Tag Archive : clima

Antartide. Della serie: a volte tanto ritornano maggio 27, 2017 7:00 am

Sta girando nuovamente, in questi giorni, la notizia secondo la quale in Antartide sta diventando tutto verde e con temperature di oltre 17°C. Qualcosa è vero… qualcos’altro no. Ma il tutto andrebbe contestualizzato… cosa che, ai fanatici dell’AGW, non interessa minimamente fare.   Partiamo con lo specificare che l’Antartide è un continente enorme… e che solo una piccolissima porzione dello stesso presenta, per brevi periodi l’anno, durante l’estate tra l’altro, condizioni favorevoli allo sviluppo dei licheni… non dell’erba come qualcuno ha affermato su un forum. Questa piccola porzione è la Penisola Antartica… che si estende verso il Sud America. Lungo la costa occidentale (a sinistra) della Penisola, si trovano diversi vulcani sottomarini e sorgenti idrotermali in eruzione da tanti anni… e queste eruzioni, consentono alle temperature di riscaldare l’acqua e l’ambiente quel tanto che basta a far cambiare le condizioni climatiche da quelle tipiche del continente, estremamente freddo, a un “non eccessivamente” freddo. E tale differenza permette, ai licheni, di crescere. Tra l’altro la scoperta di tali licheni non è affatto recente… Recentemente, però, sembra sia aumentata la percentuale di crescita di tali licheni.. e questo farebbe pensare che, al ritmo attuale e con le condizioni attuali, tra tot decine... Mostra articolo

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CO2 Antropica in atmosfera. A quanto ammonta? maggio 26, 2017 9:30 am

E’ un post semplice semplice… con un solo grafico che spiega tutto e nessun tecnicismo o termine scientifico complicato per il quale serve la laurea. Un semplicissimo grafico a torta che elimina ogni dubbio in chi usa il proprio cervello per ragionare e non solo per seguire le “mode” del momento.     Servono spiegazioni? La percentuale della CO2 antropica è del 3.2% del totale della CO2 presente in atmosfera… ovvero lo 0.12% del totale dei gas serra. Qualcuno vuole farvi credere che questa infinitesima percentuale è la causa principale del riscaldamento globale. E voi, ci credete?  

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Il Pene come Causa del Climate Change maggio 24, 2017 7:00 am

Autore: Massimo Lupicino Data di pubblicazione: 23 Maggio 2017 Fonte originale: http://www.climatemonitor.it/?p=44527   Tenetevi forte perché l’argomento è decisamente…hot. Due accademici americani: Peter Boghossian, insegnante di filosofia all’Università di Portland e James Lindsay, dottore in matematica con studi in fisica, hanno pensato bene di dimostrare quanto fosse ridicolo, assurdo e politicamente motivato il processo di peer-review di paper che trattano argomenti cari al versante liberal. Per farlo, hanno deciso di inventarsi di sana pianta un paper con il seguente titolo: “Il Pene Concettuale come Costrutto Sociale”. Un paper-bufala, volutamente privo di alcun senso, basato su due cavalli di battaglia molto cari al versante liberal più militante: ovvero la critica di qualsiasi espressione di mascolinità in ogni sua forma e, ovviamente, il Climate Change. Il tutto condito da termini ed espressioni roboanti quanto del tutto prive di significato. Il loro esperimento ha avuto successo: il paper-bufala in questione è stato infatti referato e pubblicato dalla rivista Cogent Social Sciences, che orgogliosamente si definisce “rivista multidsciplinare che offre peer-review di alta qualità nel campo delle scienze sociali”. L’Abstract: Cominciamo subito con l’Abstract, semplicemente esilarante nonostante l’obbiettiva difficoltà che si incontra nel tradurre un testo volutamente sconclusionato: “Il pene anatomico potrebbe anche esistere,... Mostra articolo

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Sta tornando la Niña, ve lo hanno detto? maggio 23, 2017 12:14 pm

Nel silenzio più totale dei media, che di solito sbandierano ai 4 venti l’eventualità (sempre più remota) di un nuovo evento El Niño più o meno Strong, le acque del Oceano Pacifico Equatoriale Orientale si stanno raffreddando… ancora una volta! Lo si nota chiaramente dalle SSTA che vedete nell’immagine qui sopra, ma anche, per chi mastica meglio i grafici cartesiani, dalle SSTA delle singole regioni che definiscono l’indice ENSO: Come vedete, i valori sono più o meno neutri, ma nella zona 1+2 (primo grafico) si legge un valore negativo pari a -0.469°C… molto distante dai valori di appena 1 mese fa. Fino a questo punto si parla di dati… e di percezione “visiva” delle singole regioni. Guardando i “forecast” dell’indice ENSO, però, il risultato appare diametralmente opposto:   I modelli vedono una tendenza per il trimestre attuale, sostanzialmente stabile. Cambierà poco a fine Luglio… quando si passerà da un valore di circa 0.3 ad un valore di circa 0.6. Resta però un vincolo basilare: finché l’indice ENSO non supera il valore +0.5, non si può parlare di El Niño, come anche… finché non si supera il valore di -0.5, non si può parlare di La Niña. C’è però una seconda... Mostra articolo

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Non mettiamo in dubbio? noi il dubbio ce lo abbiamo quotidianamente… e loro no? maggio 22, 2017 7:00 am

“Non mettiamo in dubbio che il riscaldamento del pianeta sia dovuto in larga misura all’effetto  antropico” Questo è un piccolo estratto da un articolo di un noto meteorologo che spesso ama saltare da una parte all’altra della diatriba climatica… evidentemente in base a ciò che gli conviene, restando però fermamente convinto che il Riscaldamento Globale è causato esclusivamente dall’attività antropica. Come si legge chiaramente nel suo articolo, che mi rifiuto di linkare, la sua posizione è chiara: non ha dubbi.   Ma come… una persona che dovrebbe essere di scienza che non ha dubbi?   Richard P. Feynman si starà rivoltando nella tomba… È stato un fisico e divulgatore scientifico statunitense, Premio Nobel per la fisica nel 1965, che in una intervista prima della morte, ha affermato, a proposito della Teoria delle Stringhe: «Non mi piace il fatto che non calcolano alcunché… Non mi piace che non verificano le loro idee… Non mi piace che quando ci sono disaccordi con un esperimento, essi confezionano una spiegazione, un aggiustamento, per poi dire, “Beh, potrebbe ancora essere giusta” Senza troppa difficoltà, però, l’ultima parte di questa sua frase può essere applicata alla diatriba climatica. Spesso si sentono gli esperti che affermano senza... Mostra articolo

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Le Gravity Waves per “pesare” gli Uragani maggio 20, 2017 7:20 am

Posted By Guido Guidi Data di pubblicazione: 18 Maggio 2017 Fonte originale: http://www.climatemonitor.it/?p=44512 Volereste dentro un uragano? Magari uno Storm Chaser, uno di quei pazzi furiosi che insegue i temporali sperando di imbattersi in un Tornado darebbe un occhio per farlo, ma quelli, appunto, sono fuori di testa. Eppure, ad oggi, l’unica possibilità di vedere cosa succede dentro un uragano è proprio quella delle misurazioni effettuate dagli aerei al servizio della NOAA, una flotta di alcuni velivoli equipaggiati con sensori di ogni genere che si infilano nei Cicloni Tropicali per raccogliere le informazioni necessarie a nutrire i modelli che ne prevedono l’evoluzione. Non dev’essere un’attività a buon mercato, se si pensa che soltanto tra il 2015 e il 2017 i due velivoli Lockeed WP-3D Orion che insieme al Gulfstream IV ed ai C-130 compongono la flotta, hanno ricevuto un restyling costato ben 35 mln di dollari per migliorarne la sensoristica e l’avionica. Logico quindi che si cerchino altri sistemi per osservare nel dettaglio la struttura e l’intensità di questi fenomeni. Lo spunto viene da un paper pubblicato sul GRL in cui sono pubblicati i risultati di una campagna di osservazione condotta raccogliendo dati sia in volo che con sensori di... Mostra articolo

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Ancora sul raffreddamento… oceanico maggio 19, 2017 10:21 am

Un aggiornamento al volo… anche se per molti è poco significativo …del raffreddamento oceanico sia dell’emisfero boreale che dell’australe. Nel nord del mondo fa impressione, per chi sa leggere le carte, il raffreddamento dell’Oceano Atlantico, di cui parliamo da anni ormai… con una Corrente del Labrador che si sta spingendo “insolitamente” a sud delle coste dell’isola di Terranova (Canada). Si nota anche il Golfo del Messico, sempre in raffreddamento e tutta la parte centrale dell’Atlantico che sta perdendo energia. Da queste prime considerazioni possiamo prevedere una stagione degli uragani sottotono… anche se qualcuno riuscirà a formarsi. Nell’Oceano Pacifico si sta concretizzando il raffreddamento che accompagna la fase negativa della PDO, nella parte nord, ed un raffreddamento lungo le coste del Messico… che, anche qui, porteranno ad una stagione degli uragani sottotono. Il sud del mondo, invece, è impressionante per l’estensione del raffreddamento. Lì siamo in “autunno”… e il caldo estivo non ha avuto alcun effetto visibile sulle temperature dell’oceano. Il trend al raffreddamento, iniziato da anni, continua. E sono sicuro che al termine della stagione invernale (fine Settembre), avremo delle carte marcatamente bluastre. Impressionante il raffreddamento dell’Atlantico australe… con il raffreddamento oceanico che arriva all’Equatore.   Sia chiaro che tali... Mostra articolo

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Le cronache del Sole maggio 9, 2017 7:00 am

Che l’arte e la letteratura siano fondamentali per la vita dell’uomo è fuor di dubbio, ma che lo fossero anche per la nostra comprensione dell’attività della nostra stella è una novità. Grazie ad una collaborazione tra la Kyoto University, il Japan’s National Institute of Polar Research e il National Institute of Japanese Literature gli scienziati del Sol Levante sono riusciti a ricostruire la storia degli eventi solari del passato a partire dall’analisi di testi e documenti storici di Francesca Aloisio venerdì 7 aprile 2017 @ 16:18 Lo scorso febbraio la rivista Space Weather ha pubblicato un articolo dedicato alla ricostruzione dei maggiori eventi solari registrati nelle cronache dell’antica Cina e del Giappone. Lo studio è stato condotto da un team multidisciplinare di scienziati appartenenti alla Kyoto University, al Japan’s National Institute of Polar Research e al National Institute of Japanese Literature. Se la multidisciplinarietà non è una novità in ambito di ricerca scientifica lo è però il fatto che sia la letteratura – o meglio le cronache storiche – ad essere la principale disciplina coinvolta, anche se, come vedremo non è la prima volta che gli scienziati cercano conferme alle loro ipotesi e scoperte nelle cronache antiche. Lo studio pubblicato su Space... Mostra articolo

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Un ciclone in pieno Atlantico e l’estate in forse! maggio 8, 2017 7:00 am

A metà gennaio dissi, in un commento, che a causa del raffreddamento del Nord Atlantico, la primavera sarebbe stata fredda e l’estate in forse. Nel nord Italia le temperature, nonostante sia ormai Maggio, scendono ancora sotto i 5°C come minima. E spesso non superano i 10°C neanche in pieno giorno. Forse la mia previsione si è rivelata corretta…. ma abbiamo ancora 45 giorni davanti e tutto potrebbe ancora cambiare (anche se le premesse non sono buone) verso un caldo esteso e stabile. Ma l’estate, come sarà?       Come potete vedere, nel bel mezzo del Nord Atlantico è presente un ciclone di notevoli dimensioni. La particolare rotazione antioraria, sta spingendo l’acqua fredda del nord Atlantico verso sud-ovest rallentando la Corrente del Golfo, già da tempo piuttosto indebolita.     In questo ingrandimento possiamo vedere come ci sia una zona molto fredda, di colore celeste, che ha già “bloccato” temporaneamente la CdG. La corrente tornerà presto a scorrere… ma nel frattempo tutto ciò che sta ad est di quella zona si sta raffreddando. Anche il Mar Mediterraneo, precedentemente riscaldatosi a fine Aprile, è tornato a cedere calore.     Da questa immagine possiamo notare che la temperatura superficiale del mare... Mostra articolo

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Veloce Promemoria maggio 7, 2017 7:00 am

Posted By Guido Guidi Data di pubblicazione: 4 Maggio 2017 Fonte originale: http://www.climatemonitor.it/?p=44406 Quando si parla, per lo più a vanvera, del consenso della comunità scientifica sulla materia dei cambiamenti climatici di origine antropica, forse non tutti sanno che si fa riferimento in larga misura a quanto scritto nei report dell’IPCC, che di quel consenso sono appunto il condensato. Nell’immagine qui sotto, che viene da questo Tweet, c’è un elenco del livello di incertezza che quei report contengono e certificano su alcuni argomenti topici. Variazioni della temperatura atmosferica, nubi, cicli delle siccità, eventi intensi, temperature oceaniche, modellazione della circolazione atmosferica, insufficienza dei dati, temperature oceaniche, valore predittivo dei modelli. Serve altro? Se questo è il consenso, viva il consenso. Nel frattempo, un pianeta duramente provato dal disfacimento climatico ed un clima sempre più insostenibile, continuano a produrre risorse in quantità mai viste prima. Cereal supplies to remain ample in 2017/18; global prod in 2017 to drop slightly (0.4%) from the 2016 record high https://t.co/yzKFlf5KX2 pic.twitter.com/5wyBulCh8q — FAO Newsroom (@FAOnews) May 4, 2017 Anche su questo c’è consenso, ma siccome è un controsenso, nessuno lo dice.  

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Completamente D’Accordo a Metà maggio 5, 2017 7:00 am

Posted By Guido Guidi Data di pubblicazione: 4 Maggio 2017 Fonte originale: http://www.climatemonitor.it/?p=44402 La frase è celebre, ed è del Trap, famoso oltre che per le sue doti calcistiche sia da giocatore che da allenatore, anche per un lessico a volte approssimativo, ma comunque sempre efficace. Del resto, chi non è mai stato d’accordo a metà su qualcosa? Prendete per esempio questo paper open access uscito su Science Advances: State dependence of climatic instability over the past 720,000 years from Antarctic ice cores and climate modeling Si tratta di uno studio basato su dati di prossimità provenienti dai carotaggi in Antartide. Analizzando le serie, i ricercatori hanno individuato periodi con diversi livelli di stabilità climatica, riscontrando climi più stabili nelle fasi più fredde delle glaciazioni e negli interglaciali e una maggiore tendenza a brusche oscillazioni, quindi anche alta variabilità, nelle fasi intermedie dei periodi glaciali. Ne consegue che tanto il freddo insostenibile, quanto i periodi benigni che separano le glaciazioni, hanno scarsa probabilità di nascondere eventi climatici estremi, mentre le fasi intermedie risultano essere climaticamente più difficili. Ora siamo notoriamente in un interglaciale, e non ci vuole molto per associare le condizioni che caratterizzano questa era climatica (che si chiama... Mostra articolo

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Come uscire dalla porta e rientrare dalla finestra maggio 3, 2017 7:00 am

Torniamo a parlare di CO2 e dell’annosa questione se la CO2 sia o meno la responsabile del riscaldamento cambiamento climatico, come si discute negli ambienti che contano. Ho trovato un articolo molto ben fatto che ci aiuta a tenere traccia del modo in cui la Scienza scienza ufficiale si sta muovendo rispetto alla solita narrativa: gli scienziati escludono Vapore Acqueo e Nuvole come elementi che contribuisco al recente cambiamento climatico. L’IPCC, rispetto al ruolo del vapore acqueo in relazione alla CO2, ci dice che: Il vapore acqueo è il principale gas serra nell’atmosfera della Terra. Il contributo del vapore acqueo all’effetto serra naturale rispetto a quello del biossido di carbonio (CO2) dipende dal metodo di conteggio, ma può essere considerato approssimativamente da due a tre volte superiore – IPCC AR5 Cap. 8, pag. 666 Come si vede dal grafico qui sotto, sempre l’IPCC nel 2007 affermava che, nel periodo dal 1980 al 2000, c’era stato un aumento nel vapore acqueo e che questo, stando a quanto si trova sul suo Report, dà un contributo proporzionale all’effetto serra planetario per il 96%, contro un 2.7% a carico dell’effetto riscaldante della CO2 [grassetto in originale, ndr]. Qui trovate il lavoro scientifico da cui sono... Mostra articolo

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Quando si parla di IPCC si parla di manipolazione dei dati – prima parte maggio 1, 2017 11:30 am

Non è la prima volta che scrivo di come l’IPCC, ovvero l’Intergovernmental Panel on Climate Change, si sia servita dei dati scientifici a proprio piacimento, pur di modificare l’agenda politica degli Stati più ricchi. Qui e qui avete due esempi, ma trovate anche più materiale nel sito se volete approfondire. Proviamo ora ad ampliare lo sguardo e a complessificare il quadro perché se c’è chi corrompe, c’è anche chi è disponibile a reggere il gioco e a farsi corrompere… Questo nuovo articolo ben dimostra come ci sia una reale intenzionalità nel creare uno scenario falso fin dall’inizio. Leggiamo infatti che: Il consenso era un tema centrale per la promozione politica del riscaldamento globale antropico (AGW) fin dall’inizio. Prima si trattava dei più di 6000 rappresentanti dell’IPCC. Più tardi, si trattò delle artificiali percentuali del 95 di Naomi Oreskes e poi del 97 di John Cooke. Ma c’è un’altra forma di consenso artificiale che continua ad influenzare l’opinione pubblica e politica. E’ una forma di consenso più potente perché sfrutta un appello ad un’autorità […] I due migliori esempi usati per promuovere il consenso dell’autorità nell’inganno rispetto al clima riguardano il Premio Nobel dato congiuntamente ad Al Gore e all’IPCC e il supporto apertamente... Mostra articolo

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Analisi multi-scala dei cicli climatici basata su serie temporali climatiche e fenologiche aprile 27, 2017 7:00 am

Autore: Donato Barone Data di pubblicazione: 26 Aprile 2017 Fonte originale: http://www.climatemonitor.it/?p=44317   Lo sviluppo delle piante è fortemente influenzato dalle condizioni meteorologiche. Questo è un dato di fatto e la maniacale attenzione con cui il mondo dell’agricoltura segue la meteorologia, costituisce una conferma dello stretto legame tra evoluzione delle piante e tempo meteorologico. Chi si occupa della coltivazione dei campi ha un’idea diversa di “bel tempo” e “cattivo tempo” rispetto a chi vive in città: se una o più giornate di pioggia vengono considerate per esempio una iattura da chi vive in città per i disagi che possono provocare, per chi si dedica all’agricoltura possono rappresentare la salvezza del raccolto ed il degno coronamento di un’intera stagione di lavoro. L’interazione tra lo sviluppo delle piante ed il tempo meteorologico costituisce il campo di studio della fenologia, ossia di quella parte della biologia che studia lo sviluppo delle piante in funzione di fattori meteorologici come la piovosità, l’insolazione, le temperature etc. Come ben sanno tutti i lettori di CM, il clima è diverso dal tempo meteorologico, ma, su distanze temporali trentennali, l’evoluzione della temperatura acquista valore climatologico e non più meteorologico. Lo stesso si può dire per tutte le altre... Mostra articolo

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Dall’anno più caldo di sempre a…. aprile 26, 2017 18:00 pm

Girovagando per la rete mi sono imbattuto in un tweet di Joe Bastardi:   Astounding turn around in CFSV2 in last 30 days for merry month of May which is looking more like a throwaway CDD wise pic.twitter.com/94b1x6jR7Z — Joe Bastardi (@BigJoeBastardi) April 26, 2017 Guardandolo e analizzandolo, mi è tornata in mente la previsione strapubblicizzata a novembre 2016 che vedeva, nel 2017, l’anno più caldo di sempre… anche se mancavano ancora più di 30 giorni al suo inizio. Joe sottolinea l’enorme differenza tra la previsione di Maggio 2017 fatta a Marzo e quella di questi giorni. Una differenza non solo enorme, ma completamente ribaltata. Questa, per chi non lo avesse ancora capito, è l’ennesima dimostrazione che i modelli climatici e meteorologici, falliscono miseramente nel prevedere cosa accadrà in futuro… specialmente, aggiungo io, quando si è in presenza di bassa attività solare. Ma se vogliamo capire il perché di questi errori così mastodontici, bisognerebbe tornare a chiedersi se, tali modelli, considerano l’attività solare una COSTANTE o una VARIABILE. E la risposta, che noi di Attività Solare vi abbiamo dato tante volte, è che, purtroppo, non viene minimamente considerata. Per loro è costante… e come tale nei modelli è inutile inserirla.... Mostra articolo

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Caccia alle streghe aprile 26, 2017 7:00 am

E’ del 24 Aprile un articolo a proposito di un fatto di cronaca avvenuto negli USA in occasione della “Marcia per la Scienza” (“March for Science”, ndr), che si è tenuta qualche giorno fa. L’articolo titola così: 7 colpi di pistola sparati al National Space Science and Technology Center con possibile scopo intimidatorio verso gli scienziati dissidenti. Gli scienziati dissidenti che lavorano nel Centro di cui sopra, in Alabama, sono Dr. Roy Spencer e il Prof. John Christy, due dei più esperti scienziati nell’ambito della scienza del clima. La Scienza del clima con la “S” maiuscola, quella che si interroga, che fa parlare i dati reali, che non manipola. Non mi interessa entrare nel merito se questi spari fossero effettivamente rivolti a loro o meno, chi fosse l’esecutore e se ci fosse un mandante. Quello che colpisce dell’articolo è l’atmosfera, il clima (non meteorologico, però sta volta,… 😉 ) in cui questi e altri scienziati sentono di lavorare. Ecco come il Dr. Spencer ha commentato l’accaduto: Un totale di 7 colpi sono stati sparati nel nostro palazzo del National Space Science e Technology Center (NSSTC), qui a Uah durante il weekend.  Tutti i proiettili hanno colpito il 4° piano, dove si... Mostra articolo

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Current Snow Cover aprile 25, 2017 7:00 am

Figura 1: Questi diagrammi mostrano serie temporali (aggiornate quotidianamente) dell’estensione della copertura della neve (milioni di km2) su (a) aree del territorio emisfero settentrionale (esclusa Groenlandia), (b) Nord America e (c) Eurasia.   Figura 2: Questi diagrammi presentano serie temporali (aggiornati giornalmente) dell’attuale quantità di acqua immagazzinata dalla neve stagionale (chilometro cubo) su (a) aree del territorio emisfero settentrionale (esclusa Groenlandia), (b) Nord America e (c) Eurasia. Lo spessore della neve viene convertito in equivalente acqua utilizzando una densità climatologica ottenuta da dati di rilevazione della neve.   Fonte: https://www.ccin.ca/home/ccw/snow/current     Importantissimo il diagramma Fig.2a, che mostra in modo inequivocabile che c’è stato un forte aumento della quantità di neve caduta nell’emisfero nord. Se da un lato tale aumento può essere imputato al precedente periodo di El Niño, conclusosi nella primavera del 2016, dall’altro c’è da sottolineare che il calo delle temperature, dovuto alla diminuzione dell’attività solare (e quindi della TSI), ha fatto il suo bel lavoro. Una cosa è sicura: se non ci fossero state le condizioni ideali di TEMPERATURA, la neve non si sarebbe formata. Questo dimostra che il pianeta si sta raffreddando.   Buona giornata Bernardo Mattiucci Attività Solare  

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Eruzioni vulcaniche esplosive accese dalla miccia dei raggi cosmici: il vulcano come la Camera delle Bolle. aprile 23, 2017 7:00 am

Riporto l’abstract di un lavoro scientifico – che trovate qui – che mette in evidenza come ci sia un’altissima correlazione – statisticamente significativa – fra le eruzioni vulcaniche (di vulcani con magma ricco in silicio) e l’intensità dei raggi cosmici e, quindi, in ultima analisi, con l’attività solare. Niente di nuovo per noi, ma aggiungiamo dati scientifici importanti a sostegno di questa ipotesi 😉 Abstract I vulcani con magma altamente viscoso e ricco in silicio ha tendenza a produrre eruzioni esplosive violente, che creano disastri nelle comunità locali e che impattano fortemente sull’ambiente in senso globale. Abbiamo esaminato il timing di 11 eventi eruttivi, avvenuti negli ultimi 306 anni (dal 1700 DC al 2005 DC) che producevano magma ricco in silicio – si tratta di 4 vulcani in Giappone (Monte Fuji, Monte Usu, Myojin-sho e Satsuma-Iwo-jima). 9 degli 11 eventi si sono verificati durane le fasi in cui l’attività magnetica solare era assente (minimo solare), dato che è ben rappresentato dal numero delle macchie solari. Questa forte associazione fra il timing eruttivo e il minimo solare è statisticamente significativo ad un livello di confidenza del 97.6%. Questa [stessa] associazione non è osservata per le eruzioni dei vulcani con un magma relativamente povero... Mostra articolo

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Poveri ma Verdi aprile 22, 2017 7:00 am

Autore: Massimo Lupicino Data di pubblicazione: 21 Aprile 2017 Fonte originale: http://www.climatemonitor.it/?p=44256   Era il 1920 quando al termine di una conferenza durata un mese e tenuta presso il Madison Square Garden di New York, l’UNIA (Universal Negro Improvement Association and African Communities League) introdusse ufficialmente la “Bandiera Panafricana”: tre strisce orizzontali di colore rosso, nero e verde. Il rosso a simboleggiare il sangue versato per la libertà e che unisce tutte le persone di colore con antenati africani; il nero a simboleggiare la “nazione dei neri”, pur avulsa dall’esistenza stessa di uno stato-nazione; il verde a simboleggiare la ricchezza della terra d’Africa. Erano altri tempi, in cui la rivendicazione dei diritti civili elementari prevaleva su quel politicamente corretto che nel corso degli anni ha finito per trasformare una parola un tempo rivendicata con orgoglio e dai risvolti letterari in un insulto sanguinoso, la cui sola pronuncia è oggi causa di crisi isteriche di pianto per le conduttrici televisive super-liberal (e super-bionde) della CNN. Sistemato il “nero”, è poi toccato al “verde”. E qui l’operazione si è fatta più complessa. Se la ricchezza della terra africana è stata talmente apprezzata negli anni da suscitare appetiti finanziari e geopolitici di varia... Mostra articolo

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Il raffreddamento del Nord Atlantico continua… aprile 21, 2017 7:00 am

Buongiorno, guardate bene la sequenza di immagini qui sotto… Le immagini si riferiscono alle Anomalie di Temperatura Superficiale degli Oceani…. in questo caso del Centro e Nord Atlantico, tra il 14 e il 19 Aprile.   Il raffreddamento, visibile con i colori scuri (il nero indica un “non riscaldamento”, mentre le tonalità di blu indicano un raffreddamento vero e proprio) si muove continuamente all’interno della corrente nord-atlantica, la quale si origina dall’incontro della Corrente del Golfo con la Corrente del Labrador, spostandosi dalla zona del Nord-Ovest dell’Oceano Atlantico, in senso orario, verso le Azzorre, le Canarie, il Mar dei Caraibi e, infine, andando a raffreddare,sul nascere, la Corrente del Golfo. Un raffreddamento ciclico che sembra si sia innescato e che potrebbe presto diventare “semi-permanente”. Le conseguenze di tale raffreddamento sono prima di tutto la quasi totale assenza degli Uragani nell’Atlantico… il che potrebbe anche essere una buona cosa… …ma a seguito di tale raffreddamento, si espanderebbe il Blob Atlantico, l’area in blu visibile lungo le coste sud della Groenlandia, la quale aprirebbe le “porte” alle correnti atmosferiche che dal nord-atlantico convoglierebbero freddo e umidità verso l’Europa… provocando un’estate come quella del 2014. Ma se questo avviene nel breve termine, a... Mostra articolo

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Le cause della pausa nel riscaldamento globale aprile 20, 2017 7:00 am

Autore: Donato Barone Data di pubblicazione: 19 Aprile 2017 Fonte originale: http://www.climatemonitor.it/?p=44245   In un recente post G. Guidi ha segnalato un interessante articolo, pubblicato su Nature Climate Change. in cui C. Hedemann, T. Mauritsen, J. Jungclaus e J. Marotzke (da ora in avanti Hedemann et al., 2017) analizzano una possibile spiegazione della pausa nel riscaldamento del clima terrestre, verificatasi nel corso della prima decade del 21° secolo. The subtle origins of surface-warming hiatuses Giusto per ricordarlo a me stesso, la pausa o iato è stato un fenomeno piuttosto controverso che ha agitato le acque della climatologia nel corso degli ultimi anni: il trend di aumento delle temperature superficiali terrestri è diminuito rispetto agli anni precedenti per cui sembrava scricchiolare il principale assunto dell’AGW: maggiore concentrazione di diossido di carbonio atmosferico => maggiore aumento delle temperature superficiali terrestri. La pausa è stata riconosciuta come un fatto reale da molti ricercatori e, in modo alquanto sfumato, anche da IPCC che ha rivisto al ribasso i valori della Sensibilità Climatica all’Equilibrio; mentre molti altri ricercatori non hanno mai riconosciuto l’esistenza della pausa anzi ne hanno negato l’esistenza come nel caso di Karl et al., 2015. Le spiegazioni del fenomeno sono state molte, ma... Mostra articolo

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La Pausa c’è, malgrado tutto… aprile 19, 2017 7:00 am

Posted By Guido Guidi Data di pubblicazione: 18 Aprile 2017 Fonte originale: http://www.climatemonitor.it/?p=44241   Qualcuno ha ancora dei dubbi circa il fatto che lo studio ammazza-pausa uscito appena prima del summit di Parigi sia servito solo a spianare la strada agli accordi? Nature Climate Change: The subtle origins of surface-warming hiatuses Infingarde queste pause del riscaldamento globale. Non solo esistono, malgrado dopo aver individuato decine di possibili cause della loro occorrenza se ne sia decretata l’esistenza solo in dipendenza dal fatto che non siamo capaci di osservare correttamente il sistema – per la serie se la realtà non mi piace la cambio – ma continuano anche a mettere in discussione la validità delle proiezioni – per la serie l’immaginazione non basta. Secondo questo paper di fresca stampa, né i gap nelle osservazioni, né le altre ipotesi avanzate per spiegare perché malgrado la persistenza del forcing da CO2 la temperatura ha smesso di aumentare hanno centrato il problema. Per farlo, scrivono, bisogna guardare in alto, verso il top dell’atmosfera, con la consapevolezza che forse una spiegazione vera e propria non la troveremo mai. Sorge a questo punto un altro dubbio: ma se queste pause sono vere e dunque possibili, e se i... Mostra articolo

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Operazione “Immunizzazione”, ovvero come leggere la disinformazione e rimanere vivi. aprile 18, 2017 7:00 am

Quando leggi un articolo con questo titolo, puoi solo pensare che è un articolo “acchiappaclick” – l’articolo ha il seguente titolo: “Il cado è, e sarà in futuro, il killer silenzioso di centinaia di milioni di poveri“, pubblicato il 13.04.2017 su greenreport.it. Già il titolo contiene una grande falsità: la proiezione futura – in base a quali dati?, mi chiedo – che il caldo sarà la prossima piaga. Mi addentro nell’articolo, cercando disperatamente qualche dato scientifico o qualche grafico che illustri le proiezioni delle temperature dei prossimi anni. Invece niente, il vuoto. Scorrendo le righe, non si trova un solo link che rimandi a lavori scientifici dove andare a verificare le informazioni che l’articolo cerca di diffondere. Poco dopo l’inizio, ecco cosa si legge: Secondo un recente studio condotto da ricercatori britannici, anche se il mondo, nonostante Donald Trump, fosse in grado di limitare l’aumento della temperatura globale di 1,5° C  rispetto ai livelli pre-industriali, come previsto dalla più ottimistica ipotesi dell’Accordo di Parigi, entro il 2050,  ogni anno in megalopoli come Lagos in Nigeria e Shanghai in Cina circa 350 milioni di persone in potrebbe ancora essere esposti a ondate di caldo mortali ogni anno. Le stime dell’Institute for social... Mostra articolo

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“Siccità permanente” e record di piogge in California. aprile 17, 2017 7:00 am

A metà febbraio, se vi ricordate, scrivevo del pericolo che la Diga Oroville esondasse, a causa delle precipitazioni intense che si erano abbattute nella zona. A distanza di qualche mese, le Riserve Idriche godono di buona salute? Sembra di sì 🙂 E’ del 14 Aprile questo articolo in cui si annuncia ufficialmente che mai in Sierra Nevada si sono registrate precipitazioni così intense come quelle che ci sono state in questo anno – i dati provengono dal Dipartimento delle Risorse Idriche (Department of Water Resources, DWR). DWR ha riportato oggi [14.04.17, ndr] che le 8 stazioni di rilevamento del tempo hanno registrato circa 230 cm di precipitazioni, fra acqua e scioglimento della neve. Tali stazioni monitorano continuamente le precipitazioni dal 1920, nella zona che va dal Lago Shasta al bacino del Fiume American. Nell’articolo si dice anche che tale dato ha sorpassato il record precedente  – risalente al 1983 – di 225 cm circa. Si segnala, inoltre, che la stazione meteorologica n° 6, situata nei pressi del bacino del Tulare Lake – chiamata il “groud zero” della siccità quinquennale della California – ha registrato il 178% della quantità di precipitazioni che normalmente cadono durante un anno. Le precipitazioni totali hanno raggiunto... Mostra articolo

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