Posizione orbitale della Terra ed effetti climatici – 2a parte

800px-Precessione5Nella prima parte di questo articolo, abbiamo visto, come ultima immagine, quella qui sopra. Essa rappresenta 2 diverse “condizioni” che si verificano durante il ciclo precessionale di 25800 anni circa.

Abbiamo accennato agli effetti climatici, indotti al pianeta Terra, dalla diversa inclinazione dell’asse terrestre.
Analizziamo la parte sinistra dell’immagine, ovvero la condizione “attuale” (in realtà è relativa a qualche decennio fa).

D’estate, l’emisfero settentrionale è inclinato verso il Sole; in questo periodo il Polo Nord si trova sempre esposto alla luce solare, ed i Paesi a Nord dell’equatore hanno giorni più lunghi e luce solare più concentrata. Sei mesi dopo, in inverno, la Terra si trova dalla parte opposta del Sole; quindi il Polo Nord è in ombra per tutto tale periodo, l’emisfero settentrionale ha notti più lunghe e la luce solare cade con un angolo più inclinato, riducendo il suo potere calorifico. Sono ora le regioni a Sud dell’equatore ad avere le condizioni estive.

 

Attualmente la Terra si trova al perielio quando l’emisfero settentrionale (o boreale) è in pieno inverno e l’emisfero meridionale (o australe) è in estate. Questa configurazione tra vicinanza della Terra al Sole e l’alternarsi delle stagioni, influisce particolarmente sul clima mondiale. Nell’emisfero boreale si hanno in genere estati relativamente calde ed inverni relativamente freddi. L’estate cade quando la Terra è all’afelio, quindi l’aumento della radiazione solare (detta anche insolazione) che colpisce l’emisfero boreale del nostro pianeta viene mitigata dalla maggiore lontananza della Terra dal Sole. L’inverno, al contrario, cade quando la Terra è nel punto più vicino al Sole, per cui la mancata insolazione viene in parte compensata dalla vicinanza fisica.

Nell’emisfero australe avviene il contrario. Quando è estate la Terra è al perielio, per cui l’aumento dell’insolazione si somma alla vicinanza del nostro pianeta al Sole, dando luogo a temperature mediamente più alte di quelle dell’emisfero boreale. Quando è inverno, la Terra è prossima all’afelio, il che dovrebbe dar luogo ad un abbassamento delle temperature medie più drastico di quanto avviene nell’emisfero boreale. Questo almeno in teoria. In realtà in questo meccanismo si inserisce il fattore degli oceani, che nell’emisfero australe ricoprono gran parte della superficie terrestre. La presenza di questa enorme massa d’acqua instaura una sorta di equilibrio termico, assorbendo l’energia solare durante l’estate e rendendo notevolmente più mite il clima in inverno. Nell’emisfero boreale, al contrario, gran parte della superficie è costituita da terra solida, quindi le acque degli oceani rivestono un ruolo limitato nella mitigazione delle temperature. Una dimostrazione di questo fatto è, che se durante l’inverno la neve non è un fenomeno insolito nell’emisfero boreale, è invece alquanto raro in quello australe, se non ad elevate altitudini.

Questa è la situazione attuale. Una situazione che però varia nel corso dei millenni. A causa della precessione degli equinozi, la direzione dell’inclinazione dell’asse terrestre rispetto al Sole cambia, per cui, fra circa 12000 anni, la Terra si troverà al perielio quando l’emisfero boreale sarà in piena estate, e si troverà all’afelio quando lo stesso emisfero sarà in inverno. Non avendo questo emisfero un’alta percentuale di superficie oceanica, non avrà neanche una rilevante compensazione termica, per cui, in teoria, ci si potrà attendere delle temperature più estreme di quelle attuali, con estati torride ed in verni rigidissimi.

Questa è la teoria.

Fonte: Precessione degli Equinozi: implicazioni astronomiche e climatiche
Giuseppe Veneziano
(Osservatorio Astronomico di Genova)

E la pratica?
Toccherà aspettare…
…nel mentre, però, proviamo ad immaginare cosa potrebbe accadere, durante la stagione invernale, nell’emisfero boreale.
Dallo stesso documento di cui sopra, riporto ancora un pezzo:
…nella situazione ipotizzata sopra, dal momento che gli inverni sarebbero più freddi, le precipitazioni nevose sarebbero più abbondanti, alimentando i grandi ghiacciai. A loro volta, la neve ed il ghiaccio, essendo bianchi, rifletterebbero una buona parte della luce solare anziché assorbirla, per cui si avrebbero inverni molto più rigidi con le terre ricoperte da uno spesso strato di ghiacci che stenterebbero a riscaldarsi e a sciogliersi una volta che l’inverno sia finito.
Per chi fosse interessato, consiglio la lettura dell’intero documento o almeno del capitolo 5, relativo agli effetti sul clima del ciclo precessionale. Effetti studiati dall’astronomo serbo Milutin Milankovich intorno al 1930 e, ad oggi, nonostante i molti interrogativi ancora irrisolti, l’idea generale di Milankovich, che collega le ére glaciali al moto della Terra nello spazio, costituisce al momento una delle migliori ipotesi sulle variazioni climatiche su scale temporali geologiche.
Ma tali effetti si avranno solo tra 12900 anni? Oppure se ne avrà un assaggio anche in tempi più recenti?
Purtroppo per i caldofili, gli effetti sul clima del ciclo precessionale sono “diluiti nel tempo“. E le 2 condizioni “opposte”, distanziate cronologicamente di circa 12900 anni, sono solo i punti estremi… massimi… di una ciclicità che si ripete QUASI immutata da millenni.
Perché il “quasi”?
Beh… perché come ogni altro oggetto presente nell’Universo, anche il Sistema Solare è il continua, lentissima trasformazione. E l’orbita terrestre non è esente da tali trasformazioni (che, però, non ci riguardano in quanto seguono ciclicità di miliardi di anni).
È quindi il ciclo precessionale a dettare legge nell’alternanza dei Periodi Interglaciali Caldi e Freddi. Questo è, almeno per quanto ci riguarda, pressoché assodato, anche se le simulazioni climatiche di lungo periodo sono ancora in fase embrionale.
Per concludere, e farvi capire in che modo si instaurerebbe un lungo periodo glaciale, vi rimando ad un mio articolo del 28 dicembre 2014: Genesi di una glaciazione!
Nel frattempo, però, ricordatevi che nessuno di noi saprà mai se in futuro ci sarà una Piccola Era Glaciale o se, semplicemente, sta terminando il Periodo Interglaciale Caldo.
Ma sappiamo che le condizioni orbitali stanno cambiando… e man mano che passeranno gli anni e i decenni, queste ci condurranno sempre più verso quelle tipiche di una “glaciazione”.Ma ne siamo sicuri? Non è che gli estremi, come spesso accade, sono solo periodi “tranquilli”, mentre tutto lo scombussolamento avviene sempre e solo durante i periodi intermedi?Ne riparleremo… perché temo fortemente che possa essere così!
Bernardo Mattiucci
Attività Solare