Tag Archive : temperature

Antartide. Della serie: a volte tanto ritornano maggio 27, 2017 7:00 am

Sta girando nuovamente, in questi giorni, la notizia secondo la quale in Antartide sta diventando tutto verde e con temperature di oltre 17°C. Qualcosa è vero… qualcos’altro no. Ma il tutto andrebbe contestualizzato… cosa che, ai fanatici dell’AGW, non interessa minimamente fare.   Partiamo con lo specificare che l’Antartide è un continente enorme… e che solo una piccolissima porzione dello stesso presenta, per brevi periodi l’anno, durante l’estate tra l’altro, condizioni favorevoli allo sviluppo dei licheni… non dell’erba come qualcuno ha affermato su un forum. Questa piccola porzione è la Penisola Antartica… che si estende verso il Sud America. Lungo la costa occidentale (a sinistra) della Penisola, si trovano diversi vulcani sottomarini e sorgenti idrotermali in eruzione da tanti anni… e queste eruzioni, consentono alle temperature di riscaldare l’acqua e l’ambiente quel tanto che basta a far cambiare le condizioni climatiche da quelle tipiche del continente, estremamente freddo, a un “non eccessivamente” freddo. E tale differenza permette, ai licheni, di crescere. Tra l’altro la scoperta di tali licheni non è affatto recente… Recentemente, però, sembra sia aumentata la percentuale di crescita di tali licheni.. e questo farebbe pensare che, al ritmo attuale e con le condizioni attuali, tra tot decine... Mostra articolo

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Sta tornando la Niña, ve lo hanno detto? maggio 23, 2017 12:14 pm

Nel silenzio più totale dei media, che di solito sbandierano ai 4 venti l’eventualità (sempre più remota) di un nuovo evento El Niño più o meno Strong, le acque del Oceano Pacifico Equatoriale Orientale si stanno raffreddando… ancora una volta! Lo si nota chiaramente dalle SSTA che vedete nell’immagine qui sopra, ma anche, per chi mastica meglio i grafici cartesiani, dalle SSTA delle singole regioni che definiscono l’indice ENSO: Come vedete, i valori sono più o meno neutri, ma nella zona 1+2 (primo grafico) si legge un valore negativo pari a -0.469°C… molto distante dai valori di appena 1 mese fa. Fino a questo punto si parla di dati… e di percezione “visiva” delle singole regioni. Guardando i “forecast” dell’indice ENSO, però, il risultato appare diametralmente opposto:   I modelli vedono una tendenza per il trimestre attuale, sostanzialmente stabile. Cambierà poco a fine Luglio… quando si passerà da un valore di circa 0.3 ad un valore di circa 0.6. Resta però un vincolo basilare: finché l’indice ENSO non supera il valore +0.5, non si può parlare di El Niño, come anche… finché non si supera il valore di -0.5, non si può parlare di La Niña. C’è però una seconda... Mostra articolo

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Non mettiamo in dubbio? noi il dubbio ce lo abbiamo quotidianamente… e loro no? maggio 22, 2017 7:00 am

“Non mettiamo in dubbio che il riscaldamento del pianeta sia dovuto in larga misura all’effetto  antropico” Questo è un piccolo estratto da un articolo di un noto meteorologo che spesso ama saltare da una parte all’altra della diatriba climatica… evidentemente in base a ciò che gli conviene, restando però fermamente convinto che il Riscaldamento Globale è causato esclusivamente dall’attività antropica. Come si legge chiaramente nel suo articolo, che mi rifiuto di linkare, la sua posizione è chiara: non ha dubbi.   Ma come… una persona che dovrebbe essere di scienza che non ha dubbi?   Richard P. Feynman si starà rivoltando nella tomba… È stato un fisico e divulgatore scientifico statunitense, Premio Nobel per la fisica nel 1965, che in una intervista prima della morte, ha affermato, a proposito della Teoria delle Stringhe: «Non mi piace il fatto che non calcolano alcunché… Non mi piace che non verificano le loro idee… Non mi piace che quando ci sono disaccordi con un esperimento, essi confezionano una spiegazione, un aggiustamento, per poi dire, “Beh, potrebbe ancora essere giusta” Senza troppa difficoltà, però, l’ultima parte di questa sua frase può essere applicata alla diatriba climatica. Spesso si sentono gli esperti che affermano senza... Mostra articolo

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Ancora sul raffreddamento… oceanico maggio 19, 2017 10:21 am

Un aggiornamento al volo… anche se per molti è poco significativo …del raffreddamento oceanico sia dell’emisfero boreale che dell’australe. Nel nord del mondo fa impressione, per chi sa leggere le carte, il raffreddamento dell’Oceano Atlantico, di cui parliamo da anni ormai… con una Corrente del Labrador che si sta spingendo “insolitamente” a sud delle coste dell’isola di Terranova (Canada). Si nota anche il Golfo del Messico, sempre in raffreddamento e tutta la parte centrale dell’Atlantico che sta perdendo energia. Da queste prime considerazioni possiamo prevedere una stagione degli uragani sottotono… anche se qualcuno riuscirà a formarsi. Nell’Oceano Pacifico si sta concretizzando il raffreddamento che accompagna la fase negativa della PDO, nella parte nord, ed un raffreddamento lungo le coste del Messico… che, anche qui, porteranno ad una stagione degli uragani sottotono. Il sud del mondo, invece, è impressionante per l’estensione del raffreddamento. Lì siamo in “autunno”… e il caldo estivo non ha avuto alcun effetto visibile sulle temperature dell’oceano. Il trend al raffreddamento, iniziato da anni, continua. E sono sicuro che al termine della stagione invernale (fine Settembre), avremo delle carte marcatamente bluastre. Impressionante il raffreddamento dell’Atlantico australe… con il raffreddamento oceanico che arriva all’Equatore.   Sia chiaro che tali... Mostra articolo

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Raffreddamento mari settentrionali in corso maggio 17, 2017 7:00 am

          Nelle immagini sopra si vedono le temperature dei mari alla fine dell’estate di alcuni anni(2005,2007, 2011,2013,2014) non troppo distanti dall’attuale. Si evidenzia un mar Glaciale Artico e mari prospicienti con temperature eccezionalmente sopra media in tale periodo(anomalie positive superiori ai 5 C°). In questo articolo analizzo i cambiamenti importanti osservati nei mari più settentrionali in quest’ultimi 2 anni, in particolare quelli a ridosso del Polo Nord(mar Glaciale Artico, Mar di Barents, Baia di Baffin). Emerge un netto cambiamento di tendenza , al di là del pregresso raffreddamento del Nord Atlantico, soprattutto a ridosso del Mare di Barents e Capo Nord.     Nell’immagine sopra si vede la situazione degli oceani a fine estate 2016. Ciò che emerge è il rientro in media, dopo diversi anni, delle temperature dei mari polari, addirittura nel Mare di Barents i primi accenni di scarti negativi. Il tutto molto probabilmente scaturito dalla formazione del vasto lago d’acqua fredda nel Nord-Atlantico nel 2015, il quale ha  determinato un cospicuo restringimento del raggio d’azione della Corrente del Golfo in un solo anno. Contate che a inizio settembre 2015 ancora erano presenti elevate anomalie positive, specialmente nella zona del Mar di Barents e di Kara.... Mostra articolo

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Lettonia: l’11 maggio più freddo della storia maggio 12, 2017 18:34 pm

  Giovedì 11 maggio, in Lettoria, la temperatura ha raggiunto i minimi storici in ben 5 siti. E’ stato l’11 maggio più freddo di sempre, che è stato preceduto da altri giorni durante i quali sono stati più volte raggiunti e battuti i record di temperatura. A riferirlo è il National Weather Service.   Fonte: https://deutsch.rt.com/newsticker/50443-historische-tiefsttemperaturen-in-lettland/    

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Condizione attuale Oceano Atlantico: in fase di raffreddamento! maggio 10, 2017 16:44 pm

  Questa è la situazione attuale della parte nord dell’Oceano Atlantico. Il golfo del messico è in “forte” raffreddamento (fino a circa -1.8°C)…   …mentre a sud-est dell’isola di Terranova, l’anomalia negativa che incide sul naturale percorso della Corrente del Golfo, è di -5.5°C circa.   Guardando i dati il raffreddamento è evidente in tutta la sua drammaticità:   Sono infatti 10 anni circa che la parte nord dell’Oceano Atlantico si sta raffreddando. Ed è esattamente ciò che andiamo ripetendo noi da moltissimo tempo. Evidentemente, però, la gente continua a confondere la temperatura attuale dell’aria con il calore immagazzinato nell’oceano. Molto semplicemente, se l’oceano si raffredda, viene a mancare il calore necessario a riscaldare l’aria. Questa quindi tenderà a raffreddarsi e ad oscillare sempre più vistosamente tra il periodo “invernale” e quello “estivo”. Ovvero risentirà sempre più della presenza di masse d’aria fredda e calda. Un clima via via più dinamico… che comporta, però, inevitabili eventi meteo… anche estremi… ed eventualmente fuori stagione, i quali tenderanno a raffreddare ulteriormente l’aria e ad amplificare, quindi, l’effetto raffreddante dovuto alla mancanza di calore oceanico. A lungo andare, tale andamento, non può che provocare un raffreddamento “regionale” e, di conseguenza, un aumento dei... Mostra articolo

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Veloce Promemoria maggio 7, 2017 7:00 am

Posted By Guido Guidi Data di pubblicazione: 4 Maggio 2017 Fonte originale: http://www.climatemonitor.it/?p=44406 Quando si parla, per lo più a vanvera, del consenso della comunità scientifica sulla materia dei cambiamenti climatici di origine antropica, forse non tutti sanno che si fa riferimento in larga misura a quanto scritto nei report dell’IPCC, che di quel consenso sono appunto il condensato. Nell’immagine qui sotto, che viene da questo Tweet, c’è un elenco del livello di incertezza che quei report contengono e certificano su alcuni argomenti topici. Variazioni della temperatura atmosferica, nubi, cicli delle siccità, eventi intensi, temperature oceaniche, modellazione della circolazione atmosferica, insufficienza dei dati, temperature oceaniche, valore predittivo dei modelli. Serve altro? Se questo è il consenso, viva il consenso. Nel frattempo, un pianeta duramente provato dal disfacimento climatico ed un clima sempre più insostenibile, continuano a produrre risorse in quantità mai viste prima. Cereal supplies to remain ample in 2017/18; global prod in 2017 to drop slightly (0.4%) from the 2016 record high https://t.co/yzKFlf5KX2 pic.twitter.com/5wyBulCh8q — FAO Newsroom (@FAOnews) May 4, 2017 Anche su questo c’è consenso, ma siccome è un controsenso, nessuno lo dice.  

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La temperatura scende a livello globale maggio 5, 2017 19:00 pm

Di Enzo Ragusa Le anomalie delle temperature a 2 metri mostrate dai dati satellitari NCEP-CFSv2 con media 1981-2010 ed elaborate da WheatherBELL mettono in evidenza, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (maggio 2016), un vistoso calo delle temperature troposferiche. Dal grafico sotto possiamo vedere come le anomalie a livello globale risultino di 0,413°C.   Qui sotto abbiamo invece il grafico delle anomalie globali di inizio maggio 2017 che risultano di 0,244°C. Senza andare troppo nei dettagli, notiamo subito un forte raffreddamento dell’Artico rispetto allo scorso anno, anche se altre zone risultano con anomalie negative rispetto al 2016. Questo evidenzia il fatto che in poco meno di un anno la temperatura della troposfera è diminuita di quasi la metà, mettendo in mostra un forte raffreddamento dovuto prevalentemente alla definitiva scomparsa del fenomeno di El Nino che aveva imperversato condizionando molto le temperature tra il 2015 e il 2016. Fonte: WeatherBELL   Attività Solare  

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El Niño Non Vuol Dire Global Warming maggio 2, 2017 20:00 pm

Posted By Guido Guidi Data di pubblicazione: 2 Maggio 2017 Fonte originale: http://www.climatemonitor.it/?p=44390 Ormai quasi due anni fa, quando si stava preparando l’evento di El Niño che ha dettato legge sul Pacifico equatoriale per buona parte del 2015 e almeno metà del 2016, eravamo stati facili profeti (o previsori 😉 ?), nell’anticipare il fatto che la comunità dei salvamondo avrebbe colto al volo l’occasione dell’inevitabile picco delle temperature superficiali globali che accompagna sempre questi eventi, per prendere due piccioni con una fava, cioè per gettarsi dietro le spalle l’inspiegabile (secondo la dottrina imperante) pausa del global warming, e per tornare soffiare sul fuoco dei record della temperatura globale. Del resto, appena pochi giorni fa, abbiamo commentato un paper uscito su Nature che riconosce l’esistenza della “pausa” del global warming (o rallentamento se preferite, ma tanto sempre di gran lunga sotto le stime), ma ne parla al passato, proprio perché l’ultimo El Niño ha riversato in atmosfera la quantità di calore necessaria a far riprendere una pendenza decente ai grafici della temperatura. Il fatto è che nell’ansia di veder confermate le profezie di sventura, i nostri salvamondo si ostinano a fare i conti senza l’oste. Infatti, finito El Niño, finita la... Mostra articolo

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Europa e Nord America con temperature sotto norma aprile 27, 2017 17:00 pm

Di Enzo Ragusa Vogliamo quest’oggi mettere in risalto le anomalie delle temperature proposte dal modello CFSv2 sulle profonde anomalie negative di Stati Uniti, Canada ed Europa, per non parlare poi di Asia, Sud America e Africa. Anomalie che raggiungono in certi casi anche temperature inferiori ai 6/10°C .   Dall’immagine sotto, vediamo anche le anomalie dello snow cover, cioè della copertura nevosa presente nell’emisfero boreale. Le anomalie positive, colore blu, sono di gran lunga superiori a quelle negative, colore rosso. Questo sta a significare che la copertura nevosa al 25 aprile risulta oltre la norma in varie zone. Immagine della Rutgers Anche in questa immagine sotto, è rappresenta la copertura complessiva nevosa, come vediamo è ancora molto abbondante in tutto l’emisfero. Immagine della Rutgers Quest’altro grafico sotto, rappresenta il livello di copertura nevosa dell’emisfero nord. Come si nota, la linea rossa tocca la parte superiore della deviazione standard. La misura che ne risulta è la massima nella media degli ultimi anni. Grafico della Environment Canada La situazione della copertura nevosa, indicatore ritenuto molto importante, aggiornata al 24 aprile, risulta sostanzialmente nella zona superiore della norma. Tra l’altro nei prossimi giorni sono attese ulteriori nevicate, visto la presenza di vaste masse d’aria fredda alle alte latitudini, che continueranno a determinare una superficie nevosa oltre la norma.   Attività... Mostra articolo

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Analisi multi-scala dei cicli climatici basata su serie temporali climatiche e fenologiche aprile 27, 2017 7:00 am

Autore: Donato Barone Data di pubblicazione: 26 Aprile 2017 Fonte originale: http://www.climatemonitor.it/?p=44317   Lo sviluppo delle piante è fortemente influenzato dalle condizioni meteorologiche. Questo è un dato di fatto e la maniacale attenzione con cui il mondo dell’agricoltura segue la meteorologia, costituisce una conferma dello stretto legame tra evoluzione delle piante e tempo meteorologico. Chi si occupa della coltivazione dei campi ha un’idea diversa di “bel tempo” e “cattivo tempo” rispetto a chi vive in città: se una o più giornate di pioggia vengono considerate per esempio una iattura da chi vive in città per i disagi che possono provocare, per chi si dedica all’agricoltura possono rappresentare la salvezza del raccolto ed il degno coronamento di un’intera stagione di lavoro. L’interazione tra lo sviluppo delle piante ed il tempo meteorologico costituisce il campo di studio della fenologia, ossia di quella parte della biologia che studia lo sviluppo delle piante in funzione di fattori meteorologici come la piovosità, l’insolazione, le temperature etc. Come ben sanno tutti i lettori di CM, il clima è diverso dal tempo meteorologico, ma, su distanze temporali trentennali, l’evoluzione della temperatura acquista valore climatologico e non più meteorologico. Lo stesso si può dire per tutte le altre... Mostra articolo

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Nessuna prova che la Terra si sia scaldata più di quanto non fosse nel 1940 aprile 24, 2017 20:05 pm

Di Enzo Ragusa Le rilevazioni delle temperature satellitari sono infinitamente migliori rispetto alle temperature rilevate dalla superficie e diramate dalla NASA e dalla NOAA. Il grafico sotto ve ne da una chiara visione.   Wood for Trees: Interactive Graphs   Purtroppo però, abbiamo un grosso problema con le temperature satellitari. I loro rilevamenti iniziano dal 1979, il periodo più freddo degli ultimi 90 anni negli Stati Uniti e di conseguenza nel resto dell’emisfero nord. La frequenza delle notti con temperature inferiori a 0F (-18C) ha raggiunto il picco pù alto nel 1979 come mostrato dal grafico qui sotto, per poi diminuire gradualmente entro l’inizio del 2000, quando poi hanno ripreso una nuova fase di incremento.     Come mostrato nel grafico poco sotto, il 1979 è risultato anche il picco più alto di ghiaccio marittimo dell’Artico degli ultimi 90 anni. Visualizing Government Arctic Sea Ice Fraud | The Deplorable Climate Science Blog   La NOAA ha dati satellitari sul ghiaccio marino antecedenti al 1979, ma chiaramente non li rendono noti perché contrastano con le loro teorie fasulle sulla fusione del ghiaccio marino Artico ad opera esclusiva dell’uomo.   ftp://ftp.oar.noaa.gov/arctic/documents/ArcticReportCard_full_report2016.pdf   Il seguente originale grafico proviene dal rapporto IPCC del 1995. Nel 1974... Mostra articolo

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Il raffreddamento del Nord Atlantico continua… aprile 21, 2017 7:00 am

Buongiorno, guardate bene la sequenza di immagini qui sotto… Le immagini si riferiscono alle Anomalie di Temperatura Superficiale degli Oceani…. in questo caso del Centro e Nord Atlantico, tra il 14 e il 19 Aprile.   Il raffreddamento, visibile con i colori scuri (il nero indica un “non riscaldamento”, mentre le tonalità di blu indicano un raffreddamento vero e proprio) si muove continuamente all’interno della corrente nord-atlantica, la quale si origina dall’incontro della Corrente del Golfo con la Corrente del Labrador, spostandosi dalla zona del Nord-Ovest dell’Oceano Atlantico, in senso orario, verso le Azzorre, le Canarie, il Mar dei Caraibi e, infine, andando a raffreddare,sul nascere, la Corrente del Golfo. Un raffreddamento ciclico che sembra si sia innescato e che potrebbe presto diventare “semi-permanente”. Le conseguenze di tale raffreddamento sono prima di tutto la quasi totale assenza degli Uragani nell’Atlantico… il che potrebbe anche essere una buona cosa… …ma a seguito di tale raffreddamento, si espanderebbe il Blob Atlantico, l’area in blu visibile lungo le coste sud della Groenlandia, la quale aprirebbe le “porte” alle correnti atmosferiche che dal nord-atlantico convoglierebbero freddo e umidità verso l’Europa… provocando un’estate come quella del 2014. Ma se questo avviene nel breve termine, a... Mostra articolo

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Le cause della pausa nel riscaldamento globale aprile 20, 2017 7:00 am

Autore: Donato Barone Data di pubblicazione: 19 Aprile 2017 Fonte originale: http://www.climatemonitor.it/?p=44245   In un recente post G. Guidi ha segnalato un interessante articolo, pubblicato su Nature Climate Change. in cui C. Hedemann, T. Mauritsen, J. Jungclaus e J. Marotzke (da ora in avanti Hedemann et al., 2017) analizzano una possibile spiegazione della pausa nel riscaldamento del clima terrestre, verificatasi nel corso della prima decade del 21° secolo. The subtle origins of surface-warming hiatuses Giusto per ricordarlo a me stesso, la pausa o iato è stato un fenomeno piuttosto controverso che ha agitato le acque della climatologia nel corso degli ultimi anni: il trend di aumento delle temperature superficiali terrestri è diminuito rispetto agli anni precedenti per cui sembrava scricchiolare il principale assunto dell’AGW: maggiore concentrazione di diossido di carbonio atmosferico => maggiore aumento delle temperature superficiali terrestri. La pausa è stata riconosciuta come un fatto reale da molti ricercatori e, in modo alquanto sfumato, anche da IPCC che ha rivisto al ribasso i valori della Sensibilità Climatica all’Equilibrio; mentre molti altri ricercatori non hanno mai riconosciuto l’esistenza della pausa anzi ne hanno negato l’esistenza come nel caso di Karl et al., 2015. Le spiegazioni del fenomeno sono state molte, ma... Mostra articolo

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La Pausa c’è, malgrado tutto… aprile 19, 2017 7:00 am

Posted By Guido Guidi Data di pubblicazione: 18 Aprile 2017 Fonte originale: http://www.climatemonitor.it/?p=44241   Qualcuno ha ancora dei dubbi circa il fatto che lo studio ammazza-pausa uscito appena prima del summit di Parigi sia servito solo a spianare la strada agli accordi? Nature Climate Change: The subtle origins of surface-warming hiatuses Infingarde queste pause del riscaldamento globale. Non solo esistono, malgrado dopo aver individuato decine di possibili cause della loro occorrenza se ne sia decretata l’esistenza solo in dipendenza dal fatto che non siamo capaci di osservare correttamente il sistema – per la serie se la realtà non mi piace la cambio – ma continuano anche a mettere in discussione la validità delle proiezioni – per la serie l’immaginazione non basta. Secondo questo paper di fresca stampa, né i gap nelle osservazioni, né le altre ipotesi avanzate per spiegare perché malgrado la persistenza del forcing da CO2 la temperatura ha smesso di aumentare hanno centrato il problema. Per farlo, scrivono, bisogna guardare in alto, verso il top dell’atmosfera, con la consapevolezza che forse una spiegazione vera e propria non la troveremo mai. Sorge a questo punto un altro dubbio: ma se queste pause sono vere e dunque possibili, e se i... Mostra articolo

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Le temperature registrate questa mattina nel Regno Unito aprile 18, 2017 15:00 pm

Di Enzo Ragusa Queste le temperature registrate questa mattina all’alba nel Regno Unito. Sappiamo che probabilmente temperature così gelide, più consone al mese di gennaio che di metà aprile,  siano già state registrate in altre occasioni nei decenni o secoli passati, ma ritengo comunque opportuno segnalare l’evento non normale per la stagione ormai inoltrata e molto pericoloso, specie per la vegetazione e l’agricoltura. Quindi attenzione ai prossimi anni perché con un minimo solare così profondo e lungo questi eventi potrebbero avere una cadenza molto più regolare. Si ringrazia Tomasz S. per la segnalazione Attività Solare  

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Operazione “Immunizzazione”, ovvero come leggere la disinformazione e rimanere vivi. aprile 18, 2017 7:00 am

Quando leggi un articolo con questo titolo, puoi solo pensare che è un articolo “acchiappaclick” – l’articolo ha il seguente titolo: “Il cado è, e sarà in futuro, il killer silenzioso di centinaia di milioni di poveri“, pubblicato il 13.04.2017 su greenreport.it. Già il titolo contiene una grande falsità: la proiezione futura – in base a quali dati?, mi chiedo – che il caldo sarà la prossima piaga. Mi addentro nell’articolo, cercando disperatamente qualche dato scientifico o qualche grafico che illustri le proiezioni delle temperature dei prossimi anni. Invece niente, il vuoto. Scorrendo le righe, non si trova un solo link che rimandi a lavori scientifici dove andare a verificare le informazioni che l’articolo cerca di diffondere. Poco dopo l’inizio, ecco cosa si legge: Secondo un recente studio condotto da ricercatori britannici, anche se il mondo, nonostante Donald Trump, fosse in grado di limitare l’aumento della temperatura globale di 1,5° C  rispetto ai livelli pre-industriali, come previsto dalla più ottimistica ipotesi dell’Accordo di Parigi, entro il 2050,  ogni anno in megalopoli come Lagos in Nigeria e Shanghai in Cina circa 350 milioni di persone in potrebbe ancora essere esposti a ondate di caldo mortali ogni anno. Le stime dell’Institute for social... Mostra articolo

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E questa ve la ricordate? aprile 16, 2017 7:00 am

Posted By Guido Guidi Data di pubblicazione: 15 Aprile 2017 Fonte originale: http://www.climatemonitor.it/?p=44226   Era il 1° agosto del 2008, tal Andrew Simms, esperto battitore di ortiche con le mani altrui nonché esperto di economia sostenibile, del tipo di quella che toglie ai poveri per consentire ai ricchi di campare sereni sul pianeta, presagiva la fine del mondo entro 100 mesi. Sorpresa, i 100 mesi sono scaduti il 1° aprile scorso e siamo ancora qui. Nessun punto di non ritorno – tipping point direbbero quelli bravi – è stato raggiunto. E’ passato un El Niño coi fiocchi, la temperatura media del pianeta è salita di nuovo e ora è anche tornata dov’era prima.     Così, tanto per capire con che razza di cantastorie abbiamo a che fare, penso sia opportuno riproporre almeno l’incipt del suo anatema: Se si grida “al fuoco” in un teatro affollato, quando il fuoco non c’è, si capisce che si potrebbe essere arrestati per comportamento irresponsabile e turbativa della quiete. Ma da oggi, io sento la puzza del fumo, vedo le fiamme e penso che sia il momento di gridare. Non voglio seminare il panico, ma penso che sarebbe una buona idea formare una fila... Mostra articolo

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Unisci i puntini… marzo 28, 2017 7:00 am

Quando si cerca con l’intento di trovare, le cose interessanti saltano fuori. E’ vero che ci sono moltissimi siti, blog e pagine Facebook, senza contare trasmissioni televisive e conferenze cittadine, che battono il chiodo del Riscaldamento Globale, dicendo che il livello dei mari si alzerà di metri sommergendo le attuali città costiere e che in sostanza la terra esploderà per troppo caldo. E’ vero anche che ormai la rete sa offrire anche fonti alternative di informazione – certo, come dicevo all’inizio, bisogna avere chiaro cosa sto cercando: nuove informazioni o una conferma implicita delle mie credenze? In questa mia ricerca, sono incappata in un articolo di Novembre 2016, che mi è piaciuto perché mette in relazione fra loro molti eventi di cui parliamo anche noi qui sul blog e di cui ogni tanto si sente parlare anche nel main stream come notizia isolata. Ma sappiamo che il totale è maggiore delle somma delle singole parti: un conto è prendere le singole informazioni come separate fra loro, diverso è provare a collegarle. Il risultato finale sarà decisamente diverso. Quindi, cosa sta succedendo, in base alle informazioni che abbiamo a disposizione? Il numero di macchie solari sta diminuendo più velocemente di quanto ci si... Mostra articolo

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“E se usassimo Photoshop…?” – chiese qualcuno… marzo 11, 2017 7:00 am

Secondo questo articolo, MSN avrebbe usato Photoshop sulla foto dei pinguini che vedete qui sotto – si chiama “fake-news”. Lo dice il Direttore Emerito del Campus “Sierra Nevada Campus”, della San Francisco State University e autore di Landscapes & Cycles: An Environmentalist’s Journey to Climate Skepticism.  Nell’articolo, si dice che MSN sembra essere la fonte delle notizie sul clima, improntate alla paura, e delle fake news climatiche, che hanno alimentato la loro storia che va sotto il titolo di “L’Antartico raggiunge temperature calde da record di 17,5 °C”. Il tutto accompagnato da una fotografia, a cui è stato fatto un photoshop di pessima qualità, che mostra un blocco di ghiaccio a forma di fungo, poggiato sopra una roccia. La foto insospettisce per diversi motivi: prima di tutto, la foto deve essere stata scattata dalla parte opposta da dove il “record” di temperatura si sarebbe verificato. In secondo luogo, solo uno scalatore esperto avrebbe potuto raggiungere il tetto di un pezzo di ghiaccio del genere e avrebbe comunque incontrato difficoltà; sembra difficile immagine che lo possano avere fatto dei pinguini. Infine, cosa non da poco, se ingrandite di molto l’immagine, si possono cogliere 3 differenti densità di pixel, sui pinguini, sul pezzo... Mostra articolo

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Come costruire una bugia e renderla vera – parola di IPCC! marzo 8, 2017 7:00 am

Pensavo di presentare un riassunto dell’articolo, credendo che fosse come quelli che ultimamente troviamo in rete e che sbugiardano la teoria del riscaldamento globale di origine antropica. Dopo averlo letto, ho cambiato idea: è fra i più interessanti che ho studiato perché descrive i passaggi che hanno portato l’IPCC a costruire la teoria dell’AGW, sottolineando le leve psico-sociologiche che hanno usato per dare la maggiore diffusione possibile alla teoria e garantirsi la migliore copertura. Ne vale la lettura, credetemi! Opinione dell’Ospite, Dott. Tim Ball Mae West ha detto una frase rimasta famosa: Sono stato ricco e sono stato povero. Credetemi, ricco è meglio. Come storico del clima, posso parafrasare quanto sopra, riferendola al clima: E’ stato caldo ed è stato freddo. Credetemi, caldo è meglio. Penso che la dichiarazione da parte del Gruppo Intergovernativo sul Cambiamento Climatico (IPCC, Intergovernmental Panel on Climate Change) che la CO2 umana stia causando un riscaldamento sia sbagliata. Loro hanno creato il risultato che volevano, che non doveva considerare il riscaldamento, ma fermare lo sviluppo economico e ridurre la popolazione. Loro hanno selezionato i dati e i meccanismi necessari per confermare le loro ipotesi, hanno manipolato i dati dove necessario, incluso riscrivere la storia del clima.... Mostra articolo

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Situazione mari nel mondo… marzo 7, 2017 7:00 am

OCEANO ATLANTICO La situazione non è delle migliori in previsione della stagione estiva che si intravede all’orizzonte (ok, mancano ancora dei mesi…). La zona a ridosso della Groenlandia è molto fredda… Ma anche quella a largo delle coste occidentali dell’Africa lo è. Questo significa che il calore della Corrente del Golfo non completa l’intero percorso. Conseguenze? In teoria un graduale raffreddamento ancora per un paio di mesi. Poi dovrebbe iniziare l’attenuazione per via dell’insolazione che aumenta. Ricordiamoci che gli oceani sono un sistema dinamico sia orizzontalmente che verticalmente. Ovvero l’acqua viene scambiata sia sulla superficie, tramite le correnti termoaline che spostano il calore da un punto all’altro del pianeta (specialmente verso i poli), sia verticalmente… tra acque superficiali e acque profonde.   OCEANO PACIFICO   La situazione è ad un punto di svolta. Ci siamo lasciati alle spalle il poderoso EL Niño del 2015 che aveva colorato di rosso acceso l’intero oceano sulle carte SSTA… e ci ritroviamo con una situazione di totale neutralità. Le SSTA ci indicano un sostanziale raffreddamento… pertanto, almeno fino a fine mese, del nuovo El Niño non se ne dovrebbe parlare affatto. Vedremo come evolve la situazione, specialmente per l’enorme macchia blu verso l’Alaska!  ... Mostra articolo

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Il ghiaccio marino Artico è lo stesso che nel 2006 marzo 6, 2017 19:30 pm

Posted on March 6, 2017  by tonyheller   Gli esperti del clima seguitano a ripetere che i ghiacci artici continuano a fondersi a causa del caldo record delle temperature che l’Artico continua a subire specie nell’ultimo decennio. Ma se facciamo un confronto tra le misurazioni del 5 marzo 2006 e 5 marzo 2017 vi accorgerete che le misurazioni del ghiaccio marino artico sono pressoché le stesse di undici anni fa, quindi il contrario di ciò che si afferma a riguardo di un fantasioso tracollo. osisaf.met.no/p/osisaf_hlprod_qlook.php Come al solito ci tocca smentire, con dati oggettivi e link annessi, le notizie catastrofiche che vengono messe in rete da presunti scienziati che con la scienza, quella vera e non politicizzata, hanno poco o nulla a che fare con il solo intento di drammatizzare il più possibile la situazione per ricevere ingenti finanziamenti tali da garantire e mantenere un sistema ormai al collasso.   Fonte: realclimatescience   Attività Solare  

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