Archivio dell'autore : Alessio

Il raffreddamento sta iniziando aprile 15, 2017 7:00 am

In questo post voglio sottolineare alcune cose  degne di nota avvenute nel mese di marzo . Per iniziare, evidenzio come dalla fine di febbraio ad oggi, abbiamo avuto sul Nord Emisfero una circolazione quasi bloccata, con vaste basse pressioni fredde alle alte latitudini , ma poco mobili; al, contrario alle medio-basse latitudini, alte pressioni livellate, che ci hanno regalato un tempo noioso ed insolitamente siccitoso. Questo jet stream quasi immobile sta diminuendo sempre più il ricambio d’aria tra fascia polare e tropicale, cosa che emerge inoltre dal preoccupante indebolimento degli alisei, e da una mancanza ormai cronica delle perturbazioni atlantiche in Europa. A conferma, il calo delle temperature globali nel mese di marzo, è stato dovuto essenzialmente all’emisfero nord, in particolare  proprio alle alte latitudini. Nel comparto russo-siberiano sembra non voglia più smettere di nevicare; nuove nevicate anche intense si attendono nei prossimi giorni, derivanti una situazione barica che perdurerà sino alla fine del mese. In Canada, specie nella regione del Labrador, sono caduti quasi 2 metri di neve fresca tra la fine di marzo ed oggi, davvero insolito. In Alaska si sono avute in marzo temperature nettamente più fredde del normale. La Groenlandia a metà marzo aveva già accumulato... Mostra articolo

» Pubblicato da
il crudo inverno 2005 aprile 13, 2017 7:00 am

Dicembre 2004 fu contrassegnato da alcune irruzioni artiche che portarono temperature rigide ma cieli sereni .Queste irruzioni erano pilotate da un Anticiclone delle Azzorre in una posizione insolita che faceva scorrere sul suo bordo orientale aria fredda. In seguito, dopo una prima parte di gennaio tranquilla, a metà del primo mese dell’anno, lo scenario italiano ed europeo cambiò drasticamente. A seguito di ripetuti riscaldamenti stratosferici, il vortice polare si suddivise in due tronconi; il primo investì l’Atlantico prospiciente le coste canadesi, il secondo andò a colpire la Russia, portando una importante irruzione d’aria artica, che fece precipitare le temperature fino a-32°C a Mosca. Ma il freddo non rimase confinato sulla Russia, difatti ben presto sconfinò verso Ovest; Svezia e Norvegia, a causa del contrasto tra l’avanzante aria gelida e l’aria atlantica più mite, subirono autentici blizzard. Oslo venne seppellita da una coltre di oltre mezzo metro di neve in 24 ore, mentre a Helsinki si registrò una temperatura minima di -22,8°C e una massima di -19°C. Viceversa, come spesso accade in questi casi, le isole Svalbard e l’Islanda si trovarono esposte al flusso particolarmente mite proveniente dall’Atlantico. Infine, l’Anticiclone delle Azzorre dopo l’ennesima espansione verso nord-est, si unì all’Anticiclone russo-siberiano rinforzato dal precedente riscaldamento... Mostra articolo

» Pubblicato da
analisi raffreddamento stratosfera-parte terza marzo 19, 2017 7:00 am

Ripartendo dal precedente articolo, evidenzio come gli scambi tra cella polare e di Hadley, si alterino primariamente in stratosfera, (coinvolgendo anche la mesosfera) per poi propagarsi in troposfera. Vedi figura sotto:     Molto eloquente, nell’ultimo anno i venti stratosferici equatoriali (QBO), NON SI SONO INVERTITI, MA HANNO CONTINUATO E TUTT’ORA STANNO CONTINUANDO LA FASE POSITIVA. La difficoltà di comunicazione fra la due celle si evidenzia in troposfera attraverso un mancato rimescolamento del jet stream polare (che guarda caso si muove proprio alle quote stratosferiche) con quello tropicale nella cella di Farrell (corrente a getto classica), che diviene sempre più debole, con sempre più frequenti e persistenti fasi di blocco della circolazione zonale. Il jet stream polare è il principale responsabile degli scambi d’aria tra la stratosfera e le basse quote, e man a mano che la cella polare raffredda, aumentano le incursioni e l’intensità di tale corrente. Importante ricordare come le ingerenze fredde dalla stratosfera si manifestino attraverso geopotenziali molto bassi e temperature gelide alla quota di 500Hpa. I geopotenziali vanno a evidenziare aria molto fredda spingere verso il basso a quote superiori ai 500Hpa, e, per ripristinare il normale gradiente termico con il suolo, si attivano moti convettivi... Mostra articolo

» Pubblicato da
Analisi raffreddamento stratosfera-parte 2° marzo 13, 2017 7:00 am

Vorrei aprire questa seconda parte di riflessioni sul comportamento della stratosfera, spiegando i veri motivi per cui i ghiacci polari arrancano nella ripresa, dimostrando tuttavia un processo di raffreddamento già in atto da tempo (vedi stratosfera), ma in netta accelerazione negli ultimi anni. Intanto, per quanto il meno influente, c’è da sottolineare un costante e moderato vulcanismo marino, che si estende dalla Groenlandia orientale fino alle coste della Siberia, rilasciando discrete quantità di calore in acqua. Bisogna poi tener conto che l’acqua ha un elevato coefficiente termico, quindi raffredda o riscalda in modo estremamente lento; facendo una classifica, la prima a raffreddarsi è l’alta atmosfera, poi dopo un po’ le terre continentali, e per ultimo, gli oceani. Molto importante è osservare l’andamento del campo magnetico terrestre, in quanto nei casi di forte indebolimento, come adesso, accelerano e aumentano i movimenti crostali. Il 2016, ad esempio, in Italia (e non solo), è stato un annus horribilis per quanto riguarda i terremoti. Il Polo Nord Magnetico è stato scoperto dagli scienziati nel 1831. Dal 1904, il Polo ha iniziato lo spostamento a nordest ad un ritmo costante di circa 9 miglia (15 chilometri) all’anno. Nel 1989 si è avuta una accelerazione, e... Mostra articolo

» Pubblicato da
analisi raffreddamento stratosfera – 1° parte marzo 4, 2017 7:00 am

Ad oggi si cercano di intravedere in troposfera dei segni che possano farci pensare a una inversione di tendenza climatica . Invece, ed è questo l’argomento sul quale si incentrerà il mio articolo, esiste una zona del nostro globo che già da anni risente in maniera sensibile di un raffreddamento. Partiamo da considerazioni totalmente climatiche: dimostrare che i cambiamenti in alcuni parametri climatologici siano di ordine globale. C’è un parametro dalle caratteristiche globali che segna una netta diminuzione effettivamente correlabile a questo minimo solare e all’indebolimento della corrente del Golfo.Questo parametro riguarda la nostra stratosfera. Partiamo da un concetto fisico. Una delle caratteristiche sia della troposfera che degli oceani , è quella di subire delle modificazioni termiche in qualche maniera ritardate rispetto agli imput fisici che le generano. Per esempio, in troposfera pur arrivando il sole al picco della sua energia radiante nel mese di Giugno, gli effetti maggiori del riscaldamento si registrano storicamente nei primi giorni di Agosto/fine luglio, cioè quasi un mese e mezzo dopo, cosi anche in inverno, pur arrivando il sole alla minima declinazione nel mese di Dicembre, è Febbraio il mese invernale in cui si registrano temperature più basse. Negli oceani poi, oltre a esserci... Mostra articolo

» Pubblicato da
Aumentano le probabilità di una glaciazione febbraio 15, 2017 7:00 am

Premessa di Attività Solare: L’articolo che segue ci è stato inoltrato da un nostro collaboratore esterno. Nel testo ci si riferiesce con il termine “ere glaciali” a quei periodi che, solitamente, noi di Attività Solare indichiamo con il termine “periodo interglaciale freddo”. Questa premessa mi sembrava doverosa onde evitare equivoci e malintesi. Buona lettura. Bernardo Mattiucci       Quando, nel 1997, il Summit delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici stilò il Protocollo di Kyoto e lo presentò ai governi di tutto il mondo come metodo volto alla riduzione delle emissioni di gas serra nell’ottica di contenere il riscaldamento globale, si decise volutamente di tralasciare antecedenti preoccupanti prospettive di un’imminente raffreddamento climatico. Secondo Al Gore, il riscaldamento globale è una partita di responsabilità: “Stiamo causando il discioglimento della calotta del Polo Nord… Stiamo destabilizzando l’imponente cumulo di ghiaccio in Groenlandia… Stiamo scaricando nell’ambiente terrestre una massa di anidride carbonica di entità tale da aver letteralmente modificato il rapporto fra la Terra e il Sole.” Tuttavia la nozione di riscaldamento globale contrasta con le antecedenti prospettive in auge da almeno 35 anni. Corroborato dai riscontri di una tendenza al raffreddamento negli schemi atmosferici, un rapporto della CIA risalente al 1973 traeva... Mostra articolo

» Pubblicato da
La vera minaccia è la “cupola d’acqua dolce” nell’Artico gennaio 13, 2017 7:00 am

Una vera minaccia per il clima mondiale è l’ enorme accumulo di acqua fredda dolce che si è formato nell’Artico negli ultimi 15 anni. Lo hanno notato i ricercatori del Centre for Polar Observation and Modelling dell’University College di Londra ed i loro colleghi del National Oceanography Centre, i quali hanno individuato un rigonfiamento costituito di acqua dolce ,proveniente dai fiumi europei e asiatici( nonché dall’aumentato scioglimento estivo dei ghiacci nel corso degli ultimi due decenni), nell’area Occidentale del Polo Nord. Ma cosa potrebbe accadere? Proviamo ad immaginare milioni di litri di acqua che si accumulano per quindici anni ed anche di più, e che poi improvvisamente vengono riversati in mare aperto. E’ quanto potrebbe capitare presto, secondo i ricercatori britannici, i quali ora stanno studiando il fenomeno attraverso i dati satellitari dell’Envisat e Ers-2. In breve: l’accumulo è accertato che va avanti dal 2001. Da quell’anno, ma forse anche da prima, questo verrà accertato dalle registrazioni satellitari, i flussi d’acqua fredda che finivano nella zona hanno cominciato ad accumularsi, creando una sorta di “cupola” che oggi supera i 15 centimetri di altezza. Si stima che al di sotto di essa siano pronti oltre 10 mila chilometri cubi di acqua... Mostra articolo

» Pubblicato da
Genesi di un raffreddamento climatico gennaio 1, 2017 7:00 am

Si parla tanto del raffreddamento climatico in arrivo e di quali saranno le avvisaglie metereologiche che lo annunceranno. Posso innanzitutto dire che negli ultimi anni (5-6) sono in aumento i record di freddo nel mondo, in diminuzione quelli di caldo. Poi, come più volte detto su attivitasolare.com, il raffreddamento del clima comporta un rallentamento della circolazione zonale, favorendo sempre più frequenti scambi meridiani; e lo stiamo vedendo ampiamente: da settembre ad oggi si sono avuti peggioramenti meteorologici esclusivamente per oscillazioni meridiane della corrente a getto. Di vere perturbazioni atlantiche non c’è traccia. Ma come si svolgerà il tutto? Una circolazione sempre più lenta comporta, da una parte, la riduzione delle correnti atlantiche, e quindi la possibilità dell’instaurarsi indisturbati di anticicloni alle alte latitudini; dall’altra, la riduzione del calore atmosferico, crea i presupposti affinchè queste zone di alta pressione si auto-alimentino col freddo (un po’ come avviene con l’anticiclone russo-siberiano) e si entra in una reazione a catena del tipo: meno perturbazioni atlantiche e meno calore in atmosfera = facilitata formazione di anticicloni a latitudini polari = anticicloni che iniziano ad auto-alimentarsi col freddo, assumendo carattere termico, diventando sempre più vasti e persistenti = si sviluppano masse d’aria freddissime, che vanno... Mostra articolo

» Pubblicato da
Alcune riflessioni sui ghiacci artici dicembre 1, 2016 7:00 am

Riceviamo da Alessio, un nostro utente-collaboratore, un interessante articolo sui ghiacci artici. Tutti i mass media dicono che il ghiaccio artico è in crisi, e che mai prima d’ora ce n’è stato così poco . In realtà, le cose non stanno affatto così…Per darvi una confutazione tangibile e incontrovertibile, riporto qui di seguito le maggiori spedizione nel circolo polare artico dal 1500 ad oggi e alla fine farò alcune considerazioni. Willem Barents nel 1594 si avventurò nell’Artico alla ricerca di un passaggio tra i ghiacci, scoprì l’arcipelago che chiamò Spitzbergen – ossia “le aspre montagne” – e raggiunse la Nuova Zemlia. Il 13 maggio 1596 partì dal porto di Amsterdam con due navi, per il suo terzo e ultimo viaggio. Pertanto Barentsz e i suoi compagni seguirono una rotta settentrionale in mare aperto. Il 9 giugno 1596 scoprirono l’Isola dell’Orso a nord della Scandinavia, e poi raggiunsero la Nuova Zemlia dove furono presi nella morsa dei ghiacci. Barentsz, provato dalle fatiche, morì il 19 giugno 1597. I suoi compagni, invece, abbandonarono l’accampamento con le due scialuppe della nave, e raggiunsero la penisola di Kola; qui furono presi a bordo da un’altra nave olandese che transitava nella zona .L’inglese Henry Hudson... Mostra articolo

» Pubblicato da