28 luglio 2017 - 7:00 am Pubblicato da

Come abbiamo documentato nei mesi scorsi, sia qui che sulla nostra pagina FB, l’ondata di gelo fuori stagione della Primavera 2017 si è visto fin da subito avrebbe condizionato i raccolti. Ecco qui i primi dati riguardo la produzione di vino francese.

Un articolo pubblicato qualche giorno fa da Reuters, fa presente che:

La produzione di vino francese potrebbe crollare del 17 % quest’anno a causa delle gelate primaverili che hanno danneggiato le vigne, soprattutto nella regione del Bordeaux, che potrebbe perdere fino alla metà del proprio raccolto, ha detto il ministero dell’agricoltura Venerdì [21.07.17, ndr].

Facendo una prima stima del raccolto di quest’anno, il ministro ha stimato che la produzione di vino in Francia, il secondo maggiore produttore di vino al mondo, raggiungerà dai 37 milioni ai 38.2 milioni di ettolitri, contro i 45.5 milioni di ettolitri del 2016.

Il gelo fuori stagione, che i coltivatori hanno cercato di combattere in tutti i modi (dall’usare piccoli fuochi allo spruzzare l’acqua sulle gemme per proteggerle dal gelo), ha purtroppo causato molti danni alle vigne, tutte colpite, seppur in misura diversa a seconda delle varietà: come si diceva poco fa, la regione del Bordeaux è la più colpita; anche la regione in cui si produce il famoso Champagne segna un importante calo nella produzione.  Due regioni, che avevano sofferto l’anno scorso per le piogge eccessive, quest’anno sono le uniche a registrare un aumento nella produzione rispetto proprio allo scorso raccolto: si tratta della Bourgogne e della Beaujoilais, con un + 14%.

Al di là delle cifre, quello che ci interessa di più è proporre una sorta di “promemoria”: la nostra alimentazione dipende strettamente dalla terra e dal clima – niente di nuovo, me ne rendo conto…

Ma in un momento storico in cui la maggior parte delle persone non ha alcuna conoscenza in ambito agricolo e in cui il clima sta cambiando, proponendoci sempre più spesso alternanze repentine di fenomeni atmosferici estremi (gelo fuori stagione, caldo fuori stagione, inondazioni, siccità,…), questo diventa un tema importante da tenere presente per il prossimo futuro, sotto diversi aspetti, economico fra gli altri.

Sara Maria Maestroni

Attività Solare.

 

 

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  • Gianuario Cioffi Aulicino
  • Alessandro Bindi

    Visto anche i futuri scenari climatici, sempre più freddi, con una massiccia riduzione dei cereali in Usa, Canada e Russia, tra maggiori produttori mondiali, la grande fame irlandese del 1879, diventerà una ‘ barzelletta’.
    Ma i politici mondiali e le multinazionali dell’ agricoltura si stanno preparando o vivono alla giornata?