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Come il gran freddo degli Stati Uniti, anche l’Italia (e non solo) sta attraversando, sin dall’inizio di quest’anno, un fase caratterizzata da temperature molto al di sotto alla norma. L’analisi di questa primavera, ha evidenziato il valore termico di 12,57° gradi centigradi. Tale misura la colloca al secondo posto nella classifica dei 4 top più freddi e solo per un’inezia non ha detronizzato la primavera del 1990, che mantiene così il record assoluto con 14,57° gradi. Come notate la differenza tra le due stagioni è irrisoria, appena di 1 decimo di grado. Anche maggio è una sorpresa termica, specie dopo il freddo di aprile, che con 11,85° si è collocato al 4° posto tra i più freddi. Maggio 2021 non è rientrato nei 4 top più freddi, tuttavia, con il valore di 16,59° va ad occupare comunque la quinta posizione tra i più freddi. Quanto sinora detto va, secondo noi collegato al fatto che: primo, si fa sentire la sempre più bassa energia emessa dal sole e secondo, come ovvia conseguenza del primo, gli oceani (atlantico e pacifico) scaldati meno dal sole, si stanno raffreddando (l’atmosfera sovrastante ne verrà fortemente influenzata). Ancora una nota per giustificare questa fase improntata al freddo. Le temperature mensili relative ai 5 mesi del 2020 (6,93°/ 9,38°/10,00°/ 13,92°/ e 18,41°) danno una media del periodo gennaio – maggio di 11,73° gradi. Quelle del 2021 (5,80°/8,60°/9,57°/11,85°/ e 16,59°) definiscono una media di 10,48°gradi. Confrontando le medie dei due periodi, quello attuale, rispetto all’analogo periodo dello scorso anno, risulta avere una differenza, in negativo, di un ben – 1,25°gradi centigradi. La differenza è rilevante. Non crediamo possa continuare nei prossimi mesi dell’anno. Perché se così non fosse, allora …….. c’è qualcosa di nuovo nell’aria.

Roma 1 giugno 2021
Col. Paolo Ernani meteorologo

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