Raffreddamento in corso: il punto della situazione

Nell’autunno/inverno del 2013, nell’ambito delle numerose discussioni che noi di Attività Solare abbiamo intrapreso con i nostri lettori, spiegai più volte cosa sarebbe successo da li’ a qualche mese… e da li’ ad 1 anno circa. Ovvero… mi gettai in una “previsione” sul come sarebbe stata l’estate del 2014.
Lo dissi apertamente anche in più riprese, sia nel web che in una intervista alla radio. L’estate 2014 sarebbe stata fredda… perché l’oceano si sarebbe raffreddato oltre misura a causa delle abbondanti nevicate che in quel periodo si stavano verificando sul Nord-Est degli Stati Uniti e sul Canada.

Quest’anno ho fatto la stessa identica cosa…: l’estate 2015 sarà comunque fredda. Forse anche più fredda di quella dello scorso anno. Motivo?
Sempre il freddo del Nord America e del Canada.

Ma andiamo per gradi:

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Come potete notare dalla mappa qui sopra, solo 3 dei grandi fiumi americani sfociano nell’Oceano Pacifico. Tutti gli altri convogliano l’acqua nell’Oceano Atlantico.

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In Canada, nella parte orientale di questo immenso stato, è il fiume San Lorenzo a trasportare nell’Oceano Atlantico l’enorme quantità di acqua dolce e fredda, derivante dallo sciogliemento delle nevi invernali.

Tutto questo enorme apporto di acqua dolce e fredda, però, non fa che raffreddare il percorso della Corrente del Golfo e bloccare alla nascita la Corrente del Nord Atlantico.

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La conseguenza primaria del raffreddamento della zona a nord del Mar dei Sargassi, dove cioè sfocia il fiume San Lorenzo e dove nasce la Corrente del Nord Atlantico, è un mancato apporto di acqua calda nelle zone del Nord Europa. Sia chiaro che tale mancato apporto non determina uno stop immediato delle correnti oceaniche… ma un loro progressivo e costante indebolimento in termici di quantità di calore trasportata e rallentamento, in termini di velocità di movimento dell’acqua, sia in superifice che alle varie profondità.
Il risultato è quindi un progressivo raffreddamento del clima europeo nel periodo POST-DISGELO… ovvero Primavera ed Estate… quando gli oceani dovrebbero invece accumulare calore grazie alla maggior insolazione solare il cui massimo apporto si ha nel mese di Giugno.

Nell’immagine grande qui sotto, trovate la situazione delle SST (Sea Surface Temperature) fotografata il 6 febbraio 2015 (parte superiore) e il 12 febbraio 2015 (parte inferiore).

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Nella parte bassa dell’immagine, quella più recente, ho segnato con dei cerchi neri le zone nelle quali si nota il maggior raffreddamento.
Dei 14 punti segnati, quelli che maggiormente destano “preoccupazione” sono essenzialmente 4:

Mar Nero…: il raffreddamento evidente di tale mare, dovuto anche all’apporto di acqua dolce e fredda dovuta alla neve accumulatasi nell’Europa dell’Est, permette alle correnti atmosferiche di provenienza siberiana di raggiungere il Mediterraneo senza alcuna mitigazione. Non che le dimensioni del mare fossero chissà cosa… ma una bolla di aria calda in quel punto avrebbe impedito le ingenti nevicate registrate in Turchia nei mesi scorsi.

Mare del Nord…: il raffreddamento della parte meridionare del Mare del Nord, a largo delle coste dell’Olanda, comporta una maggior facilità per le correnti Nord Atlantiche, di raggiungere le coste del continente europeo con una minore mitigazione. Questo si è già verificato nel corso dell’estate 2014 e si ripeterà ancor di più quest’anno.

Mar Mediterraneo…: Qui vi sono 2 punti importanti… quello sotto la Grecia corrisponde al punto più profondo del Mediterraneo… una pianura abissale posta a circa 5000 metri di profondità. L’altro, a largo della Spagna, corrisponde al punto in cui la corrente di acqua calda, derivante dalla corrente delle canarie, ramo di ritorno della circolazione atlantica, si espande e si mescola con l’acqua del Mediterraneo. Un raffreddamento di quella zona denota un mancato afflusso di acqua calda o comunque un ridotto afflusso della stessa. Mancanto tale apporto, il Mediterraneo è destinato ad un ulteriore raffreddamento che, se non compensato nei mesi estivi da sufficiente riscaldamento, determinerà un ulteriore raffreddamento dei mesi estivi, autunnali e quindi invernali a seguire!

Islanda…: Questo è il punto più importante, a mio avviso… Sono anni che monitoriamo la situazione in questa zona e penso sia la priva volta che si registra qualcosa di simile: la formazione di un PONTE DI GHIACCIO tra la Groenlandia e l’Islanda.

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Nei prossimi giorni sapremo se ciò si sarà verificato. Negli anni scorsi, in un paio di occasioni, si era già formato del ghiaccio in quella zona… ma il ponte non si era formato bene… vi erano delle zone di mare ancora prive di ghiaccio. Vedremo quest’anno cosa accadrà.

Le ripercussioni, di un eventuale ponte di ghiaccio tra Groenlandia e Islanda, si avrebbero proprio nel Mare del Nord. Guardando l’immagine seguente capiremo il perché!

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La corrente fredda che si genera ad Est della Groenlandia, scorre lungo tutta la costa della stessa isola, passando nello stretto che separa l’enorme isola dalla piccola Islanda. Qui si incontra anche un flusso di acqua calda proveniente dalla Corrente del Nord Atlantico. Se quello stresso si dovesse chiudere, potrebbe provocare una deviazione verso Sud-Est della Corrente Est-Groenlandese che andrebbe a rinforzare quella che scende nel Mare di Norvegia… determinando un raffreddamento di quella vasta zona e un blocco sempre più concreto della Corrente del Nord Atlantico…. Che, come vediamo, supera abbondantemente Capo Nord… Certo l’acqua fredda, di provenienza artica, scorre in profondità… mentre quella calda, proveniente dalle regioni più meridionali dell’Oceano Atlantico, scorre in superficie. Ma ciò che avviene in profondità ha ripercussioni su ciò che avviene in superficie. Non sempre però è vero il contrario. Specialmente quando gli oceani sono in lento, progressivo e costante raffreddamento.

È ancora presto, teoricamente, per parlare di Era Glaciale. Non lo è invece parlando di Raffreddamento Climatico.

Ciò cui stiamo assistendo da 2 anni a questa parte, è aumento enorme delle precipitazioni nevose tanto in Nord America, quanto nella Russia Siberiana (come a voler raffreddare gli animi di queste 2 superpotenze militari). Ma negli ultimi 2 mesi abbiamo visto anche che in Norvegia stanno aumentando tali fenomeni. Pertanto tutto sta seguendo il piano di raffreddamento dettato dalla Natura e coordinato dall’Attività Solare.

Cosa potrebbe accadere in futuro?
Come più volte ho ricordato, il clima europeo è fortemente dipendente dalla temperatura dell’Oceano Atlantico. Più si raffredda tale oceano, più il clima sarà freddo e le condizioni meteo instabili e caratterizzate da pioggia e neve.
Non abbiamo ancora il freddo tipico delle regioni del nord america perché li’ è clima continentale (…e si parla di costa orientale… mentre l’europa è costa occidentale). Ma qualcosa di molto simile si verificherà nei prossimi anni.

Certo… nulla a che vedere con ciò che accadde durante il Last Glacial Maximum (LGM), ovvero 18.000 anni fa… quando la situazione nel nord america era più o meno la seguente:

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Considerate che lo spessore del ghiaccio, nella zona indicata dalla scritta Laurentide Ice Sheet, era di oltre 1500 metri. E tutto quel ghiaccio aveva provocato un abbassamento del livello dei mari di circa 150-200 metri rispetto all’attuale livello. Accadrà ancora? Forse si… forse no. Non possiamo dirlo con precisione. Ma tutto iniziò con una serie di inverni molto freddi… con accumuli sempre più abbondanti e per periodi sempre più lunghi… Con inverni che iniziavano con 1 o 2 mesi di anticipo (esattamente com’è avvenuto quest’anno in USA… con la nevicata storica di metà novembre) e che terminavano con 1 o 2 mesi di ritardo. Staremo a vedere… Ma solo i nostri posteri potranno affermare con precisione se ci sarà o meno una vera e propria Era Glaciale o se si tratterà solo di una Piccola Era Glaciale. Tempo al tempo…. La Natura non ha fretta!

Bernardo Mattiucci
Attività Solare