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Lo scorso 24 giugno il vulcano Raikoke, situato nelle Isole Kurili, Russia, versante del Pacifico, ha fatto registrare un eruzione molto potente, classificata come VEI 5, con cenere e gas fino a 19 km di altezza. I materiali vulcanici sono così penetrati abbondantemente in stratosfera, luogo ideale per riflettere i raggi solari e scatenare reazioni a livello climatico. Come si può capire ragionando , per modificare il clima un’eruzione vulcanica non deve essere solo potente ed emettere i giusti composti chimici ( l’anidride solforosa è un buon refrigerante in atmosfera ad esempio, altri gas no), ma anche andare a concentrarsi in luoghi chiave a livello climatico. In questo caso abbiamo le emissioni vulcaniche del Raikoke che si stanno concentrando nella zona occidentale artica, tra Canada e Groenlandia

L’Artico è un luogo chiave per il clima dell’Emisfero Nord, essendo li che in inverno si genera il vortice polare, responsabile delle condizioni meteo rigide del trimestre invernale.

Ora, cosa aspettarsi per i prossimi mesi?

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Di sicuro un primo approfondimento del VP già da agosto, con prime fasi prettamente autunnali a partire dalla seconda decade. Lecito quindi prospettare una fine anticipata dell’estate. Ultima parte dell’estate quindi turbolenta, la quale porterà ad un precoce raffreddamento dei mari, e un mancato immagazzinamento di calore. Il tutto farebbe deporre per fasi invernali già in ottobre e a seguire un inverno probabilmente ricco di sorprese.

Punto 2, analizzerei come le ceneri fungono anche da pulviscolo atmosferico. Per fare un ripasso, il pulviscolo atmosferico è necessario affinché si formino le nubi, in quanto l’umidità presente in atmosfera deve avere un qualcosa attorno al quale condensarsi. Pulviscolo che può essere di vario tipo (sabbia, polveri vulcaniche, particelle organiche, vegetali, polline, residuati industriali). Maggiore è la sua presenza in atmosfera, maggiore è la probabilità che si sviluppino nubi, spesso ad elevato sviluppo verticale. Non è un caso che dopo importanti eruzioni vulcaniche, nei luoghi interessati dalla nube di cenere, si registrino violente alluvioni o eccezionali grandinate.

Insieme all’eruzione del Raikoke, abbiamo avuto in giugno l’eruzione dell’Ulawun in Papua Nuova Guinea, e negli ultimi giorni l’Upinas in Perù, con cenere fino a 13 km di altezza.

Riassumendo il tutto lascia deporre per un deterioramento, seppur non drammatico (rimangono pur sempre un VEI5 e due VEI4) nei prossimi mesi delle condizioni meteo in Nord America ed in Europa.

Alessio

Nota di Attività Solare: il presente articolo è stato ricevuto dall’autore prima dell’eruzione delle ultime ore del vulcano Ulawun in Papua Nuova Guinea. Una fortissima eruzione che ha portato cenere a quota stratosferica in zona equatoriale. Di sicuro contrinbuirà anche questa ad una modificazione del corso “naturale” dell’ultima parte dell’estate 2019.

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