5 gennaio 2017 - 14:00 pm Pubblicato da

Il dibattito sul Riscaldamento Globale o Raffreddamento Globale è sempre più acceso e spesso vengono pubblicati dati assolutamente insignificanti, spacciandoli per prove inconfutabili e definitive di ciò che, in realtà, è!

Sia chiara una cosa, noi di Attività Solare NON CREDIAMO alla bufala del Riscaldamento Globale dovuto alle emissioni di CO2. Le motivazioni sono sparse ovunque nel nostro blog e non sto qua a ripeterle. Ma soprattutto non crediamo minimamente a quanto affermato in varie (troppe) occasioni, che la temperatura degli oceani dipende da quella dell’aria. Questa è una colossale bufala e chi l’ha detta meriterebbe l’ergastolo per oltraggio alla cultura scientifica.

La massa degli oceani è semplicemente enorme e la quantità di calore in essa contenuta è di diversi ordini di grandezza superiore a quella dell’atmosfera. Chi non ci crede può semplicemente usare google per informarsi meglio.

Veniamo all’argomento di oggi… gli oceani, si stanno scaldando o no?

Per spiegare cosa sta accadendo è necessario fare una considerazione di tipo astronomico.

 

 

In questo schema è possibile vedere la differenza di illuminazione nelle varie stagioni.

In questi 2 estremi, il Sole raggiunge la sua massima elevazione sull’orizzonte in estate, e la sua minima elevazione sull’orizzonte in inverno. Entrambi questi casi sono riferiti all’emisfero BOREALE. Ovviamente, nel caso dell’emisfero AUSTRALE, tali eventi vanno invertiti.

Questo significa che solo una fascia molto ristretta viene costantemente illuminata dal Sole. E solo in questa fascia si ha il “massimo riscaldamento” degli oceani durante l’intero anno.

Ciò nonostante, tale riscaldamento segue fedelmente, ma con un ovvio ritardo causato dall’inerzia termica dell’acqua (da wikipedia: In termodinamica per inerzia termica si intende la capacità di un materiale o di una struttura di variare più o meno lentamente la propria temperatura come risposta a variazioni di temperatura esterna o ad una sorgente di calore/raffreddamento interno.).

A causa dell’aumento dello spessore dell’atmosfera, man mano che ci si sposta verso i poli, la luce solare viene filtrata sempre più e a causa dell’inclinazione dovuta alla curvatura del nostro pianeta, l’energia ricevuta sulla superficie, diminuisce.

Ma essendo tale quantità di energia, comunemente indicata con l’acronimo TSI (total solar irradiance), fortemente dipendente (in minima parte) dalla distanza del nostro pianeta dal Sole e (in gran parte) dall’attività solare, ne consegue che la variazione della stessa può essere anche significativa.

Per capire qualcosa di più su quanta energia effettivamente riceve il nostro pianeta in base alla latitudine, vi invito a rileggervi il mio pezzo Influenza solare sul clima terrestre.

Nel seguente grafico è visibile la ricostruzione della TSI tra il 1980 e il 2009. Tuttavia è bene ricordare che la TSI è un valore MEDIO dell’energia alle varie frequenze e che l’energia di ogni singola frequenza varia in modo diverso in base all’attività solare. Pertanto, se la variazione della TSI può essere considerata trascurabile in quanto varia di circa lo 0.1% (linea nera del grafico che segue) su un periodo di 11 anni (tra il minimo e il massimo del ciclo solare), le variazioni delle singole frequenze possono superare anche il 10%.

 

Nel grafico, le linee rosse, rappresentano le variazioni dovute al passaggio fronte Terra delle macchie solari.

Sarebbe troppo lungo e complesso, in questo articolo, spiegare dettagliatamente la differenza di assorbimento dell’energia in base alla frequenza. Basta sapere, però, che la quantità totale di energia che arriva sulla superficie del nostro pianeta, dipende dal tipo di atmosfera… e in particolare alla quantità di vapore acqueo e aerosol (prodotto in gran parte dalle eruzioni vulcaniche) presenti in atmosfera. E, come abbiamo visto prima, tale energia varia anche in base alla latitudine.

 

Guardando questo grafico multiplo… troviamo che:

  1. Nella zona Artica la temperatura sta diminuendo dalla primavera del 2006
  2. Nella zona Equatoriale la temperatura sta aumentando dal 2012
  3. Nella zona Antartica la temperatura è praticamente costante
  4. A livello mondiale si ha un incremento a partire dall’estate del 2008

Ora, se andassimo a tirare le somme senza spiegare i singoli “particolari”, si potrebbe credere al Riscaldamento Globale… perché, guardando il 4° grafico dell’immagine sopra, effettivamente un aumento c’è. Ma non è proprio così…

Gli oceani sono sistemi DINAMICI… caratterizzati da movimenti delle masse d’acqua sia VERTICALMENTE che ORIZZONTALMENTE.
Orizzontalmente si sa… si chiamano Correnti Termoaline… Verticalmente hanno vari nomi… ma sono i “rimescolamenti” che garantiscono all’acqua di mantenere una temperatura sufficientemente costante nel lungo periodo.

Cosa significa questo?
Essenzialmente, e spiegando tale meccanismo in poche parole, che quando c’è maggior apporto di energia (riscaldamento oceanico), il calore si distribuisce man mano dall’alto al basso. Quando l’apporto di energia diminuisce o diventa negativo (raffreddamento oceanico), il calore si distribuisce man mano dal basso verso l’alto.

Purtroppo non è tutto…
infatti i fondali oceanici sono disseminati di vulcani (moltissimi in continua eruzione) e sorgenti idrotermali… alterando, di fatto, quella che è la percezione della temperatura del mare. Ovvero… quanto di quel calore, specialmente alle elevate profondità, è dovuto ad eventi geologici e quanto invece ad un riscaldamento indotto dall’esterno?

Non è facile stabilirlo e quindi bisogna affidarsi ad altri dati, magari derivati indirettamente da altre ricerche (dati proxy) e verificare così qual’è l’andamento reale della temperatura degli oceani.

Ma soprattutto… bisogna ricordarsi che la misura della temperatura è un “lavoro” estremamente difficile da fare…. in quanto bisogna usare strumenti quanto più precisi e stabili possibile…. tararli continuamente e contestualizzare abbondantemente il lavoro.

Fino alla metà degli anni ’90, ad esempio, la temperatura del mare veniva misurata con dei semplici termometri prelevando l’acqua con un secchio di legno.

Poi arrivarono gli strumenti elettronici… che misuravano la temperatura dell’acqua all’interno dei condotti di raffreddamento dei motori delle navi. Ed è logico aspettarsi che tali dati fossero, anche solo leggermente, diversi dalla realtà dei fatti.

Oggi si usano boe oceaniche… sia superficiali che ad immersione… ma anche satelliti artificiali in orbita.

E’ logico che ogni sistema ha i suoi pregi e i suoi difetti… ma anche limiti ben precisi.
Inoltre è concettualmente sbagliato fare dei “paragoni” diretti…

L’affidabilità e la precisione (centesimale) di una boa, non può essere confrontata con quello che permettevano i termometri dei primi decenni del 1900.

Quindi, quando sentite parlare di “forte riscaldamento degli oceani”, non prendete il tutto alla lettera…. perché spesso le cose stanno in tutt’altro modo.

 

 

Buona Giornata

Bernardo Mattiucci
Attività Solare

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