Tag Archive : oceani

Nord Atlantico in rapido raffreddamento gennaio 6, 2017 7:00 am

  Il grafico riporta la quantità di calore media, tra la superficie e i 700 metri di profondità, contenuta nell’oceano Atlantico tra le coordinate 0-60° W e 30-65° N. Come potete vedere da soli, a partire dalla metà del 2006 circa, tale calore diminuisce vertiginosamente e tale diminuzione coincide con il calo dell’indice AMO. E l’AMO, con circa 6.81 anni di ritardo, segue l’andamento dell’attività solare. Approfondimenti: L’AMO si avvia verso una fase negativa – Possibili conseguenze per il clima globale ed europeo DINAMICHE SOLARI: ATTIVITÀ SOLARE vs OCEANI Confronto tra indice geomagnetico AA e Accumulated Cyclone Energy     Buona giornata Bernardo Mattiucci Attività Solare  

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Oceani, si scaldano o no? gennaio 5, 2017 14:00 pm

Il dibattito sul Riscaldamento Globale o Raffreddamento Globale è sempre più acceso e spesso vengono pubblicati dati assolutamente insignificanti, spacciandoli per prove inconfutabili e definitive di ciò che, in realtà, è! Sia chiara una cosa, noi di Attività Solare NON CREDIAMO alla bufala del Riscaldamento Globale dovuto alle emissioni di CO2. Le motivazioni sono sparse ovunque nel nostro blog e non sto qua a ripeterle. Ma soprattutto non crediamo minimamente a quanto affermato in varie (troppe) occasioni, che la temperatura degli oceani dipende da quella dell’aria. Questa è una colossale bufala e chi l’ha detta meriterebbe l’ergastolo per oltraggio alla cultura scientifica. La massa degli oceani è semplicemente enorme e la quantità di calore in essa contenuta è di diversi ordini di grandezza superiore a quella dell’atmosfera. Chi non ci crede può semplicemente usare google per informarsi meglio. Veniamo all’argomento di oggi… gli oceani, si stanno scaldando o no? Per spiegare cosa sta accadendo è necessario fare una considerazione di tipo astronomico.     In questo schema è possibile vedere la differenza di illuminazione nelle varie stagioni. In questi 2 estremi, il Sole raggiunge la sua massima elevazione sull’orizzonte in estate, e la sua minima elevazione sull’orizzonte in inverno. Entrambi... Mostra articolo

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Evoluzione de La Niña verso la neutralità gennaio 4, 2017 7:00 am

  Quando si parla degli eventi ENSO, El Niño o La Niña, nei quali si mescolano abilmente sia gli effetti diretti delle eruzioni vulcaniche sottomarine che quelli indiretti dell’attività solare, non si sa mai (o quasi) come tali eventi possano evolvere nel tempo. Negli ultimi 2 anni abbiamo assistito a El Niño strong…  uno dei più forti degli ultimi decenni… Ora siamo in una fase opposta… La Niña …ma, come si vede dalla previsione qui sopra, l’evoluzione sembra non proseguire nella direzione giusta. Quella qui sopra è previsione relativa all’inizio di Dicembre… e riporta la possibile evoluzione per i mesi a seguire fino al lontanissimo (e fantascientifico) trimestre Agosto-Settembre-Ottobre 2017. Come vedete, le probabilità indicano in una evoluzione verso la totale neutralità nel trimestre Marzo-Aprile-Maggio 2017. Questo significa che il freddo, indotto in modo “naturale” dall’evento La Niña, non arriverà. Dobbiamo preoccuparci? Diciamo di no. La Niña può amplificare il freddo… ma se non c’è una Niña strong… ciò non significa che il freddo non ci sarà. Inoltre le previsioni a lungo termine de La Niña indicavano, mesi fa, che questa si sarebbe propagata, tra alti e bassi, per almeno 2 anni. Sarà così? Staremo a vedere. Alcuni salteranno a... Mostra articolo

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Genesi di un raffreddamento climatico gennaio 1, 2017 7:00 am

Si parla tanto del raffreddamento climatico in arrivo e di quali saranno le avvisaglie metereologiche che lo annunceranno. Posso innanzitutto dire che negli ultimi anni (5-6) sono in aumento i record di freddo nel mondo, in diminuzione quelli di caldo. Poi, come più volte detto su attivitasolare.com, il raffreddamento del clima comporta un rallentamento della circolazione zonale, favorendo sempre più frequenti scambi meridiani; e lo stiamo vedendo ampiamente: da settembre ad oggi si sono avuti peggioramenti meteorologici esclusivamente per oscillazioni meridiane della corrente a getto. Di vere perturbazioni atlantiche non c’è traccia. Ma come si svolgerà il tutto? Una circolazione sempre più lenta comporta, da una parte, la riduzione delle correnti atlantiche, e quindi la possibilità dell’instaurarsi indisturbati di anticicloni alle alte latitudini; dall’altra, la riduzione del calore atmosferico, crea i presupposti affinchè queste zone di alta pressione si auto-alimentino col freddo (un po’ come avviene con l’anticiclone russo-siberiano) e si entra in una reazione a catena del tipo: meno perturbazioni atlantiche e meno calore in atmosfera = facilitata formazione di anticicloni a latitudini polari = anticicloni che iniziano ad auto-alimentarsi col freddo, assumendo carattere termico, diventando sempre più vasti e persistenti = si sviluppano masse d’aria freddissime, che vanno... Mostra articolo

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Temperature Aria e Mare negli ultimi 4 anni: Raffreddamento in corso dicembre 19, 2016 7:00 am

Lo sanno tutti… un’immagine vale più di 1000 parole. Forse però oltre alle immagini che vi presento qui di seguito, relative alla temperatura dell’aria alla superficie e dell’acqua del mare, servono alcune spiegazioni… almeno per indicarvi i punti in cui si vede un netto incremendo del freddo… o decremento del caldo che dir si voglia. Partiamo dal 2013 e andiamo avanti… a sinistra le temperature dell’aria, a destra quelle della superficie degli oceani. Ogni immagine è fatta guardando il pianeta dalla verticale del Polo Nord….:   Come possiamo vedere dalle immagini, il raffreddamento dell’aria appare evidente (tutte le aree continentali di colore dal blu al viola hanno temperature da zero a negative) soprattutto sul Nord America… dovre, progressivamente, il freddo è sceso sempre più vicino al Messico… Per quanto riguarda la superficie del mare, invece, è leggermente meno evidente in quanto è un sistema altamente dinamico… caratterizzato da numerosissime correnti termoaline che redistribuiscono il calore accumulato sia verticalmente che orizzontalmente. Nonostante tutto… è evidente, ed estremamente importante per gli sviluppi futuri del clima del nostro emisfero, il graduale raffreddamento che nel 2015 e ancor di più nel 2016, ha caratterizzato tutta la zona a largo della Florida. Se andiamo a... Mostra articolo

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Temperature a confronto 2014 vs 2015 vs 2016 ottobre 6, 2016 7:00 am

Buongiorno a tutti…. Questa mattina proviamo a fare un confronto tra le Temperature degli ultimi 3 anni e cerchiamo di capire cosa sta accadendo.   Da sinistra a destra le immagini riportate sono relative alle anomalie termiche del mare, alle temperature dell’aria alla superficie e dell’aria a 850 hPa (circa 1500 metri s.l.m.). Dall’alto in basso, invece, troviamo il 2014, il 2015 e il 2016!     La prima cosa che notiamo è che, dopo il 2014, le temperature sono aumentate sia a livello del mare che in aria. Nel mare lo si nota chiaramente dai colori tendenti al giallo, particolarmente nell’Oceano Pacifico. A livello atmosferico, invece, lo notiamo in zone come il deserto del Sahara. Quest’anno, invece, le temperature stanno tornando ai livelli del 2014. Non ci siamo ancora arrivati, ma c’è qualcosa che sta cambiando… in quota. A livello del mare possiamo notare il poderoso raffreddamento della zona ad Ovest dell’Australia… oltre all’immancabile zona ENSO… ovvero la fascia equatoriale dell’Oceano Pacifico. A livello atmosferico superficiale, notiamo come le zone azzurre, quindi caratterizzate da una temperatura più bassa, stiano aumentando nell’emisfero australe, in corrispondenza di tutti e 3 gli oceani. Nell’emisfero boreale, invece, notiamo l’enorme macchia azzurra presente sulla... Mostra articolo

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Anche El Niño ha i suoi numeri- Parte II – Confronto tra e con gli indici SOI, SOIBOM e MEI ottobre 3, 2016 14:00 pm

Prima parte: Anche El Niño ha i suoi numeri Autore: Franco Zavatti Data di pubblicazione: 1 Ottobre 2016 Fonte originale: http://www.climatemonitor.it/?p=42415   Riassunto: Il confronto tra gli spettri degli indici ENSO mostra alcune diversità che modificano l’impronta spettrale del fenomeno rispetto a quanto si vede negli spettri delle temperature marine superficiali (SST). Questo complica un’eventuale definizione delle frequenze di El Niñ/La Niña. La prima parte di questo post si trova su CM qui. Gli indici che definiscono o meno la presenza di ENSO (El Niño/La Niña) sono calcolati in modo diverso: SOI (Southern Oscillation Index) come differenza standardizzata della pressione a livello del mare (SLP) tra Tahiti e Darwin, nella forma (fonte) SOI = (Tahiti standardizzata - Darwin standardizzata) / MSD con MSD deviazione standard mensile. SOIBOM (SOI del Bureau Of Meteorology [BOM] australiano) nella forma (fonte, click About the SOI) [ Pdiff - Pdiffav ] SOIBOM = 10 ------------------- SD(Pdiff) dove: Pdiff = (average Tahiti MSLP for the month) - (average Darwin MSLP for the month), Pdiffav = long term average of Pdiff for the month in question, and SD(Pdiff) = long term standard deviation of Pdiff for the month in question. MEI (Multivariate ENSO Index) si basa su... Mostra articolo

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L’andamento ciclico delle temperature oltre il circolo polare Artico e Antartico ottobre 1, 2016 7:00 am

Nella cultura popolare, quella che segue la TV e si lascia incantare da mille-mila notizie sensazionalistiche, emerge il terrore mediatico di un Ghiacco Marino Artico in veloce fase di scioglimento. Qui su Attività Solare abbiamo più volte cercato di spiegare che le cose non stanno affatto così. Diversi mesi fa uno scienziato inglese (se non erro) in cerca di notorierà (e soldi??), aveva previsto lo scioglimento completo dei ghiacci artici entro settembre 2016. Siamo ad Ottobre e non solo non c’è stato alcuno scioglimento, ma addirittura è stato registrato il minimo più elevato per fine settembre e il record di maggior incremento dell’estensione del ghiaccio mai registrata prima nel periodo che va dal 31 agosto al 26 settembre. E tutto questo, nel più totale silenzio dei media e della tv. Anzi… Silenzio fino ad un certo punto, perché sono stati diversi i siti che hanno prontamente pubblicato articoli farlocchi nei quali si spiegava, drammaticamente, la situazione dei ghiacci marini Artici e Antartici e il loro destino nefasto (secondo loro).     Come possiamo vedere la situazione del ghiaccio marino Artico è più che buona…. considerando che stiamo terminando la fase positiva dell’indice AMO, che è la causa principale (insieme alle... Mostra articolo

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Anche El Niño ha i suoi numeri settembre 25, 2016 7:00 am

Autore: Franco Zavatti Data di pubblicazione: 24 Settembre 2016 Fonte originale: http://www.climatemonitor.it/?p=42356   Riassunto: Lo spettro delle temperature marine di superfice (SST) nelle 4 regioni che caratterizzano ENSO (El Niño Southern Oscillation) mostra che i periodi principali di oscillazione sono circa 12,6,4,3,1.5 anni. Un periodo di circa 0.9 anni sembra meno significativo. Periodi simili ma più incerti si ottengono con dati di maggiore estensione temporale. Ho scaricato le serie temporali settimanali della SST (Sea Surface Temperature), sia come valore assoluto che come anomalia, per le quattro regioni del Pacifico equatoriale, mostrate nella figura successiva, che caratterizzano l’evolversi di El Niño – La Niña da est verso ovest.   Prima di parlare del loro spettro vorrei entrare nella discussione La Niña-si, La Niña-no, utilizzando i dati settimanali (come ha fatto Bob Tisdale su WUWT) per mostrare in fig.1 (pdf) le prime 100 settimane di El Niño 2015-16, confrontate con quelle di El Niño 1997-98. Il grafico ci dice che siamo dentro La Niña da circa 8 settimane (dati riferiti al 7 settembre 2016). Certo una Niña debole e “indecisa” se confrontata con il periodo equivalente del 97-98, ma pur sempre Niña.     Dopo la breve digressione discuto lo spettro MEM,... Mostra articolo

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Siamo in ferie …con il cervello! agosto 16, 2016 8:41 am

Bisognerebbe tornare a sedersi sui banchi di scuola… tutti… nessuno escluso, e apprendere  una nozione importantissima… l’umiltà! Nei commenti che leggiamo nei nostri post emergono spesso delle lacune ingiustificate… e spesso anche una presunzione assurda… specialmente tra chi sostiene l’autenticità della Teoria, o pseudo tale, del Riscaldamento Globale Antropico. La Fisica, con le sue leggi, non cambia a seconda dei punti di vista… e non cambia, soprattutto, se a parlare di “Cambiamento Climatico” siamo noi di Attività Solare o qualcuno legato al mondo dei Certificati Verdi. Se consideriamo 2 corpi a contatto tra loro, con 2 temperature diverse, avremo un graduale trasferimento di calore da quello a temperatura più alta verso quello a temperatura più bassa. Questo sempre e comunque. Nello specifico del pianeta Terra, abbiamo che il pianeta stesso, è immerso in un ambiente, lo spazio, di gran lunga più freddo del nostro pianeta. Quindi avremo sempre un costante trasferimento di calore dal nostro pianeta verso lo spazio. In teoria tale trasferimento terminerrebbe nel momento in  cui i 2 corpi si ritrovino alla medesima temperatura… ma questo, nello specifico dello spazio, è pressoché impossibile da raggiungere… perché lo spazio è talmente immenso che è impossibile che si riscaldi  (uniformemente).... Mostra articolo

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Il livello del mare come proxi dell’AMO luglio 29, 2016 7:00 am

Autore: Donato Barone Data di pubblicazione: 27 Luglio 2016 Fonte originale: http://www.climatemonitor.it/?p=41884 In una letter pubblicata nel 2015 su Nature: Ocean impact on decadal Atlantic climate variability revealed by sea-level observations di Gerard D. McCarthy, Ivan D. Haigh, Joel J.-M. Hirschi, Jeremy P. Grist & David A. Smeed (da ora in avanti McCarthy et al., 2015) si mette in evidenza un legame molto interessante tra AMO, NAO e livello del mare lungo la costa orientale degli Stati Uniti d’America. Ricordo a me stesso che AMO (Atlantic Multidecadal Oscillation) è un indice climatico che fu definito intorno alla metà degli anni ’90 del secolo scorso applicando l’analisi singolare di spettro a quattro serie storiche delle temperature superficiali dell’Oceano Atlantico tra l’Equatore ed il Polo Nord ed ha un andamento caratterizzato da un ciclo di circa sessanta anni (Schlesinger e Ramankutty, 1994). La NAO (North Atlantic Oscillation) è invece un indice di circolazione atmosferica che tiene conto della differenza di pressione atmosferica tra l’Islanda e le Azzorre ed ha un ciclo piuttosto irregolare e poco prevedibile. Nel corso degli anni non sono stato sempre meravigliato dal differente comportamento del livello del mare lungo la costa est degli USA. I mareografi a nord... Mostra articolo

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Il Focus di Nature Geoscience sulla Circolazione Oceanica: Molte buone notizie luglio 17, 2016 7:00 am

Autore: Guido Guidi Data di pubblicazione: 15 Luglio 2016 Fonte originale: http://www.climatemonitor.it/?p=41821 La circolazione oceanica, nel suo complesso, si definisce circolazione termoalina, in quanto innescata nei suoi moti ascendenti e discendenti e nel suo trasportare energia attraverso gli oceani, dalla densità delle acque, a sua volta funzione della temperatura e della salinità. Date le proporzioni della massa oceanica e l’enorme quantità di energia in essa contenuta, la sua interazione con la componente atmosferica è, ai fini del clima, sostanziale. Come lo è la necessità di acquisire conoscenza sulle dinamiche che la tengono in moto, in un contesto di eventi che avvengono a larghissima scala spaziale ma possono essere fortemente condizionati da ciò che avviene a scala anche molto inferiore, come ad esempio il rimescolamento verticale, sostanzialmente confinato nella porzione settentrionale del Nord Atlantico e attorno all’Antartide. Nel numero più recente di Nature Geoscience è uscito un focus sulla circolazione oceanica e sui molteplici aspetti della sua interazione con le componenti atmosferica, terrestre e glaciale, dal quale, attraverso la serie di studi analizzati, escono molte buone notizie. Una tra tutte: nonostante abbia fatto molta presa sui media e rappresenti un autentico spauracchio per i destini climatici del breve termine, la modifica... Mostra articolo

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Dal prestigioso modello CFSv2: Agosto e Settembre temperature in media! luglio 13, 2016 20:27 pm

Diamo oggi uno sguardo alle proiezioni del prestigioso modello CFSv2, nello specifico osserviamo cosa accadrà in Italia nei prossimi due mesi, Agosto e Settembre, che sanciranno la fine dell’estate e l’imminente entrata dell’autunno. Vediamo come, secondo il modello matematico, il nostro Paese rimanga nel complesso in media per quanto riguarda la temperatura, con un leggero sotto media nell’estremo Nord Ovest. Anche per quanto riguarda l’Europa si riscontrano temperature in sostanziale media climatica.   Le proiezioni del modello CFSv2 per il mese di Agosto 2016. Le anomalie delle temperature si riferiscono a 2 metri     Anche per il mese di Settembre cambierebbe davvero poco rispetto al mese di Agosto con il nostro Paese ancora nella media climatica di riferimento. Ma qui le proiezioni perdono di affidabilità rispetto al mese di agosto.   Le proiezioni del modello CFSv2 per il mese di Settembre 2016. Le anomalie delle temperature si riferiscono a 2 metri   Non vado oltre perché la tendenza perderebbe ulteriore affidabilità. Vedremo se le proiezioni, sempre sperimentali ma molto quotate, saranno rispettate nelle prossime settimane. Dopo anni di temperature sopra media, potrebbe essere iniziato un nuovo trend al ribasso dato da più fattori come sole e oceani? Staremo a... Mostra articolo

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Un mare freddo e pigro luglio 1, 2016 7:00 am

Autore: Guido Guidi Data di pubblicazione: 29 Giugno 2016 Fonte originale: http://www.climatemonitor.it/?p=41679 E’ appena di ieri il nostro commento al recente paper uscito su Nature in cui si parla di “memoria” delle foreste siberiane, ovvero del segno lasciato nell’ambiente delle alte latitudini continentali dall’intensità delle ere glaciali, l’ultima in particolare. Oggi è la volta della “pigrizia” degli oceani, ovvero dell’ipotesi di sensibile rallentamento della circolazione oceanica, la Circolazione Termoalina, durante le ere glaciali, da cui sarebbe derivata in quelle epoche una maggiore capacità degli oceani di stoccare nelle loro profondità abissali grandi quantità di carbonio, con conseguente abbassamento della concentrazione di CO2 in atmosfera. Si tratta di due paper, usciti entrambi su Nature Communications: North Atlantic Deep Water Production during the Last Glacial Maximum Radiocarbon evidence for enhanced respired carbon storage in the Atlantic at the Last Glacial Maximum L’analisi, commentata anche su Science Daily, consiste nello studio di dati di prossimità raccolti sulle due sponde dell’Atlantico, tra Brasile e Spagna, dai quali sarebbe possibile trovare traccia di stratificazioni del fondale marino che testimoniano la velocità di accumulo e la provenienza dei sedimenti, riuscendo infine a ricostruire la durata dei cicli di ricambio delle acque di profondità, cicli che ad... Mostra articolo

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Il punto sulla situazione degli Oceani mondiali e la fine di El Nino: bye bye caldo africano maggio 30, 2016 7:00 am

    In questo video si traccia la situazione generale delle temperature degli oceani  mondiali, e del raffreddamento in corso legato alla fine definitiva di El Nino 2015 / 2016 – “Oceans Temp” Video by Mauri Sesler: Youtube Channel  

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L’Imponente Raffreddamento Del Nord Atlantico: L’AMO Raggiunge In Marzo Il Suo Valore Minimo Dagli Anni ’90…. aprile 12, 2016 18:47 pm

Sta continuando ed estendendosi l’imponente raffreddamento in atto dell’Atlantico Settentrionale, le anomalie negative sono così estese (anche in profondità) e così pronunciate, da far supporre che persisteranno a lungo nei prossimi anni. Anomalie al 31 Marzo 2016 Anomalie al 4 Aprile 2016 Anomalie al 7 Aprile 2016 Anomalie al 11 Aprile 2016 Seguiremo ovviamente l’evoluzione di questa particolarità climatica, ma, nel frattempo, facendo il punto della situazione, notiamo, dalle mappe del NOAA dal 31 Marzo 2016 al 04 Aprile 2016, che le anomalie termiche negative sono oramai estese alle acque delle coste europee, spingendosi verso settentrione fino al Canada, al Mare del Nord ed all’Islanda. Nella mappa del contenuto di calore dell’Atlantico Settentrionale alle medie latitudini, notiamo il forte calo della quantità di calore presente a partire dal 2010: in questo caso si sta ritornando a valori simili a quelli misurati negli anni Novanta, anche se i dati sono fermi a Dicembre 2015 (ma il calo è ulteriormente proseguito nei tre mesi successivi). Guardiamo infine l’indice AMO, l’oscillazione multidecadale delle temperature dell’Atlantico Settentrionale. Negli ultimi 150 anni, ha seguito tre fasi fredde, in particolare prima del 1850, tra il 1910 ed il 1920, e tra gli anni Settanta ed Ottanta... Mostra articolo

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2016: SONO QUASI 50 I NUOVI DOCUMENTI SCIENTIFICI PEER-REVIEWED CHE CONFUTANO L’ALLARMISMO DELLA CO2… E CHE MOSTRANO CICLI NATURALI INDISCUTIBILI! marzo 26, 2016 13:36 pm

Immagine: Logo della National Academy of Sciences   Di P. Gosselin 23 febbraio 2016 Quello che segue è un elenco di ben 48 articoli scientifici pubblicati soltanto in questi primi giorni del 2016 (al 23 febbraio) che dimostrano come la scienza climatica sulla e non è ciò che alla stampa e agli scienziati attivisti piace sentire. Nel precedente lavoro abbiamo pubblicato qui circa 250 articoli peer-reviewed pubblicati nel 2015. Questo post è stato condiviso o e piaciuto migliaia di volte. Ebbene, il numero degli studi scientifici scettici sembra aumentare, infatti già soltanto quest’anno si contano quasi 50 articoli, e siamo soltanto a Febbraio! Di seguito sono elencati 48 articoli scientifici dove si dimostra che la scienza del clima, con annessa CO², è del tutto esagerata e che i fattori naturali sono infatti le forze dominanti che determinano il clima e non certamente l’uomo con le sue emissioni di gas traccia. Questi nuovi risultati, naturalmente, non sono una sorpresa per gli scettici. L’elenco che segue comprende gli abstract, in cui sono stati sottolineati i punti cardine. Due dei documenti sono stati discussi già a NTZ qui e qui. I documenti sono stati ordinati in base alle categorie. Anche in questo caso sentitevi... Mostra articolo

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MET OFFICE: GRANDI CAMBIAMENTI IN CORSO NEL SISTEMA CLIMATICO? settembre 29, 2015 20:25 pm

La temperatura media climatica della superficie terrestre è principalmente determinata dallo scambio di energia tra l’atmosfera, gli oceani e lo spazio. Tuttavia, cambiamenti climatici regionali sono spesso regolati da mutamenti nella circolazione atmosferica e dagli oceani. Questi formano pattern, come El Niño Southern Oscillation (ENSO) che sono vistose fluttuazioni della temperatura nella zona dell’est Pacifico sulla superficie del mare a livello di pressione in zona tropicale, nelle variazioni della NAO (Nord Atlantic Oscillation) e nella forza dei venti occidentali nel Nord Atlantico. Una fluttuazione di uno di questi fattori può esacerbare o contrastare gli effetti del cambiamento climatico globale nelle regioni temporaneamente colpite. Alcuni di questi modelli di variabilità climatica sono costanti negli anni e nei decenni, e possono influenzare la temperatura media della superficie terrestre, come sembra essere avvenuto in questi ultimi anni con i cambiamenti nel Pacifico che sono implicati in un rallentamento del tasso di riscaldamento nella superficie globale. Qui esaminiamo l’ultimo comportamento di alcuni di questi pattern, che sono la chiave per i modelli climatici. Iniziamo, da vari anni con i cambiamenti nella zona di El Niño Southern Oscillation e osserviamo attraverso il trascorrere del tempo potenziali cambiamenti multi-decennali in Atlantico e nel Pacifico. Usiamo le... Mostra articolo

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C’è qualcosa di terribilmente sbagliato con la scienza del riscaldamento globale e le sue previsioni: l’Energia Globale Ciclonica degli ultimi 4 anni è al livello più basso degli ultimi 45 anni! settembre 17, 2015 7:00 am

C’è qualcosa di terribilmente sbagliato con la scienza del riscaldamento globale e le sue previsioni: l’Energia Globale Ciclonica degli ultimi 4 anni è al livello più basso degli ultimi 45 anni! Di Pierre L. Gosselin – NoTricksZone (Germania) 16 Settembre 2015 – http://notrickszone.com/2015/09/10/something-awfully-wrong-with-global-warming-science-and-predictions-4-year-global-cyclone-energy-at-45-year-low/ Traduzione a cura di Mauri Sesler (scientific translator) Anche se non è vero, da ogni parte i siti allarmisti continuano a parlare di “un aumento del livello delle tempeste” usando questo argomento come prova dei cambiamenti climatici di origine antropica. Eppure, quando guardiamo ai numeri, ci accorgiamo che niente potrebbe essere più lontano dalla verità di questo. Su Twitter, nella prima parte della giornata, Philip Klotzbach ha twittato, “L’ACE stagionale è solo al 50% del normale nel corso del 9/9”. Infatti guardando il sito meteo www.wunderground.com vediamo che l’attività ciclonica globale misurata dall’ “indice dell’Energia Ciclonica Accumulata / Accumulated Cyclone Energy” (ACE) negli ultimi quattro anni è anche al livello più basso degli ultimi 45 anni! L’Energia Ciclonica Accumulata Globale (ACE) dal 1970. Il grafico mostra che l’attività tempestosa a livello mondiale nel corso degli ultimi 4 anni è al livello più basso degli ultimi 45 anni e che la tendenza è stata in forte declino dal 1990. Fonte: www.wunderground.com... Mostra articolo

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ANNO 2015: LA SVOLTA! RAFFREDDAMENTO IN CORSO??? giugno 3, 2015 16:21 pm

In un passato (anni ’70) ormai lontano, gli scienziati hanno dovuto affrontare le incognite di un raffreddamento evidente a livello mondiale. Poi, dopo qualche anno, le temperature hanno ripreso a salire. Ma studi scientifici dell’epoca, supportati da prove di laboratorio e modelli previsionali (all’epoca) all’avanguardia, dimostrarono che una “nuova era glaciale”, o qualcosa di simile, sarebbe iniziata da lì a 50 anni circa. E le cause, che all’epoca sembravano fantascientifiche, erano evidenti prima di tutto in una serie di cicli solari e astronomici che oggi in pochi vanno a considerare. Con il passare degli anni, poi, le tecniche previsionali sono state affinate e la potenza degli elaboratori è cresciuta di alcuni ordini di grandezza. Oggi, grazie ai moderni supercomputer, possiamo simulare in modo abbastanza preciso (ma, purtroppo, non perfetto) quella che è la realtà che ci circonda.Purtroppo, per una serie di cause che non staremo qui ad analizzare, l’opinione pubblica è stata informata, o meglio DISINFORMATA, in modo totalmente inverso. Quello che sin dall’inizio appariva come un periodo di raffreddamento, è stato propagandato come un periodo di riscaldamento. Per giunta la causa è stata individuata nelle attività umane e non in quella che è la causa principale: l’attività solare. Oggi,... Mostra articolo

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CLIMATEMONITOR.IT: Clima e ricerca, non solo CO2 giugno 1, 2015 9:01 am

      Postato il 1 giugno 2015 sul Climatemonitor.it Articolo di Guido Guidi Il gran parlare di vicende climatiche di questi ultimi anni ha senz’altro un lato positivo, anche se i toni della discussione sono spesso eccessivamente drammatici. C’è stato, indubbiamente, un enorme impulso alla ricerca, che se inizialmente è stata limitata ad una visione nettamente antropocentrica, con la CO2 nel ruolo di protagonista principale, ora sembra stia tornando a orientarsi verso una visione più ampia e più confacente alla realtà. Non passa giorno infatti, senza che escano nuovi studi sul contributo della variabilità naturale alle dinamiche del clima. Il motivo è semplice, la visione CO2-centrica su cui si basano le proiezioni di disastro climatico imminente, si sta rivelando sempre più sbagliata, sempre più lontana dalla realtà. Non solo sono tre lustri e passa che la temperatura media superficiale ha smesso di crescere, ma il mondo descritto dalle simulazioni, qualcuno dovrà pur dirlo prima o poi, non ha mai iniziato ad esistere. Ecco quindi lo studio di cui parliamo oggi: Ocean impact on decadal Atlantic climate variability revealed by sea-level observations Si parla di Oceano Atlantico, della sua temperatura di superficie e delle modalità della circolazione oceanica che guida... Mostra articolo

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Corrente del Golfo: facciamo chiarezza maggio 26, 2015 8:13 am

Nei giorni scorsi è apparsa la notizia, ripresa da tanti blog e pagine meteo, secondo la quale la Corrente Del Golfo (CDG) sia sostanzialmente stabile. Questa, a mio avviso, è la classica DISINFORMAZIONE MEDIATICA volta a minimizzare gli effetti di un raffreddamento che, sebbene sia ancora all’inizio, appare già in tutta la sua drammaticità in quanto legato all’attività solare che, come sappiamo, continuerà a scendere per diversi decenni ancora! Lo studio è stato effettuato a nord-ovest della Norvegia (vedi mappa sopra) monitorando la temperatura alla profondità di 100 metri circa. Tale studio rileva che dal 1995 al 2005, la temperatura è aumentata… dal 2005 ad oggi, invece, è scesa… riportandosi alle temperature del 1995. Da qui l’affermazione, tutt’altro che corretta (a mio avviso) che la CDG è rimasta costante. In questo grafico è visibile la temperatura delle acque nella zona monitorata. Attualmente la temperatura media della Corrente Del Golfo è di circa 8.9°C a 100 metri di profondità! Di seguito il grafico della velocità della CDG. Ora io mi chiedo…. siccome il raffreddamento è, di fatto, appena iniziato e la CDG si è già riportata ai livelli del 1995, cosa accadrà tra 10 o 20 anni, quando il raffreddamento sarà... Mostra articolo

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DINAMICHE SOLARI: ATTIVITÀ SOLARE vs OCEANI maggio 20, 2015 5:00 am

Il sistema climatico terrestre è, forse, il più complesso sistema “complesso” che l’essere umano conosca. Studiarlo è una nostra priorità se vogliamo affrontare il futuro senza farci cogliere impreparati. Ma comprenderne i segreti è, tuttavia, estremamente complicato. Nel corso degli ultimi secoli, studiosi di tutto il mondo e di ogni estrazione sociale e culturale, hanno cercato di carpirne i segreti e individuarne le relazioni. Di fondamentale importanza, per questi scienziati, è sempre stato capire cos’è che determina i periodi caldi e freddi del nostro pianeta, come si alternano, quanto e perché durano anni, decenni o secoli… e se esiste un modo per prevederli con sufficiente precisione. E in qualche modo, è ciò che nel nostro piccolo tentiamo di fare ogni giorno. In questo articolo affrontiamo un aspetto estremamente “circoscritto” di tale enorme argomento… l’interazione tra l’Attività Solare e gli Oceani. Nello specifico cercheremo di individuare quelle relazioni tra aumento dell’Attività Solare (tramite l’indice SSN, Smoothed Sunspot Number) e conseguenti variazioni a livello oceanico. Per individuare le variazioni a livello oceanico abbiamo deciso di utilizzare 3 indici (i cui dati sono tutti prelevati dai siti noaa.gov e washington.edu) ben precisi… la PDO (Pacific Decadal Oscillation), l’AMO (Atlantic Multi-decadal Oscillation) e il... Mostra articolo

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CREDERE AL RISCALDAMENTO GLOBALE, OVVERO: COME FARSI PRENDERE PER IL CULO! aprile 17, 2015 17:31 pm

In queste ore stanno circolando in rete degli articoli dal titolo: Caldo record nel mondo, Nasa: «Nel primo trimestre 2015 temperature mai registrate» In allegato all’articolo in questione trovate una mappa delle anomalie termiche che parla da sola: Ora, al di là delle stronzate presenti in tale articolo, tutte facilmente smontabili guardando la realtà dei dati meteo dei mesi scorsi, quel che mi interessa far notare a chi ha voglia di capirci qualcosa, è che sempre più spesso, negli ultimi anni, la campagna mediatica a favore del Riscaldamento Globale, fa leva sul fatto che a parlare di tale fantomatico evento climatico, è neinte di meno che la NASA. Pertanto, tutti i “deboli di spirito”, ovvero quei laureati che amano prostrarsi ai piedi della Grande Agenzia Governativa Americana, leggendo un tale titolo lo condividono amorevolmente prendendo per oro colato tutto ciò che c’è scritto e senza neanche prendersi la briga di verificare se ciò corrisponde o meno alla verità. Certo, tra questi c’è anche chi si ostina a sottolineare che non si deve criticare il lavoro di scienziati e ricercatori di tutto il mondo se non si è al loro “pari livello”. Ovvero se non si è laureati in una materia... Mostra articolo

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