SEQUENZE SISMICHE ED EVENTI ISOLATI: LE POSSIBILI EVOLUZIONI E REPLICHE DEL TERREMOTO DI AMATRICE DEL 23 AGOSTO

Posted on 26/08/2016 by
Fonte originale: http://www.meteoscienza.it

 

OLYMPUS DIGITAL CAMERA26-08-2016 – Salve a tutti, terzo rapido aggiornamento sul fronte del terremoto e terzo editoriale appositamente dedicato. Gli argomenti non mancano purtroppo e, ad oggi, va segnalata una nuova scossa di magnitudo locale ML =4,8 alle 6:28 di questa mattina, ora locale, nuovamente nel’area di Amatrice.

In conseguenza di ciò, il quesito odierno che molti lettori si pongono, ma soprattutto coloro che, purtroppo, sono costretti a rimanere nelle aree terremoto dove hanno la loro casa, è il seguente:

 

C’è possibilità che avvengano altre scosse di intensità comparabile con quelle già avvenute nell’area in esame?? Oppure, il terremoto, potrà colpire settori adiacenti a quelli già interessati, allargando il raggio d’azione??

Domande lecite, a cui, come sempre, non è possibile dare una risposta certa. Tuttavia, sulla base dello studio delle serie storiche di sismicità dell’appennino centrale, è possibile avere un’idea di come potrebbero andare le cose.

Iniziamo questa breve analisi, analogamente a quanto visto nei precedenti editoriali, da quanto accaduto in epoca recente, ovvero dalla sequenza sismica umbro-marchigiana del 1997-1998.

In merito a tale evento, già la definizione stessa di “sequenza sismica” tradisce la natura prolungata del fenomeno, con reiterazione di diverse scosse di magnitudo comparabile che hanno attivato diversi segmenti di faglia, distinti ma correlati (fig.1).

1997-4

Fig. 1

 

In fig.1 è rappresentata la distribuzione planimetrica di tutte le scosse della sequenza, con la collocazione dei principali abitati dell’area. I segmenti contraddistinti con i numeri da 1 a 4 corrispondono alle principali scosse della sequenza (mainshocks), di magnitudo compresa tra 5 e 6 circa, avvenute rispettivamente in data 26 Settembre 1997 (ore 2:33 e 9:42), 14 Ottobre 1997 e tra il 26 Marzo e il 5 Aprile nell’area di Gualdo Tadino.

Come si vede dai dati esposti, in questo caso si trattò di una vera riattivazione di segmenti distinti di faglia adiacenti anche a distanza di molti giorni dalle scosse principali. I quattro eventi, dal punto di vista geodinamico, riattivarono segmenti distinti di piani di faglia correlati e non si trattò quindi di repliche di assestamento dello stesso piano.

Alquanto diversa fu invece l’evoluzione del terremoto de L’Aquila del 2009; in quel caso la scossa principale del 6 Aprile (ML 6,3, mainshocks) fu preceduta (foreshocks) ma soprattutto seguita (aftershocks) da scosse di magnitudo inferiore, sebbene comparabile ma che interessarono la medesima area e che, nel complesso, possono essere considerate eventi di assestamento lungo il medesimo piano di faglia (fig.2).

 

Abruzzo01

Fig. 2

 

Come può essere considerato il terremoto attuale di Amatrice??

Diciamo subito che l’evento finora si è caratterizzato per avere due centri di azione distinti, il primo nell’area di Amatrice e il secondo nell’area di Norcia (fig.3).

Amatrice

Fig. 3

 

Tale dinamica lascerebbe supporre l’attivazione distinta di due segmenti di faglia adiacenti nelle due aree menzionate Per adesso però, senza opportune ricerche sul campo e senza dati provenienti dagli enti preposti (di cui lo scrivente non è in possesso) è opportuno non sbilanciarsi in merito.

Sicuramente ogni ipotesi va contemplata, in quanto la complessa articolazione tettonica della struttura appenninica lascia spazio a numerose “combinazioni” di neo attivazioni di scosse sismiche possibili nei prossimi mesi, come illustrato nella fig.4, dove sono visualizzati, molto stilizzati, i numerosi allineamenti di faglia (diretta) nell’Appennino centrale (fig.4).

 

FIG2_460

Fig. 4

 

Ogni rettangolo della successione può essere visto come un segmento di faglia distinto (molto semplificato); stabilire come e quando si attiveranno i diversi segmenti è davvero molto difficile, nel senso che è praticamente sicuro che lo faranno nel lunghissimo termine (se sono attive) ma, come già affermato nei giorni scorsi, la corretta determinazione dell’evento è impossibile, sebbene sia lecito attendersi ulteriori repliche (siano assestamenti o nuove attivazioni) nei mesi a seguire nell’area interessata dall’attuale terremoto.

Come si distinguono sul terreno tali allineamenti??

Alcuni sono più difficili da vedere, ma altri sono molto più semplici; riportiamo, in chiusura di editoriale, una delle fagli dirette più note, la grande faglia del monte Vettore, molto evidente perchè collocata al di sopra dei grandi piani di Castelluccio di Norcia, colpito dal sisma attuale, che costituiscono la delimitazione dello sprofondamento del settore di catena situato più a ovest (fig.5).

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Fig. 5

 

Paesaggio davvero fantastico, con il piano di scivolamento ben illustrato in figura e la conca di sprofondamento ottenuta in millenni di attività tettonica. Una nota più distesa a margine di eventi purtroppo davvero poco allegri.

 

Ciao
Ilario Larosa
meteoscienza.it

 

  • Dalle immagini del Vettore riportate nell’articolo non si comprende la morfologia dei Sibillini Meridionali.
    Il Monte Vettore è la cima più alta di tutto il gruppo ed è separato dalla Piana di Castelluccio (Ovest) da una catena montuosa ad anello (e una valle) che parte dal Vettore a Est si abbassa fino al Passo e risale per la Cima del Lago e le altre cime che continauno per decine di chilometri verso Nord-Ovest. Quindi, tra il Vettore e la catena della Cima del Lago (e il famoso Gendarme dopo 2Km) insiste la valle centrale che ospita il famoso Lago di Pilato.