Sensazionalismi privi di fondamento spacciati per verità scientifiche

Come ormai i nostri affezionati lettori hanno imparato, noi di Attività Solare non neghiamo che vi sia stato, in passato un Riscaldamento Globale. Negarlo sarebbe da ipocriti e se permettete, noi non lo siamo.
Quello che neghiamo in modo convinto è che tale Riscaldamento venga attribuito unicamente alle emissioni antropiche di Anidride Carbonica.

In questo breve articolo faccio solo qualche accenno, in attesa di completare un documento più completo e ricco di bibliografia scientifica, circa alcuni sensazionalismi spacciati per verità scientifiche… Frasi ad effetto e/o affermazioni, che spesso sono privi di fondamento e che la gente crede siano veri solo perché vengono ripetuti all’esasperazione da TV e Media.

Nel 1850, quindi circa 166 anni fa, terminava “ufficialmente” un lungo periodo climatico noto come Piccola Era Glaciale (PEG), iniziato nel 1300 circa, e proseguito per 550 anni circa, tra alti e bassi. Un periodo climatico che ha colpito tutto il pianeta e che ha fatto registrare cali termici anche di 2°C a livello mondiale.
A parlarci di tale periodo sono le cronache dell’epoca… che descrivevano minuziosamente, quelle che erano le difficoltà del mondo contadino di giungere a fine mese. Carestie, pestilenze, guerre e il freddo che nelle varie epoche si è alternato ad ogni sorta di evento calamitoso, hanno caratterizzato quei 5 secoli, modellando la nostra società e rendendola quella che è ora.

In quel periodo, si calcola, la quantità di Anidride Carbonica presente in atmosfera ammontava a circa 280 ppmv (parti per milione di volume).
Tutti sanno che oggi è stata superata la soglia delle 400 ppmv. Un semplicissimo calcolo matematico ci informa che la differenza, in oltre 160 anni, è di 120 ppmv.

Ora, dagli studi scientifici degli ultimi decenni (che stiamo ritrovando nella loro forma originale con peer review), si evince che la percentuale di natura antropica della CO2 presente in atmosfera, è pari al 3% circa (qualcuno dice 2, altri dicono 4…). L’effetto serra della componente antropica della CO2 atmosferica è, dati alla mano, pari a circa lo 0.1%. Questo per il semplice fatto che la stragrande maggioranza dell’effetto serra, è dovuto al vapore acqueo presente in atmosfera. E solo in minima parte ai vari gas serra ivi presenti.

A questo punto il primo dubbio che ci viene è…  in questi 160 anni circa, quanta CO2 di origine antropica è stata immessa, effettivamente, in atmosfera? La risposta è un semplice 3.6 ppmv. Le restanti 116.4 ppmv, sono di origine naturale.

Molti obiettano su tale dato, affermando che tutte e 120 le ppmv della variazione di CO2 tra il 1850 ed oggi sono da attribuire alla natura antropica.
Purtroppo non è così…  e lo dimostra il fatto che la temperatura del mare è aumentata di quasi +0.9°C tra il 1910 e i giorni nostri, variazione che sale al considerevole valore di +1.4° circa, se si considera il minimo assoluto registrato intorno al 1600[1].

global_temp_yearly_2

La Scienza, quella vera, ci spiega che la CO2 è un gas solubile in acqua, ma ci dice anche che la solubilità diminuisce all’aumentare della temperatura del mare. In altre parole, man mano che la temperatura del mare aumenta, aumenta la quantità di CO2 che viene immessa in atmosfera a livello naturale.
Pertanto, in attesa di trovare documenti scientifi più aggiornati e precisi, non è sbagliato considerare che la percentuale di CO2 immessa in atmosfera negli ultimi 160 anni, non sia affatto cambiata dal valore del 3% registrato nel corso degli ultimi decenni.

In definitiva, considerando che i pro-AGW affermano che c’è stato un riscaldamento di oltre 1°C a livello mondiale (in realtà, stando alle loro affermazioni, si dovrebbe parlare di oltre 1.5°C rispetto al 1850, ma in realtà sono meno di 0.8°C), ogni singola particella per milione di volume in più di anidride carbonica immessa in atmosfera dalle attività umane, ha prodotto un incremento reale della temperatura di +0.27°C.

 

Tutto il discorso pro-AGW, però, è valido solo se si accetta il postulato secondo cui la variazione dell’attività solare NON HA alcuna influenza sulla variazione della temperatura del nostro pianeta. Ma in più occasioni, sempre su questo blog, abbiamo visto come la TSI[2] (Total Solar Irradiance) “reale”, quella cioè che andrebbe misurata sulla superficie del nostro pianeta, varia moltissimo già solo in base all’orbita del nostro pianeta.

Non tenere conto dell’influenza del Sole sul clima terrestre, quindi porta a fare discorsi totalmente sbagliati in partenza. Discorsi che, alla fine, per poter essere “concreti”, devono necessariamente sovrastimare le potenzialità della CO2 in atmosfera. Cosa che va ben oltre la realtà!
E purtroppo è sulla base di questi errori che poi si leggono articoli, in rete, molto ma molto poco scientificamente realistici. Articoli nei quali si prevede un caldo talmente elevato intorno al 2025, da richiedere come “base di riferimento” quello dell’estate del 2015 (anche se nell’articolo cui mi riferisco e che mi rifiuto di pubblicizzare, si lascia credere che ci si riferisce all’estate 2016).

Questi signori dovrebbero considerare il grafico della Fig. 2 di cui sopra, e quelli che seguono:

lr_sa_long

Ricostruzione del numero delle macchie solari sulla base del C14[3]

tsi-reconstruction-2014

Cosa dobbiamo aspettarci?
Ne abbiamo parlato ampiamente in molti articoli e commenti… e ci torneremo sopra anche prossimamente.

L’attività solare è prevista in calo per i prossimi decenni… e resterà molto bassa almeno fino al 2050. Fino ad allora ci potranno essere variazioni anche sensibili in entrambe le direzioni (caldo e freddo), ma la tendenza è quella del Raffreddamento Climatico Globale.
E su questo, purtroppo non ci piove!

 

Su questo argomento (CO2) ci torneremo sopra nei prossimi giorni…. tranquilli!

 

Buona serata
Bernardo Mattiucci
Attività Solare

 

Bibliografia

  1. A 2,000-Year Global Temperature Record

  2. Influenza solare sul clima terrestre

  3. A History of Solar Activity over Millennia