20 settembre 2017 - 7:00 am Pubblicato da

Data: 18/09/17 – di Ben Webster, The Times

Gli impatti catastrofici sul cambiamento climatico possono ancora essere evitati, questo secondo gli scienziati che hanno ammesso di essere stati troppo pessimisti sull’aumento indiscriminato del riscaldamento globale.

Il pianeta si è riscaldato più lentamente di quanto era stato previsto dai modelli al computer, previsioni risultate “troppo calde” e di conseguenza hanno sovrastimato l’impatto delle emissioni sulla temperatura media, dice la nuova ricerca.

Le nuove previsioni suggeriscono che il pianeta ha maggiori possibilità di rispettare l’obiettivo fissato dall’accordo di Parigi sul cambiamento climatico e di limitare il riscaldamento a 1,5 C al di sopra dei livelli preindustriali.

Lo studio, pubblicato sulla prestigiosa rivista “Nature Geoscience“, rende noto che sarà ancora necessaria una rapida riduzione delle emissioni, ma suggerisce che il nostro pianeta ha a disposizione più tempo per apportare le necessarie variazioni.

Michael Grubb, professore internazionale di energy and climate change alla University College London e uno degli autori dello studio, ammettendo che la sua precedente previsione è risultata errata, dichiarando durante il Vertice sul clima di Parigi nel dicembre 2015: “Tutte le prove che abbiamo a nostra disposizione degli ultimi 15 anni mi portano alla conclusione che l’aumento della temperatura di 1.5 C è semplicemente incompatibile con le nostre previsioni”.

Parlando al Times, ha riferito: “Quando i fatti cambiano, io cambio la mia mente, come ha detto Keynes.

“È ancora probabile che sia molto difficile realizzare questi cambiamenti abbastanza velocemente ma siamo in una posizione migliore di quanto pensassi”.

Il professor Grubb afferma che la nuova valutazione è stata una buona notizia per i piccoli Stati insulari del Pacifico, come le Isole Marshall e Tuvalu, che potrebbero essere inondate dai mari in aumento se la temperatura media aumenterà di oltre 1,5 C.

“Le isole del Pacifico dai nostri risultati risultano con minor pericolo di quanto avevamo pensato”, ha riferito.

Il professor Grubb ha aggiunto che anche altri fattori hanno indicato un maggior ottimismo sui cambiamenti climatici, inclusa la Cina che ha ridotto la crescita delle emissioni molto più rapidamente di quanto previsto e il costo delle centrali eoliche offshore che scendono notevolmente nel Regno Unito.

Egli dice ancora: “Siamo nel bel mezzo di una rivoluzione energetica arrivata più velocemente di quanto pensassimo, cosa che rende molto più credibile il fatto che i governi stringano l’offerta che hanno messo sul tavolo di Parigi”.

Lo studio ha scoperto che un gruppo di modelli informatici utilizzati dal Pannello intergovernativo sul cambiamento climatico aveva predetto un aumento della temperatura più rapido di quanto effettivamente avvenuto.

La temperatura media globale è aumentata di circa 0.9 C a partire dai tempi pre-industriali, ma c’è stato un rallentamento del tasso di riscaldamento negli ultimi 15 anni prima del 2014.

Myles Allen, professore di scienze geosistemiche presso l’Università di Oxford e un altro autore dello studio, che dichiara: “Non abbiamo visto una rapida accelerazione nel riscaldamento dopo il 2000 che si osserva nei modelli. Non lo abbiamo neppure visto nelle nostre osservazioni”.

Ha affermato che il gruppo di circa un decennio dei modelli al computer, prodotti da istituti di ricerca governativi e università in tutto il mondo, era stato assemblato un decennio fa”, quindi non è sorprendente che inizia a deviare un po’ dalle osservazioni”.

Ha riferito anche che troppi modelli utilizzati sono risultati “troppo caldi” rispetto alla realtà, il che significa che prevedono un riscaldamento troppo elevato.

Secondo i modelli, mantenendo l’aumento della temperatura media inferiore a 1,5 C significherebbe che il pianeta potrebbe permettersi di emettere solo circa 70 miliardi di tonnellate di carbonio dopo il 2015. Al tasso attuale delle emissioni, questo cosiddetto “bilancio del carbonio” in tre o cinque anni.

Secondo la nuova valutazione, il nostro pianeta può emettere altri 240 miliardi di tonnellate e ha ancora ragionevoli possibilità di mantenere l’aumento della temperatura al di sotto di 1,5 C.

“Sono circa 20 anni di emissioni prima che le temperature superino 1.5 C”, ha dichiarato il professor Allen.

Fonte: thegwpf

Enzo
Attività Solare

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