Archivio dell'autore : Attività Solare

Analisi multi-scala dei cicli climatici basata su serie temporali climatiche e fenologiche aprile 27, 2017 7:00 am

Autore: Donato Barone Data di pubblicazione: 26 Aprile 2017 Fonte originale: http://www.climatemonitor.it/?p=44317   Lo sviluppo delle piante è fortemente influenzato dalle condizioni meteorologiche. Questo è un dato di fatto e la maniacale attenzione con cui il mondo dell’agricoltura segue la meteorologia, costituisce una conferma dello stretto legame tra evoluzione delle piante e tempo meteorologico. Chi si occupa della coltivazione dei campi ha un’idea diversa di “bel tempo” e “cattivo tempo” rispetto a chi vive in città: se una o più giornate di pioggia vengono considerate per esempio una iattura da chi vive in città per i disagi che possono provocare, per chi si dedica all’agricoltura possono rappresentare la salvezza del raccolto ed il degno coronamento di un’intera stagione di lavoro. L’interazione tra lo sviluppo delle piante ed il tempo meteorologico costituisce il campo di studio della fenologia, ossia di quella parte della biologia che studia lo sviluppo delle piante in funzione di fattori meteorologici come la piovosità, l’insolazione, le temperature etc. Come ben sanno tutti i lettori di CM, il clima è diverso dal tempo meteorologico, ma, su distanze temporali trentennali, l’evoluzione della temperatura acquista valore climatologico e non più meteorologico. Lo stesso si può dire per tutte le altre... Mostra articolo

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Dall’anno più caldo di sempre a…. aprile 26, 2017 18:00 pm

Girovagando per la rete mi sono imbattuto in un tweet di Joe Bastardi:   Astounding turn around in CFSV2 in last 30 days for merry month of May which is looking more like a throwaway CDD wise pic.twitter.com/94b1x6jR7Z — Joe Bastardi (@BigJoeBastardi) April 26, 2017 Guardandolo e analizzandolo, mi è tornata in mente la previsione strapubblicizzata a novembre 2016 che vedeva, nel 2017, l’anno più caldo di sempre… anche se mancavano ancora più di 30 giorni al suo inizio. Joe sottolinea l’enorme differenza tra la previsione di Maggio 2017 fatta a Marzo e quella di questi giorni. Una differenza non solo enorme, ma completamente ribaltata. Questa, per chi non lo avesse ancora capito, è l’ennesima dimostrazione che i modelli climatici e meteorologici, falliscono miseramente nel prevedere cosa accadrà in futuro… specialmente, aggiungo io, quando si è in presenza di bassa attività solare. Ma se vogliamo capire il perché di questi errori così mastodontici, bisognerebbe tornare a chiedersi se, tali modelli, considerano l’attività solare una COSTANTE o una VARIABILE. E la risposta, che noi di Attività Solare vi abbiamo dato tante volte, è che, purtroppo, non viene minimamente considerata. Per loro è costante… e come tale nei modelli è inutile inserirla.... Mostra articolo

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Modificato il grafico del “Greenland ice sheet surface mass budget” aprile 26, 2017 12:42 pm

Un nostro utente ci ha segnalato delle differenze nel grafico della quantità di ghiaccio presente in Groenlandia tra il grafico presente attualmente sul sito originale…   ….e quello di appena 1 mese fa… (recuperato in copia su un blog):     Le differenze sono notevoli e non dovrebbero essere così evidenti… Pertanto la domanda nasce spontanea: PERCHÉ?   Qui di seguito aggiungo la sovrapposizione del grafico del mese scorso (con colori invertiti) a quello originale attuale:     Ci si chiede, pertanto, se ci sia qualche motivo logico/scientifico oppure se si stia tentando di “riportare in media” una SCOMODA VERITÀ!   Sinceramente, in questo momento, non so cosa pensare… 🙁   Ringraziamo Walter per la segnalazione! Bernardo Mattiucci Attività Solare  

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Current Snow Cover aprile 25, 2017 7:00 am

Figura 1: Questi diagrammi mostrano serie temporali (aggiornate quotidianamente) dell’estensione della copertura della neve (milioni di km2) su (a) aree del territorio emisfero settentrionale (esclusa Groenlandia), (b) Nord America e (c) Eurasia.   Figura 2: Questi diagrammi presentano serie temporali (aggiornati giornalmente) dell’attuale quantità di acqua immagazzinata dalla neve stagionale (chilometro cubo) su (a) aree del territorio emisfero settentrionale (esclusa Groenlandia), (b) Nord America e (c) Eurasia. Lo spessore della neve viene convertito in equivalente acqua utilizzando una densità climatologica ottenuta da dati di rilevazione della neve.   Fonte: https://www.ccin.ca/home/ccw/snow/current     Importantissimo il diagramma Fig.2a, che mostra in modo inequivocabile che c’è stato un forte aumento della quantità di neve caduta nell’emisfero nord. Se da un lato tale aumento può essere imputato al precedente periodo di El Niño, conclusosi nella primavera del 2016, dall’altro c’è da sottolineare che il calo delle temperature, dovuto alla diminuzione dell’attività solare (e quindi della TSI), ha fatto il suo bel lavoro. Una cosa è sicura: se non ci fossero state le condizioni ideali di TEMPERATURA, la neve non si sarebbe formata. Questo dimostra che il pianeta si sta raffreddando.   Buona giornata Bernardo Mattiucci Attività Solare  

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Terranova: ghiaccio marino più spesso da quando se ne ha memoria! aprile 24, 2017 14:00 pm

  Terranova (o Newfoundland, in inglese), è un’isola che si trova all’estremità orientale del Canada… e si affaccia sul punto in cui la Corrente fredda del Labrador, che scorre tra Canada e Groenlandia, si immette nell’Oceano Atlantico, fondendosi alla Corrente calda del Golfo che proviene dalla Florida e dal Golfo del Messico.   Questo è un punto estremamente particolare… noto a livello storico per alcuni insediamenti riconducibili ai Vichinghi, ma soprattutto noto per la continua e costante presenza di Iceberg.   Quello che sta accadendo, nelle ultime settimane, è che il numero di iceberg rilevati nel tratto di mare antistante tale isola, è enormemente aumentato rispetto alla media storica del periodo, tanto che le grandi navi, onde evitare di fare la fine del noto Titanic, sono costrette a modificare la propria rotta. Quello nella foto qui sopra è un gigante di ghiaccio incagliatosi nel basso fondale davanti al villaggio di Ferryland.     Ciò che deve far riflettere, però, non è tanto la presenza di iceberg, il cui aumento in molti attribuiscono al Riscaldamento Globale Antropogenico, mentre il sottoscritto (e non solo) pensano al fatto che gli iceberg, semplicemente, non si sciolgono a causa delle acque troppo fredde, ma la... Mostra articolo

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Poveri ma Verdi aprile 22, 2017 7:00 am

Autore: Massimo Lupicino Data di pubblicazione: 21 Aprile 2017 Fonte originale: http://www.climatemonitor.it/?p=44256   Era il 1920 quando al termine di una conferenza durata un mese e tenuta presso il Madison Square Garden di New York, l’UNIA (Universal Negro Improvement Association and African Communities League) introdusse ufficialmente la “Bandiera Panafricana”: tre strisce orizzontali di colore rosso, nero e verde. Il rosso a simboleggiare il sangue versato per la libertà e che unisce tutte le persone di colore con antenati africani; il nero a simboleggiare la “nazione dei neri”, pur avulsa dall’esistenza stessa di uno stato-nazione; il verde a simboleggiare la ricchezza della terra d’Africa. Erano altri tempi, in cui la rivendicazione dei diritti civili elementari prevaleva su quel politicamente corretto che nel corso degli anni ha finito per trasformare una parola un tempo rivendicata con orgoglio e dai risvolti letterari in un insulto sanguinoso, la cui sola pronuncia è oggi causa di crisi isteriche di pianto per le conduttrici televisive super-liberal (e super-bionde) della CNN. Sistemato il “nero”, è poi toccato al “verde”. E qui l’operazione si è fatta più complessa. Se la ricchezza della terra africana è stata talmente apprezzata negli anni da suscitare appetiti finanziari e geopolitici di varia... Mostra articolo

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Il raffreddamento del Nord Atlantico continua… aprile 21, 2017 7:00 am

Buongiorno, guardate bene la sequenza di immagini qui sotto… Le immagini si riferiscono alle Anomalie di Temperatura Superficiale degli Oceani…. in questo caso del Centro e Nord Atlantico, tra il 14 e il 19 Aprile.   Il raffreddamento, visibile con i colori scuri (il nero indica un “non riscaldamento”, mentre le tonalità di blu indicano un raffreddamento vero e proprio) si muove continuamente all’interno della corrente nord-atlantica, la quale si origina dall’incontro della Corrente del Golfo con la Corrente del Labrador, spostandosi dalla zona del Nord-Ovest dell’Oceano Atlantico, in senso orario, verso le Azzorre, le Canarie, il Mar dei Caraibi e, infine, andando a raffreddare,sul nascere, la Corrente del Golfo. Un raffreddamento ciclico che sembra si sia innescato e che potrebbe presto diventare “semi-permanente”. Le conseguenze di tale raffreddamento sono prima di tutto la quasi totale assenza degli Uragani nell’Atlantico… il che potrebbe anche essere una buona cosa… …ma a seguito di tale raffreddamento, si espanderebbe il Blob Atlantico, l’area in blu visibile lungo le coste sud della Groenlandia, la quale aprirebbe le “porte” alle correnti atmosferiche che dal nord-atlantico convoglierebbero freddo e umidità verso l’Europa… provocando un’estate come quella del 2014. Ma se questo avviene nel breve termine, a... Mostra articolo

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Le cause della pausa nel riscaldamento globale aprile 20, 2017 7:00 am

Autore: Donato Barone Data di pubblicazione: 19 Aprile 2017 Fonte originale: http://www.climatemonitor.it/?p=44245   In un recente post G. Guidi ha segnalato un interessante articolo, pubblicato su Nature Climate Change. in cui C. Hedemann, T. Mauritsen, J. Jungclaus e J. Marotzke (da ora in avanti Hedemann et al., 2017) analizzano una possibile spiegazione della pausa nel riscaldamento del clima terrestre, verificatasi nel corso della prima decade del 21° secolo. The subtle origins of surface-warming hiatuses Giusto per ricordarlo a me stesso, la pausa o iato è stato un fenomeno piuttosto controverso che ha agitato le acque della climatologia nel corso degli ultimi anni: il trend di aumento delle temperature superficiali terrestri è diminuito rispetto agli anni precedenti per cui sembrava scricchiolare il principale assunto dell’AGW: maggiore concentrazione di diossido di carbonio atmosferico => maggiore aumento delle temperature superficiali terrestri. La pausa è stata riconosciuta come un fatto reale da molti ricercatori e, in modo alquanto sfumato, anche da IPCC che ha rivisto al ribasso i valori della Sensibilità Climatica all’Equilibrio; mentre molti altri ricercatori non hanno mai riconosciuto l’esistenza della pausa anzi ne hanno negato l’esistenza come nel caso di Karl et al., 2015. Le spiegazioni del fenomeno sono state molte, ma... Mostra articolo

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La Pausa c’è, malgrado tutto… aprile 19, 2017 7:00 am

Posted By Guido Guidi Data di pubblicazione: 18 Aprile 2017 Fonte originale: http://www.climatemonitor.it/?p=44241   Qualcuno ha ancora dei dubbi circa il fatto che lo studio ammazza-pausa uscito appena prima del summit di Parigi sia servito solo a spianare la strada agli accordi? Nature Climate Change: The subtle origins of surface-warming hiatuses Infingarde queste pause del riscaldamento globale. Non solo esistono, malgrado dopo aver individuato decine di possibili cause della loro occorrenza se ne sia decretata l’esistenza solo in dipendenza dal fatto che non siamo capaci di osservare correttamente il sistema – per la serie se la realtà non mi piace la cambio – ma continuano anche a mettere in discussione la validità delle proiezioni – per la serie l’immaginazione non basta. Secondo questo paper di fresca stampa, né i gap nelle osservazioni, né le altre ipotesi avanzate per spiegare perché malgrado la persistenza del forcing da CO2 la temperatura ha smesso di aumentare hanno centrato il problema. Per farlo, scrivono, bisogna guardare in alto, verso il top dell’atmosfera, con la consapevolezza che forse una spiegazione vera e propria non la troveremo mai. Sorge a questo punto un altro dubbio: ma se queste pause sono vere e dunque possibili, e se i... Mostra articolo

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E questa ve la ricordate? aprile 16, 2017 7:00 am

Posted By Guido Guidi Data di pubblicazione: 15 Aprile 2017 Fonte originale: http://www.climatemonitor.it/?p=44226   Era il 1° agosto del 2008, tal Andrew Simms, esperto battitore di ortiche con le mani altrui nonché esperto di economia sostenibile, del tipo di quella che toglie ai poveri per consentire ai ricchi di campare sereni sul pianeta, presagiva la fine del mondo entro 100 mesi. Sorpresa, i 100 mesi sono scaduti il 1° aprile scorso e siamo ancora qui. Nessun punto di non ritorno – tipping point direbbero quelli bravi – è stato raggiunto. E’ passato un El Niño coi fiocchi, la temperatura media del pianeta è salita di nuovo e ora è anche tornata dov’era prima.     Così, tanto per capire con che razza di cantastorie abbiamo a che fare, penso sia opportuno riproporre almeno l’incipt del suo anatema: Se si grida “al fuoco” in un teatro affollato, quando il fuoco non c’è, si capisce che si potrebbe essere arrestati per comportamento irresponsabile e turbativa della quiete. Ma da oggi, io sento la puzza del fumo, vedo le fiamme e penso che sia il momento di gridare. Non voglio seminare il panico, ma penso che sarebbe una buona idea formare una fila... Mostra articolo

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Un pianeta, un clima, 2 emisferi aprile 14, 2017 7:00 am

Un paio di giorni fa ho pubblicato sulla nostra pagina Facebook il seguente grafico, anticipando che ne avremmo parlato con un articolo specifico.     Il grafico mostra la ricostruzione della temperatura partendo dai dati dei carotaggi effettuati in Antartide (linea blu) e Groenlandia (linea verde). La linea arancione, che rappresenterebbe la temperatura globale, verrà volutamente ignorata all’interno del presente articolo. Partiamo dall principio… Il clima del nostro pianeta, in linea generale e focalizzando l’attenzione sulla sola temperatura, è stato ricostruito per alcuni milioni di anni grazie agli studi di paleoclimatologia. Tali studi partono da una serie di analisi per generare la ricostruzione della temperatura nelle varie epoche storiche. I dati che ne risultano, dati proxy, sono ovviamente dati “indiretti”, ma danno un’idea sufficientemente precisa, se opportunamente contestualizzati, tali da far luce su quello che accadde sul pianeta a quel tempo.   Il grafico qui sopra abbraccia un arco temporale di circa 135.000 anni arrivando, in corrispondenza dello 0 a destra, al 1950. Un periodo climatico decisamente importante per la nostra razza e per il nostro pianeta. Ma risulta comunque una piccola porzione di quanto a nostra disposizione in ambito paleoclimatico.     In questa immagine, prodotta da noi sulla... Mostra articolo

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El Niño si ritira aprile 10, 2017 7:00 am

I dati parlano chiaro… l’ENSO è NEUTRO. Nessun El Niño, almeno per ora. L’unica zona nella quale il valore superava il +1 e che quindi faceva pensare alla formazione di un El Nino moderato, si sta raffreddando molto velocemente.     Anche le zone più centrali all’Oceano Pacifico, però, i valori stanno scendendo. Convenzionalmente si parla di El Niño solo se il valore supera +1… e si parla di La Niña quando il valore scende sotto il -1.     In questo caso, quindi, nessuna delle 4 regioni ha valori superiori a +1, pertanto si ha ENSO neutro. Niente El Nino e quindi niente estate torrida come qualcuno aveva già previsto. Anche perché servono eventualmente alcuni mesi per vedere gli effetti di un ENSO positivo! Buona giornata Bernardo Mattiucci Attività Solare  

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Com’era la situazione nell’Artico? aprile 5, 2017 17:17 pm

  Qualcuno… ma non ricordo chi, sosteneva qualche tempo fa, che la situazione ghiacci nell’Artico era  una prova palese del Riscaldamento Globale Antropico e che ormai i ghiacci in artico si stavano sciogliendo a ritmi mai visti prima. E come prova di ciò c’erano le temperature sopra il Polo Nord notevolmente più alte della media… chiaro sintomo che il mondo si sta riscaldando. A quanto pare, però, al mondo non gliene frega nulla di ciò che sostengono i fedelissimi dell’AGW… perché, a quanto pare, la situazione è differente! Lo SnowCover del 2017 è maggiore rispetto a quello del 2016 e 2014… ma di poco inferiore a quello del 2015. L’estensione dei ghiacci artici del 2017, invece, nel comparto Atlantico è maggiore rispetto al 2016 e 2015 mentre è simile al 2014. Nel comparto del Pacifico, invece, è minore rispetto al 2015 e 2016 e simile al 2014.   Alla fine, tirando le somme… non c’è tutta questa ENORME differenza sbandierata ai 4 venti dai soliti noti.   Le immagini e i dati parlano chiaro. Buona serata Bernardo Mattiucci Attività Solare  

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Tendenza senza tendenza…. aprile 5, 2017 12:00 pm

El Niño si o El Niño no? Per molti la prossima estate sarà torrida, con temperature molto sopra la media… E questo a causa di un El Niño che, prepotentemente, si sta concretizzando sempre di più nelle acque dell’Oceano Pacifico. Ma è veramente così? La risposta è NO! Nel modo più assoluto! Il termine El Niño viene dato ad un evento che comporta il riscaldamento delle acque dell’Oceano Pacifico equatoriale centrale. In realtà El Niño è il nome dato ad una fase positiva dell’indice ENSO. Quando tale indice supera la soglia positiva di +1, si ha El Niño, quando supera quella negativa di -1, si ha La Niña. Vi sono 4 regioni principali che determinano gli eventi ENSO…   ….ma finché non si hanno valori significativamente importanti nelle regioni 4 e 3.4, gli effetti sono limitati a pochissime aree del pianeta. In più, per avere effetti alle medie latitudini (come la nostra), è necessario che i venti Alisei siano belli forti… ovvero che ci sia un poderoso trasporto di calore dall’equatore verso i tropici e le aree subpolari. E questo, attualmente, non sta avvenendo!   Ad ogni modo, attualmente, l’unica zona che si sta riscaldando delle 4 qui sopra, è... Mostra articolo

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Hai capito…?!? aprile 5, 2017 7:00 am

Autore: Guido Guidi Data di pubblicazione: 04 Aprile 2017 Fonte originale: http://www.climatemonitor.it/?p=44160   Di “settled“, ovvero definito, nella scienza del clima c’è solo il fatto che trattasi di scienza, che malgrado tutto continua a progredire. Leggete qua, qualche spunto di riflessione. Sun’s impact on climate change quantified for first time Per la prima volta pare sia stata data una dimensione all’impatto delle oscillazioni dell’attività solare sul clima. La volete sapere la novità? Quando l’attività solare declina, il pianeta volge al raffreddamento. Secondo quanto leggerete al link, questo è quello che ci aspetta nelle prossime decadi, in cui sembra consolidato un trend di diminuzione delle dinamiche solari. A robust empirical seasonal prediction of winter NAO and surface climate Vuoi prevedere come sarà l’inverno in Europa? Devi conoscere quale sarà l’andamento della NAO (North Atlantic Oscillation). Vuoi prevedere la NAO? Dimentica i modelli dinamici, c’è n’è uno empirico che pare faccia molto meglio, tracciando l’andamento della circolazione nella bassa stratosfera, l’estensione del ghiaccio artico e la temperatura di superficie del mare. E la previsione stagionale (del passato) è servita. Cosmic Rays Increase Cloud Cover, Earth’s Surface Cools Ancora Sole, ancora fresco in arrivo. Un altro lavoro che attribuisce all’attività solare in diminuzione... Mostra articolo

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Colombia: che disastro! aprile 3, 2017 7:00 am

Al momento si contano oltre 250 morti e non si sa bene quanti tra feriti e dispersi. Ma le immagini sono terrificanti… devastanti anche sul piano psicologico per noi che abitiamo dall’altro lato del mondo. Non è mia intenzione rubare il lavoro ai giornalisti e non intendo, con questo breve articolo, parlare della situazione dal punto vista mediatico… Per quello ci sono TV e giornali vari. Quello che mi interessa farvi notare, invece, è la causa…     La zona colpita si trova all’interno… in corrispondenza della zona di blu intenso lungo la costa. A sud di quella zona “fredda” c’è invece la regione 1+2 de El Niño… che, fortunatamente, si sta ridimensionando leggermente.   Dall’interno del continente, però, arriva aria calda e umida proveniente dall’oceano Atlantico.     L’incontro-scontro tra i flussi di aria a diversa temperatura, generatisi sul Pacifico e sull’Atlantico, hanno provocato il disastro che è sotto gli occhi di tutti. Complici anche la condizione di vita della popolazione ed un territorio particolarmente propenso a frane e alluvioni!   Anche questo è il Cambiamento Climatico. Purtroppo! Buona giornata Bernardo Mattiucci  

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Penisola Antartica: i ghiacciai Depot & Mondor si ritirano! aprile 2, 2017 12:32 pm

Vi ricordate le manfrine propagandistiche pro-AGW sbandierate ai 4 venti qualche mese fa… in occasione del distaccamento dell’iceberg Larsen C in Antartide?   Tutti quelli che ne hanno parlato, ad eccezione di noi e di pochissimi altri, hanno prontamente (e mediaticamente) attribuito la causa di tale frattura (nell’immagine qui sopra del 2016), al Riscaldamento Globale Antropico provocato ovviamente dalle attività industriali e dalle automobili di noi comuni mortali. Ebbene… ….l’Iceberg della piattaforma Larsen C non è la sola zona, della Penisola Antartica, a “sciogliersi”. Ma come abbiamo sempre detto e ripetuto… la fusione del ghiaccio NON AVVIENE in superficie… ma, bensì, dal basso! Un recente studio, infatti, ci spiega che la zona effettivamente ha subito un concreto riscaldamento tra il 1950 e il 1990, ma che da quel momento in poi, non vi è traccia di concreti aumenti della temperatura dell’aria. Diverso il discorso degli oceani… che, invece, si sono riscaldati in modo diverso… determinando la fusione del ghiaccio dal basso e provocando quindi l’arretramento del fronte dei ghiacciai Depot & Mondor.     Viene altresì constatato che mentre la fusione dal basso di tagli ghiacciai è abbastanza evidente ed elevata, tanto da comportare un arretramento degli stessi tra i... Mostra articolo

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Corrente del Golfo: superato il punto di non ritorno? aprile 2, 2017 7:00 am

Si è parlato spesso della Corrente del Golfo e del suo reale stato. La comunità scientifica è divisa essenzialmente in due parti… Da un lato abbiamo quelli che sono convinti che la CdG stia ancora bene e che un suo, comunque improbabile, indebolimento, non avverrà prima di qualche migliaio di anni… anche se una stima così aleatoria denota una volontà di negare, di fatto, un qualche tipo di indebolimento. Dall’altro lato, invece, ci sono quelli che affermano, dati alla mano, che la CdG sia ormai in procinto di superare un “punto di nn ritorno”, ovvero una condizione di temperatura e salinità delle acque di superficie che ne fanno parte, oltre la quale si ha una sorta di “blocco” della corrente stessa. Ora… tra gli appassionati di clima e meteo, che si interessano di queste tematiche, si sono creati anche qui 2 schieramenti contrapposti. Il primo, quelli convinti che un improbabile blocco della CdG possa provocare uno scenario alla The day after tomorrow, il noto film di Hollywood, il quale, come dicolo loro, è una palese esagerazione cinematografica… un’americanata insomma… Il secondo, invece, è convinto che il rallentamento della CdG è già in corso da qualche anno (in realtà è da... Mostra articolo

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IL CLIMA NON SI MODIFICA CON LE NOCCIOLINE! marzo 30, 2017 12:11 pm

Nei giorni scorsi, molti di voi ci hanno chiesto se eravamo al corrente delle ricerche di Harvard, circa l’intenzione di effettuare degli esperimenti in atmosfera, il cui scopo dichiarato è “raffreddare il pianeta”, sfruttando lo stesso sistema che si realizza in occasione di potenti eruzioni vulcaniche con immissione di aerosol (cenere e gas) in stratosfera.   Il progetto, del costo di 20 milioni di dollari, «Non è il primo esperimento del genere, ma sicuramente è il più completo mai realizzato», come afferma Geornot Wagner, responsabile di tale progetto.   Ok. Leggendo l’articolo di Focus senza alcun preconcetto e con mente aperta,  si capiscono un paio di cose che in TV, ovviamente, non hanno detto. Oppure, come abbiamo visto con l’articolo di questa mattina, vengono totalmente travisate… volontariamente, al fine di massimizzare gli ascolti e quindi i profitti.   Ripeto per l’ennesima volta che non si parla di SCIE CHIMICHE… e che sia queste che il progetto della Harvard University, spalleggiata dalle Nazioni Unite (guarda caso…), non è un progetto volto alla modificazione del clima. Motivo? Il clima non si modifica spruzzando in atmosfera degli aerosol… perché per clima si intende l’evoluzione nel tempo di complessi meccanismi che comprendono sia l’oceano... Mostra articolo

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Quando la divulgazione scientifica fa cilecca marzo 30, 2017 7:00 am

Autore: Donato Barone Data di pubblicazione: 29 Marzo 2017 Fonte originale: http://www.climatemonitor.it/?p=44104   Qualche giorno fa L. Mariani e G. Guidi hanno pubblicato un post in cui si analizzava il bias che caratterizza alcune pubblicazioni scientifiche in materia di cambiamento climatico. Senza aver ancora digerito integralmente l’articolo, ecco che mi capita un caso da manuale che avvalora il senso di quanto scritto nel post e che lascia molto perplessi. Leggo “Le Scienze” da decenni e la rivista rappresenta la mia principale fonte di aggiornamento in campo scientifico (ad eccezione delle questioni climatiche, però). Ricevo regolarmente le news della rivista e, stasera, ho letto i titoli dell’ultima rassegna che mi è stata recapitata. Un titolo mi ha colpito in modo particolare: Il clima che cambia e il declino delle farfalle monarca Mi sono sempre interessato alle vicende di questo lepidottero in quanto impressionato dalla lunghissima migrazione che milioni di essi compiono per recarsi dal Messico agli USA ed al Canada e per far ritorno in Messico. Queste farfalle si muovono formando sciami enormi e cibandosi di un’euforbia particolare. Secondo i conservazionisti la causa del declino della specie, è da attribuirsi alla quasi scomparsa di questa pianta. L’euforbia da cui trae nutrimento la... Mostra articolo

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El Nino in formazione (regione 1+2) sulle coste occidentali del Sud America marzo 24, 2017 7:00 am

                   

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California Dreaming marzo 23, 2017 7:00 am

Autore: Massimo Lupicino Data di pubblicazione: 22 Marzo 2017 Fonte originale: http://www.climatemonitor.it/?p=44035   Qualche settimana fa lo psicodramma dell’ennesima scissione dell’atomo della politica italiana ci ha regalato, nel suo momento topico (!) una insolita spruzzatina di internazionalismo, proprio come in certi cine-panettoni di De Sica: riflettori puntati per un attimo sulla California, quindi, per parlare di “lavoro, sviluppo e innovazione”. E come declinare queste parole piene di speranza in salsa californiana, se non parlando di Elon Musk? È quello che faremo anche noi in questo articolo: parleremo di Elon Musk, e di lavoro, sviluppo e innovazione. E non di politica nostrana, che è servita in questo caso solo a fornire un prezioso assist per affrontare tematiche che, volenti o nolenti, con il clima e l’ambiente hanno a che fare, eccome. Il Genio Cominciamo col dire che Elon Musk gode presso la stampa liberal-mainstream di un privilegio non da poco: la qualifica indiscussa di “genio”. Qualcuno parla, più prudentemente, di “genio visionario”, come a dire che se tutto questo genio non riesci proprio a vederlo, è solo perché tu non hai la sua vision. Elon Musk è il proprietario di Tesla, la multinazionale integrata che produce macchine elettriche, batterie, pannelli solari.... Mostra articolo

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Perù – El Nino si sta facendo sentire marzo 21, 2017 7:00 am

15 Marzo 2017, Perù…. oltre 70 vittime, 20 dispersi, oltre 100.000 sfollati… Non dico altro. Il video seguente, uno a caso, parla fin troppo chiaramente!     Non mi sembra di aver visto qualcosa al TG. Ma potrei sbagliarmi! Bernardo Mattiucci  

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Ore 11:29 del 20 marzo 2017 – È primavera! marzo 20, 2017 11:29 am

L’equinozio di primavera 2017 cade oggi 20 marzo alle ore 11.29. Molti potrebbero essere stupiti: abbiamo imparato che il giorno dovrebbe essere il 21 marzo, ma perché quest’anno si rivela con un giorno d’anticipo? Non si tratta, ovviamente, di un errore. L’equinozio rappresenta il momento in cui il Sole tocca il cosiddetto punto vernale (quando interseca l’eclittica e l’equatore celeste), nel momento in cui passa dall’emisfero australe a quello boreale e viceversa (equinozio di primavera e di autunno). Si tratta, dunque, di un istante, non di un’intera giornata e quest’anno cade esattamente, per l’Italia, alle ore 11.29 di oggi 20 marzo. (Giancarlo Lucci, Team2)  

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