24 febbraio 2017 - 7:00 am Pubblicato da

Autore: Guido Guidi
Data di pubblicazione: 23 Febbraio 2017
Fonte originale: http://www.climatemonitor.it/?p=43807

 

 

Questa notizia, se non fosse paradossale, sarebbe davvero divertente. Come in moltissimi (quasi tutti) settori di applicazione, anche in campo climatico gli Stati Uniti sono davanti a tutti. Nella ticerca, negli investimenti, nella modellistica, nelle pubblicazioni…e, naturalmente, anche soprattutto in prima linea nella lotta al nemico pubblico numero uno, il riscaldamento globale e i suoi derivati. I più famosi e impegnati scienziattivisti climatici – nuova specie sviluppatasi con lo specifico scopo di salvare il pianeta – sono americani. Negli USA e dagli USA sono gestiti tre dei dataset della temperatura globale più utilizzati, con uno di questi, quello del GHCN, che è praticamente la base di tutti gli altri.

Per gestire tutti questi dati e per far girare modelli di simulazione climatica capaci di arrivare fino all’anno 3000 e oltre (con il nobile scopo di dare a tutti un’idea di cosa indossare in quei giorni se dovesse capitare di fare una gita), c’è bisogno di una spropositata capacità di calcolo, che ovviamente non basta mai.

E così, qualche anno fa, l’NCAR (National Center for Atmospheric Research), famoso istituto di ricerca con sede in Colorado, decise, chiese ed ottenne di dotarsi di un nuovo mega computer. Un’occasione unica, inoltre, per perseguire lo sviluppo economico della località che sarebbe stata scelta per la realizzazione. Tutto bello, tutto giusto, tutto invidiabile.

Solo che, quando sono andati a spingere il tasto “on”, si sono accorti che il mega computer non era nello stato del Colorado, ma in quello del Wyoming. Che strano, perché gli amministratori del Colorado avrebbero dovuto rinunciare alla visibilità ed alle fantastiche opportunità di un’occasione del genere? Molto semplice, come tutti i mega computer, anche questo, sebbene nuovo di zecca ed altamente efficiente, ha bisogno di un sacco di energia per funzionare, dove per un sacco si intendono 8 MW, di cui 4-5 per il calcolo e 3-4 per il raffreddamento. In Wyoming l’elettricità costa molto ma molto meno che in Colorado, quindi, da un punto di vista economico, la scelta era quasi obbligata, pena rendere l’operazione insostenibile. E perché costa poco l’energia in quello stato? Ancora più semplice, perché è prodotta per il 95% del fabbisogno con il carbone, di cui lo stato e ricchissimo, al punto da gestire una delle più grandi e produttive miniere della nazione. Un posto da dove si vende carbone a tutto il mondo.

Dunque, l’equazione è questa. L’uso dei combustibili fossili ammazza il pianeta; per sapere se è vero, cosa questo potrebbe comportare e come porvi rimedio, si studia il problema consumando più energia dove costa meno perché prodotta con i combustibili fossili. Con i risultati di questo impegno si consiglia a tutti di smettere di usare i combustibili fossili per pagare di più l’energia.

Elementare no?

PS: trovate tutto qui. Il mega computer comunque si chiama Cheyenne…gli americani non si battono…

 

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