Realclimatic

Autore: Guido Guidi
Data di pubblicazione: 19 Gennaio 2016
Fonte originale: http://www.climatemonitor.it/?p=40233

carbon-trading-graph

C’era una volta un movimento di volenterosi che voleva salvare il pianeta dai cattivi emettitori di CO2. Per meglio attrezzarsi al salvataggio, si erano riuniti nella capitale delle rivoluzioni cul-turali, in una cornice di grande impegno e determinazione.

Tutti insieme, dopo aver riflettuto e discusso per qualche giorno se fosse meglio salvare prima l’uovo o la gallina, avevano deciso che per salvare il pianeta la sua temperatura media non avrebbe dovuto aumentare di più di 2°C (meglio 1,5°C) rispetto a quando i più tecnologici andavano in giro in carrozza e quelli meno al passo coi tempi in giro non ci andavano proprio.

Per far passare la febbre al pianeta, però, c’era una sola soluzione: smettere di emettere anidride carbonica in atmosfera. Siccome praticamente ogni cosa che si fa ha un costo in termini di emissioni, per tenere queste ultime sotto controllo il miglior sistema, decisero, era quello di farle pagare.

Non che l’idea fosse nuova in realtà. La faccenda del pagare per inquin… ehm, respirare, esisteva già da un po’, solo che il meccanismo si ostinava a non funzionare. Dopo Parigi, si diceva, finalmente la grande macchina da guerra al clima che cambia comincerà a funzionare come si deve.

Ma, onde evitare di dover dar conto ai propri cittadini delle loro azioni, i grandi decisori decisero, tutti insieme, che, sì, un prezzo alla CO2 lo si sarebbe dovuto dare per legge, ma meglio farlo, che so, nel giro di qualche anno, non da subito, per quello può pensarci il mercato.

E così, fregandosene degli accordi e facendo ricorso al realismo che, ahinoi, lo contraddistingue, il mercato, a poco più di un mese dallo storico accordo per salvare il pianeta, ha deciso che la CO2 non vale un accidente, e che il permesso di emetterla vale ancora meno.

Realclimatic

 


 

 

NOTA DI ATTIVITÀ SOLARE:

Interessanti, come al solito, anche i vari commenti sul sito. In particolare c’è il link ad un sito dove vengono ripartati i dati del costo della CO2. E da quel sito si può vedere come il valore “massimo” è stato toccato (tra i dati disponibili), il 1 Luglio 2008, con un valore di ben 28.30 €uro. Ben lontano dai 6.33 €uro di ieri…
Che qualcosa stia iniziando a cambiare? E in che modo combierà? Gli speculatori, ora che non hanno più la possibilità di “mungere” la CO2, si getteranno su qualche altro business? Oppure è iniziato il tracollo di cui abbiamo anticipato ampiamente nel blog/forum Homo Sapiens Hibernus con la serie di articoli “Anno 2015: la svolta!” ????

Buona giornata
Bernardo Mattiucci
Attività Solare