Bentrovati a questo aggiornamento per l’inverno ormai entrato.
Innanzitutto ottime performances nella previsione precedente, specie per il mese di dicembre, confermatosi mite e di alta pressione.

Rispetto alla previsione iniziale, confermo per gennaio una persistenza della fase mite, seppur con qualche passaggio nord Atlantico più frequente e qualche nevicata in più sui monti, specie a fine prima decade e fine seconda, ed un febbraio più mite rispetto alle attese precedenti ma con probabili sorprese nevose degne di nota nell’ultima decade.

Ad oggi si intravede uno stratwarming per inizio gennaio, che tuttavia non sarà Major e avrà una propagazione lenta (effetti in troposfera modesti), con anzi le vorticità principali del Vortice Polare spostate tra Gran Bretagna e Islanda e un probabile mancato sostegno dell’hp delle Azzorre.

Come si può vedere dalle mappe sopra riguardo la salute del vortice polare, i venti zonali attesi ancora positivi per tutto gennaio e la mjo in fase 3-4 dentro al cerchio, il tutto suggerisce una continuazione delle correnti occidentali sull’Italia; più freddo e nevoso invece sul centro nord Europa per una maggiore ingerenza di aria fredda polare, maggiormente spostata verso sud dal riscaldamento stratosferico. Più probabile un riscaldamento stratosferico più forte ed incisivo per fine gennaio inizio febbraio.

Vediamo ora le tendenze dei principali modelli.

Come si può vedere dai modelli sopra, Multysistem (media di più modelli), ECMWF e Met Office, si nota una continuazione delle temperature sopramedia nel Mediterraneo in Gennaio, e poi in Febbraio una migrazione dei geopotenziali medi positivi tra Atlantico e Groenlandia con anomalie negative concentrate sull’Europa centro orientale/settentrionale. In sintesi, la seconda metà di febbraio dovrebbe essere in pole per vedere gelo e neve nel Mediterraneo.
Vediamo ora i dati astronomici :
Da metà gennaio (e fino a metà marzo) la luna entrerà in fase di perigeo minimo, e in particolare la luna nuova del 9 febbraio avverrà al perigeo minimo assoluto. Tutto ciò si tradurrà in una forzante gravitazionale molto elevata sulle correnti atmosferiche (jet stream). Oltre alla luna nuova al perigeo minimo, in febbraio avremo ben 4 pianeti congiunti per diversi giorni (Marte-Venere-Mercurio-Plutone) che andranno ulteriormente ad enfatizzare la forzante gravitazionale sull’atmosfera.
Aggiungiamoci poi che da febbraio l’attività solare si muoverà spedita verso il massimo, e come prospettato dalla Nasa e altri centri di ricerca, il passaggio definitivo dal SC 24 al 25 SC potrebbe facilmente determinare tempeste solare di un potenziale straordinario, che oltre ad avere effetti importanti sulla sismologia terrestre, determineranno sconquassi netti nel tempo atmosferico. Ricordiamoci sia nel febbraio 2018 che nel 2012 la luna nuova al perigeo avvenne in concomitanza di tempeste solari forti (2 di Classe M8 nel 2018 e 2 classe X1, X2 nel 2012) ed a seguire nei giorni seguenti (7-8 giorni dopo) ondate di gelo storiche.
In ultimo, c’è da considerare El Nino: statisticamente gli effetti del Nino nel produrre riscaldamenti stratosferici e venti antizonali si sono di solito manifestati nel cuore dell’inverno, ossia fine gennaio/febbraio.

Riassumendo, a febbraio avremo sia un forte aumento dell’attività solare, sia la luna nuova al perigeo minimo con 4 pianeti congiunti. L’ingerenza gravitazionale sulla corrente a getto sarà molto elevata (tendenza ad avere ondulazioni nette meridiane), e di conseguenza una circolazione fortemente antizonale è attesa dalla seconda metà di febbraio fino ai primissimi di marzo.
Stress gravitazionale che sarà pericoloso anche per le placche litosferiche, con un rischio sismico estremo atteso in diverse aree del globo tra l’8 ed il 15 febbraio.

Facciamo ora un focus per i singoli mesi sull’Italia:
Gennaio esordirebbe molto mite in Italia, a causa di attività depressionaria molto sostenuta a sospingere venti miti da sud ovest e scirocco da noi. Probabile una saccatura artico marittima rapida a fine prima decade, con temperature in calo e piogge in pianura e neve sui monti, fino in collina al centro nord. Segue un nuovo aumento di pressione e temperature che tornano miti. A fine seconda decade, probabile nuovi affondo artico marittimo, un po’ più incisivo stavolta con nevicate fino a quota di bassa collina suo medio Adriatico. Più asciutto ma con tramontana al nord e Tirreno. Fine gennaio nuova rimonta anticiclonica e clima piuttosto mite.
Febbraio esordirebbe mite poi nel corso della prima decade dovrebbe aversi un’impennata meridiana dell’hp in Atlantico con irruzione Artica nel Mediterraneo e nevicate anche a bassa quota. Nel corso della seconda decade nuovo temporaneo aumento di pressione ma con temperature nella norma (o di poco oltre) e gelate al mattino al centro nord. Segue, intorno al 18-19, probabile creazione del ponte di Wejkof, con l’alta delle Azzorre che andrebbe a congiungersi con una cellula di alta pressione tra Svalbard e Mar di Kara (Artico Russo).
Probabile dal 18-19 in poi l’afflusso di aria gelida continentale dalla Russia/Siberia in gran parte d’Europa. Nevicate che avverranno a seconda della creazione e disposizione dei minimi depressionari.
Fase molto fredda fino al 2-3 marzo.
Segue rimonta di alta pressione e temperatura che tornano in media.

In conclusione, ci aspetta un inverno un po’ più mite rispetto alle attese precedenti. Ultima decade di febbraio inizio marzo si conferma la fase più fredda, anche molto intensa.
Marzo proseguirebbe fresco ed instabile, ma senza eccessi degni di nota.

A presto
Alessio D.G.