Tag Archive : sole

Trentaseiesimo giorno spotless del 2017 maggio 15, 2017 9:00 am

Di Enzo Ragusa Anche oggi il sole risulta senza macchie per la sesta volta in questo mese di maggio, che sommati portano il computo totale a 36 giorni in questo 2017 con una percentuale che sale al 27%. Ci riferiamo come sempre ai conteggi ufficiali del SILSO Sidc, l’ente di raccolta delle macchie solari con sede a Bruxelles, Belgio. L’immagine odierna del Sole inviata dalla sonda SDO/HMI Continuum della NASA Solar Flux che alle 23,00 UTC, ultimo rilevamento disponibile, risultava a 70.7 in lieve rialzo, con media mensile scesa a 71.9, valori da minimo solare. Tutti gli altri parametri solari risultano molto bassi da pieno minimo solare. Ad un calo così forte dell’attività magnetica solare corrisponde un aumento dei raggi cosmici, che dal nostro articolo, abbiamo visto come siano aumentati del 13% dal marzo 2015. Attività Solare  

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Trentatreesimo giorno spotless dell’anno maggio 11, 2017 20:00 pm

Di Enzo Ragusa Anche oggi il sole risulta spotless, cioè privo di macchie sul disco solare, per la terza volta consecutiva in questo mese di maggio, che sommati ai precedenti trentadue giorni del 2017, portano il computo totale a trentatré giorni con una percentuale del 2017 che sale al 24,5%. Ci riferiamo come sempre ai conteggi ufficiali del SILSO Sidc, l’ente di raccolta delle macchie solari con sede a Bruxelles, Belgio. L’immagine odierna del Sole inviata dalla sonda SDO/HMI Continuum della NASA   Solar Flux che alle 23,00 UTC, ultimo rilevamento disponibile, risultava a 69.4 in calo, con media mensile scesa a 72.7. Tutti gli altri parametri solari risultano molto bassi da pieno minimo solare. Attività Solare  

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Arrivato il trentunesimo giorno spotless dell’anno maggio 9, 2017 15:37 pm

Di Enzo Ragusa Eccolo di nuovo, dopo qualche giorno di pausa, anche oggi il sole risulta spotless per la prima volta in questo mese di maggio, che sommati ai precedenti trenta giorni dei precedenti mesi del 2017, portano il computo totale a trentuno giorni senza macchie solari sul disco solare. Ci riferiamo come sempre ai conteggi ufficiali del Sidc, l’ente di raccolta delle macchie solari con sede a Bruxelles, Belgio. L’immagine odierna del Sole inviata dalla sonda SDO/HMI Continuum della NASA   Solar Flux che alle 23,00 UTC, ultimo rilevamento disponibile, risultava a 70.1, con media mensile scesa a 73.6. Tutti gli altri parametri solari risultano molto bassi da pieno minimo solare. Attività Solare  

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Le cronache del Sole maggio 9, 2017 7:00 am

Che l’arte e la letteratura siano fondamentali per la vita dell’uomo è fuor di dubbio, ma che lo fossero anche per la nostra comprensione dell’attività della nostra stella è una novità. Grazie ad una collaborazione tra la Kyoto University, il Japan’s National Institute of Polar Research e il National Institute of Japanese Literature gli scienziati del Sol Levante sono riusciti a ricostruire la storia degli eventi solari del passato a partire dall’analisi di testi e documenti storici di Francesca Aloisio venerdì 7 aprile 2017 @ 16:18 Lo scorso febbraio la rivista Space Weather ha pubblicato un articolo dedicato alla ricostruzione dei maggiori eventi solari registrati nelle cronache dell’antica Cina e del Giappone. Lo studio è stato condotto da un team multidisciplinare di scienziati appartenenti alla Kyoto University, al Japan’s National Institute of Polar Research e al National Institute of Japanese Literature. Se la multidisciplinarietà non è una novità in ambito di ricerca scientifica lo è però il fatto che sia la letteratura – o meglio le cronache storiche – ad essere la principale disciplina coinvolta, anche se, come vedremo non è la prima volta che gli scienziati cercano conferme alle loro ipotesi e scoperte nelle cronache antiche. Lo studio pubblicato su Space... Mostra articolo

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Eliosfera: Con o Senza Coda ??? aprile 30, 2017 7:00 am

Uno studio presentato sulla rivista Nature Astronomy mette in crisi il modello secondo cui l’eliosfera, ovvero la bolla di influenza del campo magnetico solare, avrebbe una forma allungata, come la coda di una cometa. I dati indicano una forma simmetrica, dovuta probabilmente a un campo magnetico interstellare molto più intenso del previsto di Elisa Nichelli – Mercoledì 26 Aprile 2017 @ 15:46 Pare che il sistema solare sia circondato da un enorme campo magnetico di forma sferica dovuto alla presenza del Sole. A suggerirlo sono i dati raccolti dalla missione Cassini, dalle due sonde Voyager e dal satellite Interstellar Boundary Explorer (Ibex). I risultati sono in contraddizione con la teoria attualmente più accreditata, secondo cui la magnetosfera solare ha una forma oblunga, simile alla scia di una cometa. Il colpevole sarebbe il campo magnetico interstellare, molto più intenso di quanto previsto. Grazie a una serie di dati provenienti dalle sonde Cassini, Voyager e Ibex, abbiamo scoperto che l’eliosfera potrebbe essere molto più arrotondata di quanto pensassimo. Questa illustrazione mostra un modello aggiornato. Crediti: Dialynas, et al. Il Sole emette un flusso costante di particelle, chiamato vento solare, che colpisce tutto il sistema solare, arrivando fino all’orbita di Nettuno. Tale vento... Mostra articolo

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Space Weather, Il Meteo Dello Spazio aprile 29, 2017 7:00 am

Non ti dice se pioverà o farà bel tempo, ma con la meteorologia dello spazio è bene fare i conti. Si occupa del ”tempo meteorologico” dell’intera eliosfera, aurore polari e tempeste magnetiche comprese: fenomeni i cui effetti, a volte catastrofici, possono farsi sentire anche qui sulla Terra di Mauro Messerotti – Venerdì 21 Aprile 2016 @ 19:14 Il tempo meteorologico dello spazio (space weather) rappresenta lo stato fisico dello spazio in cui si trovano la Terra e i pianeti del Sistema solare, riempito dal vento solare, un flusso continuo di particelle elettricamente cariche (plasma), confinato dall’analogo “vento interstellare” in una enorme regione, l’eliosfera. Il Sole è una tranquilla stella nana gialla, ma la rotazione trasforma il debole campo magnetico dipolare prodotto dalla dinamo interna in intensi campi magnetici localizzati nelle macchie solari, il cui numero caratterizza il ciclo di attività solare undecennale, poiché le macchie possono rilasciare energia magnetica nei brillamenti cromosferici con accelerazione di particelle ed emissione di radiazione elettromagnetica dai raggi X alle onde radio. Anche enormi “bolle di plasma” (Cme, coronal mass ejection) possono venir accelerate verso i pianeti, il cui campo magnetico, dove esiste e funge da scudo per le particelle, viene Schema del sistema Sole-Terra... Mostra articolo

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Di nuovo… Per la ventottesima volta in questo 2017 il sole è spotless! aprile 15, 2017 19:00 pm

Di Enzo Ragusa Eccolo di nuovo, anche oggi il sole risulta spotless per la terza volta in questo mese di aprile, che sommati agli otto di gennaio e ai sedici di marzo portano il computo totale a ventotto giorni senza macchie solari. Ci riferiamo come sempre ai conteggi ufficiali del Sidc, l’ente di raccolta delle macchie solari con sede a Bruxelles, Belgio. L’immagine del Sole di oggi inviata dalla sonda SDO/HMI Continuum della NASA A metà aprile i giorni senza macchie sulla superficie solare risultano già superiori al 2016 che aveva concluso l’anno a ventisei giorni spotless.   Sono invece ben cinquantotto i giorni senza macchie se facciamo riferimento al conteggio del Laymans, conteggio che segue quasi fedelmente i metodi di conteggio dei secoli passati. Il 2016 lo stesso conteggio aveva totalizzato novantaquattro giorni.   Solar Flux con media mensile poco oltre le settanta unità che fanno pensare alla prossima estate non proprio stabile.   Ma avremo tempo per riparlarne. 😉   Enzo Attività Solare  

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La Riconnessione Magnetica Svelata aprile 6, 2017 7:00 am

Grazie a uno studio sperimentale realizzato presso il Magnetic Reconnection Experiment, un team internazionale di scienziati ha scoperto un meccanismo responsabile della velocità con cui si verifica il fenomeno della riconnessione magnetica. I risultati potranno aiutarci nella previsione delle tempeste solari di Elisa Nichelli lunedì 3 aprile 2017 @ 16:28 La riconnessione magnetica, il processo responsabile dell’esistenza dei brillamenti solari, si verifica molto più rapidamente di quanto previsto dalla teoria. Uno studio condotto da un team internazionale di scienziati ha scoperto un meccanismo responsabile per questa maggiore velocità. I risultati, pubblicati su Physical Review Letters, potranno portare a previsioni più accurate per le tempeste solari, e quindi a campagne più efficaci di protezione dei sistemi di telecomunicazione e delle reti elettriche. Per parlare di riconnessione magnetica occorre che le linee di campo magnetico presenti all’interno di un plasma si riconfigurino, convertendo energia magnetica in movimento delle particelle. Il plasma è composto da atomi e particelle cariche, tra cui gli elettroni, che con la loro pressione hanno un ruolo fondamentale nell’innescarsi del processo. Rappresentazione artistica di una tempesta magnetica. Crediti: NASA I ricercatori hanno scoperto che, durante la fase di riconnessione, lungo le linee di campo magnetico si sviluppa una variazione... Mostra articolo

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Hai capito…?!? aprile 5, 2017 7:00 am

Autore: Guido Guidi Data di pubblicazione: 04 Aprile 2017 Fonte originale: http://www.climatemonitor.it/?p=44160   Di “settled“, ovvero definito, nella scienza del clima c’è solo il fatto che trattasi di scienza, che malgrado tutto continua a progredire. Leggete qua, qualche spunto di riflessione. Sun’s impact on climate change quantified for first time Per la prima volta pare sia stata data una dimensione all’impatto delle oscillazioni dell’attività solare sul clima. La volete sapere la novità? Quando l’attività solare declina, il pianeta volge al raffreddamento. Secondo quanto leggerete al link, questo è quello che ci aspetta nelle prossime decadi, in cui sembra consolidato un trend di diminuzione delle dinamiche solari. A robust empirical seasonal prediction of winter NAO and surface climate Vuoi prevedere come sarà l’inverno in Europa? Devi conoscere quale sarà l’andamento della NAO (North Atlantic Oscillation). Vuoi prevedere la NAO? Dimentica i modelli dinamici, c’è n’è uno empirico che pare faccia molto meglio, tracciando l’andamento della circolazione nella bassa stratosfera, l’estensione del ghiaccio artico e la temperatura di superficie del mare. E la previsione stagionale (del passato) è servita. Cosmic Rays Increase Cloud Cover, Earth’s Surface Cools Ancora Sole, ancora fresco in arrivo. Un altro lavoro che attribuisce all’attività solare in diminuzione... Mostra articolo

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Onde Di Rossby Increspano Il Sole marzo 29, 2017 14:00 pm

Già note sulla Terra, su Giove e su Saturno, queste onde planetarie sono ora state osservate, dalle sonde Sdo e Stereo della Nasa, anche sulla superficie della nostra stella. Una scoperta che potrebbe contribuire alla predizione del comportamento del Sole su tempi scala lunghi di Marco Malaspina Martedì 28 Marzo 2015 @ 19:05 Fino a oggi erano note come “onde planetarie”, essendo state scoperte dapprima sulla Terra e in seguito anche nell’atmosfera di altri pianeti, da Giove a Saturno. Be’, forse è giunto il momento di chiamarle solo con il loro vero nome – onde di Rossby – perché ora è stato definitivamente dimostrato che increspano anche la superficie di corpi non planetari: per l’esattezza, il plasma bollente della nostra stella, il Sole. Lo dimostra uno studio, guidato dal ricercatore del National Center for Atmospheric Research (Ncar) Scott McIntosh, pubblicato sull’ultimo numero di Nature Astronomy. Ed è una scoperta con potenziali ricadute anche per noi: così come le onde di Rossby terrestri esercitano una certa influenza sul meteo, anche le onde di Rossby osservate sul Sole potrebbero essere collegate all’attività solare, comprese la formazione di macchie solari e le eruzioni solari. Il globo solare in rotazione ricostruito dalle immagini raccolte dalle sonde... Mostra articolo

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Qualcosa succederà il 23 Marzo… marzo 22, 2017 7:00 am

Un grande buco coronale, (CH) nella corona magneticamente calda del sole porterà ad un aumento del vento solare nei prossimi giorni, dando inizio a moderate aurore polari penetrando il campo magnetico terrestre. Questa sarà però una breve pausa [in corso] alla consistente bassa attività solare che è iniziata in quest’ultimo anno, permettendo così ai raggi cosmici di penetrare quasi liberamente nell’atmosfera terrestre. La NASA scrive: “Un grande buco coronale sta per arrivare fronte terra“. “I buchi coronali sono zone – grandi zone – dove il campo magnetico del sole si apre e permette al vento solare di fuoriuscire”, scrive la NASA. “Un importante flusso di vento solare, proveniente da questo buco coronale ci si aspetta raggiunga il nostro pianeta il 23 Marzo. L’impatto del vento solare dovrebbe produrre attività magnetica attorno ai poli della Terra e potrebbe destare le prime aurore della primavera settentrionale. Fonte: NASA. Nel magnetogramma HMI, il buco coronale oggi [19.03.17] appare come un’ampia macchia scura sul lato sinistro (lato est) del sole e nei prossimi giorni, dal momento che il sole ruota (rotazione di Bartel) sarà rivolto verso la Terra, come nell’immagine seguente: Il magnetogramma HMI, dal 17 Marzo 2017, mostra un ampio buco scuro con... Mostra articolo

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Caos nel Sistema Solare! febbraio 25, 2017 7:00 am

Autore: Guido Guidi Data di pubblicazione: 24 Febbraio 2017 Fonte originale: http://www.climatemonitor.it/?p=43813     Calma, non è del prossimo armageddon che stiamo parlando, né si vuole cavalcare l’onda emozionale della rivelazione fatta dalla NASA appena un paio di giorni fa circa l’esistenza di un sistema solare ad “appena” 39 anni luce di distanza dal nostro attorno alla cui stella orbitano sette pianeti di cui tre potrebbero avere, per distanza dalla loro fonte di energia, caratteristiche assimilabili a quello che noi chiamiamo “abitabile”. Si parla piuttosto di uun paper uscito su Nature in cui, attraverso l’analisi di rocce sedimentarie databili a 90 milioni di anni fa, si ricostruisce la relazione tra clima e forzante astronomica, confermando quella che sin qui era più che altro un’intuizione, e cioè che le variazioni dell’orbita dei pianeti che girano attorno al Sole possano avere una componente caotica dovuta a piccole interazioni tra i pianeti stessi. Science Daily: From rocks in Colorado, evidence of a ‘chaotic solar system’ Nature: Theory of chaotic orbital variations confirmed by Cretaceous geological evidence Con le conferme che gli autori di questo studio portano alla teoria, si spera di riuscire a inquadrare con più accuratezza le variazioni climatiche a scala geologica in funzione... Mostra articolo

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LE “PILLOLE” DEL BREVE TERMINE, RESIDUA NUVOLOSITA’ A OVEST, POI BEL TEMPO E CALDO FINO AL WEEK-END, PRIMA DEL PEGGIORAMENTO febbraio 14, 2017 12:00 pm

Salve a tutti. Breve aggiornamento riguardante il breve termine, finalizzato a inquadrare le prime fasi dell’affermazione di un robusto campo altopressorio nelle nostre regioni. Al momento, va rafforzandosi infatti sempre meglio la pulsazione dinamica sulla Penisola Scandinava, dove è nato un nuovo, importante Anticiclone a cuore caldo. Alcuni sistemi nuvolosi, spillati dalla circolazione polare, riescono a transitare all’interno della cupola anticiclonica, ma elevati valori di pressione atmosferica e dei geopotenziali, unitamente alle dinamiche correlate ai moti di subsidenza (moti verticali dell’aria dall’alto verso il basso) delle masse d’aria all’interno della cellula altopressoria, scoraggiano la persistenza di qualsiasi corpo nuvoloso, rendendolo innocuo e frastagliato. fig.1 Tale aspetto andrà a esasperarsi nei prossimi giorni, quando il rafforzamento della cellula scandinava e la sua espansione verso sud, favoriranno un ulteriore aumento della pressione atmosferica nel Mediterraneo rendendo sempre più deboli i disturbi correlati alla depressione presente sulla penisola iberica, dove è presente un’area di Bassa Pressione, che favorisce i moti convettivi (spostamenti verticali dell’aria dal basso verso l’alto), atti alla formazione e allo sviluppo di massicci sistemi nuvolosi, in grado di generare precipitazioni. fig.2 In sostanza quindi, dopo una giornata di San Valentino che dovrebbe trascorrere ancora con una certa nuvolosità su nordovest e... Mostra articolo

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La Massiccia Manipolazione Climatologica della Nasa gennaio 23, 2017 17:00 pm

  In questo video viene ripreso nella sua interezza uno scottante articolo che è stato recentemente pubblicato sul blog tedesco in lingua inglese notrickszone.com, nel quale viene denunciata in maniera incontrovertibile e facilmente intellegibile la evidente attività di alterazione dei dati storico climatologici di lungo periodo da parte della Nasa, la celeberrima agenzia governativa civile degli Stati Uniti d’America – Video ideato e prodotto da Mauri Sesler: Youtube Channel  

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The influence of solar system oscillation on the variability of the total solar irradiance gennaio 18, 2017 18:00 pm

Originale: http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1384107616300847 Abstract Total solar irradiance (TSI) is the primary quantity of energy that is provided to the Earth. The properties of the TSI variability are critical for understanding the cause of the irradiation variability and its expected influence on climate variations. A deterministic property of TSI variability can provide information about future irradiation variability and expected long-term climate variation, whereas a non-deterministic variability can only explain the past. This study of solar variability is based on an analysis of two TSI data series, one since 1700 A.D. and one since 1000 A.D.; a sunspot data series since 1610 A.D.; and a solar orbit data series from 1000 A.D. The study is based on a wavelet spectrum analysis. First, the TSI data series are transformed into a wavelet spectrum. Then, the wavelet spectrum is transformed into an autocorrelation spectrum to identify stationary, subharmonic and coincidence periods in the TSI variability. The results indicate that the TSI and sunspot data series have periodic cycles that are correlated with the oscillations of the solar position relative to the barycenter of the solar system, which is controlled by gravity force variations from the large planets Jupiter, Saturn, Uranus and Neptune. A possible explanation... Mostra articolo

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Il Sole nel Mese di Novembre 2016 – Il Ciclo 24 Attualmente più Basso del Ciclo 5 dicembre 18, 2016 20:00 pm

Di Frank Bosse e Fritz Vahrenholt L’attività solare nel mese di novembre è scesa ancora notevolmente. Il numero delle macchie solari medio mensile (SunSpotNumber, SSN) è risultato con una media di 21,4. Ne è risultato un valore molto basso, ne è risultata ancora più chiara la sua debolezza quando lo mettiamo a confronto con tutti i cicli precedenti: Il SSN nel mese di novembre è risultato di soltanto il 36% della media dei cicli 1/23. Ricordiamo che il mese di novembre è risultato il 96° mese dall’inizio del ciclo 24. Nell’immagine sotto lo sviluppo grafico dei dati riportati:   Fig. 1: L’andamento dell’attività mensile delle macchie solari nel SC24 (Ciclo Solare = SC, linea rossa) rispetto al ciclo medio (linea blu), calcolato in base alla media dei cicli 1/23 (linea blu) nell’ultimo periodo risulta più basso del SC 5 (linea grigia). Inoltre, negli 8 anni che sono passati dalla nascita del ciclo, abbiamo visto soltanto un’attività pari al 56% di un ciclo medio. Sotto un confronto del ciclo 24 con gli altri:   Fig. 2: Le anomalie delle macchie solari accumulate dalla media (linea blu nella figura 1.) di ogni ciclo dal 1755 ad oggi. L’attività solare del SC24 nei prossimi... Mostra articolo

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Ancora una volta… novembre 9, 2016 12:00 pm

Di Enzo Ragusa Ancora una volta siamo costretti a smentire l’ennesima notizia girata sul web nei giorni scorsi di una possibile quanto improbabile tempesta geomagnetica, generata da un filamento emerso sulla fotosfera solare nei giorni scorsi che avrebbe dovuto verificarsi nella giornata di ieri 8 novembre, ma che, come anticipato non si è verificata. Chiaramente in molti, leggendo la notizia, ci hanno chiesto allarmati lumi in merito e le possibili conseguenze che avrebbe potuto causare tale tempesta. Puntualmente, e non è la prima volta, noi di Attività Solare abbiamo dovuto smentire tale notizia, spiegando che il rilascio di particelle emesse dal Sole non avrebbe causato la benché minima preoccupazione, essendo molto debole e che tutt’al più avrebbe potuto generare un semplice aumento dell’indice K fino a 4, che non viene neppure menzionata tra le più basse tempeste solari (K5 provoca una debole tempesta classificata G1 con lievi aurore polari alle alte latitudini).     Nel grafico poco sopra, che rappresenta l’andamento degli ultimi giorni dell’indice planetario K, si nota come nella giornata di ieri questo importante indice non abbia mai superato la soglia 2 rimanendo quindi molto al di sotto della soglia 5, prerogativa per generare debolissime tempeste classificata G1. Ci piacerebbe non dover più perdere tempo in smentite simili, dedicando il nostro poco tempo ad altre tematiche... Mostra articolo

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Nuova Teoria Sull’Origine Della Luna novembre 8, 2016 7:00 am

Ricercatori dell’Università della California a Davis propongono un nuovo scenario per spiegare come la Luna abbia raggiunto l’attuale orbita e perché la sua composizione chimica risulti molto simile a quella del nostro pianeta. Un unico evento produsse una collisione di più alta energia da cui ebbero origine la Terra e la Luna. I risultati, pubblicati su Nature, sollevano alcuni dubbi sulla teoria del grande impatto di Corrado Ruscica Lunedì 31 Ottobre 2016 @ 17:02 Illustrazione dell’ipotesi dell’impatto gigante. Un corpo celeste delle dimensioni di Marte colpì la primitiva Terra dalla cui collisione avrebbe avuto origine la Luna. Crediti: Hagai Perets Che cosa ha portato la Luna nell’orbita in cui si trova attualmente? Come mai la sua composizione chimica risulta simile a quella del nostro pianeta? Sono alcune delle domande a cui tenta di rispondere un gruppo di ricercatori guidati da Sarah Stewart dell’Università della California, Davis. Gli scienziati hanno introdotto una nuova ipotesi sull’origine del nostro satellite naturale che solleva alcuni dubbi sull’attuale teoria del cosiddetto “impatto gigante”. I risultati di questo studio sono riportati su Nature. La Luna è un corpo celeste insolito nel Sistema solare. Le dimensioni del nostro satellite naturale sono relativamente grandi rispetto a quelle della... Mostra articolo

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Il Sole Ritorna Spotless! novembre 7, 2016 20:02 pm

Sono passati pochi giorni dall’ultima conta senza macchie sul disco solare, ed eccoci qui a raccontarvi un’altra giornata in bianco! Ecco come si presentava il Sole nell’ultima immagine delle ore 18,00 proveniente dalla Sonda SDO della NASA.   Oggi il SIDC, ente ufficiale di conteggio conta 11 macchie che sarebbero presenti sulla superficie del Sole. Ci dicessero dove le vedono… :/ Flusso solare molto basso anche oggi, in questo momento, dato ultimo di ieri alle 22,00 misurava 76.1, mentre il vento solare spira a circa 300 km/s. Anche i raggi X risultano molto bassi, di classe A con valore di 6.7 Non c’è che dire…. alla fine le nostre previsioni di quasi un decennio fa si stanno realizzando. Inizia il conto alla rovescia… Enzo Attività Solare  

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Sole Ai Minimi Degli Ultimi 200 Anni, Quali Potrebbero Essere Gli Effetti Sul Clima Terrestre ??? ottobre 27, 2016 7:00 am

Il fatto accertato è che questo ciclo solare, il numero 24, ha sorpreso ogni fisico solare ed ogni precedente previsione, visto che tale ciclo doveva essere quello con il massimo solare di sempre generando probabili tempeste magnetiche tali da paralizzare la rete elettrica di molte nazioni. Si leggevano infatti queste catastrofiche previsioni agli inizi degli anni Duemila….ma l’ultimo ciclo solare ha sorpreso tutti, ed il realtà sembra che il Sole abbia preso una bella pausa dopo quasi 100 anni di grande attività! Anche il mese di Settembre 2016 ha confermato questa tendenza, vedendo la nostra stella scivolare verso un minimo previsto attorno al 2020, o poco più in là. Il grafico seguente mostra l’accumulo di macchie solari per ciascun ciclo (deviazione dalla norma), e tale accumulo al momento mostra un ciclo 24 con la minima attività dal ciclo numero 5, che risale ad oltre 200 anni fa! Diverse sono le teorie che descrivono la possibile influenza sul clima del nostro Pianeta. Alcuni scienziati sostengono che un solo unico ciclo debole, non abbia la forza di indebolire la tendenza al riscaldamento climatico in atto sulla Terra. Ma da questo punto di vista le previsioni di altri scienziati (come la dottoressa Zarkhova),... Mostra articolo

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L’attuale ciclo solare si dissolve e continua a risultare il più debole da 200 anni a questa parte… Probabilmente anticipa il raffreddamento globale! ottobre 24, 2016 20:00 pm

Di P. Gosselin 18 Ottobre 2016 Il Sole nel mese di Settembre 2016 Di Frank Bosse e il Prof. Fritz Vahrenholt (Tradotto e curato da P. Gosselin) Anche per quanto riguarda il mese di settembre il sole è rimasto relativamente inattivo. Il numero delle macchie solari osservate (SSN) è stato di 44,7, che è rimasto attivo solo per il 64% rispetto alla media dei precedenti 23 cicli osservati. Un ciclo solare medio ha una durata di circa 11 anni. Il ciclo attuale, il numero 24, è rappresentato dalla curva rossa nel seguente grafico sotto:   Figura 1: L’attuale ciclo solare 24 è mostrato di colore rosso. La media dei precedenti 23 cicli sono indicati dalla curva di colore blu. La curva di colore nero rappresenta il ciclo solare 5, che ha un comportamento simile al ciclo corrente 24.   Quello che emerge è che gli ultimi 18 mesi di attività del ciclo solare 24 è stato costantemente più debole rispetto allo stesso periodo del ciclo solare 5, che ha inaugurato il periodo del minimo di Dalton con inizio nel 1795. Che cosa possiamo dire circa l’imminente arrivo del ciclo solare 25, che dovrebbe iniziare intorno al 2020? Il mese prossimo controlleremo... Mostra articolo

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Macchie Stellari su Proxima Centauri ottobre 22, 2016 7:28 am

Un ipotetico abitante del pianeta Proxima b, recentemente scoperto, potrebbe ammirare sulla propria stella Proxima Centauri delle macchie, come quelle solari ma molto più grandi. Macchie che si presentano con una periodicità di sette anni, un ciclo di attività stellare che gli astronomi non pensavano possibile per una stella piccola di Stefano Parisini Mercoledì 12 Ottobre 2016 @ 18:33 Dallo scorso agosto, quando è stata annunciata la scoperta di un pianeta in zona abitabile che le orbita attorno, Proxima Centauri, la stella più vicina alla Terra, è oggetto di grandissima attenzione. Per quel che si conosce finora, Proxima Centauri sembra avere ben poco in comune con il Sole: si tratta di una stella nana rossa, meno calda e massiccia e con solo un millesimo della luminosità del nostro astro. Tuttavia, una nuova ricerca appena pubblicata online dalla rivista Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, mostra che, sotto certi aspetti, Proxima Centauri è sorprendentemente simile al Sole, presentando un ciclo regolare di macchie stellari. Rappresentazione di fantasia della superficie del pianeta Proxima b, recentemente scoperto in orbita attorno alla stella nana rossa Proxima Centauri, l’astro più vicino al Sistema solare. Sulla superficie della stella sarebbero periodicamente visibili delle gigantesche macchie... Mostra articolo

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Sputnik Planum è Una Trappola Di Ghiaccio ottobre 21, 2016 14:00 pm

L’atmosfera e la superficie di Plutone sono un mistero che pian piano – grazie ai dati inviati da New Horizons – i ricercatori di tutto il mondo stanno cercando di svelare. Di recente, ad esempio, si è fatta chiarezza su come il vasto bacino a forma di cuore sul pianeta nano sia stato ricoperto dall’azoto ghiacciato di Eleonora Ferroni Lunedì 19 Settembre @ 17:00 Il cuore di Plutone “batte” ancora, nonostante sia ghiacciato. La regione Tombaugh, le cui foto iconiche scattate dalla sonda New Horizons hanno fatto il giro del web, racchiude una pianura ghiacciata con un’età di soli 100 milioni di anni, tanto da far ritenere che sia ancora in pieno sviluppo geologico. Il ghiacciaio di azoto, spesso 4 chilometri ed esteso circa 1000, si chiama Sputnik Planum (vedi Media INAF) e la sua origine, secondo due ricercatori francesi, può essere spiegata da una combinazione di caratteristiche superficiali e processi atmosferici. Il Ghiacciaio su Plutone Tanguy Bertrand e François Forget sono gli autori dello studio “Observed glacier and volatile distribution on Pluto from atmosphere–topography processes” pubblicato oggi sulla rivista Nature. A Media INAF, il primo autore ha spiegato che «il ghiacciaio si è formato probabilmente insieme al bacino dello Sputnik Planum. Il nostro modello mostra che l’azoto ghiacciato si accumula inevitabilmente... Mostra articolo

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Clima: quale futuro? Gli scenari possibili ottobre 19, 2016 7:00 am

Abbiamo parlato più volte del Clima, di cosa lo influenza e di quali siano le “tempistiche” (almeno 30-40 anni) per vederlo realmente cambiare ed essere sicuri che il cambiamento osservato sia permanente e non temporaneo. Ciò nonostante, anche osservando un reale cambiamento, finché il “ciclo climatico” non si ripete in tutta la sua interezza, non si può ancora affermare che il cambiamento osservati sia stato permanente. In pratica, è quasi impossibile alterare permanentemente il clima del nostro pianeta. Detto questo, proviamo a dare uno sguardo al futuro… e a cosa esso ci potrebbe riservare. Prima, però, partiamo dal riassumere qualche concetto di base: Nell’emisfero nord abbiamo un 61% di acqua e 39% di terre emerse. (Rapporto 1.5:1) Nell’emisfero sud abbiamo un 81% di acqua e 19% di terre emerse. (Rapporto 4:1) Approfondimento: Genesi di una glaciazione! Il Polo Nord si trova al centro dell’Oceano Artico, chiuso tra i continenti Nord America ed Asia. La circolazione oceanica avviene unicamente attraverso lo Stretto di Bering, il Mare del Nord e il Canale del Labrador. Il Polo Sud si trova sul Continente Antartico, circondato da una corrente marina superficiale molto fredda e potente che isola l’intero continente dal resto del mondo. L’andamento della... Mostra articolo

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