Tag Archive : atlantico

Forte aumento del ghiaccio marino artico nel mese di maggio maggio 20, 2017 21:00 pm

A maggio il ghiaccio artico continua ad essere più ampio di quanto non sia stato recentemente. Come riportato in precedenza, il ghiaccio dell’Atlantico è superiore alle medie precedenti. Date: 20/05/17 / di Ron Clutz, Science Matters L’immagine qui sotto mostra una sorprendente crescita dal giorno 120 (30 aprile), con una pausa che è avvenuta negli ultimi giorni. L’andamento è differente nella zona dei ghiacci del Pacifico, in particolare nello Stretto di Bering che ha iniziato la stagione dello scioglimento prima del previsto, e ora si estende verso il mare di Chuchi, all’interno dell’attuale bacino Artico. Il grafico seguente mostra come nei giorni recenti del 2017 i livelli di ghiaccio del NH sono cresciuti al di sopra della media, anche se frenato dallo scioglimento prematuro del ghiaccio nella zona del Pacifico, in particolare, come visto nello Stretto di Bering. Da notare che dal giorno 138, cioè ieri, il ghiaccio del NH nel 2017 era ~ di 200k km2 al di sopra della media, 300k sopra le stime di SII, 600k al di sopra del 2007 e quasi 800k km2 più dello scorso anno. Il grafico seguente ha dello straordinario e mostra il ghiaccio artico esclusi i mari del Pacifico, di Bering e... Mostra articolo

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Condizione attuale Oceano Atlantico: in fase di raffreddamento! maggio 10, 2017 16:44 pm

  Questa è la situazione attuale della parte nord dell’Oceano Atlantico. Il golfo del messico è in “forte” raffreddamento (fino a circa -1.8°C)…   …mentre a sud-est dell’isola di Terranova, l’anomalia negativa che incide sul naturale percorso della Corrente del Golfo, è di -5.5°C circa.   Guardando i dati il raffreddamento è evidente in tutta la sua drammaticità:   Sono infatti 10 anni circa che la parte nord dell’Oceano Atlantico si sta raffreddando. Ed è esattamente ciò che andiamo ripetendo noi da moltissimo tempo. Evidentemente, però, la gente continua a confondere la temperatura attuale dell’aria con il calore immagazzinato nell’oceano. Molto semplicemente, se l’oceano si raffredda, viene a mancare il calore necessario a riscaldare l’aria. Questa quindi tenderà a raffreddarsi e ad oscillare sempre più vistosamente tra il periodo “invernale” e quello “estivo”. Ovvero risentirà sempre più della presenza di masse d’aria fredda e calda. Un clima via via più dinamico… che comporta, però, inevitabili eventi meteo… anche estremi… ed eventualmente fuori stagione, i quali tenderanno a raffreddare ulteriormente l’aria e ad amplificare, quindi, l’effetto raffreddante dovuto alla mancanza di calore oceanico. A lungo andare, tale andamento, non può che provocare un raffreddamento “regionale” e, di conseguenza, un aumento dei... Mostra articolo

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Un ciclone in pieno Atlantico e l’estate in forse! maggio 8, 2017 7:00 am

A metà gennaio dissi, in un commento, che a causa del raffreddamento del Nord Atlantico, la primavera sarebbe stata fredda e l’estate in forse. Nel nord Italia le temperature, nonostante sia ormai Maggio, scendono ancora sotto i 5°C come minima. E spesso non superano i 10°C neanche in pieno giorno. Forse la mia previsione si è rivelata corretta…. ma abbiamo ancora 45 giorni davanti e tutto potrebbe ancora cambiare (anche se le premesse non sono buone) verso un caldo esteso e stabile. Ma l’estate, come sarà?       Come potete vedere, nel bel mezzo del Nord Atlantico è presente un ciclone di notevoli dimensioni. La particolare rotazione antioraria, sta spingendo l’acqua fredda del nord Atlantico verso sud-ovest rallentando la Corrente del Golfo, già da tempo piuttosto indebolita.     In questo ingrandimento possiamo vedere come ci sia una zona molto fredda, di colore celeste, che ha già “bloccato” temporaneamente la CdG. La corrente tornerà presto a scorrere… ma nel frattempo tutto ciò che sta ad est di quella zona si sta raffreddando. Anche il Mar Mediterraneo, precedentemente riscaldatosi a fine Aprile, è tornato a cedere calore.     Da questa immagine possiamo notare che la temperatura superficiale del mare... Mostra articolo

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Il raffreddamento del Nord Atlantico continua… aprile 21, 2017 7:00 am

Buongiorno, guardate bene la sequenza di immagini qui sotto… Le immagini si riferiscono alle Anomalie di Temperatura Superficiale degli Oceani…. in questo caso del Centro e Nord Atlantico, tra il 14 e il 19 Aprile.   Il raffreddamento, visibile con i colori scuri (il nero indica un “non riscaldamento”, mentre le tonalità di blu indicano un raffreddamento vero e proprio) si muove continuamente all’interno della corrente nord-atlantica, la quale si origina dall’incontro della Corrente del Golfo con la Corrente del Labrador, spostandosi dalla zona del Nord-Ovest dell’Oceano Atlantico, in senso orario, verso le Azzorre, le Canarie, il Mar dei Caraibi e, infine, andando a raffreddare,sul nascere, la Corrente del Golfo. Un raffreddamento ciclico che sembra si sia innescato e che potrebbe presto diventare “semi-permanente”. Le conseguenze di tale raffreddamento sono prima di tutto la quasi totale assenza degli Uragani nell’Atlantico… il che potrebbe anche essere una buona cosa… …ma a seguito di tale raffreddamento, si espanderebbe il Blob Atlantico, l’area in blu visibile lungo le coste sud della Groenlandia, la quale aprirebbe le “porte” alle correnti atmosferiche che dal nord-atlantico convoglierebbero freddo e umidità verso l’Europa… provocando un’estate come quella del 2014. Ma se questo avviene nel breve termine, a... Mostra articolo

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Se Lo Dice La NOAA… aprile 7, 2017 7:00 am

Posted By Guido Guidi Data di pubblicazione: 6 Aprile 2017 Fonte originale: http://www.climatemonitor.it/?p=44170 Beh, lo dice e basta. E ve lo riporto pari pari: In conclusione, né le nostre proiezioni modellistiche per i 21° secolo, né le nostre analisi dei trend del numero degli uragani e delle tempeste tropicali in Atlantico negli ultimi 120 e più anni, supportano l’idea che il riscaldamento indotto dai gas serra possa portare ad un significativo aumento nel numero totale delle tempeste tropicali o degli uragani in Atlantico. I nostri studi modellistici prevedono un importante (circa 100%) aumento degli uragani atlantici di categoria 4-5 nel 21° secolo, ma stimiamo che questo aumento possa non essere distinguibile fino alla seconda metà del secolo. Un interessante presa di posizione questa della NOAA. Lo spauracchio del clima (e del tempo ad esso correlato) già impazzito può, evidentemente attendere. E dovrà farlo almeno per qualche altra decade, se non per buona parte di questo secolo. In particolare, c’è da sottolineare il fatto che in quanto osservato sin qui, negli anni del global warming ruggente, non è possibile distinguere alcun segnale di cambiamento che abbia un’ampiezza tale da non essere compreso nella normale variabilità di origine naturale di questi eventi, sia... Mostra articolo

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Corrente del Golfo: superato il punto di non ritorno? aprile 2, 2017 7:00 am

Si è parlato spesso della Corrente del Golfo e del suo reale stato. La comunità scientifica è divisa essenzialmente in due parti… Da un lato abbiamo quelli che sono convinti che la CdG stia ancora bene e che un suo, comunque improbabile, indebolimento, non avverrà prima di qualche migliaio di anni… anche se una stima così aleatoria denota una volontà di negare, di fatto, un qualche tipo di indebolimento. Dall’altro lato, invece, ci sono quelli che affermano, dati alla mano, che la CdG sia ormai in procinto di superare un “punto di nn ritorno”, ovvero una condizione di temperatura e salinità delle acque di superficie che ne fanno parte, oltre la quale si ha una sorta di “blocco” della corrente stessa. Ora… tra gli appassionati di clima e meteo, che si interessano di queste tematiche, si sono creati anche qui 2 schieramenti contrapposti. Il primo, quelli convinti che un improbabile blocco della CdG possa provocare uno scenario alla The day after tomorrow, il noto film di Hollywood, il quale, come dicolo loro, è una palese esagerazione cinematografica… un’americanata insomma… Il secondo, invece, è convinto che il rallentamento della CdG è già in corso da qualche anno (in realtà è da... Mostra articolo

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Contenuto di calore del Nord Atlantico, AMO e clima europeo gennaio 27, 2017 12:00 pm

Autore: Franco Zavatti e Luigi Mariani Data di pubblicazione: 24 Gennaio 2017 Fonte originale: http://www.climatemonitor.it/?p=43434     The thing we’ve all forgotten is the heat storage of the ocean – it’s a thousand times greater than the atmosphere and the surface.  James Lovelock   Riassunto: Il contenuto di calore dell’oceano (OHC, Ocean Heat Content, in unità di 1022 joule) è una misura dell’energia accumulata a diverse profondità. Analizzando le serie storiche di OHC si osserva che dal 2005-2006 è in atto, sia nell’oceano globale che nell’intero Atlantico, un periodo di stasi (o di crescita a tasso inferiore a quello precedente) del contenuto di calore. In tale contesto un caso particolare è costituito dal trend negativo in atto nell’OHC del Nord Atlantico che potrebbe avere ripercussioni sensibili sul clima a livello europeo e italiano. In questo scritto vengono analizzate le oscillazioni di OHC dell’Atlantico settentrionale e messe in relazione con AMO, discutendo anche di alcuni possibili ripercussioni del raffreddamento in atto sulla frequenza e persistenza degli anticicloni dinamici di blocco che sono strutture circolatorie di primaria importanza per il nostro clima. Abstract: The Ocean heat content (OHC, in units of 1022 joule) is a measure of the cumulated energy in various oceanic layers. From... Mostra articolo

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Nord-Ovest dell’Atlantico in rapido raffreddamento gennaio 16, 2017 7:00 am

Guardate le differenze..         Il canale del Labrador si è quasi totalmente raffreddato ed ora le anomalie termiche della superficie del mare risultano negative. Il blob freddo nel centro-nord dell’Oceano Atlantico si è esteso verso Ovest raggiungendo il Canale del Labrador. Si sta estendendo anche verso Est, chiudendo definitivamente (?) l’accesso al Mare del Nord per le correnti calde Tutta la fascia media e medio-bassa dell’Atlantico, tra l’Equatore e i 40°N, si sta uniformemente raffreddando. Continua e a tratti si intensifica il raffreddamento nel sud-est della Florida. Questo è un punto cruciale perché ci passa/nasce la Corrente del Golfo. Il raffreddamento di questa zona contribuirà a raffreddare il resto del percorso di tale corrente. Il Mar Mediterraneo si sta raffreddando velocemente in modo abbastanza uniforme.   Alla luce di queste indicazioni, torniamo a sottolineare la possibilità (sempre più) concreta che la Primavera possa essere tutt’altro che calda, come qualcuno ha già preannunciato. E sbilanciandomi un po, oserei dire che per la prossima Estate… in molti si scorderanno i 40°C! Nell’anno decretato aprioristicamente (a novembre) come il più caldo di sempre (mancavano ancora 2 mesi alla fine del 2016 e loro avevano già capito tutto), queste condizioni non... Mostra articolo

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Nord Atlantico in rapido raffreddamento gennaio 6, 2017 7:00 am

  Il grafico riporta la quantità di calore media, tra la superficie e i 700 metri di profondità, contenuta nell’oceano Atlantico tra le coordinate 0-60° W e 30-65° N. Come potete vedere da soli, a partire dalla metà del 2006 circa, tale calore diminuisce vertiginosamente e tale diminuzione coincide con il calo dell’indice AMO. E l’AMO, con circa 6.81 anni di ritardo, segue l’andamento dell’attività solare. Approfondimenti: L’AMO si avvia verso una fase negativa – Possibili conseguenze per il clima globale ed europeo DINAMICHE SOLARI: ATTIVITÀ SOLARE vs OCEANI Confronto tra indice geomagnetico AA e Accumulated Cyclone Energy     Buona giornata Bernardo Mattiucci Attività Solare  

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Genesi di un raffreddamento climatico gennaio 1, 2017 7:00 am

Si parla tanto del raffreddamento climatico in arrivo e di quali saranno le avvisaglie metereologiche che lo annunceranno. Posso innanzitutto dire che negli ultimi anni (5-6) sono in aumento i record di freddo nel mondo, in diminuzione quelli di caldo. Poi, come più volte detto su attivitasolare.com, il raffreddamento del clima comporta un rallentamento della circolazione zonale, favorendo sempre più frequenti scambi meridiani; e lo stiamo vedendo ampiamente: da settembre ad oggi si sono avuti peggioramenti meteorologici esclusivamente per oscillazioni meridiane della corrente a getto. Di vere perturbazioni atlantiche non c’è traccia. Ma come si svolgerà il tutto? Una circolazione sempre più lenta comporta, da una parte, la riduzione delle correnti atlantiche, e quindi la possibilità dell’instaurarsi indisturbati di anticicloni alle alte latitudini; dall’altra, la riduzione del calore atmosferico, crea i presupposti affinchè queste zone di alta pressione si auto-alimentino col freddo (un po’ come avviene con l’anticiclone russo-siberiano) e si entra in una reazione a catena del tipo: meno perturbazioni atlantiche e meno calore in atmosfera = facilitata formazione di anticicloni a latitudini polari = anticicloni che iniziano ad auto-alimentarsi col freddo, assumendo carattere termico, diventando sempre più vasti e persistenti = si sviluppano masse d’aria freddissime, che vanno... Mostra articolo

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Non Avremo Un Inverno Mite Come Gli Ultimi Due, Parola Di Scienziati e Piomba L’Inverno Precoce In Europa !!! novembre 12, 2016 20:00 pm

Da ogni parte del nord del Pianeta giungono notizie diffuse da Centri di Ricerca e scienziati, che prospettano che il prossimo Inverno, nel suo insieme, sarà meno mite, e quindi più freddo, degli ultimi due Inverni, in special modo di quello trascorso. Lo abbiamo spesso sottolineato, le previsioni stagionali non sono previsioni meteo, bensì linee di tendenza globali. Perciò, nonostante condizioni generali favorevoli ad un Inverno nella norma, e a tratti freddo, nessuno può escludere che un anticiclone di blocco ostacoli il ricambio d’aria in Italia, e che per uno o due mesi permangano il sole con la siccità e temperature superiori alla media. L’Italia è una piccolissima area del Pianeta, e per ristretti territori le previsioni stagionali non sono valide. I cambiamenti climatici accentuano l’estremizzazione climatica, perciò periodi di freddo o di caldo si manifestano più marcati e persistenti ovunque. Ma torniamo sul tema del giorno: le proiezioni stagionali. Ci sono vari elementi validi su cui si basano le esternazioni di questo periodo: a) Teleconnessioni favorevoli. b) Cambiamenti climatici che vedono un Atlantico settentrionale freddo. Nulla è cambiato dall’anno scorso, ma quest’anno non c’è El Nino. c) Gelo russo precoce, con anticicloni freddi che abbiamo visto espandere la loro influenza già... Mostra articolo

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L’Evoluzione Del Tempo Secondo Il Centro di Calcolo Europeo: Seria Crisi Estiva dopo Ferragosto !!! agosto 15, 2016 7:00 am

Non promette bene il tempo verso la fine della seconda decade del mese di Agosto, almeno stando alle indicazioni del centro di calcolo europeo che prevede un’influenza dell’Atlantico perturbato sulla nostra Penisola! L’evoluzione del tempo prevista da questo modello conferma l’ondata di freddo che nei prossimi giorni attraverserà la nostra Penisola, mostrandosi particolarmente attiva sui versanti adriatici a livello di fenomeni, dopo l’interessamento questa notte del Nord Italia. Subito dopo, e quindi per il week end ferragostano, il tempo sembra rimettersi al bello, con temperature nuovamente in aumento su valori nella norma dell’Estate. Ma un nuovo peggioramento del tempo, questa volta più sensibile e duraturo, sembra prendere piede dall’Atlantico, sotto forma di un’intensa perturbazione che giungerà da ovest, con una situazione barica che sa già di anticipo d’autunno, legata ad una profonda depressione che si stabilirà sulle Isole Britanniche, in grado di inviare ulteriori perturbazioni sul nostro Continente. Si tratta al momento di una ipotesi di questo modello matematico, che avrà bisogno di ulteriori conferme successive, ma, se ci fossero, si sarebbero mossi i primi passi verso la prossima stagione autunnale. Nell’immagine, la perturbazione in arrivo sul Centro Nord il prossimo 18 Agosto. Fonte Web: L’Evoluzione Del Tempo Secondo Il... Mostra articolo

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Continua Il Raffreddamento Del Nord Atlantico, Non Cede Il “BLOB” Oramai Diventato Vasto E Profondo !!!! luglio 12, 2016 7:00 am

Non è più oramai un “blob”, una piccola area nell’Atlantico Settentrionale con temperature sotto media e falsamente interpretata, al principio, come la conseguenza del catastrofico scioglimento dei ghiacci groenlandesi (che al momento non si è verificato). Oramai l’area di raffreddamento delle temperature oceaniche è diventata molto vasta ed è intensa anche in profondità. Le temperature dei primi 800 metri di profondità nel Nord Atlantico, stando ai dati rilevati dal satellite ARGO, mostrano un calo di circa 1°C come media dal 2004 al 2016, considerando che le temperature presentano delle oscillazioni stagionali risultando più elevate nella stagione estiva e più fredde in quelle invernali. Più in generale, tali temperature sono tornate allo stesso livello del 1996, riandando indietro di vent’anni, nell’ultima rilevazione trimestrale Gennaio – Marzo 2016. Nelle rilevazioni del satellite Argo, notiamo come questo raffreddamento sia dovuto all’”upwelling” (risalita) di acque fredde profonde verso la superficie, particolarmente evidente negli ultimi due anni, e non all’arrivo di acque fredde superficiali dovute allo scioglimento glaciale, come era stato erroneamente detto all’inizio della formazione del “blob” freddo. Questo farebbe quindi pensare ad un ciclo naturale di raffreddamento del Nord Atlantico, forse incentivato anche dalla bassa attività dell’ultimo ciclo solare. Attualmente notiamo un’espansione delle... Mostra articolo

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Danimarca: un evento meteo che capita ogni 500 anni !!!! giugno 26, 2016 7:00 am

Così è stato definito dal DMI, il Servizio Meteorologico Danese, il rovescio che ha causato la caduta di 118 mm di pioggia in due ore lo scorso 22 Giugno, causando allagamenti e locali “flash Flood”, alluvioni  – lampo, come visibile nel filmato in allegato. Si sono raggiunti picchi di pioggia di 117,8 mm ad Horsens, dove sono caduti anche 32,2 mm in 30 minuti, ed a Vamdrup, dove la pioggia ha raggiunto i 32,8 mm in mezz’ora! In Danimarca, dove questi rovesci temporaleschi sono rarissimi (il clima è in prevalenza Atlantico e la pioggia cade spesso ma in poca quantità), ed è lo stesso Servizio Meteorologico Danese a parlare di un evento eccezionale e che statisticamente dovrebbe capitare una volta ogni 500 anni!     Fonte Web: Danimarca: un evento meteo che capita ogni 500 anni !!!! Roberto Attività solare  

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Il perché degli ultimi inverni miti in Europa giugno 21, 2016 13:00 pm

Come mai gli ultimi tre inverni (2013/2014; 2014/2015; 2015/2016) sono stati miti in Europa? Quali elementi stanno veramente forzando la circolazione atmosferica? Uno è la PDO; questo indice è fondamentale per l’ondulazione Euro-Atlantica, poiché modulando l’onda planetaria pacifica, va a modificare il segno della NAO, portandolo ad una lunga fase negativa. Sul segno della PDO, l’attività solare gioco un ruolo determinante: l’attività solare è quella che va a modulare la tensione zonale (BASSA ATTIVITA’ SOLARE=PDO NEGATIVA=NAO NEGATIVA=BASSA TENSIONE ZONALE), generando una serie di forzanti che si ripercuotono sulla circolazione emisferica. In parole povere, una bassa attività solare indebolisce sensibilmente la circolazione occidentale, favorendo blocchi oceanici e pattern antizonali. Così, l’inverno 2014, che ha visto il picco del ciclo 24, ha avuto una tensione zonale elevata. Nel 2015, la tensione già si era abbassata, ma ancora su livelli alti. Quest’anno la zonalità si è assestata ancora su valori medio-alti, accentuata poi dall’eccezionale Nino. Il prossimo inverno dovrebbe invece avere una zonalità media, che in caso di Nina strong favorirebbe un prevalente regime anticiclonico secco, ma non di stampo subtropicale, con periodici spifferi freddi dai Balcani e temperature nel complesso nella norma. Al contrario, se si sviluppasse una Nina debole o moderata,... Mostra articolo

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WASHINGTON DC: IL MESE DI MAGGIO PIU’ FREDDO E PIOVOSO DI SEMPRE !!!! maggio 25, 2016 7:00 am

Il freddo sta interessando non solamente il Continente Europeo, ieri interessato da basse temperature, e da nevicate abbondanti sulle Alpi, ma, dando uno sguardo al di là dell’Atlantico, troviamo una particolare situazione fredda anche sulla costa orientale statunitense. Nella capitale Washington DC, infatti, il mese di Maggio risulta il più freddo dal 1882, per quanto riguarda le temperature massime, e registra un numero di giorni di pioggia pari a 19 su 23 complessivi. Questo stando ai calcoli effettuati dal NOAA, e riportati da un articolo del Washington Post. Come vediamo dalla mappa in allegato, il geopotenziale a 500 hPa è risultato molto basso lungo la costa Orientale, interessata quindi da frequenti situazioni depressionarie. Nella prima decade del mese di Maggio, sono state frequenti anche le ondate di freddo accompagnate da locali gelate lungo la costa orientale. La nuvolosità, come visibile dal secondo grafico, risulta essere stata estremamente compatta, con un elevato numero di giorni con cielo coperto, superiore a tutti gli altri mesi di Maggio dal 1950 ad oggi. La temperatura media mensile si mostra essere molto bassa su quasi tutti gli Stati Uniti, in questo mese di Maggio 2016, ed in particolare sul settore Centrale, Meridionale ed Orientale. Fonte... Mostra articolo

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L’Imponente Raffreddamento Del Nord Atlantico: L’AMO Raggiunge In Marzo Il Suo Valore Minimo Dagli Anni ’90…. aprile 12, 2016 18:47 pm

Sta continuando ed estendendosi l’imponente raffreddamento in atto dell’Atlantico Settentrionale, le anomalie negative sono così estese (anche in profondità) e così pronunciate, da far supporre che persisteranno a lungo nei prossimi anni. Anomalie al 31 Marzo 2016 Anomalie al 4 Aprile 2016 Anomalie al 7 Aprile 2016 Anomalie al 11 Aprile 2016 Seguiremo ovviamente l’evoluzione di questa particolarità climatica, ma, nel frattempo, facendo il punto della situazione, notiamo, dalle mappe del NOAA dal 31 Marzo 2016 al 04 Aprile 2016, che le anomalie termiche negative sono oramai estese alle acque delle coste europee, spingendosi verso settentrione fino al Canada, al Mare del Nord ed all’Islanda. Nella mappa del contenuto di calore dell’Atlantico Settentrionale alle medie latitudini, notiamo il forte calo della quantità di calore presente a partire dal 2010: in questo caso si sta ritornando a valori simili a quelli misurati negli anni Novanta, anche se i dati sono fermi a Dicembre 2015 (ma il calo è ulteriormente proseguito nei tre mesi successivi). Guardiamo infine l’indice AMO, l’oscillazione multidecadale delle temperature dell’Atlantico Settentrionale. Negli ultimi 150 anni, ha seguito tre fasi fredde, in particolare prima del 1850, tra il 1910 ed il 1920, e tra gli anni Settanta ed Ottanta... Mostra articolo

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IL ‘BLOB FREDDO’ POTREBBE DIVENTARE UNA WILD CARD PER LA STAGIONE ATLANTICA DEGLI URAGANI NEL 2016 aprile 11, 2016 7:00 am

Il potenziale movimento del ‘blob freddo’ dell’acqua nel Nord Atlantico potrebbe essere la wild card per la stagione atlantica degli uragani nel 2016, dicono gli esperti. Il blob freddo si riferisce ad una grande area anomala di temperature della superficie del mare più fredde del normale, situata ad est di Terranova fin verso il sud della Groenlandia. “Questa zona di acqua più fredda ha iniziato a mostrarsi pochi anni fa ed è diventata più grande e più persistente durante gli ultimi due anni”, ha riferito l’esperto Dan Kottlowski di AccuWeather Atlantic Hurricane. Ma in che modo, se le correnti oceaniche dovessero attingere acqua fredda da questo blob, le regioni sub tropicali dell’Atlantico potrebbero determinare la prossima stagione degli uragani? Con tutti i potenziali fattori in mente, i meteorologi prevedono che le tempeste tropicali e uragani in Atlantico ammonteranno a 14 in questa stagione, due in più di quello che è considerato normale. Se l’acqua fredda dovesse migrare verso sud attraverso l’Atlantico orientale, in questo caso verso ovest, si avrebbe terreno fertile per le tempeste tropicali, dove si abbasserà la temperatura della superficie del mare nella zona dove l’85% dei sistemi tropicali atlantici si sviluppano. Un’altra possibilità è che l’acqua del blob freddo possa alterare... Mostra articolo

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Il Blob atlantico: raffreddamento in corso! dicembre 19, 2015 11:54 am

In questi giorni, esperti di meteo e clima di tutto il mondo, siano essi professionisti che semplici appassionati, stanno letteralmente facendo la scoperta dell’acqua calda. Anzi fredda in questo caso. Ovvero il Blob Atlantico! Se facciamo una ricerca su google con il termine blob, una delle prime immagini che ci esce fuori è la seguente: ….ma, ovviamente, non è di questo che intendo parlare! 😛   Qui sopra c’è l’intera seguenza di mappe che riportano il “blob” atlantico, ovvero il raffreddamento delle acque superficiali, nato nel mese di ottobre del 2014, a seguito dell’arrivo, nell’Oceano Atlatnico, delle acque di scioglimento delle nevi accumulatesi in Nord America. In realtà il raffreddamento era iniziato alcuni mesi prima… e ne avevo parlato anche io sul blog! Poi la circolazione atmosferica si era “assestata” ed aveva, anche se in parte, trovato un nuovo equilibrio. Il problema, però, è che tale equilibrio è solo temporaneo…. e comprende un sostanziale raffreddamento delle acque superficili dell’intero pianeta. Questo perché, benché spesso si dica (o si sottintende) il contrario, ciò che avviene in un singolo punto del globo, alla fine avrà ripercussioni sull’intero pianeta Terra. Nella sequenza delle immagini qui sopra possiamo vederea anche l’intera sequenza evolutiva del... Mostra articolo

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MALTEMPO: ALLERTA PER TEMPORALI SULLE DUE ISOLE MAGGIORI E AL SUD CON CRITICITA’ IDROGEOLOGICHE E IDRAULICHE ottobre 20, 2015 19:40 pm

Domani 21 Ottobre altra giornata di allerta, che viene emanata dalla Protezione Civile per condizioni meteorologiche avverse al sud con possibili allagamenti ed esondazioni di fiumi per l’arrivo di una nuova perturbazione di provenienza atlantica. Come al solito raccomandiamo a tutti di prestare molta attenzione e di non uscire di casa quando possibile!    Comunicati Stampa della Protezione Civile del 20 Ottobre 2015 Mentre gli effetti del maltempo che negli ultimi giorni ha interessato il Sud del Paese sono ancora in corso, una nuova perturbazione nord-atlantica interesserà da domani dapprima la Sardegna e, successivamente, la Sicilia e gran parte delle regioni meridionali peninsulari. Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile, d’intesa con le Regioni coinvolte – alle quali spetta l’attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati – ha emesso, quindi, un nuovo avviso di condizioni meteorologiche avverse. I fenomeni meteo, impattando sulle diverse aree del Paese, potrebbero determinare delle criticità idrogeologiche e idrauliche che sono riportate, in una sintesi nazionale, nel bollettino di criticità consultabile sul sito del Dipartimento (www.protezionecivile.gov.it). L’avviso prevede dalle prime ore di domani, mercoledì 21 ottobre, precipitazioni diffuse a prevalente carattere di rovescio o temporale sulla Sardegna, in successiva estensione alla Sicilia.... Mostra articolo

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USA: L’Uragano Joaquin si allontana ottobre 4, 2015 7:00 am

The K2P Blog (Svezia) Fonte: Hurricane joaquin moves away Traduzione a cura di Mauri Sesler (scientific translator) I colpi inferti dagli uragani negli USA sono ad un minimo storico e si è avuta una notevole eccitazione allarmista questa settimana sulla possibilità che l’uragano Joaquin potesse colpire il continente Americano. In primo luogo, era previsto che colpisse la North Carolina ed è stata dichiarata una situazione di emergenza. Poi avrebbe dovuto colpire New York e le condizioni di emergenza si sono quindi estese. L’uragano si è però rifiutato di seguire i modelli al computer. Poi ad essere gli obiettivi rivendicati dai modellisti sono stati Boston e il New England. Invece l’Uragano Joaquin si è andato muovendo ancor più lentamente e si è trasferito più a est. Le ultime notizie riportavano che l’uragano è adesso diretto verso le Bermuda. Alcuni dei media Britannici sono ora preoccupati sulla possibilità che possa colpire il Regno Unito. La forza di un uragano non deve mai essere sottovalutata, soprattutto da quando una nave da carico con 33 persone a bordo che si trovava vicina all’occhio del ciclone è scomparsa. Ma allo stesso tempo, tutto questo la dice lunga sull’infallibilità dei modelli informatici che sostengono che il... Mostra articolo

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MET OFFICE: GRANDI CAMBIAMENTI IN CORSO NEL SISTEMA CLIMATICO? settembre 29, 2015 20:25 pm

La temperatura media climatica della superficie terrestre è principalmente determinata dallo scambio di energia tra l’atmosfera, gli oceani e lo spazio. Tuttavia, cambiamenti climatici regionali sono spesso regolati da mutamenti nella circolazione atmosferica e dagli oceani. Questi formano pattern, come El Niño Southern Oscillation (ENSO) che sono vistose fluttuazioni della temperatura nella zona dell’est Pacifico sulla superficie del mare a livello di pressione in zona tropicale, nelle variazioni della NAO (Nord Atlantic Oscillation) e nella forza dei venti occidentali nel Nord Atlantico. Una fluttuazione di uno di questi fattori può esacerbare o contrastare gli effetti del cambiamento climatico globale nelle regioni temporaneamente colpite. Alcuni di questi modelli di variabilità climatica sono costanti negli anni e nei decenni, e possono influenzare la temperatura media della superficie terrestre, come sembra essere avvenuto in questi ultimi anni con i cambiamenti nel Pacifico che sono implicati in un rallentamento del tasso di riscaldamento nella superficie globale. Qui esaminiamo l’ultimo comportamento di alcuni di questi pattern, che sono la chiave per i modelli climatici. Iniziamo, da vari anni con i cambiamenti nella zona di El Niño Southern Oscillation e osserviamo attraverso il trascorrere del tempo potenziali cambiamenti multi-decennali in Atlantico e nel Pacifico. Usiamo le... Mostra articolo

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La copertura estiva del ghiaccio Artico è la 31ESIMA PIU’ ALTA MAI REGISTRATA settembre 23, 2015 7:00 am

La copertura estiva del ghiaccio Artico è la 31ESIMA PIU’ ALTA MAI REGISTRATA Ah, e il passaggio di Nord Est è normalmente aperto Di Lewis Page – The Register (England) Fonte: Arctic summer ice cover is 31st HIGHEST EVER RECORDED 23  Settembre 2015 – Traduzione a cura di Mauri Sesler (scientific translator) Siamo in quel periodo dell’anno in cui il ghiaccio marino nell’Artico raggiunge il suo minimo annuale, e sembra che la misurazione di quest’anno è molto probabilmente quella definitiva. È la 31esima più grande estensione minima fra quelle misurate, in questo momento, il che non è particolarmente meritevole di menzione visto che le misurazioni affidabili vanno indietro solamente di 35 anni. È molto più di moda riportare questa notizia come il quarto più basso fra quelli registrati, e non menzionare di quanto breve sia questo record. Ma il fatto è che, in una serie di soli 35 risultati, anche nel caso si abbia il valore più basso o quello più alto, questo non rappresenterebbe un grosso problema. Il quarto più basso non è del tutto di alcun significato reale. Tuttavia, ci sono almeno due comunicati stampa del governo Statunitense che annunciano gli ultimi dati pubblicati come se fossero un presagio... Mostra articolo

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L’AMO si avvia verso una fase negativa – Possibili conseguenze per il clima globale ed europeo settembre 16, 2015 7:00 am

L’AMO si avvia verso una fase negativa – Possibili conseguenze per il clima globale ed europeo Posted on 15 settembre 2015 Articolo di Luigi Mariani Articolo Originale: http://www.climatemonitor.it/?p=38906 Guido Guidi, in un suo precedente post su CM, ha segnalato la breve nota uscita su Nature Geoscience a firma di Klotzback, Gray e Fogarty (2015) che ipotizzava per i prossimi anni la scomparsa dei grandi uragani dall’Atlantico settentrionale. Fra le cause principali del fenomeno, gli autori segnalano la diminuzione della temperatura di superficie dell’ Atlantico settentrionale, un fenomeno questo che i climatologi e gli oceanografi seguono attraverso  l’indice AMO (Atlantic Multidecadal Oscillation), per il quale è attesa nei prossimi anni la transizione dall’attuale fase positiva a una negativa. A tale fenomeno e alle sue conseguenze ipotizzabili per il clima europeo e globale è dedicata questa nota. Le grandi ciclicità climatiche planetarie e l’AMO Comprendere il clima del pianeta e la sua variabilità impone di confrontarsi con fenomeni ciclici (oscillazioni). Fra questi ricordiamo in ordine di periodo le ciclicità glaciali, l’AMO (Atlantic Multidecadal Oscillation), la PDO (Pacific Decadal Oscillation), la NAO (North Atlantic Oscillation), l’ENSO (El Nino Southern Oscillation) , la QBO (Quasi Biennial Oscillation), la MJO (Madden Julian Oscillation), ecc. Si... Mostra articolo

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