7 febbraio 2017 - 7:00 am Pubblicato da

Da qualche giorno, in rete, si susseguono notizie sulla poca attendibilità dei dati ufficiali rilasciati dalla NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration). Vediamo meglio di cosa si tratta.

Su zerohedge.com, si legge di alcune dichiarazioni da parte del Dott. John Bates a proposito di manipolazioni di dati che si nascondono dietro all’articolo scientifico, noto come “Pausebuster“:

Si tratta del più grande scandalo scientifico fin dal “ClimateGate” del 2009 quando, come riportava il britannico Daily mail, milioni di email trapelate rivelavano che gli scienziati avevano cercato di bloccare l’accesso ai dati e, usando un “trucco”, di nascondere difetti imbarazzanti nelle loro dichiarazioni a proposito del riscaldamento globale.

Lo stesso quotidiano oggi rivela stupefacenti evidenze che l’organizzazione, che è la fonte leader mondiale dei dati sul clima, si affrettava a pubblicare un articolo scientifico fondamentale, in cui si esagerava il riscaldamento globale e la cui pubblicazione era stata programmata temporalmente per influenzare lo storico Accordo di Parigi sul cambiamento climatico.

Un informatore interno di alto livello ha detto al giornale che la NOAA rompeva le proprie regole sull’integrità scientifica quando pubblicava il sensazionale – ma viziato – report, con lo scopo di avere il massimo impatto possibile sui leaders mondiali, inclusi Barak Obama e David Cameron alla conferenza climatica delle Nazioni Unite a Parigi nel 2015.

Il report affermava che la “pausa” o il “rallentamento” nel riscaldamento globale nel periodo dal 1998 – rivelato dagli scienziati delle Nazioni Unite nel 2013 – non era mai esistito, e che le temperature mondiali erano cresciute più velocemente di quanto gli scienziati si aspettassero. Lanciato dalla NOAA con la fanfara delle pubbliche relazioni, era stato presentato ai media mondiali e citato ripetutamente da politici e stesori di policy.

Ma l’informatore interno, Dott. John Bates, uno scienziato della NOAA di alto livello con una reputazione impeccabile, ha mostrato al quotidiano evidenze inoppugnabili che l’articolo era basato su dati ingannevoli, non verificati.

Non era mai stato soggetto al rigoroso processo di valutazione interna, che lo stesso Dott. Bates aveva ideato.

Le sue intense obiezioni alla pubblicazione dei dati fasulli sono state ignorate dai suoi superiori alla NOAA, in ciò che egli descrive come uno “sfacciato tentativo di amplificare l’impatto” di ciò che divenne noto come articolo “PauseBuster“.

In un’intervista esclusiva, il Dott. Bates accusava l’autore principale dell’articolo, Thomas Karl, che era fino all’anno scorso il direttore della sezione della NOAA che si occupa di dati climatici – il Centro Nazionale per le Informazioni Ambientali (National Centers for Environmental Information, NCEI) – di “aver insistito su decisioni e scelte scientifiche che massimizzavano il riscaldamento e minimizzavano la documentazione… nel tentativo di screditare la nozione di una pausa del riscaldamento globale, di affrettarsi in modo tale da pianificare pubblicazioni per influenzare le delibere nazionali ed internazionali sulle politiche climatiche“.

L’articolo prosegue, sottolineando che lo scandalo ha eco disturbanti del precedente “Climategate, che era scoppiato appena prima del summit del 2009, grazie ad email trapelate, che suggerivano che gli scienziati avevano manipolato e nascosto dati. Alcuni di loro facevano parte dell’Unità di Ricerca Climatica dell’Università dell’Est Anglia.

Le sue dichiarazioni è probabile consolideranno la determinazione del Presidente Trump di rendere esecutive le sue promesse di annullare i provvedimenti “Green”, e di ritirarsi dall’accordo di Parigi – dando così avvio ad una discussione politica.

Il dott. Bates dice: “Voglio dedicarmi ai problemi sistemici. Non mi importa se le modificazioni delle temperature le fanno andare su o giù. Ma voglio che le osservazioni parlino per conto loro e – per [fare ciò] – ci vuole una nuova enfasi sul fatto che gli standard etici debbano essere mantenuti.

Egli ha deciso di parlare dopo aver visto report negli articoli del Washington Post e di Forbes, dicendo che gli scienziati avevano paura che l’amministrazione Trump sarebbe venuta meno nel mantenere e preservare le registrazioni [dei dati] della NOAA.

Ancora dalle sue parole: “Com’è ironico il fatto che ora ci sia questa idea che Trump ha intenzione di buttare via i dati sul clima, quando le decisioni chiave erano precedentemente prese da qualcuno, la cui responsabilità era quella di mantenere la sua integrità – ed è fallita“.

Il NOAA non ha solo fallito, ma ha di fatto costruito una copertura, quando ai dati mancava qualcosa.

Dopo che l’articolo è stato pubblicato, il Comitato dei Rappresentanti della Scienza statunitense ha lanciato un’interrogazione sulle dichiarazioni Pausebuster. La NOAA ha rifiutato di rispettare il duro mandato di comparizione dal chairman del comitato, il Repubblicano Texano Lamar Smith, e dichiarando falsamente che nessuno all’interno aveva sollevato perplessità sull’articolo.

Ieri sera, Mr Smith ha ringraziato il dott. Bates “per avere fatto coraggiosamente un passo in avanti nel dire la verità sugli ufficiali senior della NOAA, che hanno giocato e perso con i dati, per incontrare una conclusione politicamente predeterminata“. Egli ha aggiunto: “Lo studio di Karl usava dati viziati, ne era stata accelerata la pubblicazione per superare l’agenda del Presidente sul cambiamento climatico e ignorava gli standard della stessa NOAA per lo studio scientifico“.

La Professoressa Curry, ora presidente del Climate Forecast Applications Network, ha detto ieri sera: “Ampi aggiustamenti dei dati grezzi e sostanziali cambiamenti in versioni successive di dati implicano incertezze sostanziali”.

Era tempo, ha detto, che i politici e i decisori politici prendessero nota di tali incertezze.

 

Tali contenuti e affermazioni dicono tutta la gravità di quanto sembra sia stato fatto.

Sullo stesso argomento, è interessante anche un altro articolo, che trovate qui, in cui si documentano in modo evidente le alterazioni ai dati che sono state commesse. Ad esempio, si legge che il Gruppo Intergovernativo sul Cambiamento Climatico (Intergovernal Panel on Climate Change, IPCC) ha riscritto le temperature record della Terra perché si potesse promuovere la credenza di un “Riscaldamento del Ventesimo secolo senza precedenti”. Sembra che ciò servisse ai globalisti delle Nazioni Unite a sostenere la loro agenda di “Sostenibilità“.

Guardate questi due grafici:

In questa immagine, vengono riportati i grafici relativamente alle variazioni delle temperature dal Pleistocene. La serie temprale (b) si riferisce agli ultimi diecimila anni, mentre la (c) agli ultimi mille anni. La linea tratteggiata rappresenta le condizioni all’inizio del ventesimo secolo.

 

 

Qui, invece, è stata inserita nel report del 2001 pubblicato dall’IPCC, in cui il Periodo Medioevale caldo è sparito, per diventare più freddo dell’ultimo periodo del ventesimo secolo – si parla di configurazione a “bastone di hockey”.

Guarda caso, nel 1995, l’IPCC aveva preso la decisione di far scomparire il Periodo Medioevale Caldo – qui la versione completa:

 

 

La frase evidenziata recita:

Ho avuto un’altra esperienza interessante nel periodo in cui l’articolo venne pubblicato su Science. Avevo ricevuto un’email stupefacente da un importante ricercatore nell’area del cambiamento climatico. Egli diceva: “Dobbiamo sbarazzarci del Periodo Medioevale Caldo”.

In un report del 1990, sempre dell’IPCC, si legge anche che:

Questo periodo di caldo diffuso è interessante in quanto non c’è alcuna evidenza che fosse accompagnato da un aumento dei gas serraIPCC WG1 Report 1990 (p202)

L’intera vicenda è sicuramente tutta da seguire, per capire se ci saranno conseguenze e, nel caso, quali.

 

 

Noi ci siamo. Stay tuned 😉

 

Sara Maria Maestroni

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