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Circa una decina di giorni fa vi avevamo informato di come si fosse generata, e del suo prossimo arrivo, una grande zona attiva nel nord emisfero, zona nascosta del sole che soltanto tramite la sonda STEREO è possibile osservare. La posizione molto elevata faceva subito presupporre che sarebbe stata molto probabilmente una regione attiva del nuovo ciclo 25 e che avrebbe concluso la lunga serie spotless che durava ormai da molti giorni.

Stereo Ahead mostra la zona attiva il 15 maggio 2020

Dopo qualche giorno la zona attiva usciva allo scoperto, ma con grande stupore di molti, anche per la sua grande ampiezza, al proprio interno non presentava alcuna macchia. Ancora oggi la zona attiva è presente con magnetismo del ciclo 25 è vuota con giornate spotless che ormai vengono inanellate una dietro l’altra.

La zona attiva vista dal magnetogramma del disco solare del 24 maggio 2020
La zona attiva non ha macchie dall’immagine di HMI Intensitygram – colored del 24 maggio 2020

Ma allora perché quella enorme zona attiva non ha generato macchie al proprio interno? I motivi potrebbero essere molteplici. Uno sicuramente è che siamo all’inizio del nuovo ciclo 25 e che probabilmente il nuovo ciclo sta cercando la sua normale riorganizzazione. Un altro motivo potrebbe essere che il ciclo è ancora nel suo pieno minimo e che quindi il magnetismo generato è ancora molto basso per generare macchie.

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Un altro però potrebbe ricondurre alla teoria di Livingston e Penn che negli anni passati destarono scalpore nel mondo scientifico che si interessa al sole, con la relazione sulle macchie solari dei due astronomi del National Solar Observatory di Tucson in Arizona. Grazie al quesito posto dal loro lavoro dal titolo “Sunspots may vanish by 2015?”, ossia “Le macchie solari possono sparire a partire dal 2015?” e pubblicato nel 2006, in quegli anni generarono molti altri studi sul sole e la sua attività. Ma avremo modo di riparlarne in un prossimo articolo.

EUVI/AIA mostra la formazione di un’altra zona attiva

Ora, tra qualche giorno, arriverà un’altra zona attiva, questa volta nell’emisfero sud che dalla latitudine potrebbe appartenere al vecchio ciclo 24. Come si presenterà questa volta? Con macchie al proprio interno o ancora priva? Nei prossimi giorni ve ne renderemo conto.

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