Uragani impolverati

Autore: Guido Guidi
Data di pubblicazione: 16 Luglio 2016
Fonte originale: http://www.climatemonitor.it/?p=41826

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In atmosfera la polvere si chiama aerosol. Può essere di origine organica o inorganica ma, in pratica, tutto ciò che è solido ma abbastanza piccolo da restar sospeso a fluttuare nell’aria è aerosol. E meno male che c’è, visto che è una componente sostanziale del sistema. Senza particelle solide attorno a cui formarsi, non esisterebbero le gocce di cui sono fatte le nubi, per esempio.

Ma, di polvere, anzi, di aerosol, ne mettiamo in atmosfera anche quantità che non dovrebbero starci, Sono tutte le particelle solide derivate dall’uso delle fonti fossili. Nell’aria però non si fa tanta distinzione, tutte ciò che è solido è utile alla bisogna, specie quando si arriva alla seconda caratteristica principale di questo particolato, quella cioè di schermare una parte della radiazione solare in entrata, in pratica di limitare il riscaldamento del pianeta. E qui ti volevo, perché su Science è appena uscito un paper in cui si dice chiaramente che la presenza di un eccesso di aerosol in atmosfera ha sin qui limitato l’altro danno per eccellenza, cioè l’aumento delle temperature causato dall’aumento della concentrazione di CO2. Questa limitazione avrebbe impedito che, come invece è previsto che accada, potesse aumentare l’intensità dei cicloni tropicali, siano essi gli uragani dell’Atlantico o i tifoni del Pacifico. Con l’aumentare del riscaldamento, tuttavia, il lavoro ‘sporco’ degli aerosol non sarà più sufficiente e, inevitabilmente, aumenterà l’intensità di questi potenti eventi atmosferici.

Human influence on tropical cyclone intensity

Per giungere a questa conclusione gli autori del paper hanno preso in considerazione un fattore particolare, l’intensità potenziale, un parametro che si usa per definire l’intensità dei cicloni tropicali. Beh, ci credereste? Nonostante il mondo si sia super scaldato e non vi sia traccia di aumento dell’intensità degli uragani, domani le tracce ci saranno eccome, perché i modelli non lasciano dubbi: l’intensità potenziale, che scaturisce da una differenza di temperatura tra la superficie e l’alta atmosfera, aumenterà, dando vita a tempeste ultra potenti (Sic! su Science Daily). Siccome il mondo, dicono i modelli, si scalderà anche se è dall’inizio di questo secolo che non lo fa mica tanto, anche gli uragani ne trarranno giovamento.

Se poi il mondo non dovesse scaldarsi, l’intensità potenziale non dovesse aumentare e i cicloni tropicali non dovessero essere più intensi, beh, da qualche parte ci sarà pure qualche aerosol da incolpare…