30 gennaio 2017 - 12:00 pm Pubblicato da

29-01-2017 – Salve a tutti, editoriale serale con i modelli che iniziano a mostrare evoluzioni sempre più interessanti, perfettamente in linea con quanto annunciato nei giorni scorsi, non a caso in linea con l’inizio dei disturbi stratosferici più importanti…

Di seguito, cerchiamo di comprendere le linee guida di tale evoluzione a scala emisferica, in quanto le conseguenze per le nostre regioni sono ancora molto variabili a seconda ella direzione che eventuali afflussi freddi e instabili nel Mediterraneo potranno prendere nella prima parte del mese di Febbraio.

Andiamo per gradi quindi; dopo alcuni giorni di sostanziale calma meteorologica e temperature alquanto miti per il periodo nel Mediterraneo, nei primi giorni di Febbraio dovrebbero affacciarsi un serie di impulsi perturbati atlantici correlati alla graduale formazione di un blocco altopressorio in sede scandinava (fig.1)…

fig.1

In fig.1 sono già presenti alcuni aspetti che costituiranno, molto probabilmente, il filo conduttore del tempo a scala emisferica; ovvero, è presente un netta contrapposizione tra il dislocamento del VP in sede canadese e la formazione della colossale struttura ibrida di blocco in sede euroasiatica, formata quindi da un grande anticiclone termico, conseguenza del grande lago gelido siberiano e una struttura dinamica, sempre più forte a causa del costante indebolimento del Vortice polare generato a sua volta dai potenti riscaldamenti stratosferici ora in piena azione (fig.2).

fig.2

In fig.2 è evidenziato l’andamento della temperature al polo nord alla quota di 30 km (10 hPa); si vede bene come tale valore sia salito di ben 35° C in corca 72 h, un warming molto potente in effetti.

Pertanto, sulla base di quanto descritto, il processo in fig.1 non può che andare a esasperarsi, con l’anticiclone euroasiatico che può gradualmente ad ampliarsi e a relegare il VP nelle praterie canadesi (fig.3).

fig.3

La conseguenza principale per le nostre regioni mediterranee, delle dinamiche emisferiche ora descritte, consisterebbe quindi nell’arrivo di masse d’aria fredda e instabile sia dalle pianure russe (fredda) sia dall’Atantico (instabile), con interazione proprio nelle nostre regioni (fig.3).

In tale evoluzione, dovrebbe giocare un ruolo molto importante la formazione di un blocco anticiclonico scandinavo, appendice occidentale della struttura euroasiatica, molto ben inquadrato dalla miessione mattutina del modello europeo e ipotizzato esattamente nell’editoriale precedente.

fig.4

Nel long range del modello americano l’evoluzione cosi impostata comporterebbe la formazione di un vero e proprio baluardo altopressorio lungo le coste artiche asiatiche, con partenza di un flusso gelido retrogrado dal bassopiano siberiano verso l’Europa (fig.5).

fig.5

Ecco quindi che la frase “il generale inverno alle porte” non suona tanto strana guardando l’enorme lago gelido ancora presente, secondo il modello americano, a est della nostra penisola antro la metà del mese di Febbraio, pronto ad affluire verso ovest (fig.6).

fig.6

Isoterme di tutto rilievo e massa gelida pronta a essere spinta verso ovest da un potente anticiclone presente nell’area scandinava (fig.7).

fig.7

Insomma, già a partire dalla seconda decade di Febbraio, le configurazioni bariche a scala europea potrebbero essere caratterizzato dai seguenti aspetti peculiari:

  1. Formazione di un potente blocco altopressorio scandinavo
  2. Arrivo di nuclei gelidi dalla pianure russe
  3. Permanenza di contributi atlantici da ovest, guidati dalla peculiare disposizione del VP
  4. Interazione atlantico-continentale e genesi di depressioni mediterranee a carattere freddo

Le conseguenze di tali dinamiche consisterebbero in peggioramenti reiterati di stampo atlantico ma con contributi freddi sempre più rilevanti da est e nevicate possibili anche a quote basse/pianura anche nel versante tirrenico e nord Italia.

Difficile ora fare previsioni di dettaglio ovviamente, gli assetti locali dovranno essere testati emissione dopo emissione, ma ci sono le premesse per l’avvento di una fase invernale molto particolare, capace di coinvolgere tutte le regioni italiane.

Fonte Web: BLOCCO SCANDINAVO, VORTICE POLARE IN CRISI, FLUSSI GELIDI DALLA RUSSIA, CONTRIBUTI ATLANTICI E NEVICATE A QUOTE BASSE POSSIBILI SU TUTTE LE REGIONI; ECCO L’INVERNO POSSIBILE A FEBBRAIO

Roberto
Attività solare

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