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Stratosfera da record in questo fine anno/inizio nuovo. Toccati sulla verticale dell’Islanda i -96 gradi, battendo ogni record precedente da quando si rilevano le temperature.

Anche a 100 hPa i valori di pressione sono previsti sprofondare sotto il valore di 1480 dam (nuovo record di pressione a tale quota). Vortice polare estremo quindi, che si ripercuote sul tempo atmosferico. Se alle nostre latitudini si manifesta con tempo soleggiato mite di giorno e freddo di notte ed al mattino, alle alte latitudini l’inverno fa sul serio. Sono ormai due mesi e più di fila che sul Canada, sulla Norvegia e l’Islanda, e poi la Siberia, si verificano violente tempeste di neve ad intermittenza. Il manto bianco raggiunge valori estremi, specie in Islanda e Norvegia (fino a 10 metri in alcuni punti); nuove forti nevicate attese da ora e per le prossime settimane.

Sempre a nord, valori mai raggiunti in tempi moderni di temperatura negativa si sono registrati in Alaska e Groenlandia.
Le Svalbard quest’anno sono interamente circondate dal ghiaccio già ad inizio gennaio (negli ultimi anni di solito avveniva a fine febbraio/marzo). Il tutto ci manda un segnale, ossia che il raffreddamento climatico sta iniziando. Raffreddamento che ci vorrà qualche anno affinché scenda verso sud. Il tutto dipenderà dal Vp in primis. La soglia da battere per un raffreddamento climatico serio è quella dei 100 gradi sottozero. A quel punto, inizierà a sopravvivere in estate, seppur debolmente.

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Quando avremo questo? Anche molto presto, dovesse intervenire una forte eruzione vulcanica. A quel punto la radiazione solare sulla stratosfera polare in estate sarà simile a quella invernale, con tutte le conseguenze del caso (valori in stratosfera ben al di sotto dei 100 gradi sottozero). Nel frattempo, uno potrebbe domandarsi, da noi non farà più freddo per alcuni anni conseguente il rinforzo del Vp? No, ci saranno comunque fisiologici, seppur temporanei rallentamenti ed indebolimenti del Vp (come anche semplici bilobazioni). Più il Vp raffredderà, e più saranno devastanti le ondate di freddo nei momenti in cui avrà cali di tensione. Uno di questi, piuttosto netto e prolungato, lo avremo intorno al 20 gennaio (rischio Split).

Dall’immagine sopra si vede il vortice polare in indebolimento progressivo ed in spostamento sull’Alaska. Si intravede un allungamento, che probabilmente evolverà in una scissione nei 4-5 giorni successivi).

Insomma, dal 25 gennaio in poi la circolazione dovrebbe invertirsi, divenendo antizonale. Tale situazione dovrebbe perdurare per le prime due decadi di febbraio. Rischio gelo severo in Europa in questo frangente. Dopodiché, Vp nuovamente in forte raffreddamento e chiusura dal 15 febbraio circa. Vortice polare previsto molto forte anche a marzo ed aprile. Tuttavia, la radiazione solare in crescendo progressivo lo renderà più mobile, predisponendolo a più frequenti bilobazioni (irruzioni artiche verso medie latitudini).

Concludendo, copione già scritto per i prossimi mesi ed anni, con lunghe fasi contrassegnate da zonalità esasperata e temperature miti, alternate ad irruzioni fredde sempre più severe e prolungate. Le Alte latitudini invece (Canada, Groenlandia, Scandinavia, Islanda) vedranno ammantare in continuazione neve, con ghiacciai in espansione ed incremento dell’effetto Albedo (minime negative sempre più basse). Gli stessi ghiacci polari inizieranno ad espandersi.

Che dire, io il Sole di questi giorni me lo godrei… Potrebbe finire presto la pacchia…

A presto!

Alessio

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