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Nuovi aggiornamenti dal Global Wheather Oscillation

Nel paragrafo sotto si riportano le ultime proiezioni climatiche per il futuro prossimo del centro di ricerca Global Wheater Oscillation, del Dr.Dilley, ex scienziato NOAA, per il quale ha lavorato per quasi 20 anni.

Major Changes Coming! 2018 Winter and Beyond
Based On GWO’s – Climate Pulse Tecnology
1. Overview: Predictions Based On
“The global climate pattern is now transitioning from a arctic warming cycle (2000 through 2012) to a global cooling long-term cycle. Both the Arctic and Antarctic entered the next global cooling cycle 3 years ago and have been cooling since 2013. Although due to the 2015-16 El Niño, sea ice diminished in the western Arctic near Alaska and Euro-Straights region near Iceland. The ice diminished during late 2015 into 2016 – then began expanding again as the Arctic to Greenland area became colder in January-February of 2016. In 2015 the sea ice extent was at its greatest values in Antarctic since the 1970s, and will again reach this extent in late 2017 and 2018. There will be a moderate El Nino around mid to late 2018 – and then following this El Nino the Artic will begin cooling dramatically – with greatice restoration during the next 100 years – and thus much colder winters across the Northern Hemisphere .In addition, the sun has entered a cooler phase – hence conditions much like the period from the 1940s through the 1970s will alter the warm temperatures experienced during the past 12 years .For example; aside from this year’s El Niño, the northern areas of the United States and Europe has experienced much cooler weather during the prior two winters (2014 and 2015), and much colder than the winter temperatures observed from 2000 through 2013. Thus the transitioning to a colder climate period must be taken into account”

Viene riportato come il ciclo di riscaldamento dell’Artico avutosi tra il 2000 ed il 2012 sia terminato. Sia l’Artico che l’Antartide hanno iniziato a raffreddarsi dal 2013. Il recupero di ghiaccio è stato parzialmente interrotto dall’eccezionale El Nino del 2015-2016. Altresì dal 2015 la Groenlandia e la zona artica prospiciente hanno accelerato il raffreddamento e l’Isola ha iniziato a guadagnare ghiaccio. Si prevede che il picco record di estensione dei ghiacci toccato nel 2015 in Antartide, verrà nuovamente raggiunto tra il 2017 e 2018. Inoltre, da sottolineare come (anch’io personalmente avevo fatto una tal previsione) intorno alla metà del 2018 è previsto un El Niño moderato, il quale farà da apripista ad un drammatico raffreddamento dell’Artico, con grande avanzata della calotta polare all’incirca per i prossimi cento anni; di lì in poi inverni glaciali cominceranno ad abbattersi sul Nord Emisfero. Il tutto accentuato e favorito da una fase estremamente debole della radiazione solare. Forse molti si chiederanno: perché si aspetta un El Niño per inaugurare il raffreddamento globale? Come scritto nel mio precedente articolo su “Cosa è meglio per avere un inverno freddo, El Niño o La Niña?”, il prossimo El Nino andrà a dare il colpo di grazia al riequilibrio termico poli-equatore, interrompendo definitivamente la normale circolazione zonale e inaugurando un lungo periodo con circolazione atmosferica prettamente anti-zonale, con sviluppo di frequenti e persistenti azioni congiunte della Wave 1 e 2 (anticicloni delle Aleutine e delle Azzorre); questi anticicloni avranno contributi caldi via via minori, conseguente il ridottissimo ricambio d’aria con i tropici, possedendo sempre più componente termica. Si assisterà probabilmente alla formazione di anticicloni termici freddi sul circolo polare artico, con vortice polare troposferico totalmente decentrato sui continenti.

 

 

“Stalled Weather Patterns – Changes in the Cycles 2017 and Beyond
Cycles: GWO has found that many weather patterns exhibit recurring cycles with some major cycles occurring approximately every 3 to 5 years, 18 years, 23 years, 72 years and 220 years.. Changing Cycles: GWO is predicting major changes in the upcoming years as past cycles re-enter the weather patterns – thus changing Global Winters Drastically”.

Nel paragrafo sopra si esplicita come il tempo atmosferico segua cicli di 3-5 anni, 18, 23, 72 e 220 anni, i quali ricorrono periodicamente. Un nuovo ciclo si sta aprendo nel 2017, il quale porterà ad un enorme cambiamento meteorologico, specie per quanto riguarda la stagione invernale.

“Forcing Mechanism (PFM) for climate change is the combination of the elliptical paths of the moon and earth, changes in solar radiation and changes in the gravitational pulses and electromagnetic pulses. The PFM cycles control the Earth’s “Natural Climate Pulse”, and it is this Natural Pulse that controls weather and climate cycles here on earth.
GWO’s nineteen (19) years of ongoing research uses a combination of Meteorology, Oceanography, Climatology, Geology and Astronomy along with extensive historical weather and climate data to develop techniques forclimate prediction. The most significant discovery was that of the Primary Forcing Mechanism (PFM) which is highly correlated to short-term climate cycles. The combination resulted in the development of prediction models formulated from a subset of the scientifically proven “Milankovitch” cycles of the  earth, moon and sun. ”

 

 

Infine sopra si evidenziano i parametri principali che determinano i cambiamenti meteo- climatici terrestri. Il clima sulla Terra è modulato dalle diverse ellitticità dell’orbita ed angolazioni con cui la Luna si dispone nei confronti del Pianeta, dai cambiamenti della radiazione solare, ed i diversi impulsi gravitazionali ed elettromagnetici derivanti le diverse disposizioni dei pianeti nel Sistema Solare.
In quasi venti anni di ricerca, il GWO utilizza quindi una combinazione di meteorologia, oceanografia (studio correnti marine, circolazione termoalina), climatologia, geologia e astronomia per elaborare i suoi modelli di previsione. Il tutto seguendo le teorie di Milankovitch sui diversi cicli di interazione tra Sole, Luna e Terra.
Il tenere conto di tutti i fattori effettivamente agenti sul sistema terrestre, fa del GWO un ente molto affidabile nella formulazione di tendenze previsionali climatiche.

Alessio