Posizione orbitale della Terra ed effetti climatici

Scrivo queste poche righe prima di andare a letto, così, solo per lasciarvi qualcosa da leggere in questo sabato mattina e, magari, darvi qualche spunto per delle proficue discussioni durante il week-end.

Il tema non può che essere quello dei Cambiamenti Climatici…. evoluzioni di un Clima innocentemente “impazzito” che i media e i poteri forti  vogliono farvi credere siano a senso unico verso un Riscaldamento Globale di origine Antropica.

La scienza, invece, ha dimostrato ampiamente e sin da tempi non sospetti, che le variazioni climatiche dipendono da una serie di fattori, tutti più o meno riconducibili alla geometria dell’orbita terrestre e all’inclinazione dell’asse terrestre rispetto al piano orbitale.

Come sappiamo tutti, il nostro pianeta compie un percorso orbitale intorno al Sole in circa 1 anno (periodo di rivoluzione) mentre, contemporaneamente, ruota intorno al proprio asse di rotazione in circa 24 ore (periodo di rotazione). Tale asse è inclinato rispetto al piano orbitale e varia ciclicamente (cioè seguendo un ciclo ben preciso) in circa 25800 anni.

La caratteristica principale del movimento orbitale del nostro pianeta, consiste nelle “canoniche” 4 stagioni. Ovvero 4 momenti ben precisi, corrispondenti a 4 punti diversi dell’orbita, nei quali si verificano condizioni di insolazione tali da “modellare” il clima terrestre nel modo che fino ad oggi conosciamo.

Ovvero…

  1. Quando il pianeta si trova in Afelio, ovvero nel suo punto orbitale più lontano dal Sole, si ha il Solstizio d’Estate.
  2. Quando il pianeta si trova al Perielio, ovvero nel suo punto orbitale più vicino al Sole, si ha il Solstizio d’Inverno.
  3. più o meno a 90° rispetto a tali periodi, infine, ci sono l’Equinozio di Primavera e l’Equinozio d’Autunno.

Precessione

Ora, la cultura popolare contempla poche e semplici “nozioni”… e quanto fino ad ora riportato, per molti, è più che sufficiente per vivere tranquilli e beati.

Per vostra sfortuna siete più esigenti e ne volete sapere di più. Ad esempio molti si chiederanno perché in Inverno fa più freddo se stiamo vicino al Sole, mentre in Estate, stando più lontano, fa più caldo. La risposta sta tutta nel “cuore” di questo articolo (che quasi sicuramente scriverò in più parti)… ovvero: l’inclinazione dei raggi solari.

La massima “efficienza” nel riscaldare il pianeta, i raggi solari ce l’hanno quando l’inclinazione, rispetto alla superficie, è massima. Più diminuisce l’inclinazione, più diminuisce l’efficienza nel riscaldare la superficie terrestre. Questo perché. aumentando l’inclinazione dei raggi solari rispetto all’atmosfera, aumenta la distanza che i raggi solari dovranno percorrere per attraversarla. E quindi, aumenta il “potere filtrante” dell’atmosfera nei confronti delle varie frequenze che compongono ogni singolo raggio solare che ci illumina.

Ora, la difficoltà nel comprendere la reale influenza del Sole sul clima terrestre, deriva molto spesso dal fatto che molti, senza volerlo, ignorano il fatto che l’orbita terrestre non è costante…. l’inclinazione dell’asse terrestre varia continamente e per di più variano sia l’inclinazione dei raggi solari nei singoli punti dell’orbita, sia la poszione degli  “equinozi” (e  quindi anche dei solstizi) nell’arco dei 25800 anni di durata del ciclo precessionale.

Poi, a dire il vero, cambia anche l’inclinazione del piano orbitale rispetto, brutalmente parlando, all’equatore solare e cambia anche la distribuzione “spaziale” (nello spazio 3D) dell’energia emessa dal Sole a causa del movimento continuo del Centro di Massa del Sistema Solare.

Tanti movimenti, molto complessi, e difficili da considerare tutti contemporaneamente. E infatti nessuno dei modelli matematici utilizzati per “prevedere” il clima li prende minimamente in considerazione.

Ad esempio, pochi sanno che ogni 12900 anni circa la posizione degli equinozi e dei solstizi si inverte. Ovvero, in un futuro molto remoto, si avrà un Solstizio d’Inverno quando la Terra si troverà in Afelio ed un Solstizio d’Estate quando la Terra si troverà al Perielio. E purtroppo, in quell’occasione, si avrà anche una inclinazione “invertita” dell’asse terrestre. Ovvero… mentre ora abbiamo che è l’emisfero Boreale a ricevere maggiormente la luce solare durante l’Estate, in quel futuro molto lontano, sarà l’Emisfero Australe ad essere maggiormente illuminato. Questo significa che la quantità di energia ricevuta dall’emisfero boreale, in quel “futuro”, sarà enormemente più bassa rispetto ad oggi… e sommando questa diminuzione al fatto che l’Emisfero Boreale ha una percentuale maggiore di terre emerse, ne consegue che la quantità di energia accumulata dagli oceani diminuirà “paurosamente” e quindi, la temperatura terrestre, semplicemente, “crollerà”.

Ma tra quanto cambieranno le condizioni di illuminazione? Ovvero, quand’è che gli Equinozi saranno “visibilmente” spostati rispetto alla “norma” (se cosi’ si può dire)?
Sta già avvenendo. E’ un processo lento… Ogni anno la posizione degli Equinozi si sposta e per ritrovare le stesse identiche “condizioni” astronomiche, bisogna considerare non i canonici 21 marzo e 21 settembre, ma orari e/o giorni leggermente differenti.

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E che ci crediate o meno, questa leggera differenza di date e quindi di posizioni orbitali, influenza notevolmente il clima del nostro pianeta

Continueremo…

 

Bernardo Mattiucci
Attività Solare

 

1a parte: http://www.attivitasolare.com/posizione-orbitale-della-terra-ed-effetti-climatici/
2a parte: http://www.attivitasolare.com/posizione-orbitale-della-terra-ed-effetti-climatici-2a-parte/
3a parte: http://www.attivitasolare.com/posizione-orbitale-della-terra-ed-effetti-climatici-ultima-parte/