Remote Sensing Systems. Ovvero: rilevamento satellitare della temperatura dell’aria

In questo articolo non trarrò alcuna conclusione. Non mi va di sorbirmi per l’ennesima volta gli attacchi di chi vuole convingermi a tutti i costi che il pianeta si sta riscaldando e che presto diventerà un forno crematorio. Non mi va perché, semplicemente, sarebbe contro le leggi della fisica e la paleoclimatologia ne è testimone. Pertanto sorbitevi una serie di grafici e chi vuol capire capisca!
Prima qualche informazione:

Vi sono essenzialmente 2 metodi diversi per misurare la temperatura dell’aria.
Il primo è mediante delle centraline a terra, il secondo è utilizzando i satelliti.
Nel primo caso abbiamo essenzialmente un primo problema quantitativo… ovvero non si ha la possibilità di coprire l’intero globo terrestre con le centraline termiche. Il loro numero è infatti limitato ad alcune migliaia, per lo più poste in zone abitate. Vi sono infatti vastissime zone del pianeta NON coperte da tali rilevamento come i deserti, la Siberia, gli oceani, i poli, le foreste pluviali, le montagne ecc…
Un secondo problema è di tipo qualitativo. Le centraline hanno una tolleranza (ovvero un grado di incertezza) spesso pari o superiore ad 1°C. Ovvero, indicando la temperatura, ad esempio, di 20°, questa potrebbe avere effettivamente un valore compreso tra 19 e 21°C. Usare tali misure e pretendere con sicurezza assoluta di calcolare anomalie termiche di decimi o centesimi di grado, appare quindi assurdo.
Un terzo problema, anch’esso di tipo qualitatito, riguarda non tanto la centralina in se, ma la sua installazione. In giro per il mondo vi sono centraline poste per lo più all’interno delle città o negli aeroporti… che rappresentano delle “isole di calore”. Ovvero dei luoghi nei quali, notoriamente, fa più caldo rispetto alle campagne circostanti, e questo solo ed esclusivamente a causa dell’inquinamento, della cementificazione e del microclima che si viene a creare grazie alla presenza di case, palazzi e impianti industriali (primo fra tutti le centrali turbogas).
Questo metodo di rilevamento della temperatura, tuttavia, è il più diretto e seguito.

Il secondo metodo consiste nell’uso dei satelliti i quali, mediante l’analisi di specifiche onde elettromagnetiche a diverse frequenze, vanno a calcolare la “radianza”, ovvero “la radiazione che attraversa nell’unità di tempo un angolo solido, dalla quale poi si ricava indirettamente la temperatura” (cit. Matteo).

Tale metodo risulta avere una precisione più accurata, ma a parte questo, viene coperta una zona molto più vasta rispetto al primo metodo (centraline a terra) e permette di ricavare la temperature alle diverse quote (cosa difficile da fare con le centraline).

 

Nel grafico seguente vediamo le temperature satellitari della troposfera (TMT = Temperature Middle Troposphere e TUT = Temperature Upper Troposphere) e della bassa stratosfera (TLS = Temperature Lower Stratosphere). Grafico i cui dati sono disponibili fino al 2014 compreso.

MSU_AMSU_global_trend

Nel grafico seguente vediamo le temperature satellitari della stratosfera (TMS = Temperature Middle Stratosphere e TUS = Temperature Upper Stratosphere) e della bassa stratosfera (TTS = Temperature Top Stratosphere). Grafico i cui dati sono disponibili fino al 2006 compreso.

SSU_global_trend

Di seguito vediamo invece i grafici dei dati (aggiornati fino al 2014 compreso) suddivisi nelle varie “fasce”, a seconda della quota.
TLT = Temperature Lower Troposphere

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TTT = Temperature Total Troposphere

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TMT = Temperature Middle Troposphere

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TLS = Temperature Lower Stratosphere

wt_func_plot_for_web_2012_TLS.small RSS_TS_channel_TLS_Global_Land_And_Sea_v03_3

 

 

 

 

 

 

 

TTS = Temperature Top Stratosphere

wt_func_plot_for_web_2012_TTS.small RSS_TS_channel_TTS_Global_Land_And_Sea_v03_3

 

 

 

 

 

 


C10 = fascia centrata sui 20 km di altezza (circa)

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C11 = fascia centrata sui 25 km di altezza (circa)

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C12 = fascia centrata sui 30 km di altezza (circa)

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C13 = fascia centrata sui 35 km di altezza (circa)

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C14 = fascia centrata sui 40 km di altezza (circa)

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C25 = fascia centrata sui 28 km di altezza (circa)

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Ora che abbiamo una visione completa dell’andamento medio della temperatura alle diverse quote, ognuno di noi può valutare, con i propri occhi, se il pianeta si sta effettivamente scaldando o meno.
Ci tengo a sottolineare che il pianeta è formato da una massa rocciosa coperta per circa il 75% da oceani più o meno caldi e una massa d’aria (atmosfera) che lo protegge dal freddo (molto freddo) dello spazio.

Non si può, per nessun motivo, limitare lo sguardo al proprio orticello!
Concludo con un estratto dal sito web dell’Ing. Roberto Vacca:

«Ricordiamo, però, che i modelli matematici, anche se ci impressionano mentre girano velocemente sui computer, devono essere usati con prudenza. Prima di essere validati, non danno certezza alcuna. In questo settore della climatologia a lungo termine finora non abbiamo validazioni. Nessun modello ha previsto accuratamente eventi futuri con decenni di anticipo.»

 

 

Bernardo Mattiucci
Attività Solare

 

  • emanuele

    mettendo tutto a sistema ne consegue che l’atmosfera si sta raffreddando, l’unico vero dubbio riguarda l’inerzia termica degli oceani