1 maggio 2018 - 7:00 am Pubblicato da
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Autore: Guido Guidi
Data di pubblicazione: 28 Aprile 2018
Fonte originale:  http://www.climatemonitor.it/?p=48238

Ecco il Fiore Dryas (Dryas Octopetala), Il Fiore Artico Ritrovato trà i Ghiacci Groenlandesi, Il quale, Il Suo nome, Dà origine al periodo Freddissimo che portò ad un brusco abbassamento delle temperature (-18° in meno di un decennio)

Che strano, ormai esce un articolo a settimana in tema di circolazione oceanica e suo impatto sulle condizioni climatiche. A pensar male si potrebbe dire che, mancando ancora gli elementi per attribuire in modo diretto alle attività antropiche le dinamiche delle recenti evoluzioni del clima e avendo l’inconfessata certezza che nel lungo periodo comanda il sole e nel breve-medio comanda il mare, si stia preparando la giustificazione ad un eventuale prossimo cambiamento di segno diverso da quelli prospettati ;-).

Eppure, anche in questo tentativo, non si riesce proprio a fare a meno di mostrare un bias grosso come una casa.

La notizia di questa nuova pubblicazione arriva da Eurekalert, che titola così:

Collapse of the Atlantic Ocean heat transport might lead to hot European summers

Cioè, un collasso (brusco rallentamento) del trasporto di calore operato dall’oceano (nella fattispecie l’Atlantico), potrebbe portare delle calde estati sull’Europa.

Il paper vero e proprio, tra l’altro liberamente accessibile, è uscito su Nature Communications:

Warm summers during the Younger Dryas cold reversal 

Il paper punta a risolvere un enigma dell’interpretazione dello Yunger Dryas (YD), ovvero un periodo di raffreddamento durato circa 1100 anni arrivato ben dopo il termine dell’ultima glaciazione, quindi in un periodo di rapido aumento della forzante astronomica e di significativo aumento delle temperature. Teoria vuole che lo YD si sia innescato per effetto della massiccia deglaciazione, che avrebbe riversato grandi quantità di acqua dolce nel nord Atlantico rallentandone la circolazione termoalina (AMOC) e quindi riportando il freddo sull’Europa. Però, dai dati di prossimità disponibili, essenzialmente sedimenti e/o fossili, pare che, pur in un generale trend di consistente raffreddamento, sussistessero comunque delle estati relativamente calde, pattern questo che non si era sin qui riusciti a riprodurre con le simulazioni climatiche.

Prima di proseguire il bias: nonostante i titoli, la notizia è che un’eventuale improvvisa frenata dell’AMOC porterebbe il freddo sull’Europa, con inverni molto rigidi, brevi stagioni di crescita e brevi estati relativamente calde. Quindi NON si andrebbe nella direzione del caldo, e neanche delle ondate di calore. Per cui riponete pure i testi epici perché non ci sarebbe da dar nomi, quanto piuttosto da correre ai ripari, questo sì, perché il freddo, notoriamente, fa molti ma molti più danni del caldo.

Ora proseguiamo. Ricorrendo a delle simulazioni con maggiore dettaglio spaziale, i ricercatori hanno individuato dei fattori di distribuzione della massa atmosferica sulle medie e alte latitudini atlantiche, che potrebbero favorire delle dinamiche tali da portare in effetti sull’Europa centro-orientale delle brevi anomalie termiche positive in estate, in un contesto di anomalie altrimenti fortemente negative su tutto il resto del continente, che sarebbe tra l’altro interessato da un tipo di clima molto più continentale, cioè anche piuttosto secco.

Volendo – perché no – dar credito alla capacità di queste simulazioni di riprodurre con efficacia gli impatti ad una scala spaziale relativamente piccola, c’è da notare anche che per l’Europa occidentale e per il Mediterraneo (riferito al mare), l’anomalia sarebbe invece fortemente negativa anche d’estate, ergo, può darsi anche che nello YD e in un paragonabile futuro possa aver fatto e fare più caldo a luglio in Romania e dintorni, ma dalle nostre parti invece non è andata e non andrebbe affatto così.

Comunque, come da tradizione di CM, è meglio che vi facciate un’idea da soli leggendo articolo e paper, poi semmai tornate a commentare ;-).

NB: il fiore in testa al post è un Camedrio Alpino (Dryas octopetala), fiore degli ambienti montani, che ha dato il nome allo YD per la sostituzione della foresta scandinava con la tundra glaciale. La foto è di Di Simon Eugster —Simon 14:01, 1 July 2006 (UTC) – Opera propria, CC BY-SA 3.0, Collegamento

Roberto
Attività solare

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