Piacere, mi chiamo Lyuba

Auguriamoci solamente che l’attuale periodo interglaciale duri ancora per i prossimi decenni a venire. Qualsiasi altra cosa significherebbe un disastro per gran parte dell’umanità!

Scritto dal Dottor Klaus Kaiser – Ontario (Canada)

Lyuba, naturalmente, è il nome conferito al cucciolo di mammut che è stato scoperto pochi anni fa nella tundra siberiana occidentale. Il cucciolo di mammut lanoso si ritiene che abbia 40.000 anni (fino ad oggi) e che sia morto per annegamento all’età di due mesi. La cosa davvero notevole è lo stato di conservazione di Lyuba, che lo fa sembrare ancora in vita, con la pelle e i capelli (sparsi) completamente intatti. Questo tipo di scoperta è un qualcosa che avviene assai raramente.

Il mammut Lyuba esposto al Field Museum di Chicago per una mostra nel 2010 (AP Photo/M. Spencer Green)

I resti di Mammut (Mammuthus primigenius) sono stati scoperti in molte zone della Siberia, ma raramente in uno stato di conservazione tanto perfetto. Oltre a una morte improvvisa, il cucciolo femmina deve essere stato sepolto assai velocemente da sedimenti e/o congelato rapidamente per potersi conservare in un simile stato. In ogni caso, il permafrost ha impedito a Lyuba e ad altri esemplari di decomporsi per alcune decine di migliaia di anni.

La scoperta e i viaggi di Lyuba

Secondo la CBC (Canadian Broadcasting Corporation – canale pubblico Canadese), al cucciolo di mammut è stato dato il nome di Lyuba, per onorare la moglie del pastore siberiano Yuri Khudi che lo ha riconosciuto come un importante reperto di un cucciolo di Mammut nel 2007 dopo che era stato scoperto da altri, e quindi venduto ed esposto in località vicine alla penisola di Yamal. Da allora Lyuba è stata inserita nel Museo di Shemonovskiy, nella regione di Tyumen in Russia.

I viaggi di Lyuba fin dalla sua scoperta sono altrettanto stupefacenti — chi poteva immaginare che i mammuth potessero spostarsi tanto velocemente? Hong Kong, Londra, Chicago, ecc erano già parte del suo itinerario di viaggio. Ormai Lyuba sta viaggiando in tutto il mondo (sotto forma di una replica) e dai primi di Giugno fino a Dicembre di quest’anno, il “doppione” in plastica di Lyuba sarà esposto presso il Royal BC Museum a Victoria, nella British Columbia, e poi a Toronto, in Ontario, Canada. Senza alcun dubbio, sarà capace di attirare una grande folla ovunque vada a mettersi in mostra.

Anche se molte persone possono guardare all’esposizione del cucciolo di mammut provando un certo dolore per un mondo ormai lontano (difatti Lyuba ha uno sguardo piuttosto innocente), Lyuba è un ricordo di numerose verità — alcune delle quali possono essere scomode per chi è abituato a vedere il mondo con “occhiali colorati di rosa.”

Occhiali colorati di rosa

Vedere il mondo con occhiali colorati di rosa è un modo di dire per esprimere ottimismo, indipendentemente dalle probabilità di conseguire un obiettivo o di avere successo. I giocatori d’azzardo professionisti conoscono le probabilità esatte di qualsiasi combinazione di dadi, carte o altre probabilità nei giochi d’azzardo. Tuttavia, la natura e la vita sono spesso più complesse, con eventi nascosti o imprevisti capaci di rovesciare tutte le statistiche comuni.

Naturalmente, il trovarsi “dalla parte giusta delle statistiche”, in ogni caso non offre mai la garanzia di vincere la “mano”. Potreste essere nel giusto riguardo tutti i conteggi statistici e nonostante questo ritrovarvi in maniche di camicia. Semplificando all’osso, le statistiche possono essere giuste nel lungo termine (o molto lungo o lunghissimo) ma questo non offre alcuna garanzia per la mano successiva in un gioco d’azzardo. La vita non è poi tanto diversa.

La vita non è poi tanto diversa

La vita e la morte possono essere ravvicinate. Un momento è esuberanza, e un momento dopo è disastro. Questa è la natura. La domanda che ci si può porre è questa: cosa possiamo imparare dalla breve vita di Lyuba nella tundra? La risposta potrebbe sorprendervi: il “Cambiamento Climatico” provocato dall’uomo (conosciuto anche come “antropogenico”) è una enorme cazzata…!

Primo: come specie, i Mammut prosperarono per 35.000 anni dopo la morte prematura di Lyuba. A quel tempo l’emisfero settentrionale era in preda alla glaciazione. Dall’est dell’Alaska attraversando il Nord America, l’Europa e l’Asia, c’era una grande abbondanza di ghiaccio — e la tendenza era verso la sua espansione. Le temperature globali continuarono a precipitare fino a quando la natura non cambiò corso, all’incirca 20.000 anni fa.

In questo frangente di tempo cominciò lentamente a fare più caldo a quelle latitudini settentrionali — ma non tanto a causa dei fuochi da campo accesi da alcuni dei nostri lontani antenati che possono aver causato l’aumento dell’anidride carbonica nell’aria, la verità con questo non ha niente a che fare. Il freddo a livello mondiale aveva fatto il suo corso e il SOLE stava entrando in una nuova fase, irradiando maggiore energia.

klaus062716-1

Secondo: Senza il costante rifornimento da parte del Sole di energia radiante sulla Terra, questa rapidamente si trasformerebbe in un cubo di ghiaccio gigante, noi compresi, così velocemente che non si avrebbe neppure il tempo di dire “fa freddo.” Anche se si accettase il fatto che l’umanità ha avuto una qualsiasi influenza sulle condizioni meteo e climatiche locali, al massimo questa, è minuscola rispetto al flusso di energia del Sole che impedisce alla Terra di trasformarsi in ghiaccio solido. L’ondata di freddo del mese scorso in gran parte dell’Europa ha causato perdite significative nelle regioni agricole, in un territorio che si estende dalla frangia meridionale dell’Italia fino all’est, all’ovest e al nord della Francia e del Belgio.

Se non altro, il nostro uso dei combustibili a base di carbonio può prolungare l’intervallo di tempo fino alla prossima era glaciale globale. Tuttavia, l’attuale scarsità di macchie solari (“spotless” il giorno 26 giugno 2016) fa presagire l’arrivo di un nuovo “Grande Minimo Solare”, che va sviluppandosi velocemente.

Esistono anche le prove di una certa correlazione (che mai deve essere intesa come nesso di causalità) fra tali periodi di basse macchie solari con terremoti e attività vulcaniche su questo pianeta.

Auguriamoci solo che l’attuale periodo interglaciale duri ancora per i prossimi decenni a venire. Qualsiasi altra cosa significherebbe un disastro per gran parte dell’umanità!


Dott. Klaus Kaiser – Ontario (Canada) – è l’autore di “CONVENIENT MYTHS, the green revolution – perceptions, politics, and facts” – www.conventientmyths.com

Il Dott. Klaus L.E. Kaiser è uno scienziato professionista con un dottorato in chimica ottenuto presso il Politecnico di Monaco di Baviera in Germania. Ha lavorato come ricercatore scientifico e capo progettuale al Canada Centre for Inland Waters del Ministero dell’Ambiente Canadese per più di 30 anni ed è attualmente il Direttore di Ricerca presso TerraBase Inc. Il Dott. Kaiser è attivo nell’ambito della ricerca da più di quattro decenni; è l’autore di quasi 300 pubblicazioni su riviste scientifiche, relazioni governative e di agenzie internazionali, libri, riviste e quotidiani.

Traduzione a cura di Mauri Sesler