Nuovo Studio ribalta la posizione della scienza climatica secondo cui la ‘cattura del biossido di carbonio dell’Oceano del Sud si stava indebolendo’

Nuovo Studio ribalta la posizione della scienza climatica secondo cui la ‘cattura del biossido di carbonio dell’Oceano del Sud si stava indebolendo’

Di Anthony Watts – Washington, D.C. (USA)

http://wattsupwiththat.com/2015/09/10/study-reverses-climate-science-position-that-the-southern-ocean-carbon-dioxide-sink-was-weakening/

Traduzione a cura di Mauri Sesler (scientific translator)

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Dalla American Geophysical Union e dal dipartimento di “acqua fredda aumenta la solubilità della CO2

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arriva questa buona notizia, che inverte alcune precedenti affermazioni della scienza climatica.

L’Oceano del Sud sta rimuovendo l’anidride carbonica dall’atmosfera in maniera più efficiente

Gli scienziati compilano l’insieme più completo di sempre di dati sul carbonio nelle acque Antartiche

Secondo due nuovi studi, dal 2002 l’Oceano del Sud è andato rimuovendo una maggior quantità di biossido di carbonio, gas ad effetto serra, di quanto si pensasse. Questi studi fanno uso di milioni di osservazioni registrate a bordo di navi e di una varietà di tecniche di analisi dei dati per concludere che l’Oceano del Sud ha visto una costante crescita dei livelli di assimilazione del biossido di carbonio nel corso degli ultimi 13 anni. Questo segue un decennio dai primi anni 90 ai primi anni 2000, durante il quale le prove accumulate avevano suggerito che il processo di cattura dell’anidride carbonica nell’Oceano del Sud si stava indebolendo. I nuovi studi sono stati pubblicati oggi sulla Geophysical Research Letters, la rivista della American Geophysical Union, e sulla rivista della AAAS, Science.

Gli oceani globali sono un collettore importante per l’anidride carbonica rilasciata dall’uomo, e assorbono quasi un quarto del totale delle emissioni di anidride carbonica ogni anno. Di tutte le regioni oceaniche, l’Oceano del Sud sotto al 35° parallelo sud riveste un ruolo particolarmente importante. “Anche se comprende solo il 26 per cento della superficie totale dell’oceano, l’Oceano Antartico ha assorbito quasi il 40 per cento di tutta l’anidride carbonica antropogenica catturata dagli oceani mondiali fino ad oggi”, dice David Munro, uno scienziato presso l’Istituto di Ricerca Artica e Alpina (INSTAAR) presso l’Università del Colorado a Boulder, e un autore dello studio del GRL.

Lo studio del GRL si concentra su una regione dell’Oceano del Sud che si estende dalla punta del Sud America alla punta della Penisola Antartica. “Il Passaggio di Drake è la zona più ventosa, più tempestosa dell’Oceano del Sud”, dice Colm Sweeney, ricercatore capo dello studio sul Passaggio di Drake, co-autore di entrambi gli studi del GRL e di Scienze, e uno scienziato del CIRES che lavora nel Laboratorio di Ricerca del Sistema Terra della NOAA a Boulder, in Colorado. “L’elemento critico di questo studio è che siamo stati in grado di compiere le misurazioni in questo ambiente burrascoso per tutto il tempo necessario, sia in estate che in inverno, ogni anno negli ultimi 13 anni. Questo insieme di dati che misurano il livello del carbonio oceanico è la più densa serie storica continua disponibile per l’Oceano Antartico “.

Il team coinvolto è stato in grado di compiere queste misurazioni a lungo termine utilizzando strumenti di navigazione a bordo della nave Antarctic Research Supply Laurence M. Gould. La Gould, che è sostenuta dalla National Science Foundation, attraversa il Passaggio di Drake quasi 20 volte all’anno, trasportando persone e rifornimenti da e per le stazioni di ricerca in Antartide. Per oltre 13 anni, lungo la strada ha anche compiuto misurazioni chimiche dell’atmosfera e della superficie dell’oceano.

Analizzando più di un milione di osservazioni oceaniche di superficie, i ricercatori hanno potuto evidenziare sottili differenze tra le tendenze dell’anidride carbonica nella superficie dell’oceano e nell’atmosfera che suggeriscono un rafforzamento del pozzo di carbonio. Questo cambiamento è più pronunciato nella parte meridionale del Passaggio di Drake durante l’inverno. Anche se i ricercatori non sono sicuri del meccanismo esatto che guida questi cambiamenti, “è probabile che la miscelazione in inverno con acque profonde che non hanno avuto contatto con l’atmosfera per diverse centinaia di anni svolge un ruolo importante”, dice Munro.

Lo studio di Science, guidato da Peter Landschützer al Politecnico di Zurigo, ha una visione più ampia dell’Oceano del Sud. Questo studio utilizza due metodi innovativi per analizzare una serie di dati sull’anidride carbonica di acque superficiali che copre quasi tre decenni e che coinvolge tutte le acque che si trovano al di sotto del 35° parallelo sud. Questi dati, compresi i dati di Sweeney e Munro sul Passaggio di Drake, mostrano anche che l’anidride carbonica delle acque di superficie sta aumentando più lentamente del biossido di carbonio atmosferico, segno che l’Oceano Antartico nel suo complesso è più efficiente nella rimozione del carbonio dall’atmosfera. Questi risultati contrastano con le precedenti scoperte che avevano dimostrato che il processo di cattura del biossido di carbonio dell’Oceano Antartico era in stagnazione o si era indebolito dai primi anni 90 ai primi anni del ventunesimo secolo.

In aggiunta alle misurazioni sul Passaggio di Drake, lo studio di Science utilizza un insieme di dati che rappresenta una significativa collaborazione internazionale, compreso il campionamento dell’anidride carbonica sulla nave dell’Opportunity Program della NOAA. Questo programma, condotto da Rik Wanninkhof dell’Atlantic Oceanographic and Meteorological Laboratory (AOML) della NOAA, che è anche co-autore dello studio di Science, è la più grande operazione di campionamento dell’anidride carbonica coordinata a livello mondiale. Ma nonostante tutti questi sforzi, nell’Oceano del Sud il livello delle rilevazioni rimane basso. “Data l’importanza dell’Oceano del Sud nel ruolo rivestito dagli oceani globali di assorbimento dell’anidride carbonica atmosferica, questi studi suggeriscono che dobbiamo continuare ad espandere le nostre rilevazioni in questa parte del pianeta, nonostante il difficile contesto”, afferma Sweeney.

Questo studio è stato finanziato principalmente dall’NSF e dal Climate Program Office della NOAA