27 settembre 2017 - 7:00 am Pubblicato da

Prendendo spunto da questo articolo, ci stiamo occupando di contestualizzare in un arco temporale di millenni l’andamento delle temperature e l’ipotesi del Riscaldamento Globale, facendo riferimento all’epoca attuale in cui ci troviamo, l’Epoca Interglaciale Olocenica.

Come abbiamo visto nella prima parte, comuqne la giriamo, i dati ci dicono che stiamo andando verso un raffreddamento progressivo.

Faccimo ora un affondo rispetto alle temperature in Gran Bretagna – il contesto attuale delle temperature in UK.

Siccome le temperaure globali stanno già mostrando una stagnazione o un raffreddamento negli ultimi 19 anni o più, il record di temperatura può venire aggiornato con le informazioni relative alle temperature locali in Gran Bretagna.
Il record di temperatura più duratura in Gran Bretagna è quello registrato dall’Ufficio Metereologico Centrale della Gran Bretagna. Fin dal 2000, segna una significativa tendenza al raffreddamento di circa -0.193°C all’anno o un declino di circa -0.3°C negli ultimi 16 anni con temeprature più fredde sia in primavera che in estate. Gli allarmisti considerano sempre che la propria visione di una tendenza al riscaldamento continuerà all’infinito. In ogni modo, se questa tendenza registrata dall’Ufficio Metereologico inglese dovresse durare fino al 2100, il risultato sarebbe un raffreddamento di almeno -2°C per la fine del secolo: ciò segnerebbe certamente l’entrata nel Territorio della Piccola Era Glaciale o peggio.

Temperature stagionali registrate dall’Ufficio Meterologico Inglese e tendenze 2000-2020.

Ma a partire dall’anno 2000, in accordo con i dati rilasciati da BP, c’è stato un ulteriore aumento di emissioni di CO2 (proveniente da attività umane) di circa 2/3, rispetto ai valori dal 1965 in avanti.
Quando [i dati] vengono rimessi in scala per escludere le escursioni di temperatura stagionale, la recente tendenza annuale al raffreddamento in UK diventa più evidente.

Dati dall’Ufficio Metereologico Inglese relativo alle temperature dell’Inghilterra centrale: 2000-2016. Emissioni di CO2 globale antropica cumulativa: Gigatonnellate.

Una domanda sorge spontanea: è così che si presenta l’inizio di un’inversione verso una Piccola Era Glaciale?

Soprattutto con l’attuale diminuzione dell’Attività Solare, temperature significativamente ridotte, almeno ai livelli di un’altra Piccola Era Glaciale, sono nuovamente pronosticate per l’ultima parte di questo secolo, come mostrato in questo video.

Arrivati a questo punto, siamo pronti a tirare le conclusioni, che probabilmente non ci sorprenderanno, viste le premesse… – allarme attuale.

Tutte le discussioni sull’attuale Cambiamento Climatico e la propaganda allarmistica si concentra soltanto sulle variazioni di temperatura a corto termine, fin dal 1850 (la ripresa dalla Piccola Era Glaciale). Spesso, queste [discussioni] dipendono e prendono spunto da aumenti di temperatura molto piccoli e a corto termine. Questi [gli allarmisti] finiscono per enfatizzare sempre l’aumento delle temperature globali. [I dati] vengono sempre presentati come disastrosi, ma [in realtà] essi sono misurati soltanto in centesimi di grado centigrado, [unità di misura] virtualmente non misurabile.

Le previsioni del Riscaldamento Globale Catastrofico fatte dagli Allarmisti devono essere incorniciate nel contesto di un quadro di temperatura dell’attuale Interglaciale Olocenico.

Quando le previsioni degli allarmisti del riscaldamento globale sono viste in questo contesto dell’epoca olocenica, il così decantato e così temuto “fatale” punto di non ritorno dei +2°C porterebbe le temperature al livello particolarmente congeniale e produttivo del “Periodo Caldo Romano”. E questo aumento di +2°C non farebbe altro che portare benefici economici positivi all’umanità, soprattutto nell’Emisfero Nord.
Gli allarmisti del Riscaldamento Globale Catastrofico postulano che l’aumento di temperatura raggiungerà il “potenziale terrificante” livello (nella loro visione) di +4°C – valore a cui arrivano includendo il feedback positivo addizionale dovuto al vapore acqueo in atmosfera. Ma anche un aumento di +4°C porterebbe le temperature al precedente massimo del periodo Eemiano.

L’Interglaciale Eemiano, circa 120.000 anni fa, era un periodo caldo e molto prolifico nella storia del mondo: gli ippopotami prosperavano nel Delta del Reno. Poiché gli strati di ghiaccio nelle terre interne si ridusse sostanzialmente, ci fu un corrispondente innalzamento del livello del mare, che era 3 metri più alto di adesso. Ma il processo di scioglimento dei ghiacci, per arrivare a completamento, ha certamente impiegato diversi millenni.
In ogni modo, in accordo con gli Allarmisti, tutte le loro radicali e distruttive conseguenze degli aumenti di temperatura dovrebbe avvenire in questo secolo, fra il 2000 e il 2100 DC. E sempre in accordo [con la loro visione], questa “catastrofe da surriscaldamento” sarà attribuibile esclusivamente alla combustione ad opera dell’uomo di materiale fossile e alle emissione di CO2 extra in atmosfera.
Un eccesso di CO2 dovuto alla combustione di materiale fossile non è stato certo la causa del picco molto più alto del periodo Eemiano, più o meno 120.000 anni fa.

Ma negli ultimi 20 anni:

  • le emissioni di CO2 ad opera dell’uomo sono aumentate di circa il 14%
  • Le concentrazioni di CO2 in atmosfera sono aumentate di circa l’8%
  • E non c’è stato un aumento percepibile nelle temperature globali.

Gli Allarmisti del Riscaldamento Globale includono:

  • la Commissione Intergovernativa sui cambiamenti del Clima
  • le Nazioni Unite
  • molti Governi Occidentali
  • ONG ecologiste,…

Tutti asseriscono in modo aggressivo una catastrofe assoluta a causa di un aumento eccessivo di temperatura ad opera dell’uomo.
É estremamente arrogante aspettarsi che le azioni dell’essere umano possano addirittura raggiungere un completo ribaltamento del processo di raffreddamento climatico mondiale degli ultimi 3000 anni e in più raggiungendo un cambiamento positivo di +4°C rispetto all’andamento del secolo corrente.

Quando il riscaldamento postulato nel secolo in arrivo, come promosso dall’IPCC e dagli altri allarmisti, viene confrontato con l’andamento delle temperature dell’attuale Olocene, l’assoluta implausibilità dell’ipotesi in base alla quale si ha il Riscaldamento Globale aggiungendo in atmosfera CO2 derivante da attività umane diventa palese.

I protagonisti del Riscaldamento Globale è bene che accettino che il nostro Interglaciale Olocenico:

  • è in un declino a lungo termine
  • tale declino ha subito un’accelerazione negli ultimi 3000 anni e che
  • qualunque azione fatta dall’uomo non farà assolutamente alcuna differenza.

Le azioni umane intraprese per invertire il riscaldamento globale probabilmente rafforzerebbero soltanto il raffreddamento catastrofico che si sta prospettando molto presto, parlando in termini di scala temporale geologica.

Le conclusioni tirate nell’articolo trovo siano molto interessanti, per quanto non nuove.

Gli attori coinvolti nella favola del Riscaldamento Gloabale ci sono ben noti e sappiamo che c’è della volontà nel prendere in considerazione solo alcuni dati, tralasciadnone altri. Ribadisce quanto il parametro delle emissioni di Co2 in atmosfera sia quanto mai fuorviante, se non errato.

Mi trovo particolamente in accordo con quanto si scrive a porposito dell’atteggiamento arrogante dell’ipotesi AGW: mettere al centro l’essere umano, come individuo onnipotente è qualcosa che mostra un’imaturità psicologica importante. Certo, l’onnipotenza è una fase di sviluppo da cui tutti siamo passati. Il confronto con la realtà e la presa di coscienza dei propri limiti, però, dovrebbe ridimensionare la propspetiva individuale e portarci ad un livello evolutivo superiore. Vista la situazione degli attori coinvoti, direi che siamo messi malino… 😀

Sara Maria Maestroni

Attività Solare.

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  • gianni

    Bell’articolo. Soltanto che non riesco a caricare il video dove dice: “…. come mostrato in questo video”.