Il Polo Nord svanirà già entro quest’anno…. si, vabbè!!!

Sta facendo molto clamore, sul web, l’articolo de Il Giornale, a firma di Sergio Rame, con il titolo molto catastrofico “Il Polo Nord svanirà già entro quest’anno“.

Già nel sottotitolo ci sono 2 errori grossolani…

A settembre o al più tardi all’inizio del 2017 il ghiaccio potrebbe completamente sparire dal Polo Nord. E sulla Terra si abbatteranno cataclismi climatici

A Settembre si misura l’estensione minima del ghiaccio marino artico.  All’inizio di Marzo si misura generalmente l’estensione massima.
Ora… posso anche, con grande sforzo, capire la previsione (azzardata) per Settembre… ma sinceramente non riesco ad immaginare quella di inizio 2017.

Facciamo un passo indietro.

In questo grafico vediamo l’estensione del ghiaccio marino artico per gli anni 2015 e 2012 rispetto alla media degli anni 2000, 1990 e 1980.
Come possiamo vedere, il 2015 era partito un tantino “maluccio”, poi a metà giugno ha iniziato una lenta ripresa.
Il 2012, al contrario, sembrava partito bene… ma alla fine è l’anno con l’estensione più bassa di sempre.
Secondo la fonte di tale grafico, l’ADS giapponese, il 2012 ha toccato un minimo di 3.18 milioni di km2 di ghiaccio marino, mentre il 2015 ben 4.27 milioni.

La previsione del professor Peter Wadhams dell’Università di Cambridge è la seguente:

La mia previsione – ha detto Wadhams al quotidiano Independent – è che il ghiaccio artico scompaia o si riduca a meno di un milione di chilometri quadrati. In ogni caso è sicuro che quest’anno si stabilirà un record sotto i tre milioni di km quadrati, che sarà battuto di nuovo il prossimo anno

Ora… ancora una volta non vengono considerate tutta una serie di “cosette” che riguardano il clima… tra le quali il fatto che la temperatura media sta diminuendo… lentamente, ma sta diminuendo. Come sta diminuendo la temperatura superficiale dei mari alle medio-alte latitudini, come possiamo vedere dal seguente grafico relativo al Nord Atlantico:

07-n-atl-ssta

Spesso (in realtà “sempre”), purtroppo, i media preferiscono attribuire la causa delle alte temperature registrate nel corso degli ultimi 2 anni, alle emissioni antropiche di CO2… quando invece sarebbe molto più semplice guardare alla causa reale, che con l’AGW non ha nulla a che vedere, ovvero al fenomeno El Nino… ormai definitivamente messo da parte da alcuni giorni.

Mentre in Russia il ghiaccio non riesce più a formarsi, secondo lo studioso dell’Università di Cambridge, le acque e i fondali del Mar Glaciale Artico si surriscaldano liberando il metano rimasto congelato per millenni…

Vabbè… vi rimando semplicemente all’articolo di qualche mattina fa… Il Metano non collabora

Infine arriva la ciliegina sulla torta…

“Il livello dei mari s’innalzerà – spiega la Stampa – e l’acqua dolce immessa negli oceani modificherà il ciclo delle correnti, con conseguenze devastanti”.

Siccome la prima parte di questa frase è un’assoluta STRONZATA per la quale non oso spiegarvi cosa farei a chi l’ha scritta… sono andato a vedere l’articolo linkato..

Per avere un’idea delle conseguenze del riscaldamento in atto nel Mare Artico, dice Wadhams, basta guardare qualunque tg. Gli eventi meteorologici estremi sono quotidiani: cicloni «bomba» e tornado fuori stagione, inondazioni negli Usa e in Europa, tempo sempre più violento e imprevedibile. Ma il peggio deve ancora arrivare, se davvero il Polo Nord sarà presto libero dai ghiacci. Il livello dei mari s’innalzerà e l’acqua dolce immessa negli oceani modificherà il ciclo delle correnti, con conseguenze devastanti.

Anche qui, però, non è che si capisce bene cosa dovrebbe accadere…

UN CORPO, IMMERSO IN UN LIQUIDO,
RICEVE UNA SPINTA DAL BASSO VERSO L’ALTO
PARI AL PESO DEL VOLUME DEL LIQUIDO SPOSTATO
(Archimede – III sec. a.C.)

Quindi, vorrei ricordare a chi ha scritto gli articoli di cui sopra, che il ghiaccio marino che si dovesse sciogliere, non provocherebbe l’aumento del livello dei mari neanche di 1 mm!
Per quanto riguarda le altre affermazioni… circa i cicloni “bomba” e i tornado fuori stagione, ricordo che questi ci sono sempre stati.
L’evento meteo che ha colpito la Francia (e la Germania, e il Belgio e in realtà gran parte dell’Europa), è solo l’ultimo di una lunga serie. Infatti la Senna ha raggiunto…

circa 6 metri sopra il livello di riferimento, una piena assai meno severa di quelle del passato. Nell’anno 1658 arrivò a sfiorare i 9 metri e nel 1910 toccò gli 8,62; e, dopo quella data, raggiunse 6,60 metri nel 1920; con altre piene minori nel 1924, 1955, 1982 (con 6,15 metri) e 1995.

Il Fatto Quotidiano

Pertanto anche qua… non c’è nulla di eccezionale e nulla da ricondurre alle attività antropiche… come invece qualcuno ha tentato di fare.

Ma torniamo nell’artico e torniamo al grafico iniziale…:

vishop_sic_extent_2016

Come possiamo vedere in questo nuovo grafico, attualmente c’è una tendenza che, sembra, possa riportare la curva verso valori più accettabili. Non sarebbe comunque la prima volta che a metà giugno il ghiaccio Artico si riprenda….

vishop_sic_extent

A questo punto… chiediamoci, la previsione pubblicizzata dai vari articoli, può essere veritiera?

La Stampa ci viene in parziale soccorso con l’ultimo paragrafo dell’articolo:

PREOCCUPAZIONI CONDIVISE

Gli scienziati che studiano i mutamenti climatici sono più prudenti di Wadhams, anche se condividono le sue preoccupazioni. Peter Gleick, che lavora al Pacific Institute di Oakland, in California, ritiene che si debba essere molto attenti, perché «le previsioni che si rivelano poi sbagliate gettano discredito su tutta la comunità scientifica». Secondo Gleick, lo scenario ipotizzato dal collega di Cambridge è realistico, ma non si realizzerà prima del 2030-2050. Ma anche lui non si fa illusioni sulla possibilità che il processo possa essere fermato: «Siamo come su un treno impazzito – ha detto – sul quale gli scienziati azionano continuamente il fischio, mentre i politici gettano carbone nella caldaia del motore».

 

Questo paragrafo ha diverse chiavi di lettura molto interessanti…. oltre al dato 2030-2050 che contrasta pesantemente contro l’andamento dell’Attività Solare, in calo per i prossimi decenni, e con il relativo calo delle temperature previsto anch’esso per i prossimi decenni.. con particolare riferimento all’evento Bond del 2020-2022.

Ma io voglio fare un passo in più…. e torno al Giappone… con una previsione (molto più realistica) pubblicata il 25 maggio

La previsione è completa.
Leggiamo infattiche l’estensione minima prevista è di 4.8 milioni di km2. Ma leggiamo anche che saranno aperti sia il Passaggio a Nord-Ovest (metà Luglio) che quello a Nord-Est (fine Agosto).
Poi, per chi volesse approfondire,  nella stessa pagina è possibile capire anche qual’è il metodo della loro previsione.

 

Bene… non ci resta che aspettare e vedere, con i nostri occhi, quale sarà l’andamento dei ghiacci marini artici.

Nel mentre, giusto per la cronaca, facciamo un piccolo confronto tra le SSTA (Sea Surface Temperature Anomalies) del Nord Atlantico per il giorno 6 giugno degli ultimi 3 anni:

SSTA_2014-06-06

2014

SSTA_2015-06-06

2015

SSTA_2016-06-06

2016

Come possiamo notare, sono 3 situazioni completamente diverse l’una dall’altra. Ci sarà da divertirsi…
Buona giornata
Bernardo Mattiucci
Attività Solare

 

  • marcomancioli

    Una cosa è certa, sul nostro pianeta le variazioni climatiche ci sono sempre state, quindi se ormai l’orientamento dei Warmisti è quello di dire che comumque vada è colpa delle emissioni di Co2, quando alla lunga qualcosa accadrà diranno che loro l’avevano previsto, e sarà dura contestarli.
    io credo che dobbiamo divulgare i dati storici fino alla noia :
    dire per esempio che se le piogge adesso le chiamiamo “Bombe d’acqua” quelle che in passato fecero piene piu devastanti di queste come le si dovrebbe chiamare ?
    e che dire degli uragani che sconvolsero i primi insediamenti delle Americhe appena scoperte da Colombo ?
    … ricordare i periodi caldi e i periodi freddi registrati in epoche storiche ecc …

     
  • aldeg

    attenzione, l’artico l’ultima volta che si è sciolto completamente è stato circa 100 mila anni fa. Sempre circa 100 mila anni fa è iniziata l’ultima era glaciale. Come si è potuto ricostruire, una glaciazione inizia quando il polo si libera dai ghiacci. Pur se la vedo difficile che quest’anno o anche il prossimo il polo sia libero dai ghiacci, bisogna tener conto che la cosa non è poi così campata per aria.