Tag Archive : AMO

Copertura nevosa… contestualizzata! febbraio 3, 2017 20:08 pm

Considerando le “polemiche” relative al grafico da noi postato qualche giorno sulla pagina Facebook, circa a copertura nevosa da record registrata in autunno nell’emisfero boreale, che vedete qui sopra, riporto anche gli altri 2 grafici disponibili dalla stessa fonte:     Capiamoci bene… Affermare che è in atto un riscaldamento globale senza contestualizzare i dati riportati negli articoli è una forzatura antiscientifica. Non accetto minimamente che mi venga detto che facciamo disinformazione… perché, fino a prova contraria, fino ad oggi abbiamo sempre spiegato il perché di determinati eventi. Per capire questi grafici bisogna partire da un presupposto ben preciso: i periodi di raffreddamento iniziano sempre con un anticipo del freddo rispetto all’inverno meteorologico classico… ed un ritardo degli effetti del freddo che prendono il posto della prima parte della primavera. Questo, però, va confrontato e analizzato guardando anche l’alternanza degli eventi El Niño e La Niña. Pertanto, considerando gli eventi El Niño verificatisi fino ad oggi, non è accettabile che venda affermato che nell’ultimo bienni non c’è stata sufficiente copertura nevosa a causa del Riscaldamento Globale, perché non è affatto vero. La causa è stata l’evento El Niño “very strong” registrato tra l’estate del 2014 e la primavera del 2016.... Mostra articolo

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Contenuto di calore del Nord Atlantico, AMO e clima europeo gennaio 27, 2017 12:00 pm

Autore: Franco Zavatti e Luigi Mariani Data di pubblicazione: 24 Gennaio 2017 Fonte originale: http://www.climatemonitor.it/?p=43434     The thing we’ve all forgotten is the heat storage of the ocean – it’s a thousand times greater than the atmosphere and the surface.  James Lovelock   Riassunto: Il contenuto di calore dell’oceano (OHC, Ocean Heat Content, in unità di 1022 joule) è una misura dell’energia accumulata a diverse profondità. Analizzando le serie storiche di OHC si osserva che dal 2005-2006 è in atto, sia nell’oceano globale che nell’intero Atlantico, un periodo di stasi (o di crescita a tasso inferiore a quello precedente) del contenuto di calore. In tale contesto un caso particolare è costituito dal trend negativo in atto nell’OHC del Nord Atlantico che potrebbe avere ripercussioni sensibili sul clima a livello europeo e italiano. In questo scritto vengono analizzate le oscillazioni di OHC dell’Atlantico settentrionale e messe in relazione con AMO, discutendo anche di alcuni possibili ripercussioni del raffreddamento in atto sulla frequenza e persistenza degli anticicloni dinamici di blocco che sono strutture circolatorie di primaria importanza per il nostro clima. Abstract: The Ocean heat content (OHC, in units of 1022 joule) is a measure of the cumulated energy in various oceanic layers. From... Mostra articolo

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Riscaldamento o raffreddamento, per loro la colpa è sempre delle emissioni antropiche di CO2 gennaio 9, 2017 7:00 am

Il balletto delle stupidaggini è iniziato da tempo. Se prima c’è ancora qualche possibilità che la pseudo teoria del Riscaldamento Globale Antropico si basasse in qualche modo su concetti plausibili, ora tali possibilità sono, di fatto, inesistenti. All’inizio la spiegazione era alquanto semplice e a quanti avevano dubbi, veniva spiegato che la CO2 immessa in atmosfera, creava uno schermo che faceva filtrare i raggi del Sole verso la superficie del pianeta, ma rifletteva le radiazioni che da questa si riflettevano verso lo spazio. In questo modo la temperatura aumentava sempre più e l’intero pianeta sarebbe diventato una enorme fornace… con temperature torride, siccità e totale assenza di ghiacci ai poli nord e sud del pianeta. Grazie a tale “spauracchio”, sono state introdotte e applicate leggi, tasse e manovre, atte a contrastare le emissioni di CO2, incentivando sistemi energetici più rispettosi dell’ambiente come il fotovoltaico. Evito di accendere l’ennesima polemica su tale argomento, visto che il fotovoltaico è tutto, fuorché ecologico… in quanto, per produrlo, è necessario un investimento in termini energetici ancora sproporzionato. E non è ecologico in quanto la cella fotovoltaica non è riciclabile (vengono riciclati solo il vetro, l’alluminio della struttura e i cavi in rame). Di “proiezioni”,... Mostra articolo

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Nord Atlantico in rapido raffreddamento gennaio 6, 2017 7:00 am

  Il grafico riporta la quantità di calore media, tra la superficie e i 700 metri di profondità, contenuta nell’oceano Atlantico tra le coordinate 0-60° W e 30-65° N. Come potete vedere da soli, a partire dalla metà del 2006 circa, tale calore diminuisce vertiginosamente e tale diminuzione coincide con il calo dell’indice AMO. E l’AMO, con circa 6.81 anni di ritardo, segue l’andamento dell’attività solare. Approfondimenti: L’AMO si avvia verso una fase negativa – Possibili conseguenze per il clima globale ed europeo DINAMICHE SOLARI: ATTIVITÀ SOLARE vs OCEANI Confronto tra indice geomagnetico AA e Accumulated Cyclone Energy     Buona giornata Bernardo Mattiucci Attività Solare  

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Genesi di un raffreddamento climatico gennaio 1, 2017 7:00 am

Si parla tanto del raffreddamento climatico in arrivo e di quali saranno le avvisaglie metereologiche che lo annunceranno. Posso innanzitutto dire che negli ultimi anni (5-6) sono in aumento i record di freddo nel mondo, in diminuzione quelli di caldo. Poi, come più volte detto su attivitasolare.com, il raffreddamento del clima comporta un rallentamento della circolazione zonale, favorendo sempre più frequenti scambi meridiani; e lo stiamo vedendo ampiamente: da settembre ad oggi si sono avuti peggioramenti meteorologici esclusivamente per oscillazioni meridiane della corrente a getto. Di vere perturbazioni atlantiche non c’è traccia. Ma come si svolgerà il tutto? Una circolazione sempre più lenta comporta, da una parte, la riduzione delle correnti atlantiche, e quindi la possibilità dell’instaurarsi indisturbati di anticicloni alle alte latitudini; dall’altra, la riduzione del calore atmosferico, crea i presupposti affinchè queste zone di alta pressione si auto-alimentino col freddo (un po’ come avviene con l’anticiclone russo-siberiano) e si entra in una reazione a catena del tipo: meno perturbazioni atlantiche e meno calore in atmosfera = facilitata formazione di anticicloni a latitudini polari = anticicloni che iniziano ad auto-alimentarsi col freddo, assumendo carattere termico, diventando sempre più vasti e persistenti = si sviluppano masse d’aria freddissime, che vanno... Mostra articolo

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CLIMA: Raffreddamento in corso (raffrondo 2015-2016) – 2a parte dicembre 30, 2016 8:30 am

Continuiamo il piccolo confronto tra il 27 dicembre 2015 e il 27 dicembre 2016. Qui di seguito il confronto delle temperature dell’aria, alla superficie, con una coppia di carte viste dalla verticale del Polo Nord:   Lo scorso anno, carta a sinistra, il freddo si estendeva di più verso il Messico e con temperature molto basse sul Nord del Canada. L’estensione del freddo sull’Europa è invece molto minore. In Asia la situazione era molto simile, ma con temperature leggermente meno fredde (colore viola). Quest’anno il freddo è più intenso un po ovunque e sta coprendo, con calma, anche l’Europa. La condizione è ovviamente dovuta alle temperature oceaniche e del Mediterraneo… che è un vero e proprio cuscinetto di protezione per noi… Un cuscinetto che lavora in accoppiata alle Alpi e ai Pirenei. Di seguito vediamo il confronto delle singole aree…   Ma il clima è dinamico. Sono passati appena 2 giorni da quando ho preparato le carte qui sopra, e lasituazione è cambiata così:   Come evolverà il meteo nei prossimi mesi? E il clima nei prossimi anni? Provate a confrontare le temperature medie e l’estensione dei ghiacci artici degli ultimi 60 anni, con l’andamento dell’Indice AMO (Atlantic Multidecadal Oscillation).... Mostra articolo

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Uno sguardo d’insieme alle questioni oceaniche… senza entrare troppo nel merito! novembre 17, 2016 9:37 am

Molte volte parliamo di PDO, AMO, CDG (Corrente del Golfo), ENSO (El Niño / La Niña) e cose di questo tipo… Ma qualcuno potrebbe non conoscere bene la loro disposizione… o avere qualche dubbio sul fatto che un cambiamento nel pacifico possa essere determinante per il clima/meteo della nostra Europa. Ebbene… in questo breve articolo cercherò di illustrarvi al meglio, senza entrare nello specifico dei singoli elementi, dove sono posizionati alcuni indici e quali sono le zone “importanti” ai fini climatici. In questa mappa abbiamo le SSTA (Sea Surface Temperature Anomaly) di questa mattina. Ho evidenziato la zona della PDO (Pacific Decadal Oscillation) e dell’AMO (Atlantic Multidecadal Oscillation). Questi 2 indici sono importantissimi perché determinano le condizioni meteo locali che a loro volta contribuiscono a condizionare le oscillazioni dei venti in quota, specialmente del Jet Stream, determinando, in giro per il mondo, quelle alternanze tra condizioni di caldo e freddo tipiche dei periodi in cui insistono gli scambi meridiani. Inoltre, entrambi questi indici, descrivono in modo molto preciso quelle che sono variazioni (decennali) nel medio-lungo termine dell’estensione dei ghiacci marini artici. Confrontando infatti quest’ultimo grafico (AMO) con le estensioni dei ghiacci artici, troviamo una buona corrispondenza. Ovvio che l’AMO non... Mostra articolo

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4 nuovi studi trovano un collegamento tra attività solare, cicli naturali oceanici e clima – E temperature più calde durante il 1700-1800 settembre 25, 2016 19:35 pm

Con Kenneth Richard – 22 settembre 2016 A partire da metà settembre, ci sono già state 77 nuove pubblicazioni scientifiche peer-reviewed scritte da diverse centinaia di scienziati che collegano l’attività solare ai cambiamenti climatici. Ci sono state 43 nuove pubblicazioni scientifiche peer-reviewed a partire dalla fine di giugno, come possiamo vedere qui. In altre parole, ci sono state 34 nuove pubblicazioni scientifiche peer-reviewed che collegano il forcing solare ai cambiamenti climatici messi a disposizione on-line solo a luglio. Questo tasso di pubblicazione per il 2016 è leggermente più alto del ritmo dei lavori pubblicati che collegano il forcing solare ai cambiamenti climatici del 2015 (95 carte Sole-clima) e 2014 (93 carte Sole-clima). Di questo passo, è probabile che un elenco di oltre 300 articoli scientifici che collegano il forcing solare ai cambiamenti climatici sarà stato messo a disposizione tra il 2014 e il 2016. In aggiunta, ci sono già 41 lavori pubblicati su riviste scientifiche di quest’anno che collegano le oscillazioni oceaniche naturali (ad esempio, ENSO, NAO, AMO, PDO) ai cambiamenti climatici. Esistevano già 27 di tali documenti a partire dalla fine di giugno. Il collegamento dell’oscillazione tra clima sole e oceano ha guadagnato l’accettazione diffusa nella comunità scientifica. Ad esempio, vedere “che 35 nuove pubblicazioni scientifiche... Mostra articolo

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35 nuove pubblicazioni scientifiche confermano che il sole e i cicli oceanici sono i principali driver climatici agosto 12, 2016 19:00 pm

Di Kenneth Richard 11 Agosto 2016 Mentre le notizie giornalistiche e dei vari blogger su internet sono occupati a raccontare storie spaventose che invocano il presunto nesso causale tra le emissioni antropiche di CO² correlati alle inondazioni, alla siccità e al riscaldamento globale, forti prove scientifiche del cambiamento climatico naturally-forced, hanno continuato ad accumularsi molto rapidamente. C’è un “consenso” scientifico ormai molto affermato che i cambiamenti climatici degli ultimi decenni sono solo debolmente influenzati da fattori naturali, mentre sarebbero fautori le emissioni antropogeniche di auto cambiamenti nei modelli delle precipitazioni e delle temperature. Eppure gli scienziati con aria di sfida continuano a pubblicare articoli in riviste peer-reviewed che minano questo parere “consenso”. Le variazioni nelle precipitazioni e nelle temperature regionali sono stati a lungo determinati essendo fortemente correlati con modelli di circolazione oceanico-atmosferico naturali, o oscillazioni. L’indice amo (AMO), la Pacific Decadal Oscillation (PDO), la North Atlantic Oscillation (NAO), e il El Niño-Southern Oscillation (ENSO) è provato che influenzano in modo significativo cambiamenti della temperatura dell’aria di superficie e le precipitazioni (clima) su scala decadale e scala multi-decennale, e queste oscillazioni oceaniche naturali sono state collegate in modo molto robusto alle variazioni dell’attività solare. Qui di seguito sono riassunti 35 nuovi studi chiave con articoli scientifici peer-reviewed pubblicati di... Mostra articolo

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L’area del ghiaccio artico si è triplicato negli ultimi quattro anni! agosto 11, 2016 20:00 pm

Pubblicato da Tony Heller – 11.08.2016 Dal 2012, l’area con almeno cinque piedi (circa 1,5 metri) di spessore di ghiaccio marino artico è più che triplicato.   Fonte: Real Science   Direi non una buona notizia per chi prevedeva la morte del ghiaccio artico come ad esempio l’ultima previsione di Peter Wadhams. Ma c’è molto di peggio in previsione per i warmists. L’AMO (Atlantic Multidecadal Oscillation) sta per tornare alla sua fase fredda, che a sua volta aumenterà notevolmente il ghiaccio marino sul versante atlantico dell’Artico, dove risulta attualmente l’unica zona in deficit. Per il resto lasciamo parlare i fatti, che fortunatamente sono dati oggettivi… di chiacchiere inutili ne abbiamo sentite abbastanza! 😉 Enzo Attività Solare    

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Ciclo Solare 24: Continua ad essere il più debole da quasi 200 anni, i modelli climatici sovrastimano la CO² agosto 11, 2016 7:00 am

Di P. Gosselin – 9 Agosto 2016 Il sole nel mese di luglio 2016, e la AMO Con Frank Bosse e Fritz Vahrenholt (Tradotto/a cura di P. Gosselin)   La nostra unica fonte di energia al centro del nostro sistema solare è rimasta al di sotto del normale nel mese di luglio per quanto riguarda questo ciclo solare (SC) 24. L’intero ciclo è stato finora attivo solo per il 56% che risulta come un ciclo medio. Il mese di luglio è risultato con un numero di macchie solari (SSN) di 32,5, risultando attivo di solo il 42% rispetto la media per quanto riguarda il 92° mese del ciclo. Rispetto al mese precedente (che risultò di solo il 27% della media) si è registrato un lieve aumento:   Figura. 1: SC 24 fino al luglio 2016 (rosso) rispetto al ciclo medio, che è calcolato dalla media dei precedenti 23 cicli (blu), e il SC5 (nero) molto simile nel comportamento del ciclo attuale.   Il piccolo aumento deriva dai 5 giorni senza macchie solari del mese di luglio, rispetto ai 9 giorni senza macchie di giugno. Dopo il record dell’avvio zoppicante del ciclo nei primi 2 anni, stiamo ora vivendo un finale simile? Rispetto... Mostra articolo

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Il livello del mare come proxi dell’AMO luglio 29, 2016 7:00 am

Autore: Donato Barone Data di pubblicazione: 27 Luglio 2016 Fonte originale: http://www.climatemonitor.it/?p=41884 In una letter pubblicata nel 2015 su Nature: Ocean impact on decadal Atlantic climate variability revealed by sea-level observations di Gerard D. McCarthy, Ivan D. Haigh, Joel J.-M. Hirschi, Jeremy P. Grist & David A. Smeed (da ora in avanti McCarthy et al., 2015) si mette in evidenza un legame molto interessante tra AMO, NAO e livello del mare lungo la costa orientale degli Stati Uniti d’America. Ricordo a me stesso che AMO (Atlantic Multidecadal Oscillation) è un indice climatico che fu definito intorno alla metà degli anni ’90 del secolo scorso applicando l’analisi singolare di spettro a quattro serie storiche delle temperature superficiali dell’Oceano Atlantico tra l’Equatore ed il Polo Nord ed ha un andamento caratterizzato da un ciclo di circa sessanta anni (Schlesinger e Ramankutty, 1994). La NAO (North Atlantic Oscillation) è invece un indice di circolazione atmosferica che tiene conto della differenza di pressione atmosferica tra l’Islanda e le Azzorre ed ha un ciclo piuttosto irregolare e poco prevedibile. Nel corso degli anni non sono stato sempre meravigliato dal differente comportamento del livello del mare lungo la costa est degli USA. I mareografi a nord... Mostra articolo

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Sono già 240 i documenti pubblicati nel 2016 sul non “consenso” AGW: Pura fantasia! luglio 14, 2016 20:06 pm

Di P. Gosselin 3 luglio 2016 770 documenti dal 2014 mettono in discussione il “consenso” AGW Di Kenneth Richard Si è apparentemente considerato come scienza il “consenso” che più della metà dei cambiamenti climatici che si sono verificati a partire dalla metà del 20° secolo sono stati causati dagli esseri umani. Ad esempio, l’affermazione della IPCC sul “consenso” a partire dal 2013 in cui si legge: È estremamente probabile che oltre la metà dell’aumento osservato dalla temperatura superficiale media globale 1951-2010 è stato causato dalla crescita di origine antropica nelle concentrazioni di gas a effetto serra insieme ad altre forzanti antropiche. La denominazione “estremamente probabile” per questa posizione sembra suggerire che c’è poco disaccordo in questa affermazione nella comunità scientifica, o almeno questo è quello che stiamo o dovremmo credere.   Solo un ruolo relativamente minore e irrilevante È interessante notare come, dal gennaio 2014, negli ultimi 2 anni e mezzo, 770 pubblicazioni scientifiche peer-reviewed sono state pubblicate che mettono in discussione quanto sia risolta la scienza del “consenso” dicendo che il fattore antropogenico o di CO2 forzano il clima dominando i cambiamenti climatici o che comunque fattori non antropici svolgono soltanto un ruolo relativamente minore e irrilevante. Invece di sostenere la scienza sul “consenso”, questi 770... Mostra articolo

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Il calore contenuto nelle acque del Nord Atlantico sta diminuendo rapidamente! giugno 15, 2016 14:00 pm

13 giugno 2016 Di Paul Homewood       L’ottimo sito di Ole Humlum, Climate4you, ha da poco pubblicato l’ultimo dato del calore contenuto nell’Oceano Atlantico, con dati aggiornati a marzo 2016. Le acque mostrano alcuni aspetti molto interessanti che si stanno verificando nel Nord Atlantico. In primo luogo, diamo un’occhiata alla zona evidenziata qui sotto:   La mappa mostra la zona del Nord Atlantico all’interno della fascia 60-0W e 30-65N. Il contenuto di calore all’interno della fascia fino ad una profondità di 700 metri è mostrato nelle seguenti due immagini.   Il contenuto di calore delle anomalie globali mensili (GJ/m2) nei primi 700 metri del Nord Atlantico (60-0W, 30-65N) dal gennaio 1955. La linea sottile indica i valori mensili, mentre la linea più spessa rappresenta la media degli ultimi 37 mesi (circa 3 anni). Fonte dei dati: National Oceanographic Data Center (NODC). Ultimo periodo indicato: gennaio-marzo 2016. Ultimo aggiornamento 7 Giugno 2016.   Abbiamo imparato a familiarizzare con il blob freddo in questa zona dell’Atlantico, che si è sviluppato nella superficie dell’oceano nella parte settentrionale del Nord Atlantico durante gli ultimi 2 anni. Ma è anche evidente come il raffreddamento sia avvenuto al di sotto delle acque superficiali per almeno i primi 700... Mostra articolo

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PROSSIMI AL RAFFREDDAMENTO GLOBALE … GLI ULTIMI DATI DELL’ISTITUTO SCRIPPS OCEANOGRAPHY INDICANO UN SUPER CAMBIO VERSO LA NINA! maggio 8, 2016 7:00 am

Di P. Gosselin – 7 Maggio 2016 Il meteorologo Joe Bastardi su Twitter ha pubblicato un grafico della Scripps Oceanography Institute, pubblicando un ottimo lavoro, nonostante una discreta presenza di scienziati climatici attivisti. Secondo il metereologo di Weatherbell, l’istituto Scripps Oceanography ha previsto un vistoso fenomeno di La Niña con anomalie negative che toccheranno presumibilmente i -2.0 gradi per oltre cinque mesi consecutivi, come mostrato dal grafico seguente:     Mentre è ancora in discussione se il fenomeno di La Niña sarà presente già questa estate, non vi è alcun dubbio che sarà in rapida diminuzione e che colpirà il pianeta duramente nella prossima stagione invernale. Joe aggiunge: L’implicazione della previsione dell’Istituto SCRIPPS insieme con l’ONI andrebbe ancor di più a contrastare il recente forte evento di El Niño, nel corso dei prossimi anni”   L’Australian Bureau of Meteorology scrive qui (26 aprile 2016): Le temperature superficiali del Pacifico tropicale orientale si sono raffreddate in modo significativo nelle passate due settimane, e si avvicinano ora ai livelli neutrali. Quando le temperature sotto la superficie marina vanno sotto media, si prevede che giunga poco dopo un raffreddamento della superficie delle acque. Tuttavia l’atmosfera risponde in modo lento a questi cambiamenti, e quindi il... Mostra articolo

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L’OCEANO ATLANTICO MOSTRA SEGNALI DI UN SIGNIFICATIVO CAMBIAMENTO VERSO LA FASE FREDDA! aprile 30, 2016 19:56 pm

Paul Dorian, Vencore, Inc. Data: 29/04/16   L’Oceano Atlantico ha sperimentato una fase di freddo dai primi anni del 1960 fino alla metà del 1990 e da quel momento si è invertito il trend ad una fase calda, continuando, da allora, ad aumentare per la maggior parte del tempo. L’attuale fase di riscaldamento, però, in questo periodo sta mostrando segnali di un possibile cambiamento a lungo termine con temperature superficiali marine più fredde del normale. Panoramica Oltre ai cicli solari, ai cicli delle temperature degli oceani dell’intero pianeta, giocano un importante ruolo nel nostro clima, in continuo cambiamento, anche l’estensione del ghiaccio marino globale. I cicli delle temperature oceaniche sono spesso di lunga durata e la fase di caldo o freddo può persistere per due o tre decenni alla volta. In generale, l’Oceano Atlantico ha sperimentato una fase di freddo dai primi del 1960 fino alla metà del 1990. In quel periodo si è invertita ad una fase calda e che da allora ha continuato per la maggior parte del periodo. L’attuale fase di riscaldamento, però, ora sta mostrando segnali di un possibile cambiamento a lungo termine con il ritorno a temperature superficiali marine più fredde del normale (SST) e questo potrebbe avere gravi implicazioni... Mostra articolo

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L’Imponente Raffreddamento Del Nord Atlantico: L’AMO Raggiunge In Marzo Il Suo Valore Minimo Dagli Anni ’90…. aprile 12, 2016 18:47 pm

Sta continuando ed estendendosi l’imponente raffreddamento in atto dell’Atlantico Settentrionale, le anomalie negative sono così estese (anche in profondità) e così pronunciate, da far supporre che persisteranno a lungo nei prossimi anni. Anomalie al 31 Marzo 2016 Anomalie al 4 Aprile 2016 Anomalie al 7 Aprile 2016 Anomalie al 11 Aprile 2016 Seguiremo ovviamente l’evoluzione di questa particolarità climatica, ma, nel frattempo, facendo il punto della situazione, notiamo, dalle mappe del NOAA dal 31 Marzo 2016 al 04 Aprile 2016, che le anomalie termiche negative sono oramai estese alle acque delle coste europee, spingendosi verso settentrione fino al Canada, al Mare del Nord ed all’Islanda. Nella mappa del contenuto di calore dell’Atlantico Settentrionale alle medie latitudini, notiamo il forte calo della quantità di calore presente a partire dal 2010: in questo caso si sta ritornando a valori simili a quelli misurati negli anni Novanta, anche se i dati sono fermi a Dicembre 2015 (ma il calo è ulteriormente proseguito nei tre mesi successivi). Guardiamo infine l’indice AMO, l’oscillazione multidecadale delle temperature dell’Atlantico Settentrionale. Negli ultimi 150 anni, ha seguito tre fasi fredde, in particolare prima del 1850, tra il 1910 ed il 1920, e tra gli anni Settanta ed Ottanta... Mostra articolo

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ADESSO E’ IMPOSSIBILE IGNORARLI … SOLO NEL 2015 SONO STATI PUBBLICATI OLTRE 250 PEER-REVIEWED SCIENTIFICI CHE METTONO IN SERIO DUBBIO LA SCIENZA “RISOLTA” DEL CLIMA! febbraio 17, 2016 20:00 pm

Di P. Gosselin 16 febbraio 2016 Il lettore Kenneth Richard ha compilato e presentato una lunga lista di circa 250 pubblicazioni scientifiche sul clima peer-reviewed a partire dal 2015 che come premessa sostiene che il clima terrestre è guidato in gran parte da fattori naturali. Ora tutto questo è stato reso pubblico.     Gli istituti scientifici non possono più ignorare questa massiccia relazione di prove scientifiche che contraddicono la teoria sul riscaldamento globale causato dall’uomo. Immagine: logo della National Academy of Sciences   Come potrebbe ignorarla l’IPCC, le accademie scientifiche, le istituzioni e i legislatori? Ora sono lì, sotto gli occhi di tutti – e in un unico elenco. Quello che segue è soltanto un breve elenco di risultati che offrono questi studi con così consistenti prove offerte. Lista singola. Quello che segue è soltanto un piccolo campione preso a caso dei risultati di questa massiccia lista di prove:   Una breve lista dei risultati: ♦”Evidenti prove su proxy record suggeriscono che le variazioni dell’attività solare hanno svolto un ruolo fondamentale nello scatenare in passato i cambiamenti climatici.” Http://geology.gsapubs.org/content/43/3/203 ♦”Le condizioni di minimo solare rafforzano l’alta pressione a nord della Groenlandia contemporaneamente ad un indebolimento degli altri due centri di... Mostra articolo

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Clima si cambia: il raffreddamento emisferico è ormai iniziato! gennaio 23, 2016 12:00 pm

Molte volte abbiamo parlato del raffreddamento in corso… dandolo, di fatto, per scontato. All’inizio peccavamo di “presunzione”… ma si tratta di molti anni fa… quando attivitasolare.com non era ancora neanche lontanamente nei nostri progetti futuri. Era l’inizio delle nostre attività in ambito solare e conoscevamo ancora molto poco della realtà. Da allora di “acqua” (fredda) sotto i ponti ne è passata tantissima e si sta accumulando a largo delle nostre coste. All’epoca, e parlo del 2004-2005 circa, le temperature erano ancora molto alte, soprattutto nell’oceano Atlantico… e parlare di raffreddamento emisferico equivaleva a percorrere, bendati, il raccordo anulare di Roma contromano, di notte, a luci spente. Eppure, pazzi com’eravamo, lo abbiamo fatto… fiduciosi di ciò che ci era stato insegnato da alcuni nostri amici… contatti… conoscenti… che dell’argomento ne avevano fatto una ragione di vita. All’inzio erano pochi quelli che, come noi, associavano l’andamento climatico all’andamento dell’attività magnetica solare… sottolineando il ritardo di 6-7 anni che intercorre tra l’aumento del numero delle macchie rispetto a quello delle temperature. Poi, col passare del tempo, qualcuno ha iniziato a seguirci e ad oggi ritroviamo molti scettici di allora che sono fermamente convinti (e in alcuni casi affermano di essere stati loro i... Mostra articolo

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Confronto di ghiaccio in Nord Atlantico dicembre 8, 2015 11:26 am

Molte volte abbiamo parlato del raffreddamento in corso, tanto che ormai ne avrete le scatole piene. Tuttavia, per chi non è molto pratico di “clima” e relativi “cambiamenti”, può apparire fuorviante notare come l’estensione dei ghiacci artici in zona atlantica, sia inferiore rispetto allo scorso anno. Molti divulgatori scientifici, che appoggiano deliberatamente e spudoratamente la pseudo teoria (mai provata scientificamente) del Riscaldamento Globale Antropogenico, usano a loro “vantaggio” la fluttuazione naturale dell’estensione dei ghiacci artici in Nord Atlantico, per dimostrare che loro hanno ragione. Peccato che facendolo dimostrano solo che non hanno capito un tubo di come funziona il clima… ma vabbè!   Il confronto di oggi lo possiamo fare con le immagini di archivio del Norwegian Meteorological Institute. Come potete notare, nel 2008 la situazione era alquanto pessima. Le zona color arancio sono quelle con ghiaccio al 70-80%… quindi abbastanza compatto ma non totalmente “chiuso”. In Rosso abbiamo quello veramente compatto. Questo fu uno degli anni “peggiori”… nonostante tutto, però, l’estensione totale del ghiaccio per quell’anno era superiore sia all’estensione attuale, sia al minimo storico del 2012. Da Cryosphere Today, infatti, abbiamo il seguente grafico: Com’è possibile? La risposta è molto semplice: l’estensione “spaziale” del ghiaccio artico segue la... Mostra articolo

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L’AMO si avvia verso una fase negativa – Possibili conseguenze per il clima globale ed europeo settembre 16, 2015 7:00 am

L’AMO si avvia verso una fase negativa – Possibili conseguenze per il clima globale ed europeo Posted on 15 settembre 2015 Articolo di Luigi Mariani Articolo Originale: http://www.climatemonitor.it/?p=38906 Guido Guidi, in un suo precedente post su CM, ha segnalato la breve nota uscita su Nature Geoscience a firma di Klotzback, Gray e Fogarty (2015) che ipotizzava per i prossimi anni la scomparsa dei grandi uragani dall’Atlantico settentrionale. Fra le cause principali del fenomeno, gli autori segnalano la diminuzione della temperatura di superficie dell’ Atlantico settentrionale, un fenomeno questo che i climatologi e gli oceanografi seguono attraverso  l’indice AMO (Atlantic Multidecadal Oscillation), per il quale è attesa nei prossimi anni la transizione dall’attuale fase positiva a una negativa. A tale fenomeno e alle sue conseguenze ipotizzabili per il clima europeo e globale è dedicata questa nota. Le grandi ciclicità climatiche planetarie e l’AMO Comprendere il clima del pianeta e la sua variabilità impone di confrontarsi con fenomeni ciclici (oscillazioni). Fra questi ricordiamo in ordine di periodo le ciclicità glaciali, l’AMO (Atlantic Multidecadal Oscillation), la PDO (Pacific Decadal Oscillation), la NAO (North Atlantic Oscillation), l’ENSO (El Nino Southern Oscillation) , la QBO (Quasi Biennial Oscillation), la MJO (Madden Julian Oscillation), ecc. Si... Mostra articolo

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Continua il Raffreddamento dell’Emisfero Settentrionale !!!! settembre 5, 2015 21:52 pm

Estate Fredda: L’Abbassamento delle Termiche del Nord Atlantico ha Raffreddato parte del Continente Europeo !!!   4 Settembre 2015 Altre zone dell’Europa nord occidentale hanno subito le presumibili conseguenze di un “lago” di acque fredde che si sono presentate quest’anno lungo l’Atlantico Settentrionale. E’ questo un “segnale” di una inversione del ciclo dell’AMO? E’ una delle possibilità, il ciclo dell’AMO (Oscillazione Nord Atlantica Multidecadale), con temperature delle acque dell’Atlantico Settentrionale che oscillano naturalmente tra periodi caldi e periodi freddi, dopo un picco termico caldo raggiunto negli anni 2006 e 2011, sta calando rapidamente nel corso di questi anni. Naturalmente, a pagarne le prime conseguenze sono proprio le zone che si affacciano sull’Atlantico Settentrionale, ovverosia Isole Britanniche, Scandinavia ed Islanda. Proprio l’Islanda ha avuto l’Estate più fredda degli ultimi vent’anni, con possibili conseguenze sulla situazione delle correnti marine artiche e della posizione di Icebergs e banchisa polare. Sulle Isole Britanniche, le zone di Dorset, Hampshire e Guernsey hanno visto la loro estate più piovosa degli ultimi 50 anni! Nella mappa seguente, l’andamento del ciclo dell’AMO, con le temperature del Nord Atlantico che stanno tornando su valori non più raggiunti dall’anno 2001, ed in probabile avvicinamento alle temperature della fine degli anni... Mostra articolo

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PREVISIONI TENDENZIALI METEO AUTUNNO 2015 settembre 4, 2015 18:00 pm

Siamo giunti al consueto appuntamento con le previsioni stagionali. Come sará l’autunno entrante? Cercheremo di darvi una risposta analizzando gli indici teleconnettivi, indici che sono ottimi indicatori di tendenza.   ENSO (NINO) Quest’anno in NINO si presenta in ottima forma: le anomalie positive sono molto marcate, in particolare nella zona est e centrale, piu debole in zona ovest. PDO (Oscillazione Pacifica Decennale) Anch’esso molto positivo: acque molto calde sulle coste occidentali del Messico e della California. Acque con temperature nella media o leggermente superiori  anche nel golfo del Messico.   AMO (Oscillazione Multidecennale Atlantica) Neutro o leggermente positivo, con forte concentrazione delle anomalie negative in area centrale (causa NAO-)   QBO ( Quasi Biennale Oscillazione). I venti stratosferici mantengono ancora una direzione antizonale,anche se stanno perdendo molta della loro forza. ftp://ftp.cpc.ncep.noaa.gov/wd52dg/data/indices/qbo.u50.index ftp://ftp.cpc.ncep.noaa.gov/wd52dg/data/indices/qbo.u30.index   Gli alisei pacifici, stante a quanto visto sopra dovrebbero rimanere deboli  anche nei prossimi mesi, inoltre il trittico NINO EAST+,PDO+,EAST ATLANTIC+ dará un forte impulso alle onde di Rossby , onde che si manterranno piuttosto marcate in  area Nord Americana (PNA+), mantendendo di conseguenza quasi costantemente in negativo l’indice NAO.(Oscillazione Nord Atlantica, vedi SSTA.) L’ITCZ ( Convergenza intertropicale) si mantiene nella media del periodo. http://www.persicetometeo.com/public/popup/indice_itf.htm   PREVISIONE   Tendenzialmente l’autunno, almeno nella prima parte, sará prevalentemente asciutto con giornate... Mostra articolo

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I Cicli Climatici Governati dalle Temperature Atlantiche agosto 24, 2015 18:16 pm

Lo studio proviene dal Prof. Gerard D. McCarthy of the University of Southampton, pubblicato su http://www.nature.com/. Tale studio mostra le correlazioni tra il ciclo dell’AMO (Oscillazione Multidecadale delle temperature del Nord Atlantico), ed il ciclo della NAO (differenza di pressione tra Islanda e Portogallo), che tanto influenza le temperature invernali europee ed i cicli stagionali sul nostro Continente. Dal grafico appare evidente che, con condizioni di AMO positiva (temperature del Nord Atlantico superiori alla norma), diviene positiva anche la NAO, portando in Europa (ma anche in Nord America) inverni miti, piovosi od anticiclonici. A condizioni di AMO negative diviene negativa anche la NAO, portando anticicloni sull’Islanda, depressioni a basse latitudini ed irruzioni fredde sull’Europa. Il ciclo dell’AMO è tornato positivo dagli anni Novanta, ma adesso, sotto la spinta di un indebolimento della radiazione solare alle alte latitudini dovuto ad un ciclo solare debole, sta invertendo il ciclo. Questo è ben visibile dal secondo grafico, che mostra l’andamento del contenuto di calore nel Nord Atlantico, che, dopo un picco raggiunto nel 2007, adesso è in costante diminuzione. Fonte Web: I Cicli Climatici Governati dalle Temperature Atlantiche Roberto Ojmjakon Attività Solare  

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