zona… perché è qualcosa di raccapricciante!

 

C’è chi, invece, è a favore del fotovoltaico… ignorando semplicemente il fatto che la produzione delle celle fotovoltaiche richiede materiali particolari e grandi quantità di energia….

 

Ci sarebbe il Solare Termodinamico, ma per essere vantaggioso, richiede enormi investimenti…

 

Oppure l’eolico, il mareale, il geotermico (che qualcuno vorrebbe realizzare sfruttando i vulcani potenzialmente più distruttivi del pianeta), l’idroelettrico, il termoelettrico ecc… ecc… ecc….

 

Il fatto è che nessuno di questi sistemi è ecologico al 100% e personalmente non accetto l’idea di sfruttare risorse e terreni coltivabili per produrre energia e magari dover importare cibo da chissà dove! Come non accetto di lasciare ai posteri l’onere di smaltire le rifiuti tossici e nucleari che negli ultimi decenni sono stati occultati in ogni dove (in primis in Somalia e nell’Oceano Indiano).

 

Se chi crede all’AGW riesce a dormire sogni tranquilli sapendo che qualcun’altro, da qualche parte, muore per scelte sbagliate fatte da noi “occidentali”, beh… io non riesco a dormire affatto!

E non riesco a dormire neanche sapendo che, probabilmente, tra qualche anno potremmo ritrovarci ad affrontare una condizione climatica OPPOSTA a quella per la quale ci stanno “preparando”.

Le scelte politiche spingono il paese a prepararsi ad un clima sempre più caldo… La Scienza ci indica la concreta possibilità che il clima possa raffreddarsi entro non molto tempo. La realtà dei fatti, documentata nel nostro blog, ci dice che il clima si sta già raffreddando e che presto tutti dovranno necessariamente rendersene conto.

 

 

E che faremo se sarà troppo tardi?

 

 

 

Buona serata
Bernardo Mattiucci
Attività Solare

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  • Edoardo Manca

    Personalmente sono in accordo con quanto dice l’articolo sulla maggior parte delle cosiddette energie alternative (eolico, solare, geotermico etc etc), che hanno dimostrato di essere assolutamente inadatte a rimpiazzare i combustibili fossili (che però non sono eterni, e oltre al fatto che cmq inquinano).
    Dissento riguardo al Nucleare, ma voglio essere preciso (senza perdermi in eccessivi tecnicismi), in quanto esistono 2 tipi di “nucleare” (il secondo solo di recente è diventato tecnicamente fattibile): fissione nucleare, fusione nucleare.

    La fissione è la reazione nella quale, vengono “spaccati” atomi di elementi pesanti e instabili (Uranio principalmente, ma anche Plutonio nel caso di una delle bombe sganciate nella 2a guerra mondiale) per produrre energia. Essa non è utilizzabile come rimpiazzo (sebbene le centrali di ultima generazione siano più sicure e più efficienti rispetto a quelle più vecchie) poichè utilizzano un elemento abbastanza raro, anch’esso non eterno, e producono scorie radioattive (piombo, se non vado errato).

    La fusione è tutt’altra storia, è la reazione che avviene nel Sole e nelle altre stelle, ove con pressioni e temperature elevatissime atomi di un elemento si “fondono”. Nel processo una grossa fetta della materia viene trasformata in energia, e viene prodotto come “scoria” un elemento di numero atomico maggiore. La reazione ovviamente è tanto più potente quanto più grande è il numero atomico (e anche la massa atomica) che reagisce (la fusione realizzata con atomi di carbonio produce più energia di quella dell’idrogeno… ma anche rimanendo nello stesso elemento… la fusione di un isotopo dell’idrogeno chiamato “trizio” produce più energia dell’idrogeno comune), tuttavia aumentano anche le complicazioni, soprattutto per via dell’enorme aumento dell’energia per “avviare” la reazione.

    Nelle centrali ovviamente, sia fissione che fusione non possono avvenire per reazione a catena senza controllo… (come avviene nelle bombe ad esempio), ma avviene in modo controllato… la produzione di energia si riduce, ma rimane molto elevata.
    L’attuale efficienza delle centrali nucleari a fusione è molto bassa rispetto alle potenzialità, tuttavia già sufficiente a far sì che se ne avvii la costruzione in Francia (con fondi europei, quindi anche nostri), o almeno così mi risulta (anche se è un po’ che non ho notizie in tal senso).

    • Edoardo,

      la tua descrizione dei 2 tipi di reazioni nucleari è impeccabile. Ma c’è un problema… anzi due… facciamo tre!

      1) per quanto riguarda la FISSIONE nucleare, attualmente la disponibilità di URANIO è limitata quasi esclusivamente alla dismissione di residui bellici. Ci risultano in fortissimo deficit produttivo tutte le miniere dalle quali si estrae il minerale grezzo, tanto che alcune la disponibilità di tale minerale si ridurrà a zero nel corso del prossimo decennio. Questo significa che tra 10 anni potrebbero fermarsi tutte le centrali nucelari del pianeta.

      2) la sicurezza delle centrali nucleari è sempre fortemente a rischio e non è assolutamente vero che l’energia nucleare è gratis o comunque economica. Questo è un mito che andrebbe sfatato. Tra l’altro le scorie radioattive e le strutture che rimangono al termine della vita operativa delle centrali, sono “lasciti” di cui dovranno occuparsi le generazioni future. E non è affatto una bella cosa. Ricordo a tal proposito che diverse nazioni anche europee hanno l’abitudine di inabissare tali rifiuti. Di questa pratica hanno pagato con la vita decine di migliaia di persone… ma se andiamo a vedere, in fin dei conti il conto lo paghiamo tutti… perché l’acqua di mare si muove e la radioattività si sta diffondendo ovunque. Ciò che è accaduto in Somalia e che ha portato alla nascita dei “pirati somali” lo dovrebbero conoscere tutti… compresa la fine che ha fatto la giornalista italiana Ilaria Alpi.

      3) la Fusione nuclere è sicuramente il futuro. Ma da qui a dire che la tecnologia è ormai pronta ce ne vuole. In Francia stanno cercando di costruire un DIMOSTRATORE…. che costerà una barca di miliardi di euro e servirà unicamente a dimostrare la fattibilità dell’idea di base. Nel mentre i russi stanno procedendo spediti per la loro strada. Ma si sa… in occidente bisogna considerare la Russia come un paese fallito (che però fornisce metano a tutta Europa ed è all’avanguardia sia nel settore militare che in quello energetico).

      Resta comunque il discorso che non si può pensare di poter continuare a consumare all’infinito!

      B.

      • Edoardo Manca

        La fissione nucleare, non ha futuro, spero si sia evinto anche dal mio commento, in quanto la mia personale opinione è in assenso con l’articolo.

        Riguardo la fusione… la reazione di per sè genera un enorme quantità di energia.. i problemi derivavano dall’enorme quantità di energia che è necessaria per far partire la reazione… e vista la quantità di calore prodotto, essa viene avviata e fermata più volte in modo da farla avvenire in modo controllato… e non si era ancora riusciti a fare ciò con un saldo di energia attivo soddisfacente.

        Considerato che, se non erro, l’attuale energia utilizzabile da una centrale di questo tipo è l’1% dell’energia prodotta… e che in base ai numeri mi risulta che la produzione, con il grado di efficienza attuale sia già competitiva con le centrali fossili (al di là degli enormi costi per la costruzione dell’impianto e il fatto che comunque l’intero processo sia ancora parecchio da perfezionare).

        Penso che se venissero dirottati su quel settore gli “sprechi” che attualmente vengono fatti nel campo delle energie rinnovabili… si arriverebbe ad un modello di centrale funzionante in un tempo accettabile… ma questa è un’opinione puramente personale e non supportata da cifre o dati che non sono in mio possesso 🙂

        • Concordo.
          Purtroppo ritengo che nei programmi dei potenti ci siano altre priorità… una fra tutte (mi si consideri a riguardo un credulone o complottista), l’instaurazione di un governo unico a livello mondiale. Ne parlano da troppi anni personaggi di spicco della politica nazionale (ora in pensione) e internazionale. Anche perché si sa… chi controlla l’energia controlla il mondo.
          Il problema è…. riuscirà l’umanità a sopravvivere ai cambiamenti epocali, sia geopolitici che climatici, dei prossimi decenni?

          Purtroppo appartengo alla generazione che da bambini sognavamo di andare nello spazio come si va attualmente al mare in estate. Così non è stato per tutta una serie di fattori sempre e comunque legati al culto del Dio Denaro. Lo stesso culto che ha reso i paesi occidentali estremamente vulnerabili ad un eventuale calo evidente delle temperature.
          Il problema energetico fa parte di questa vulnerabilità…

          Staremo a vedere cosa ci riserva il futuro!

          Fusione o meno… l’umanità andrà avanti. Magari con uno stile di vita diverso dall’attuale e per molti (quasi tutti) inimmaginabile… ma andrà avanti!

          B.

  • Marco Caviglione
  • perazzo perazzo

    voi umani vedrete cose che nemmeno sul barone di munchausen avreste potuto leggere , impianti fotovoltaici in montagna per alimentare baite dove c’è un ‘abbondanza di acqua e poco sole , centrali termiche in posti ventosissimi e con maree medie di 2 m o con insolazione perenne , gente che usa i suv con consumi da tir ma che si inalberano perchè trump non vuole gli accordi di parigi o che fuma 2 pacchetti di sigarette al giorno e poi parla di inquinamento dell’aria , gente a cui le manipolazioni di massa fanno talmente presa che sentono che anche la neve non è più fredda come una volta . inutile stare a discutere , se si riesce a portare le masse ad essere tifose per qualcosa da li non scappano più , ora io sto vedendo il cambiamento climatico palpabile , ma proprio un giorno dopo l’altro , si vede chiaramente che il sole scalda di meno qui dove sono e questo in 3 anni ha fatto cambiare volto al territorio , passando da un desertico totale ad un lieve verde di cespugli e licheni e qualche alberello sta spuntando , timido , ma in 2 anni fa un certo qual effetto eppure nonostante che la temperatura si noti che si è in genere mitigata e le precipitazioni da inesistenti ora stanno riprendendo , eppure nonostante questo , la stragrande maggioranza è talmente convinta che si sta scaldando , che ‘sentono’ più caldo di prima , salvo poi mettere la maglia . Qui si può affermare che la zona è influenzata solo dalla temperatura oceanica , quindi se si abbassa anche di poco si percepisce subito e cambiamenti del genere dopo decine di anni di assoluta siccità sono perlomeno stupefacenti eppure l’essere tifosi per un’idea impiantata fa si che si neghino a priori . posso chiedervi una piccola cosa , ad essere prudenti , tra 2 o tre anni che previsioni si possono fare sulla temperatura del’ atlantico , sempre che il sole continui verso il suo ciclo minimo ? grazie

    • È molto bello il posto da dove scrivi (essendo admin lo posso vedere, ma tranquillo, non lo dico). Ed è anche molto, estremamente utile, ciò che scrivi.
      Quello che accadrà nei prossimi anni è ancora “gestibile”. L’oceano atlantico perde qualche decimo di grado in media l’anno…, forse meno… ma se rallentano le correnti termoaline, allora il freddo e il caldo si accumuleranno in punti diversi dell’oceano. E faranno la differenza.
      Il grosso del raffreddamento si avrà a partire dal 2020-2022… per arrivare al 2045-2050 con il massimo raffreddamento di questo (mezzo) secolo.
      Il sole continuerà a rallentare e proprio intorno al 2019-2020 inizierà il vero minimo solare tra i cicli 24 e 25… sempre che quest’ultimo si decida a partire (ne dubito). Seguiranno diversi anni di minimo… 3-4 anni circa… per poi ripartire con il ciclo 25 (sempre se parte) ridotto ai minimi termini e appena visibile.
      Nel mentre le temperature continueranno a diminuire gradualmente… con conseguenti variazioni delle correnti atmosferiche e redistribuzione degli eventi meteo… i quali saranno sempre più “dinamici”… ovvero aumenterà lo scontro tra masse d’aria fredda e masse d’aria calda e ciò avverrà a latitudini gradualmente inferiori.

      Il resto… lo vedremo tra qualche anno!

      Penso che entro qualche anno potreste anche assistere a qualche nevicata! 😀

      Bernardo

  • Ermete

    Che i pannelli solari necessitino di molta energia per essere prodotti e vero, però con la tecnologia e il rendimento attuali nell’arco di vent’anni restituiscono da 7 a 10 volte l’energia impiegata. Ovviamente non durano solo vent’anni, quello è il tempo che normalmente si usa come previsione di durata. Esistono pannelli solari fatti oltre trent’anni fa che erogano ancora un’alta percentuale della potenza di targa originale.
    Per il resto trovo l’articolo molto buono, direi eccellente.

    • Ermete,
      i pannelli fotovoltaici, per restituire il 100% dell’energia usata per produrli o per produrre i materiali di cui sono fatti, dovrebbero avere un rendimento reale superiore ad almeno il 60% e funzionare ininterrottamente per 20-30 anni. Anche così, comunque, resta il problema dello smaltimento, reale, delle celle fotovoltaiche.
      Purtroppo, però, il rendimento reale è inferiore a quello di targa ed è comunque calcolato in condizioni “ideali” di (installazione, ) illuminazione e pulizia. Nella realtà, però, non si hanno praticamente mai tali condizioni se non in pochissimi giorni l’anno.
      Emerge così un fatto che dovrebbe essere chiaro a tutti: la resa massima reale dei pannelli fotovoltaici, si ha solo per 3-4 mesi l’anno.
      Resta il discorso del “dove” vengono installati. Fino alla latitudine dei 45°Nord, quindi Italia, si possono avere ancora ottimi risultati. Ma basta superare le Alpi e il fotovoltaico non è economicamente vantaggioso. In Germania, ad esempio, molti impianti di grandi dimensioni sono andati quasi completamente distrutti dalle grandinate!

      B.

      • Tizio.8020

        Altro problema: sono passati ancora pochi anni dal “boom” del fotovoltaico, ancora lo smaltimento non è un problema.
        Secondo me, sarà un problema analogo a quello dell’Eternit.
        Spero di sbagliarmi…

        • Ermete

          E difatti ti sbagli: i pannelli solari sono fatti principalmente di alluminio, plastica (quella trasparente che sta sulle celle fotovoltaiche) e silicio. Il silicio manco a dirlo si può usare quale materiale di partenza per rifare altre celle, senza sbudellare il mondo per estrarne dell’altro e senza che poveri schiavi delle multinazionali crepino nelle miniere del terzo mondo, la plastica non darà più problemi di tutta la monnezza di plastica che facciamo ogni giorno (che oltretutto è mooolta di più), e l’alluminio si ricicla normalmente come ogni metallo comune. C’è una sorta di “resistenza” sia politica che sociale verso le rinnovabili, molto probabilmente generata da forti interessi economici, che genera falsa informazione e influenza negativamente il “giudizio comune”. Oltretutto le celle fotovoltaiche non si “scaricano”, in pratica sono dei “sassi” di silicio, o meglio dei “vetri”, e come tali non si degradano se non in migliaia di anni. Quello che si degrada è la plastica che li ricopre, che si opacizza col passare degli anni. Va da se che se si usano pannelli di buona qualità i “famosi” trent’anni di durata che tanto ci spaventano si allungherebbero di parecchio, e con loro tutto il “problema”.

          Sbaglia anche Bernardo, che con quello che ha scritto ha dimostrato di aver affrontato l’argomento delle rinnovabili in modo molto superficiale, sia nel caso dei rendimenti e del rapporto tra energia resa e energia usata, sia nel caso della Germania, che invece stà dismettendo le centrali nucleari man mano che si esauriscono proprio per passare al fotovoltaico e alle altre rinnovabili.
          Ma con lui ne parlerò a quattr’occhi o per telefono, che ci conosciamo molto bene.

          • No, ti sbagli su tutto ciò che hai detto.

            Il silicio delle celle fotovoltaiche non può essere riusato per farne delle altre perché è “impuro”.
            Ho lavorato nel settore dei semiconduttori e conosco bene persone (ingegneri e fisici) che lavorano nel settore del fotovoltaico (produzione di celle…). E le cose non stanno minimamente come hai detto.

            Poi per la Germania… non so quale siano le tue fonti… ma anche qui, ti sbagli. E di grosso!

            Purtroppo quelli come te che credono ciecamente alle stronzate televisive, non considerano il fatto che dietro il fotovoltaico c’è un mare di miliardi di finanziamenti… che quando vengono interrotti, provocano il fallimento dei colossi che fino a quel momento ne hanno beneficiato.
            Poi ci sarebbe tutto un discorso da fare sul perché vengono prodotti i pannelli in determinate fabbriche… ma è un discorso molto lungo!

            • Raimondo Fardella

              Non conosco le questioni industriali della produzione dei pannelli solari e quindi non ho argomenti per intervenire. Mi viene un solo dubbio; di energia solare si parla ed opera da oramai piu’ di cinquanta anni e nonostante i forti incentivi fiscali al suo utilizzo non è riuscita a sostituire le fonti fossili o ad intaccarne il grande primato. Qualcosa credo significhi.