Categoria per : Dinamiche Solari

Space Weather, Il Meteo Dello Spazio aprile 29, 2017 7:00 am

Non ti dice se pioverà o farà bel tempo, ma con la meteorologia dello spazio è bene fare i conti. Si occupa del ”tempo meteorologico” dell’intera eliosfera, aurore polari e tempeste magnetiche comprese: fenomeni i cui effetti, a volte catastrofici, possono farsi sentire anche qui sulla Terra di Mauro Messerotti – Venerdì 21 Aprile 2016 @ 19:14 Il tempo meteorologico dello spazio (space weather) rappresenta lo stato fisico dello spazio in cui si trovano la Terra e i pianeti del Sistema solare, riempito dal vento solare, un flusso continuo di particelle elettricamente cariche (plasma), confinato dall’analogo “vento interstellare” in una enorme regione, l’eliosfera. Il Sole è una tranquilla stella nana gialla, ma la rotazione trasforma il debole campo magnetico dipolare prodotto dalla dinamo interna in intensi campi magnetici localizzati nelle macchie solari, il cui numero caratterizza il ciclo di attività solare undecennale, poiché le macchie possono rilasciare energia magnetica nei brillamenti cromosferici con accelerazione di particelle ed emissione di radiazione elettromagnetica dai raggi X alle onde radio. Anche enormi “bolle di plasma” (Cme, coronal mass ejection) possono venir accelerate verso i pianeti, il cui campo magnetico, dove esiste e funge da scudo per le particelle, viene Schema del sistema Sole-Terra... Mostra articolo

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La Riconnessione Magnetica Svelata aprile 6, 2017 7:00 am

Grazie a uno studio sperimentale realizzato presso il Magnetic Reconnection Experiment, un team internazionale di scienziati ha scoperto un meccanismo responsabile della velocità con cui si verifica il fenomeno della riconnessione magnetica. I risultati potranno aiutarci nella previsione delle tempeste solari di Elisa Nichelli lunedì 3 aprile 2017 @ 16:28 La riconnessione magnetica, il processo responsabile dell’esistenza dei brillamenti solari, si verifica molto più rapidamente di quanto previsto dalla teoria. Uno studio condotto da un team internazionale di scienziati ha scoperto un meccanismo responsabile per questa maggiore velocità. I risultati, pubblicati su Physical Review Letters, potranno portare a previsioni più accurate per le tempeste solari, e quindi a campagne più efficaci di protezione dei sistemi di telecomunicazione e delle reti elettriche. Per parlare di riconnessione magnetica occorre che le linee di campo magnetico presenti all’interno di un plasma si riconfigurino, convertendo energia magnetica in movimento delle particelle. Il plasma è composto da atomi e particelle cariche, tra cui gli elettroni, che con la loro pressione hanno un ruolo fondamentale nell’innescarsi del processo. Rappresentazione artistica di una tempesta magnetica. Crediti: NASA I ricercatori hanno scoperto che, durante la fase di riconnessione, lungo le linee di campo magnetico si sviluppa una variazione... Mostra articolo

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Onde Di Rossby Increspano Il Sole marzo 29, 2017 14:00 pm

Già note sulla Terra, su Giove e su Saturno, queste onde planetarie sono ora state osservate, dalle sonde Sdo e Stereo della Nasa, anche sulla superficie della nostra stella. Una scoperta che potrebbe contribuire alla predizione del comportamento del Sole su tempi scala lunghi di Marco Malaspina Martedì 28 Marzo 2015 @ 19:05 Fino a oggi erano note come “onde planetarie”, essendo state scoperte dapprima sulla Terra e in seguito anche nell’atmosfera di altri pianeti, da Giove a Saturno. Be’, forse è giunto il momento di chiamarle solo con il loro vero nome – onde di Rossby – perché ora è stato definitivamente dimostrato che increspano anche la superficie di corpi non planetari: per l’esattezza, il plasma bollente della nostra stella, il Sole. Lo dimostra uno studio, guidato dal ricercatore del National Center for Atmospheric Research (Ncar) Scott McIntosh, pubblicato sull’ultimo numero di Nature Astronomy. Ed è una scoperta con potenziali ricadute anche per noi: così come le onde di Rossby terrestri esercitano una certa influenza sul meteo, anche le onde di Rossby osservate sul Sole potrebbero essere collegate all’attività solare, comprese la formazione di macchie solari e le eruzioni solari. Il globo solare in rotazione ricostruito dalle immagini raccolte dalle sonde... Mostra articolo

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Tempeste Solari: 16 Anni Di Dati Raccolti Dai Gps febbraio 2, 2017 7:00 am

Sviluppati nei laboratori di Los Alamos e montati a bordo degli stessi satelliti che usiamo ogni giorno con i nostri navigatori e smartphone, i sensori mettono a disposizione dati preziosi per prevedere fenomeni estremi. Mauro Messerotti (Inaf): «Si tratta della più completa copertura osservativa mai effettuata» di Marco Malaspina mercoledì 1 febbraio 2017 @ 19:39 I sei piani orbitali lungo i quali i satelliti Gps volano intorno alla Terra. La configurazione rappresentata nell’immagine mostra le orbite poco prima dell’inizio della più grande tempesta geomagnetica dell’attuale ciclo solare, avvenuta il 17 marzo 2015. Le linee orbitali più scure indicano la posizione dei satelliti in quel momento, mentre quelle più tenui mostrano dove si trovavano 12 ore prima. Crediti: Los Alamos National Laboratory. Sono oltre 16 anni di dati, li hanno raccolti con sensori a bordo dei satelliti Gps e da oggi, per la prima volta nella storia, sono stati resi disponibili al pubblico. Per ordine della Casa Bianca: qui il decreto dell’ottobre scorso, da significativo titolo “Coordinating Efforts to Prepare the Nation for Space Weather Events” con il quale l’ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama ne aveva ordinato la diffusione. Ma di che dati si tratta? Sono tutte misure relative... Mostra articolo

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La Massiccia Manipolazione Climatologica della Nasa gennaio 23, 2017 17:00 pm

  In questo video viene ripreso nella sua interezza uno scottante articolo che è stato recentemente pubblicato sul blog tedesco in lingua inglese notrickszone.com, nel quale viene denunciata in maniera incontrovertibile e facilmente intellegibile la evidente attività di alterazione dei dati storico climatologici di lungo periodo da parte della Nasa, la celeberrima agenzia governativa civile degli Stati Uniti d’America – Video ideato e prodotto da Mauri Sesler: Youtube Channel  

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Sole Ai Minimi Degli Ultimi 200 Anni, Quali Potrebbero Essere Gli Effetti Sul Clima Terrestre ??? ottobre 27, 2016 7:00 am

Il fatto accertato è che questo ciclo solare, il numero 24, ha sorpreso ogni fisico solare ed ogni precedente previsione, visto che tale ciclo doveva essere quello con il massimo solare di sempre generando probabili tempeste magnetiche tali da paralizzare la rete elettrica di molte nazioni. Si leggevano infatti queste catastrofiche previsioni agli inizi degli anni Duemila….ma l’ultimo ciclo solare ha sorpreso tutti, ed il realtà sembra che il Sole abbia preso una bella pausa dopo quasi 100 anni di grande attività! Anche il mese di Settembre 2016 ha confermato questa tendenza, vedendo la nostra stella scivolare verso un minimo previsto attorno al 2020, o poco più in là. Il grafico seguente mostra l’accumulo di macchie solari per ciascun ciclo (deviazione dalla norma), e tale accumulo al momento mostra un ciclo 24 con la minima attività dal ciclo numero 5, che risale ad oltre 200 anni fa! Diverse sono le teorie che descrivono la possibile influenza sul clima del nostro Pianeta. Alcuni scienziati sostengono che un solo unico ciclo debole, non abbia la forza di indebolire la tendenza al riscaldamento climatico in atto sulla Terra. Ma da questo punto di vista le previsioni di altri scienziati (come la dottoressa Zarkhova),... Mostra articolo

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Macchie Stellari su Proxima Centauri ottobre 22, 2016 7:28 am

Un ipotetico abitante del pianeta Proxima b, recentemente scoperto, potrebbe ammirare sulla propria stella Proxima Centauri delle macchie, come quelle solari ma molto più grandi. Macchie che si presentano con una periodicità di sette anni, un ciclo di attività stellare che gli astronomi non pensavano possibile per una stella piccola di Stefano Parisini Mercoledì 12 Ottobre 2016 @ 18:33 Dallo scorso agosto, quando è stata annunciata la scoperta di un pianeta in zona abitabile che le orbita attorno, Proxima Centauri, la stella più vicina alla Terra, è oggetto di grandissima attenzione. Per quel che si conosce finora, Proxima Centauri sembra avere ben poco in comune con il Sole: si tratta di una stella nana rossa, meno calda e massiccia e con solo un millesimo della luminosità del nostro astro. Tuttavia, una nuova ricerca appena pubblicata online dalla rivista Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, mostra che, sotto certi aspetti, Proxima Centauri è sorprendentemente simile al Sole, presentando un ciclo regolare di macchie stellari. Rappresentazione di fantasia della superficie del pianeta Proxima b, recentemente scoperto in orbita attorno alla stella nana rossa Proxima Centauri, l’astro più vicino al Sistema solare. Sulla superficie della stella sarebbero periodicamente visibili delle gigantesche macchie... Mostra articolo

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Annie Maunder, Pioniera Dell’Astronomia Solare ottobre 8, 2016 7:00 am

Nel centesimo anniversario dell’apertura del proprio circolo alle donne, la Royal Astronomical Society ha intitolato un premio alla scienziata Annie Maunder. «Il Minimo di Maunder è conosciuto quasi da tutti», ricorda a Media INAF Gianna Cauzzi, fisica solare, «ma un’altra grande scoperta di Annie e di suo marito Walter è il cosiddetto ‘diagramma a farfalla’ delle macchie solari» La Royal Astronomical Society (RAS) ha istituito a partire da quest’anno una onorificenza dedicata alla figura di Annie Maunder, tra le prime donne ammesse come socie, nel centesimo anniversario di questo storico evento. Un riconoscimento all’importante lavoro svolto da questa studiosa in un periodo nel quale affermarsi e vedere riconosciuto il proprio valore, per una donna, era un’utopia, anche per una grande scienziata. Annie Maunder, una fra le prime donne ammesse come socie alla Royal Astronomical Society nel 1916. Crediti: Royal Astronomical Society / Dorrie Giles Annie Scott Dill Russell nacque in Irlanda nel 1868. Figlia di un pastore presbiteriano, frequentò la scuola secondaria in un istituto femminile, quello che divenne in seguito il Victoria College di Belfast, per poi riuscire ad accedere all’Università di Cambridge, per la quale aveva vinto una borsa di studio triennale. Nonostante gli eccezionali risultati, in quanto donna non... Mostra articolo

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Raggi Cosmici, Oltre i Modelli Standard settembre 17, 2016 12:00 pm

A un secolo dalla scoperta sono stati fatti enormi i passi avanti nella loro comprensione, eppure sono molte le domande che in proposito non hanno ancora avuto una risposta: stiamo parlando dei raggi cosmici. Si apre domani a San Vito di Cadore il secondo convegno “Cosmic Ray Origins: beyond the standard models”, occasione per fare il punto sulla nostra attuale conoscenza del fenomeno e su quali saranno le future ricerche. Ma cosa c’entrano le Dolomiti? C’è una ragione, fisica di Eleonora Ferroni Venerdì 16 Settembre 2016 @12:28 Dal 18.09.2016 al 24.09.2016 Era il 1912 quando Victor Hess, con i sui famosi viaggi in pallone, scoprì che la ionizzazione aumenta con l’aumentare dell’altitudine rispetto al suolo, fenomeno che attribuì alla presenza di una radiazione proveniente dallo spazio. Victor Hesse, al centro, mentre parte per una camapagna di misurazioni a bordo di un pallone aerostatico, era il 1911. Nel 1936 fi insignito del Nobel per la Fisica per la scoperta dei raggi cosmici. Crediti: NY Times Cento anni dopo la scoperta sono grandi i progressi fatti nella comprensione dell’origine dei raggi cosmici, ma molte domande rimangono ancora senza una risposta. La maggior parte dei raggi cosmici che arrivano sulla Terra è un... Mostra articolo

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Raggi cosmici ancora in crescita! settembre 10, 2016 7:00 am

Continua il nostro monitoraggio dei raggi cosmici galattici iniziato a gennaio di quest’anno, dato il forte incremento, ora al 12,5% dal 2015, e che molto probabilmente continuerà a crescere vista la distanza dal prossimo minimo solare e che sappiamo, secondo alcuni studi scientifici, dare l’input per l’aumento delle nuvole, ma non solo. Buona lettura Enzo Attività Solare   Aggiornamento: 3 Settembre 2016 // Prossimo volo: 10 Settembre 2016 3 settembre 2016: Il 2 settembre, Spaceweather.com e gli studenti della Earth to Sky Calculus hanno effettuato con successo un lancio transcontinentale con due palloni meteorologici – uno nel New Hampshire e l’altro in California. Il pallone lanciato nella New Hampshire ha registrato i più alti livelli di radiazione atmosferica dal nostro programma di monitoraggio iniziato due anni fa. Gli studenti stanno di nuovo raccogliendo nuovi dati che ci riporteranno i risultati la prossima settimana. Durante l’attesa, ecco un’immagine della costa atlantica del Maine scattata durante il 2° volo della mongolfiera in questo mese di settembre da un’altitudine di 118.000 piedi (circa 36 km):     Circa una volta alla settimana, Spaceweather.com e gli studenti della Earth to Sky Calculus lanciano i palloni meteorologici nella stratosfera sopra la California. Questi palloni sono dotati di sensori che rilevano... Mostra articolo

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Tempo di guerra e di pace agosto 13, 2016 7:00 am

Autore: Guido Guidi Data di pubblicazione: 12 Agosto 2016 Fonte originale: http://www.climatemonitor.it/?p=41982   Le due invasioni mongole ordinate da Kublai Khan nel XIII secolo fallirono entrambe perché le flotte degli invasori furono distrutte da due tifoni, la versione asiatica del ciclone tropicale. Da allora, quel vento ha preso il nome di Kamikaze “vento divino”, sulla cui interpretazione attuale è meglio soprassedere. Il trattato di pace dell’Aia del 1795, quando la Piccola Età Glaciale volgeva al termine ma doveva ancora raggiungere il suo apice con l’anno senza estate del 1815, fu firmato alla definitiva capitolazione dei ribelli olandesi, quando il Generale dell’Armata Nord francese Pichegru catturò la flotta olandese bloccata dal ghiaccio sullo Helder. L’unica battaglia navale di cui si abbia notizia vinta con la cavalleria. La nemesi dell’Imperatore Napoleone Bonaparte, iniziò con la disfatta nella Campagna di Russia del 1812, con le truppe d’oltralpe decimate dal gelo dell’inverno russo, e si concluse con la sconfitta di Waterloo, maturata anche per le difficoltà incontrate dalla cavalleria e dall’artiglieria francesi su di un campo di battaglia reso impraticabile dalla pioggia e dal fango. L’Operazione Barbarossa, il nome in codice con cui è passata alla storia l’invasione della Russia da parte dell’esercito nazista, fallì... Mostra articolo

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Comincia Ufficialmente La Nina Nel Pacifico Centrale !!!! luglio 19, 2016 7:00 am

Adesso lo possiamo annunciare, è iniziata ufficialmente La Nina, questo fenomeno di raffreddamento del Pacifico Centrale! Lo scorso 16 Luglio, infatti, dopo un po’ di tergiversare, temperature oscillanti attorno alla norma in zona di neutralità, le anomalie termiche della zona Nino 3.4 sono scese al valore di -0,580°C, dando così inizio ufficialmente al fenomeno della Nina! Secondo le convenzioni internazionali, infatti, per osservare i fenomeni Nino – Nina, si osservano le anomalie termiche superficiali dell’Oceano Pacifico Centrale, una vasta zona che viene denominata “Nino 3.4” (La zona Nino 1-2 si riferisce al Pacifico orientale, a ridosso delle coste sudamericane, mentre la zona Nino 4 è quella più occidentale al confine con l’Oceano Indiano). Se le anomalie termiche restano comprese tra +0,5°C e -0,5°C, si parla di zona di neutralità, senza alcun fenomeno significativo. Ma se, come adesso, le temperature sono al di sotto di -0,5°C, si parla ufficialmente di Nina! L’immagine delle anomalie termiche superficiali mostra con maggiore ampiezza questo fenomeno già esistente. Ma quali le previsioni? Con tutta la probabilità si andrà verso un fenomeno moderato, ben evidente durante tutto il  prossimo semestre freddo. Fonte Web: Comincia Ufficialmente La Nina Nel Pacifico Centrale !!!! Roberto Attività Solare  

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Il Jet Stream Attraversa L’Equatore: Evento Mai Accaduto Prima !!!! (Forse.…) giugno 30, 2016 14:00 pm

Gli scienziati del clima sono sconvolti da un evento che, almeno da quando si studiano le mappe satellitari ed i dati in quota non era mai accaduto: la Corrente a Getto dell’Emisfero Settentrionale, ha attraversato l’Equatore raggiungendo la Corrente a Getto dell’Emisfero Meridionale, fatto  sconvolgente, per gli addetti ai lavori, in quanto l’aria dell’Emisfero Boreale “non può”, in seguito alla circolazione della cellula di Hadley, raggiungere l’Emisfero Australe. Come visibile dalla mappa in allegato, infatti, lungo l’Equatore esiste una fascia di convergenza di venti settentrionali e meridionali che risalgono verticalmente portando poi l’aria calda ed umida verso nord, attraverso una serie di “cellule” di trasporto dell’aria che servono, sostanzialmente, a riequilibrare le temperature della Terra. Il Sole infatti scalda molto l’Equatore, e non riscalda i Poli, quindi, se non ci fosse questo tipo di circolazione e di trasporto di calore da nord a sud e viceversa, l’Equatore avrebbe temperature superiori ai 100°, mentre i Poli si raffredderebbero sempre di più. Ma qualcosa di sconvolgente è accaduto lo scorso martedì, quando la Corrente a Getto tropicale del Pacifico del nord si è diretta verso sud, andando ad unirsi alla Corrente a Getto dell’Emisfero Australe. In questo modo la circolazione della Cellula... Mostra articolo

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L’EUROPA SARA’ PRESTO AL FREDDO? dicembre 28, 2015 15:32 pm

Gli scienziati russi hanno ripreso l’attività solare nel corso degli ultimi mille anni e hanno formulato le previsioni fino al 3200. Quale sarà il clima che attende la Russia e l’Europa nei prossimi 15/20 anni? Quali saranno le anomalie climatiche nei prossimi decenni? Quali saranno le aree che sperimenteranno le più rigide temperature invernali, mentre quali altri paesi avranno estati calde? Tutto dipenderà da quanto il clima sarà influenzato dalle dinamiche del possibile inizio del prossimo minimo di attività solare magnetica. Il comportamento del Sole nei cicli futuri è il tema principale di questa pubblicazione sulla previsione e la spiegazione dei minimi di attività solare. Il documento è stato redatto con il contributo di Elena Popova dell’Istituto Skobeltsyn di Fisica Nucleare (Lomonosov Moscow State University), che è stato pubblicato poi in un report scientifico. Gli scienziati hanno studiato l’evoluzione del campo magnetico solare e il numero di macchie sulla superficie del Sole.  L’ampiezza e la configurazione spaziale del campo magnetico della nostra stella cambiano nel corso degli anni. Ogni 11 anni il numero delle macchie solari diminuisce drasticamente. Ogni 90 anni questa riduzione (quando coincide con il ciclo di 11 anni) riduce il numero delle macchie solari di circa la metà. Ogni 300/400... Mostra articolo

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Il Mondo Alle Soglie Di Una Piccola Glaciazione Della Durata di 50 anni !!! ottobre 22, 2015 12:13 pm

Il Mondo Alle Soglie Di Una Piccola Glaciazione Della Durata di 50 anni !!! Dopo alcuni segnali dalla Natura (i Beluga artici che migrano sulle coste britanniche, ora è il turno dei cigni siberiani, che sono emigrati dalle coste dall’Artico Siberiano verso le coste inglesi, raggiungendo il Gloucestershire l’11 Ottobre scorso, con un grande anticipo rispetto alla norma. E’ infatti dal 1963 che vengono prese le rilevazioni sulla data di arrivo di questa specie,  e non si era mai verificata  una simile migrazione in anticipo: il Cigno di Bewick di solito arriva sulle Isole Britanniche a metà Novembre, in un numero di circa 300 esemplari. Questo indica che le temperature siberiane sono molto più basse della norma, ed è un indice dell’arrivo possibile di un grande inverno! Nel frattempo, anche il meteorologo Alex Sosnowski di Accuweather ha rimarcato l’importanza del “Blob”, come così oramai viene chiamato l’apparentemente piccolo calo delle temperature delle acque dell’Atlantico Settentrionale al largo delle Isole Britanniche. Il rischio è che tale raffreddamento indichi un rallentamento della Corrente del Golfo e del suo trasporto di calore verso il nostro Continente. Tale avvertimento segue di pochi mesi quello descritto dal Meteoffice Britannico, secondo il quale l’attività solare potrebbe... Mostra articolo

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Potenziali rilasci di energia a seguito dell’attuale tempesta geomagnetica ottobre 8, 2015 14:43 pm

Sono ore che è in atto una forte tempesta geomagnetica. Non ve ne abbiamo parlato, ma la teniamo d’occhio. Come potete vedere dal grafico, il K-Index ha raggiunto il suo apice nella serata di ieri, con un valore 7, per poi scendere e oscillare tra il 5 e il 6 (attualmente a 6). A tali valori si affianca una velocità del vento solare decisamente elevata… che rasenta gli 800 km/s (attualmente a 732 km/s) La causa di tutto questo è da ricercare in un buco coronale fronteterra e geoeffettivo al quale farà seguito un ulteriore buco coronale che si sta posizionando fronte terra, ma sarà meno geoeffettivo in quanto posizionato più verso la zona polare del Sole. Quali conseguenze dobbiamo aspettarci? Nell’immediato nessuna. Ma studi scientifici, passati e presenti, concordano sul fatto che il sistema geologico terrestre non sopporta gli sbalzi di velocità e/o densità del vento solare…. come anche i repentini sbalzi del k-index. Ancora per circa 24 ore la tempesta geomagnetica continuerà a farsi sentire (e per chi è più “sensibile” alle radiazioni, il mal di testa persisterà). Poi inizierà la discesa, si spera, molto lenta. Quando il vento solare tornerà a valori prossimi ai 300 km/s o... Mostra articolo

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Doppia Eclissi di Sole settembre 16, 2015 19:27 pm

Doppia Eclissi di Sole Space Weather (USA) – http://www.spaceweather.com Traduzione a cura di Mauri Sesler (scientific translator) 17 Settembre 2015 – Il 13 Settembre, il sole è stato eclissato – due volte! Nessuno sulla Terra ha mai visto niente di simile. In effetti, era visibile solo dall’orbita terrestre. Il Solar Dynamics Observatory della NASA (SDO) ha registrato l’evento: La doppia eclissi è iniziata intorno alle 06:30 UT quando la Terra è passata direttamente tra il sole e il SDO. L’osservatorio ha visto il corpo del nostro pianeta muoversi lentamente attraverso la faccia del sole, causando un quasi black-out. Quando la Terra finalmente si è fatta da parte circa un’ora dopo, un’altra eclissi era già in corso. Questa volta, a mettersi di mezzo è stata la Luna. Un video del team scientifico del SDO spiega la folle perfezione dell’allineamento che è richiesto per una simile visione. Aggiornamento: Questa immagine mostra la Luna e la Terra di fronte al Sole, nello stesso momento: Taken by jhon henry osorio orozco on September 13, 2015 @ Medellín-Colombia (Nelle foto qui sopra, si noti come il bordo della Terra sembra molto sfumato rispetto al bordo della Luna. Questo perché il nostro pianeta ha una spessa... Mostra articolo

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VIOLATA ANCORA UNA VOLTA LA LEGGE DI HALE IN QUESTO CICLO 24 agosto 16, 2015 21:28 pm

Ritorniamo a parlare di macchie solari a polarità inversa, dopo che, altre volte ce ne siamo occupati con articoli dedicati, e che per i fisici solari risultano anomale. Dunque, argomento ostico e scomodo per i fisici solari ma non solo, perché in pratica una macchia a polarità inversa vuol dire che il nuovo ciclo sta per iniziare, quindi in questo periodo del ciclo giustificarle diventa alquanto imbarazzante. Questa la carta d’identità della nuova macchia a polarità inversa nata nella giornata del 14 agosto 2015: AR: 2401 – pos: S11E50 – long: 271 – area: 30 – extent: 3 – class: BXO – count: 5 – Class: Beta   Per riassumere e rendere un po’ più chiara la situazione, ci rifacciamo ad un articolo pubblicato nel 2006 su Nasa Scienze, dove il più famoso fisico solare, David Hathaway spiegava cosa sono le macchie solari inverse e cosa significano per l’attività della nostra stella. Le macchie solari sono molto frequenti nelle stelle, a cui di solito non viene data molta importanza. Ma questa macchia solare è molto particolare: Risulta invertita. “Abbiamo atteso a lungo questo momento”, dice David Hathaway, fisico solare alla Marshall Space Flight di Huntsville, in Alabama. “Una macchia solare invertita è un chiaro... Mostra articolo

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Le grandi estinzioni di massa e la struttura della nostra Galassia agosto 2, 2015 9:45 am

Collegamento tra le grandi estinzioni di massa e la struttura della nostra Galassia Uno studio pubblicato su arXiv.org evidenzia che le grandi estinzioni di massa corrispondono al passaggio periodico del nostro sistema solare attraverso i bracci a spirale della Via Lattea. E’ opinione abbastanza condivisa tra i ricercatori che le grandi estinzioni di massa subite da fauna e flora del nostro pianeta abbiano un andamento ciclico. E’ successo in passato e succederà ancora. Lo studio dei ritrovamenti fossili ha mostrato una sorprendente e misteriosa regolarità negli eventi di livello estintivo, cioè periodi geologicamente brevi durante i quali vi è uno straordinario sovvertimento dell’ecosistema terrestre, con la conseguente scomparsa di un grande numero di specie viventi e la sopravvivenza di altre che divengono dominanti. Da questo punto di vista, le estinzioni di massa hanno l’effetto di ripulire la biosfera come un cassino su una lavagna, liberando nicchie ecologiche e producendo esplosioni di biodiversità. Nel 2005, Richard Muller e Robert Rohde hanno pubblicato uno studio comparso su Nature nel quale i due ricercatori hanno evidenziato che le estinzioni di massa si presentano ciclicamente con una regolarità di 62 milioni di anni. I risultati della ricerca hanno generato nuovi argomenti di speculazione tra... Mostra articolo

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Radiazione Solare e numero di Aurore Boreali durante l’Eccezionale Periodo del Minimo di Maunder luglio 29, 2015 15:27 pm

Il minimo di Maunder, un periodo della durata di circa 80 anni, nella seconda metà del Seicento, ha rappresentato il periodo di minore attività solare realmente sperimentata dagli osservatori , e non ricavata da altri tipi di studio (come le variazioni della quantità di C14 presente in atmosfera nei tempi passati). Già nel Seicento, infatti, esistevano i primi astronomi ed osservatori che riportavano regolarmente la presenza o l’assenza di gruppi di macchie lungo la superficie del Sole. E, i rapporti dell’epoca, testimoniano l’assoluta scarsità di macchie lungo la superficie del sole lungo questo periodo, iniziatosi attorno al 1645 e terminato nel 1715. Si è  cercato, pur con l’incertezza dovuta alla scarsa risoluzione degli strumenti dell’epoca, di ricostruire la quantità di radiazione solare irradiata dalla nostra Stella, in quel periodo. Un primo grafico mostra l’andamento della Radiazione Solare dal 1600 ad oggi: si nota un valore medio inferiore a 1360.0 W/m2 per un lungo periodo di tempo, seguito da una rapida crescita, fino ai primi dell”800, con un’altra diminuzione ai primi decenni del XIX Secolo, seguito poi dal massimo di irraggiamento, attorno ai 1361.5 W/m2, negli ultimi decenni del XX Secolo ed i primi anni Duemila. Si tratta di una differenza... Mostra articolo

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UN NUOVO GRUPPO DI SCIENZATI AFFERMA CHE IL BATTITO CARDIACO DEL SOLE CI TRASCINERA’ VERSO UNA NUOVA ERA GLACIALE luglio 12, 2015 7:50 am

Si ringrazia il nostro lettore Mauri Ses per la segnalazione e la traduzione dell’articolo qui pubblicato. Fonte: www.iceagenow.info – Traduzione a cura di Mauri Ses. 10 Luglio 2015 Un nuovo modello riguardante il “battito cardiaco” (ciclo solare, n.d.t.) di 11 anni del Sole suggerisce che l’attività solare diminuirà del 60% nel corso del 2030, facendola crollare ai livelli che si registrarono l’ultima volta durante il minimo di Maunder (1645 – 1715, n.d.t.). A partire all’incirca dal 1645, il minimo di Maunder corrispose con la parte più drammatica ed estrema dell’ultima “Piccola Era Glaciale”. I risultati del nuovo studio dovevano essere presentati ieri dalla Professoressa Valentina Zharkova al Meeting Nazionale di Astronomia in corso a Llandudno (Cittadina del Galles, n.d.t.). Molti fisici solari ritengono che il ciclo solare sia guidato da una dinamo generata da un fluido convettivo che scorre in profondità all’interno del Sole. Tuttavia, quando Zharkova ed i suoi colleghi hanno aggiunto una secondo dinamo in prossimità della superficie del Sole, hanno scoperto che questo tende a rendere completo il quadro con una precisione senza precedenti. “Le nostre previsioni hanno rivelato una precisione del 97%”, ha affermato Zharkova. Il modello prevede che le onde provenienti dalle due dinamo diventeranno... Mostra articolo

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Cina Meridionale: 9 periodi di caldo e di freddo, negli ultimi 3000 anni: viviamo in una fase intermedia !!! luglio 9, 2015 11:21 am

Un nuovo studio ha esaminato le variazioni delle temperature sulla parte meridionale della Cina, studiando i sedimenti accumulatisi sulle rive del lago Huguangyan , situato sulla Penisola meridionale cinese. Attraverso lo studio dei componenti chimici presenti nei vari sedimenti, e derivati dal materiale organico accumulatosi nel corso dei millenni, è stato possibile ricostruire, con notevole precisione, quelle che sono state le variazioni termiche del clima della zona negli ultimi 3000 anni. Notiamo quindi la presenza del periodo più caldo dei tempi recenti, quello compreso tra il 900 ed il 500 a.C. , e di altri periodi caldi, tra i quali il Periodo Romano, ed il caldo Medievale, che va approssimativamente dal 900 al 1300 d.C. I periodi freddi sono stati quattro, tra i quali quello intervenuto tra il 500 ed il 200 a.C., e la Piccola Età Glaciale, presente tra il 1400 ed il 1850 circa. Da notare il periodo più freddo di tutti, quello intervenuto attorno al 500 d.C., e confermato anche, tra l’altro, dalla forte diminuzione degli anelli di crescita delle conifere in Siberia. Si tratta di un calo termico di oltre -2,2°C, breve ed improvviso, e nettamente superiore al freddo intervenuto durante la PEG recente, dove al... Mostra articolo

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Il modello climatico di Abdussamatov, ed il prossimo gelido futuro del clima terrestre !!! luglio 7, 2015 20:55 pm

Anche se pare paradossale parlare di un raffreddamento climatico nel pieno di una ondata di caldo con pochi precedenti nel passato, sull’Europa occidentale, dobbiamo ricordare che un conto sono gli eventi meteorologici estremi, un altro invece l’andamento climatico sul lungo periodo. Vale anche il discorso contrario, non è un inverno particolarmente rigido, come quelli avvenuti negli ultimi due anni sugli Stati Uniti, a determinare un cambiamento climatico definitivo. Comunque, lo studioso russo Abdussamatov si trova in questo periodo al centro dell’attenzione, grazie al suo modello climatico che, negli ultimi dieci anni, si è trovato in linea con l’andamento della temperatura globale, a differenza delle previsioni (errate) di tantissimi scienziati del clima. Il suo modello prevede cambiamenti ciclici nell’arco di circa 200 anni dell’attività del Sole, ed i cambiamenti dell’irradianza solare si riflettono con meccanismi di feedback sull’ambiente terrestre, che ne influenzano il clima come naturale conseguenza. Ad esempio, un aumento dell’attività solare riscalda gli oceani che rilasciano in atmosfera CO2 e vapore acqeo (gli oceani contengono 50 volte più CO2 rispetto all’aria), e questo è un meccanismo di feedback che aumenta la temperatura terrestre. In base a questi cicli, sono stati correttamente previsti i cambiamenti climatici degli ultimi 7500 anni,... Mostra articolo

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Arrivano Decadi di Raffreddamento Globale !!! giugno 2, 2015 20:31 pm

Il nuovo studio è stato effettuato nell’Università di Southampton, che prevede un raffreddamento dell’Oceano Atlantico di circa un grado centigrado nei prossimi decenni. Tale raffreddamento sarà in grado di provocare un calo delle temperature globali pari a circa mezzo grado centigrado, provocando una decisa pausa del Global Warming. Tale raffreddamento provocherà un netto calo delle temperature sul Nord America, specie sul lato orientale, su parte dell’Europa Occidentale, ma anche una diminuita attività degli Uragani Atlantici, proprio a causa delle temperature superficiali più basse. Lo studio è stato effettuato dal Dott. Gerard McCarthy, e prende atto dalle osservazioni dell’AMO, l’oscillazione multidecadale delle temperature dell’Oceano Atlantico settentrionale. Esse sono sottoposte a variazioni ed oscillazioni su periodi di decenni, e, negli ultimi dieci anni, si è osservato come questi valori stiano declinando verso il basso. Con tutta probabilità questa tendenza si rafforzerà nei prossimi 20-30 anni, prolungando la “pausa” nel Global Warming che è in atto da almeno 15-18 anni, stando alle rilevazioni satellitari. La spiegazione attuale di questa “pausa” è stata data alla capacità degli Oceani di assorbire il surplus di calore accumulato, ma non tutti gli scienziati sono concordi. Infatti, ad esempio, lo scienziato tedesco Jurgen Heine ha affermato che la... Mostra articolo

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