Tag Archive : clima

Si fa sul serio… marzo 29, 2017 7:00 am

Quando diciamo che dobbiamo aspettarci un periodo climatico difficile, non scherziamo. Intendiamo che bisogna essere pronti ad affrontare la violenza degli eventi estremi, di forte intensità. Guardate cosa sta succedendo in Australia – Ciclone Debbie, forza 4: La zona maggiormente colpita è quella del Queensland, con decine di migliaia di persone evacuate. La zona è senza energia elettrica. Il ciclone ha un occhio di 50 Km di diametro e sta provocando venti attorno ai 200 Km orari e più. Fonte: RT Documentary Channel Sara Maria Maestroni Attività Solare.  

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Unisci i puntini… marzo 28, 2017 7:00 am

Quando si cerca con l’intento di trovare, le cose interessanti saltano fuori. E’ vero che ci sono moltissimi siti, blog e pagine Facebook, senza contare trasmissioni televisive e conferenze cittadine, che battono il chiodo del Riscaldamento Globale, dicendo che il livello dei mari si alzerà di metri sommergendo le attuali città costiere e che in sostanza la terra esploderà per troppo caldo. E’ vero anche che ormai la rete sa offrire anche fonti alternative di informazione – certo, come dicevo all’inizio, bisogna avere chiaro cosa sto cercando: nuove informazioni o una conferma implicita delle mie credenze? In questa mia ricerca, sono incappata in un articolo di Novembre 2016, che mi è piaciuto perché mette in relazione fra loro molti eventi di cui parliamo anche noi qui sul blog e di cui ogni tanto si sente parlare anche nel main stream come notizia isolata. Ma sappiamo che il totale è maggiore delle somma delle singole parti: un conto è prendere le singole informazioni come separate fra loro, diverso è provare a collegarle. Il risultato finale sarà decisamente diverso. Quindi, cosa sta succedendo, in base alle informazioni che abbiamo a disposizione? Il numero di macchie solari sta diminuendo più velocemente di quanto ci si... Mostra articolo

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El Nino in formazione (regione 1+2) sulle coste occidentali del Sud America marzo 24, 2017 7:00 am

                   

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California Dreaming marzo 23, 2017 7:00 am

Autore: Massimo Lupicino Data di pubblicazione: 22 Marzo 2017 Fonte originale: http://www.climatemonitor.it/?p=44035   Qualche settimana fa lo psicodramma dell’ennesima scissione dell’atomo della politica italiana ci ha regalato, nel suo momento topico (!) una insolita spruzzatina di internazionalismo, proprio come in certi cine-panettoni di De Sica: riflettori puntati per un attimo sulla California, quindi, per parlare di “lavoro, sviluppo e innovazione”. E come declinare queste parole piene di speranza in salsa californiana, se non parlando di Elon Musk? È quello che faremo anche noi in questo articolo: parleremo di Elon Musk, e di lavoro, sviluppo e innovazione. E non di politica nostrana, che è servita in questo caso solo a fornire un prezioso assist per affrontare tematiche che, volenti o nolenti, con il clima e l’ambiente hanno a che fare, eccome. Il Genio Cominciamo col dire che Elon Musk gode presso la stampa liberal-mainstream di un privilegio non da poco: la qualifica indiscussa di “genio”. Qualcuno parla, più prudentemente, di “genio visionario”, come a dire che se tutto questo genio non riesci proprio a vederlo, è solo perché tu non hai la sua vision. Elon Musk è il proprietario di Tesla, la multinazionale integrata che produce macchine elettriche, batterie, pannelli solari.... Mostra articolo

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La colpa è sempre dell’uomo…. a prescindere! marzo 20, 2017 9:00 am

Avevo selezionato, nei giorni scorsi, una serie di articoli che avrei voluto commentare singolarmente. Leggendoli e rileggendoli, invece, mi è sembrato concedere loro un eccesso di importanza che, sinceramente, non meritano. Ve li propongo qui di seguito… con alcuni commenti:   Il Sahara forse trasformato in deserto dall’uomo La pastorizia all’origine del disboscamento e del nuovo clima Fonte: http://www.ansa.it L’ipotesi riportata (come verità assoluta) nell’articolo, è che la diffusione della pastorizia sia stata la causa principale della desertificazione del Sahara… a partire dalla regione del Nilo e spingendosi verso ovest. Ricordo che la guida, nella zona dell’Akakus (Libia sud-occidentale), parlava di ben altro. Ma forse mi sbaglio. Ad ogni modo… tra le righe dell’articolo, si legge chiaramente che la pastorizia crea desertificazione… pertanto se continuerete a mangiare carne, la colpa del deserto dell’Europa, sarà tutta vostra. Giudizio: ridicolo! Motivo? Nel mondo ci sono diversi deserti… C’è quello in Cile… e quello nella Namibia, ed entrambi arrivano a toccare l’oceano. Eppure sono zone talmente aride che non vi cresce neanche l’erba. Motivo? L’orografia del territorio… esattamente come avviene nel Deserto del Sahara… e la modificazione della direzione dei venti nel corso dei millenni. Essì… perché se qualcuno non lo sapesse, la... Mostra articolo

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Abbi dubbi sul ghiaccio e la CO2 che tutto può marzo 18, 2017 7:00 am

Autore: Guido Guidi Data di pubblicazione: 17 Marzo 2017 Fonte originale: http://www.climatemonitor.it/?p=43989   Incredibile ma vero, leggete qua: We are a long way from having skill in predicting natural variability on decadal time scales Ebbene sì, siamo molto distanti dall’avere la capacità di prevedere con efficacia le dinamiche della variabilità naturale a scala temporale decadale. In poche parole, non siamo in grado di fare le previsioni climatiche che servirebbero, quelle cioè che sarebbero utilizzabili in termini di policy. A rilasciare questa dichiarazione su Science Daily è l’autore di un paper appena pubblicato su Nature Climate Change, il cui messaggio chiave è ancora più dirompente della frase che abbiamo appena letto. Il paper è questo. Influence of high-latitude atmospheric circulation changes on summertime Arctic sea ice La frase chiave: Internal variability dominates the Arctic summer circulation trend and may be responsible for about 30–50% of the overall decline in September sea ice since 1979 Stando ai risultati ottenuti da questo studio, che compie un’analisi dei pattern di circolazione atmosferica alle alte latitudini negli ultimi decenni, una parte consistente del declino dell’estensione del ghiaccio artico sarebbe da attribuire alla variabilità naturale. Una configurazione barica persistente che avrebbe indotto una ventilazione in grado di... Mostra articolo

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Analisi raffreddamento stratosfera-parte 2° marzo 13, 2017 7:00 am

Vorrei aprire questa seconda parte di riflessioni sul comportamento della stratosfera, spiegando i veri motivi per cui i ghiacci polari arrancano nella ripresa, dimostrando tuttavia un processo di raffreddamento già in atto da tempo (vedi stratosfera), ma in netta accelerazione negli ultimi anni. Intanto, per quanto il meno influente, c’è da sottolineare un costante e moderato vulcanismo marino, che si estende dalla Groenlandia orientale fino alle coste della Siberia, rilasciando discrete quantità di calore in acqua. Bisogna poi tener conto che l’acqua ha un elevato coefficiente termico, quindi raffredda o riscalda in modo estremamente lento; facendo una classifica, la prima a raffreddarsi è l’alta atmosfera, poi dopo un po’ le terre continentali, e per ultimo, gli oceani. Molto importante è osservare l’andamento del campo magnetico terrestre, in quanto nei casi di forte indebolimento, come adesso, accelerano e aumentano i movimenti crostali. Il 2016, ad esempio, in Italia (e non solo), è stato un annus horribilis per quanto riguarda i terremoti. Il Polo Nord Magnetico è stato scoperto dagli scienziati nel 1831. Dal 1904, il Polo ha iniziato lo spostamento a nordest ad un ritmo costante di circa 9 miglia (15 chilometri) all’anno. Nel 1989 si è avuta una accelerazione, e... Mostra articolo

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Lab: un articolo mainstream alla lente di ingrandimento. marzo 12, 2017 7:00 am

Mentre davo un’occhiata ai vari articoli sul clima&C., mi imbatto in questo articolo sul Post, che titola: “Per il nuovo capo dell’EPA, non siamo noi la causa del riscaldamento globale“. Dico ad alta voce: “Finalmente una bella notizia” e fiduciosa vado a leggermi l’articolo. Mi accorgo subito che il tono non è quello che il titolo fa presagire, anzi… fin dal primo paragrafo, ci viene ricordato – come un mantra – che tutta la comunità scientifica è concorde che la CO2 è la principale causa del riscaldamento globale. E come dimenticarci dei numerosissimi studi scientifici che dimostrano ciò, studi effettuati da Centri autorevoli, come NASA, NOAA (National Oceanic and Atmospheric Adimistration) e la stessa EPA (Agenzia per la Protezione dell’Ambiente). Ok, fermiamoci qui un momento. Mi vengono in mente a caso alcuni articoli degli ultimi mesi: a proposito del consenso, questo merita. Arrivati in fondo, scoprirete che il consenso nella comunità scientifica si aggira attorno al 10% – no, non ho dimenticato uno zero… 😉 Se invece ci addentriamo nell’affidabilità degli studi della NOAA, beh, qui la lista si allunga enormemente: solo noi, ne abbiamo parlato qui, qui e qui. Il succo degli articoli che ho appena richiamato,  è che: i... Mostra articolo

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“E se usassimo Photoshop…?” – chiese qualcuno… marzo 11, 2017 7:00 am

Secondo questo articolo, MSN avrebbe usato Photoshop sulla foto dei pinguini che vedete qui sotto – si chiama “fake-news”. Lo dice il Direttore Emerito del Campus “Sierra Nevada Campus”, della San Francisco State University e autore di Landscapes & Cycles: An Environmentalist’s Journey to Climate Skepticism.  Nell’articolo, si dice che MSN sembra essere la fonte delle notizie sul clima, improntate alla paura, e delle fake news climatiche, che hanno alimentato la loro storia che va sotto il titolo di “L’Antartico raggiunge temperature calde da record di 17,5 °C”. Il tutto accompagnato da una fotografia, a cui è stato fatto un photoshop di pessima qualità, che mostra un blocco di ghiaccio a forma di fungo, poggiato sopra una roccia. La foto insospettisce per diversi motivi: prima di tutto, la foto deve essere stata scattata dalla parte opposta da dove il “record” di temperatura si sarebbe verificato. In secondo luogo, solo uno scalatore esperto avrebbe potuto raggiungere il tetto di un pezzo di ghiaccio del genere e avrebbe comunque incontrato difficoltà; sembra difficile immagine che lo possano avere fatto dei pinguini. Infine, cosa non da poco, se ingrandite di molto l’immagine, si possono cogliere 3 differenti densità di pixel, sui pinguini, sul pezzo... Mostra articolo

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….e comunque in Nord America fa ancora molto freddo! marzo 10, 2017 7:00 am

  Con previsioni nevose nel Nord-Est…   10 Day GFS snow totals on GFS, 18z pic.twitter.com/RG5n4RBEGz — Joe Bastardi (@BigJoeBastardi) March 9, 2017   Se le previsioni verranno confermate, per loro sarà il mese di marzo più freddo da parecchi decenni… visto che nel nord del Canada sono presenti ancora temperature dell’ordine di -60°C!!!!!   Buona giornata Bernardo Mattiucci Attività Solare  

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Consenso sul non consenso marzo 9, 2017 7:00 am

Autore: Guido Guidi Data di pubblicazione: 08 Marzo 2017 Fonte originale: http://www.climatemonitor.it/?p=43923   Il potere della ragione non smetterà mai di stupirmi, come non lo faranno i numeri. Allora leggetevi quello che segue, è un commento lasciato da un lettore che ha deciso di usare sia la ragione che i numeri per smontare in due minuti una delle più grosse stupidaggini che girino nel mondo del clima e dei suoi dintorni, quella che ci sia un soverchiante consenso nell’ambito scientifico sulle dimensioni e sulla gravità del contributo antropico alle dinamiche del clima. Non c’è referaggio né uso di particolari tecniche statistiche, solo applicazione della ragione e forza dei numeri. E’ per questo che, sollecitato da quanti condividono con me queste pagine, ho deciso di riproporlo in forma di post. Tra qualche giorno, quando sarà meno visibile, lo metterò anche in home page perché resti a disposizione di tutti. Qui, a casa mia, a casa nostra, a casa vostra. Buona lettura e grazie a Gianluca!     Il 6 marzo 2017 il lettore di ClimateMonitor Gianluca, nel rispondere al lettore giuliog02 , cita la sua frase: “Non credo cambi a livello dei ricercatori e degli scienziati, quasi tutti convinti che sia... Mostra articolo

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Come costruire una bugia e renderla vera – parola di IPCC! marzo 8, 2017 7:00 am

Pensavo di presentare un riassunto dell’articolo, credendo che fosse come quelli che ultimamente troviamo in rete e che sbugiardano la teoria del riscaldamento globale di origine antropica. Dopo averlo letto, ho cambiato idea: è fra i più interessanti che ho studiato perché descrive i passaggi che hanno portato l’IPCC a costruire la teoria dell’AGW, sottolineando le leve psico-sociologiche che hanno usato per dare la maggiore diffusione possibile alla teoria e garantirsi la migliore copertura. Ne vale la lettura, credetemi! Opinione dell’Ospite, Dott. Tim Ball Mae West ha detto una frase rimasta famosa: Sono stato ricco e sono stato povero. Credetemi, ricco è meglio. Come storico del clima, posso parafrasare quanto sopra, riferendola al clima: E’ stato caldo ed è stato freddo. Credetemi, caldo è meglio. Penso che la dichiarazione da parte del Gruppo Intergovernativo sul Cambiamento Climatico (IPCC, Intergovernmental Panel on Climate Change) che la CO2 umana stia causando un riscaldamento sia sbagliata. Loro hanno creato il risultato che volevano, che non doveva considerare il riscaldamento, ma fermare lo sviluppo economico e ridurre la popolazione. Loro hanno selezionato i dati e i meccanismi necessari per confermare le loro ipotesi, hanno manipolato i dati dove necessario, incluso riscrivere la storia del clima.... Mostra articolo

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Situazione mari nel mondo… marzo 7, 2017 7:00 am

OCEANO ATLANTICO La situazione non è delle migliori in previsione della stagione estiva che si intravede all’orizzonte (ok, mancano ancora dei mesi…). La zona a ridosso della Groenlandia è molto fredda… Ma anche quella a largo delle coste occidentali dell’Africa lo è. Questo significa che il calore della Corrente del Golfo non completa l’intero percorso. Conseguenze? In teoria un graduale raffreddamento ancora per un paio di mesi. Poi dovrebbe iniziare l’attenuazione per via dell’insolazione che aumenta. Ricordiamoci che gli oceani sono un sistema dinamico sia orizzontalmente che verticalmente. Ovvero l’acqua viene scambiata sia sulla superficie, tramite le correnti termoaline che spostano il calore da un punto all’altro del pianeta (specialmente verso i poli), sia verticalmente… tra acque superficiali e acque profonde.   OCEANO PACIFICO   La situazione è ad un punto di svolta. Ci siamo lasciati alle spalle il poderoso EL Niño del 2015 che aveva colorato di rosso acceso l’intero oceano sulle carte SSTA… e ci ritroviamo con una situazione di totale neutralità. Le SSTA ci indicano un sostanziale raffreddamento… pertanto, almeno fino a fine mese, del nuovo El Niño non se ne dovrebbe parlare affatto. Vedremo come evolve la situazione, specialmente per l’enorme macchia blu verso l’Alaska!  ... Mostra articolo

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Global Climate Disruption? marzo 5, 2017 7:00 am

  C’hanno ragione sempre loro…  

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analisi raffreddamento stratosfera – 1° parte marzo 4, 2017 7:00 am

Ad oggi si cercano di intravedere in troposfera dei segni che possano farci pensare a una inversione di tendenza climatica . Invece, ed è questo l’argomento sul quale si incentrerà il mio articolo, esiste una zona del nostro globo che già da anni risente in maniera sensibile di un raffreddamento. Partiamo da considerazioni totalmente climatiche: dimostrare che i cambiamenti in alcuni parametri climatologici siano di ordine globale. C’è un parametro dalle caratteristiche globali che segna una netta diminuzione effettivamente correlabile a questo minimo solare e all’indebolimento della corrente del Golfo.Questo parametro riguarda la nostra stratosfera. Partiamo da un concetto fisico. Una delle caratteristiche sia della troposfera che degli oceani , è quella di subire delle modificazioni termiche in qualche maniera ritardate rispetto agli imput fisici che le generano. Per esempio, in troposfera pur arrivando il sole al picco della sua energia radiante nel mese di Giugno, gli effetti maggiori del riscaldamento si registrano storicamente nei primi giorni di Agosto/fine luglio, cioè quasi un mese e mezzo dopo, cosi anche in inverno, pur arrivando il sole alla minima declinazione nel mese di Dicembre, è Febbraio il mese invernale in cui si registrano temperature più basse. Negli oceani poi, oltre a esserci... Mostra articolo

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E’ il vapore acqueo, non la CO2 marzo 3, 2017 19:06 pm

Commento: “La Terra si sta certamente scaldando da quando abbiamo aggiunto tutta quella CO2 in atmosfera, dalla combustione di combustibili fossili”. Risposta: “Dimentica la CO2. Il vapore acqueo è il più importante gas serra. Lui controlla la temperatura della Terra”. E’ vero che il vapore acqueo è ciò che dà il maggior contributo all’effetto serra della Terra. In media, probabilmente spiega circa il 60% dell’effetto riscaldante. Comunque, il vapore acqueo non controlla la temperatura della Terra, ma è invece controllato dalla temperatura. Questo perché la temperatura dell’atmosfera circostante limita il valore massimo di vapore acqueo che l’atmosfera può contenere. Se un volume di aria contiene la sua quantità massima di vapore acqueo e la temperatura diminuisce, un parte del vapore acqueo condenserà per formare acqua liquida. Ecco perché le nuvole si formano da aria calda contenente vapore acqueo, che sale e si raffredda alle alte quote, dove il vapore condensa in piccole gocce che creano le nuvole. L’effetto serra, che ha mantenuto la temperatura della Terra a livelli caldi a sufficienza da permettere alla civilizzazione umana di svilupparsi negli ultimi passati millenni, è controllato dai gas non condensabili, soprattutto biossido di carbonio, CO2, con piccoli contributi di metano, CH4, ossido... Mostra articolo

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Parliamo ancora di dati… truccati? marzo 3, 2017 7:00 am

Ne abbiamo parlato i primi giorni del mese scorso, qui e qui. Un nuovo articolo, apparso in rete qualche giorno fa, riporta all’attenzione del pubblico e, prima di tutto, della comunità scientifica, la questione: la NOAA ha davvero manipolato i dati? Il ricercatore NOAA arrivò [davvero] a queste stupefacenti conclusioni, che contraddicevano le abbondanti prove concrete provenienti dai dati satellitari così come dai sistemi di monitorato oceanici e terrestri? La questione è tutt’altro che leggera: c’è in gioco la credibilità della NOAA (National Oceanic and Atmosferic Administration). E sembra che già in passato, non sia stata trasparente nel rendere noti i dati su cui basava i propri studi: Come abbiamo riportato a Novembre 2015, l’Amministrazione Obama osteggiava le loro richieste di avere i dati. Dopo diversi mesi di resistenza da parte della NOAA, la commissione è stata costretta ad emettere un mandato di comparizione per ottenere le informazioni dovute. Nonostante ciò, l’allora Amministratore della NOAA, Kethryn Sullivan, si rifiutò di fornire i dati, anche quando Chairman Smith la minacciò di agire azioni legali contro di lei per ostruzione alla legalità del Congresso, dovere costituzionale delle agenzie esecutive. Quasi senza ombra di dubbio, l’Amministratrice Sullivan stava agendo sono le direttive della... Mostra articolo

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Abbiamo smaltito (quasi tutto) il calore dovuto a El Niño marzo 1, 2017 9:40 am

Inutile negarlo, la temperatura del pianeta Terra dipende quasi completamente da quella degli oceani. Tra il 2015 e il 2016 gli oceani sono riscaldati parecchio e questo per una complessa serie di eventi che hanno agito in contemporanea, amplificando gli effetti del calore oceanico. Guardando le carte delle SST (Sea Surface Temperature), ovvero le temperature ASSOLUTE (e non le anomalie che dipendono dal periodo di riferimento climatico), si evince un forte riscaldamento oceanico proprio nel 2016.         Guardatele bene… perché ci sono molti spunti di discussione in queste carte. Ora che siamo nel 2017 ed è trascorso un anno, durante il quale le notizie allarmistiche del mese/anno più caldo di sempre si sono susseguite a ritmi incessanti… addirittura con molti mesi di anticipo rispetto ai periodi temporali cui ci si riferiva (mettetevi l’anima in pace perché hanno già deciso che il 2017 sarà l’anno più caldo di sempre, anche se non hanno la più pallida idea di cosa potrebbe accadere…), andiamo a vedere qual’è la situazione delle SST attuali:       Guardando le tre immagini, cosa si nota? Semplicemente che il riscaldamento oceanico verificatosi tra il 2015 e il 2016 è scomparso… e le SST sono... Mostra articolo

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CO2, numeri impossibili… O forse no? febbraio 28, 2017 7:00 am

Autore: Guido Guidi Data di pubblicazione: 26 Febbraio 2017 Fonte originale: http://www.climatemonitor.it/?p=43827   Vengo a conoscenza tramite Twitter di un paper di recentissima pubblicazione su Global and Planetary Change: Blockbuster Paper Finds Just 15% Of CO2 Growth Since Industrialization Is Due To Human Emissions https://t.co/COI2ReKhYG via @notrickszone — P Gosselin (@NoTricksZone) February 26, 2017 In pratica si tratta di una revisione sostanziale del ciclo del carbonio, attraverso la quale l’autore (singolo) giunge a due conclusioni piuttosto sorprendenti per quanto si allontatano dal paradigma cui siamo abituati su questo argomento. Numeri a parte, che vedremo brevemente tra poco, l’innovazione più significativa nell’approccio alla definizione dellle dinamiche che regolano i ruoli dei fattori sorgente e assorbente delle emissioni, è quella di considerarli dipendenti dalla temperatura, quindi tutt’altro che stabili nel tempo, con la capacità del sistema di “gestire” l’assorbimento che varia al variare della temperatura. Una instabilità o, se credete, una predisposizione al cambiamento, di cui in larga misura non si tiene conto nei lavori che sono alla base delle assunzioni dell’IPCC, focalizzate essenzialmente sulle fonti di emissione antropica. Di qui le differenze sostanziali. Il consenso scientifico, per come è espresso dall’IPCC, infatti, assume che la CO2 originata dalle emissioni antropiche avvenute... Mostra articolo

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Caos nel Sistema Solare! febbraio 25, 2017 7:00 am

Autore: Guido Guidi Data di pubblicazione: 24 Febbraio 2017 Fonte originale: http://www.climatemonitor.it/?p=43813     Calma, non è del prossimo armageddon che stiamo parlando, né si vuole cavalcare l’onda emozionale della rivelazione fatta dalla NASA appena un paio di giorni fa circa l’esistenza di un sistema solare ad “appena” 39 anni luce di distanza dal nostro attorno alla cui stella orbitano sette pianeti di cui tre potrebbero avere, per distanza dalla loro fonte di energia, caratteristiche assimilabili a quello che noi chiamiamo “abitabile”. Si parla piuttosto di uun paper uscito su Nature in cui, attraverso l’analisi di rocce sedimentarie databili a 90 milioni di anni fa, si ricostruisce la relazione tra clima e forzante astronomica, confermando quella che sin qui era più che altro un’intuizione, e cioè che le variazioni dell’orbita dei pianeti che girano attorno al Sole possano avere una componente caotica dovuta a piccole interazioni tra i pianeti stessi. Science Daily: From rocks in Colorado, evidence of a ‘chaotic solar system’ Nature: Theory of chaotic orbital variations confirmed by Cretaceous geological evidence Con le conferme che gli autori di questo studio portano alla teoria, si spera di riuscire a inquadrare con più accuratezza le variazioni climatiche a scala geologica in funzione... Mostra articolo

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Il Carbone è il nemico, usiamo il Carbone febbraio 24, 2017 7:00 am

Autore: Guido Guidi Data di pubblicazione: 23 Febbraio 2017 Fonte originale: http://www.climatemonitor.it/?p=43807     Questa notizia, se non fosse paradossale, sarebbe davvero divertente. Come in moltissimi (quasi tutti) settori di applicazione, anche in campo climatico gli Stati Uniti sono davanti a tutti. Nella ticerca, negli investimenti, nella modellistica, nelle pubblicazioni…e, naturalmente, anche soprattutto in prima linea nella lotta al nemico pubblico numero uno, il riscaldamento globale e i suoi derivati. I più famosi e impegnati scienziattivisti climatici – nuova specie sviluppatasi con lo specifico scopo di salvare il pianeta – sono americani. Negli USA e dagli USA sono gestiti tre dei dataset della temperatura globale più utilizzati, con uno di questi, quello del GHCN, che è praticamente la base di tutti gli altri. Per gestire tutti questi dati e per far girare modelli di simulazione climatica capaci di arrivare fino all’anno 3000 e oltre (con il nobile scopo di dare a tutti un’idea di cosa indossare in quei giorni se dovesse capitare di fare una gita), c’è bisogno di una spropositata capacità di calcolo, che ovviamente non basta mai. E così, qualche anno fa, l’NCAR (National Center for Atmospheric Research), famoso istituto di ricerca con sede in Colorado, decise, chiese... Mostra articolo

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L’Altalena del Clima nell’Era Glaciale – Eventi, Meccanismi e Conseguenze Storiche febbraio 22, 2017 7:00 am

Autore: Luigi Mariani Data di pubblicazione: 21 Febbraio 2017 Fonte originale: http://www.climatemonitor.it/?p=43790   Riassunto Partendo dal ricco materiale presentato nella review a firma Javier, apparsa alcuni giorni or sono sul sito di Judith Curry, parleremo degli eventi di Dansgaard-Oeschger (D-O) e degli eventi di Heinrich (H) discorrendo in particolare delle possibili cause e degli effetti sugli ecosistemi e sulle popolazioni umane che vissero in Eurasia alle medie latitudini durante l’ultima era glaciale. Abstract Starting from the wide review of Javier issued a few days ago on the web site of Judith Curry (https://judithcurry.com/2017/02/17/nature-unbound-ii-the-dansgaard-oeschger-cycle/ ), we talk about the Dansgaard-Oeschger events (D-O) and the Heinrich events (H) discussing in particular the causes and the effects on the ecosystems and human / hominid populations living in Eurasia at mid latitudes during the Wurm glaciation. LA SCOPERTA DEGLI EVENTI D-O E DEGLI EVENTI H Gli eventi di Dansgaard-Oeschger (di qui in avanti indicati come eventi D-O) sono eventi climatici il cui elemento più caratteristico è un forte ed improvviso aumento delle temperature dell’aria in Artico, per cui possono essere fatti ricadere nella categoria degli “abrupt climate changes”. La scoperta di tali eventi nella glaciazione di Wurm si deve a Willi Dansgaard, il quale... Mostra articolo

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L’equazione dell’Antropoche? febbraio 21, 2017 7:00 am

Autore: Donato Barone Data di pubblicazione: 17 Febbraio 2017 Fonte originale: http://www.climatemonitor.it/?p=43763     Qualche giorno fa G. Guidi ha pubblicato un post in cui si faceva cenno all’articolo, pubblicato sulla rivista The Anthropocene Review dal titolo, The Anthropocene Equation  di O. Gaffney & W. Steffen (da ora Gaffney et al., 2017). Incuriosito dal termine “equazione” associato ad Antropocene, sono andato a leggere l’articolo. Man mano che andavo avanti i dubbi e le perplessità aumentavano in modo esponenziale fino all’apoteosi finale. Ho fatto passare qualche ora ed ho riletto l’articolo. Il mio giudizio non è cambiato di una virgola: è un articolo che lascia allibiti sia dal punto di vista matematico che logico. Procediamo, però, con ordine. Da un punto di vista puramente astratto il sistema Terra può essere rappresentato da un’equazione differenziale (1) in cui E sta per Earth, A per astronomico e G per geofisico. Tradotto significa che la variazione nel tempo del sistema Terra è una funzione di due variabili: una astronomica e l’altra geofisica. La variabile astronomica tiene conto del fatto che le condizioni del sistema terrestre dipendono da forzanti orbitali ovvero dalle variazioni di quantità di energia ricevuta che la Terra subisce a seconda delle posizioni... Mostra articolo

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Global Warming e Comportamenti Violenti febbraio 18, 2017 7:00 am

Autore: Massimo Lupicino Data di pubblicazione: 16 Febbraio 2017 Fonte originale: http://www.climatemonitor.it/?p=43729     con molta emozione che mi accingo finalmente a coronare un sogno: pubblicare una perla climatica prima dei nostri giornali mainstream. Mi tremano le mani mentre scrivo, tale e tanta l’emozione. Ma non rinuncerò per questo al privilegio di citare qualche fatto alternativo in sede di commento. Allora, dopo aver scoperto qualche mese fa che in Svezia si stupra di più per colpa dell’effetto serra, adesso scopriamo una verità ancora più scomoda, ovvero che qualsiasi cosa vada male su questo Pianeta, è riconducibile al global warming, rigorosamente antropogenico. È Zerohedge a fornire l’assist facendo riferimento ad un articolo pubblicato dalla “Association for Psychological Science” frutto del pregevole lavoro di tale Courtney Plante, postdoctorate fellow alla Iowa State University. Plante studia gli effetti del climate change sulla violenza, “media immersion”, “fantasy” e “fan groups”. Insomma, non si capisce cosa faccia, ma probabilmente salva il mondo anche lui. Provo a riassumere di seguito l’articolo in questione, compito assai arduo come sovente accade in casi come questo. Cappello dell’articolo: “Il global warming antropogenico è un fatto incontestabile, come le sue conseguenze: siccità, alluvioni, scarsità di cibo (!?) e fenomeni estremi.... Mostra articolo

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